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42 – Il minestrone del lunedì (monografico): mala tempora currunt

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LA FIONDA

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Come tutti i lunedì avevo in serbo una serie di notizie che si prestavano a una trattazione semi-seria. Ho deciso però di rendere monografico l’appuntamento periodico di questa settimana. Monografico e, mi si scuserà, un po’ lugubre. Trovo che sia doveroso dopo il feroce omicidio di un uomo nel palermitano, pugnalato dalla moglie e a seguire dai figli mentre dormiva. Ora l’assassina si giustifica parlando, ovviamente, di presunti maltrattamenti, che però non erano mai stati denunciati, né segnalati, né esistono al momento evidenze che sia vero e non un modo per sfuggire alla giustizia. La Polizia stessa, sempre pronta ad assecondare le versioni femminili sui maltrattamenti, risulta scettica e parla di “follia omicida”. Non intendo in ogni caso affrontare il caso di cronaca in sé. Preferisco lasciare di seguito una rassegna dei commenti alla notizia che ho raccolto dalla pagina Facebook “Noi poliziotti per sempre”, scelta perché presumibilmente letta in trasversalmente da tante persone diverse. Nel senso: era troppo facile andare a prendere un gruppo femminista e leggere i commenti più bestiali, così ho scelto una pagina più o meno neutra. Ebbene, il tenore dei commenti che vi ho trovato è questo che segue. Non ho censurato gli autori sia perché hanno commentato pubblicamente, sia perché credo che ognuno debba sempre assumersi le responsabilità di ciò che dice.

Dopo questa lunga rassegna, sebbene non abbia a che fare con Facebook credo sia coerente e significativo segnalare la prima pagina del Giornale di Sicilia. Non guardate il titolo, ma la parte segnata in rosso.

In quel riquadro una sedicente criminologa, più personaggio televisivo che altro, dà una dignità scientifica a un’opinione di per sé aberrante, che giustifica l’omicidio, pur in assenza di prove che la donna siciliana fosse vessata in qualche modo. Sentenze mediatiche miserabili con cui il personaggio televisivo sollecita la pancia dei lettori ottenendo consenso, ma che entrano nei cervelli vuoti di chi poi fa un certo tipo di commenti, oltre che in una narrazione diffusa assolutamente tossica. Il giornale in questione ospita volentieri dichiarazioni criminogene del genere, vero “hate speech” prodotto da un soggetto dal profilo quanto meno dubbio, perché a sua volta ottiene consenso e spera così in maggiori vendite. Sebbene il suo compito sarebbe quello di ospitare la versione immonda della Bruzzone, se proprio vuole, ma anche una versione un po’ più sensata elaborata da controparti preparate e competenti. Insomma è in questo tipo di comunicazione che si annida il veleno che circola nella società odierna.

Tornando ai commenti su Facebook, è del tutto inutile far notare cose che chiunque, con un po’ di buon senso nota da solo. Tipo che tutti questi messaggi giustificano il gesto criminale e non di rado esultano per esso. Che autori e autrici di queste bestialità hanno un rapporto conflittuale con la grammatica, oltre che con l’intelligenza in sé. Che gli stessi commenti fatti su un “femminicidio” non sarebbero ammissibili e che… sì, questo è il punto che voglio toccare. Gli stessi commenti sull’omicidio di una donna da parte di un uomo sarebbero finiti su tutti i TG, radiogiornali, siti e blog, programmi di approfondimento. Tutti classificati come “hate speech”, come maschilismo patriarcale oppressivo e violento, degrado della società, eccetera eccetera. Ci sono campi oggettivamente proibiti nel discorso pubblico: commenti d’odio razzista, antisemita, antifemminile, omofobo, ma anche commenti particolarmente virulenti all’indirizzo di personaggi specifici. Solo qualche giorno fa un uomo si è avvicinato a Boldrini apostrofandola in modo arrembante con: “prima gli italiani”. La cosa è finita su tutti i media sotto la specie “aggressione alla Boldrini” (quando, a rigore, le aggressioni vere sono altra cosa). Nella prassi di stigmatizzare il discorso d’odio verso alcune categorie e non verso altre c’è una scelta, quando non una strategia. Va preso atto che, in questo senso, il sistema ha stabilito l’esistenza di categorie di serie A e categorie di serie B.

Gli uomini evidentemente stanno in quest’ultima. Nessuno tra i mezzi di comunicazione ha fatto cenno ai commenti vergognosi che si sono scatenati online relativamente alla notizia di Palermo. Quelli citati in questo articolo, lo ripeto, sono tratti da una pagina generica. Sa solo il cielo cosa si è detto nei profili di “Non una di meno” e similari. Nessuno tra coloro che contano, nelle istituzioni o nei media, ha stigmatizzato il degrado e disagio di quei commenti né la montagna d’odio che ne è premessa. Anche questo non stupisce, ed è il messaggio sottinteso che va ben inquadrato. Quel silenzio del sistema verso un’ondata di risentimento fondata su un’informazione fasulla e distorta (“le donne uccise dagli uomini sono migliaia“, arriva a dire qualcuno) vuol dire una e una sola cosa: gli uomini non contano nulla. Possono essere demonizzati, criminalizzati, si può inneggiare alla loro soppressione violenta. Non è solo tollerato farlo, è proprio permesso. Non è un permesso esplicitamente espresso, ma c’è, ed è evidente. Non sussiste alcun biasimo diffuso per chi lo fa. Esattamente come accadeva con gli ebrei ai tempi del nazismo. Tutto ciò che di male si poteva pensare, fare e dire verso di loro, se non era esplicitamente concesso, non era comunque esplicitamente vietato, dunque era implicitamente permesso. Già in passato ho detto che l’appartenenza al genere maschile è oggi parificata all’essere ebrei nella Germania nazista. La rassegna monografica di questo minestrone e soprattutto il fatto che nessun opinion leader ne abbia parlato stigmatizzandola ne è la prova provata. Davvero più che mai mala tempora currunt. Anche se solo per un genere.


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74 thoughts on “42 – Il minestrone del lunedì (monografico): mala tempora currunt

  1. ma è vero che in Canada hanno passato una legge che nei casi di violenza sessuale proibisce l’uso probatorio a favore della difesa di sms, email, ecc. senza previa approvazione della procura?
    qualcuno dice che questa legge è stata propiziata dall’assoluzione di Jian Ghomeshi, personalità radiofonica canadese accusata di violenze sessuali e stupro da parte di tre donne. Ghomeshi è riuscito a scagionarsi presentando le email e i messaggi che le accusatrici gli avevano mandato e che contraddicevano la loro stessa versione.
    a sto punto spero che accusino di stupro quel coglionazzo del Trudeau, così si accorgerà di cosa significa limitare il giusto processo.

    1. Trudeau è già stato accusato di “molestie sessuali” e la cosa è stata messa a tacere. Tra l’altro c’erano le prove, da sua stessa dichiarazione, anche se ovviamente si trattava di robetta da niente di 20 anni fa.

      Riguardo al resto

      “Section 276 of the Criminal Code states that evidence that a complainant has engaged in “sexual activity” with the accused or another person is presumed not to be admissible to support an inference that the complainant “is less worthy of belief” or more likely to have consented to the incident that is before the court. The activity can be before or AFTER the alleged sexual assault. For a defendant to try to put forward this type of evidence, a written application is required to explain its relevance and a voir dire is held in camera by the trial judge.”

      In altre parole secondo la legge canadese il fatto che il 18 dicembre 2018 Tizia abbia scopato CONSENSUALMENTE con Caio secondo la legge canadese non prova che il 12 dicembre 2018 Caio non abbia violentato Tizia. E bisogna convincere il giudice che tale prova sia rilevante per poterla presentare.
      Notare che il 18 dicembre è DOPO (AFTER) il 12 dicembre, quindi di fatto è una prova che violenza il 12 dicembre non ci fu, perché nessuno scopa consensualmente con chi l’ha violentata 6 giorni prima, e anche se lo facesse ciò vorrebbe dire che la “violenza” era irrilevante per la vittima e quindi non esistente.

      Comunque è il meno, quello che è più preoccupante, e che c’è ANCHE IN ITALIA è che:
      La storia sessuale dell’accusatrice non può essere usata per smentirla (probabilmente è giusto)
      La storia sessuale (storia sessuale, NON condanne) dell’accusato può essere usata come prova contro di lui.
      Il che è assurdo se si accetta di non poter utilizzare la storia sessuale dell’accusatrice: o le esperienze sessuali precedenti contano per tutti o per nessuno – di fatto è la solita cavalleria ed è possibile unicamente perché gli uomini sono per ora ancora così gonzi da non accusare per primi. Se gli uomini accusassero per primi potrebbero utilizzare la storia sessuale dell’accusata (DONNA) contro di lei, e nessuno potrebbe fare agli accusatori (uomini) domande sulla loro vita sessuale.

  2. “l’appartenenza al genere maschile è oggi parificata all’essere ebrei nella Germania nazista”

    infatti nella Germania nazista gli ebrei occupavano tranquillamente posti chiave nel governo, nelle grandi indutrie e nelle forze armate.
    Oggi tra i Paesi più importanti a livello politico, economico o militare solo due (Germania e Regno Unito) sono governati da donne, tutti gli altri sono governati da uomini e alcuni di questi (ad esempio Trump e Putin a capo di due paesi ben più importanti di Germania e Inghilterra) non si possono definire femministi militanti. Le donne in Occidente hanno il diritto di voto da circa un secolo (in certi Paesi meno di un secolo), e solo negli ultimi cinquant’anni hanno iniziato piano piano a entrare nella “stanza dei bottoni” e occupare posti di responsabilità in luoghi dove si decide davvero (Banca Mondiale, FMI ecc..). Ora prendendo per vero quel che dite (io non lo reputo vero ma facciamo finta che lo sia): se davvero le donne pur essendo ancora minoranza nei posti di potere reale che erano totalmente maschili fino a ieri, sono riuscite nel giro di pochi decenni a ridurre gli uomini “come gli ebrei nella Germania nazista”, può voler dire solo due cose: o le donne sono incredibilmente astute oppure noi uomini siamo incredibilmente stupidi, o le donne hanno meritato di vincere o noi abbiamo meritato di perdere.

    (ovviamente sarebbe così se questo scenario bellico fosse reale e se gli uomini fossero come gli ebrei nella germania nazista cosa che non è)

    1. ovviamente il mio vero pensiero è che nessuno ha vinto e nessuno ha perso e che le donne che oggi occupano posti di potere non vogliono affatto ridurre gli uomini “come gli ebrei nella Germania nazista”. Le donne al potere fanno le stesse cose, nel bene e nel male, degli uomini al potere che sono a tutt’oggi maggioranza

        1. Le suffragette inglesi e americane ai primi del ‘900 facevano anche proteste tutt’altro che “pacifiche”, rischiavano in prima persona, hanno subito la repressione poliziesca, la prigione, alcune hanno fatto scioperi della fame in carcere, Emily Davison perse addirittura la vita per la causa, non hanno preso nessun ascensore.

          1. Sì, ciao…
            Ma piantala, ridicolo.
            Sei più femminista di una femminista.
            Definirti pietoso è poco; anzi, è un complimento.

    2. Infatti in Germania prima dell’avvento del nazismo gli ebrei occupavano tranquillamente posti chiave nel governo, nelle grandi industrie e nelle forze armate, ed erano per questo visti come un’élite e una lobby.
      La parte dove Davide ha sbagliato è che la frase doveva essere:

      “l’appartenenza al genere maschile è oggi parificata all’essere ebrei nella Germania PRE-nazista”.

      Poi ci sono delle differenze importanti:
      Gli uomini sono il 49% delle popolazione, non una vera minoranza.
      Le donne hanno bisogno degli uomini per riprodursi e perdipiù moltissime sono abituate ad ottenere grossi vantaggi dall’associarsi con gli uomini.

      Ciò non toglie che vi siano numerose femministe che hanno apertamente INSEGNATO ALL’UNIVERSITA’ che la popolazione maschile andrebbe decimata –
      estratto da Donne che odiano le Donne, seconda puntata

      I) Ogni cultura deve iniziare a promuovere il futuro maschile

      II) La responsabilità della specie deve ritornare agli uomini presso ogni cultura.

      III) La percentuale di donne deve essere ridotta e mantenuta a circa il 10% dell’umanità

      Sally Miller Gearhart, pioniera in Women’s Studies ed appassionata di figa – programma base dei seminari che teneva all’Università di Stato di San Francisco.

      https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2018/12/18/donne-che-odiano-le-donne-2a-puntata/

      1. ma le donne che hanno ricoperto o ricoprono posizoni di potere nel mondo non sono seguaci di Sally Miller Gearhart. Le donne di potere sono persone come Margaret Thatcher, Madeleine Albright, Condoleeza Rice, Angela Merkel, Christine Lagarde, nessuna di loro è una seguace del femminismo ultra-radicale (anzi alcune di queste sono guardate con sospetto se non odiate dal femminismo più radicale) nè la loro azione si ispira a Sally Miller Gearhart o allo SCUM Maniesto della Solanas o alle teorie estremiste di una Andrea Dworkin. E diversamente dalla Germania dei primi anni ’30, non c’è nessun segnale che le allieve di Miller Gearhart possano portare quelle teorizzazioni al potere.
        Le donne di potere o non sono femministe o se lo sono si tratta d un femminismo “liberal” detestato dalle ali estreme

        1. Quanti uomini che volevano sterminare specificamente le donne ti risulta che siano andati al potere nel corso della Storia? Te lo dico che me ne intendo: nessuno.

          Quanti uomini che volevano sterminare specificamente le donne hanno tenuto seminari sull’argomento in università? Nessuno, di nuovo.

          Come mai secondo te?
          Specie la seconda seconda, cosa, nessun uomo ha mai tenuto seminari simili all’università: sugli ebrei si, su altre “razze inferiori” si, ma mai sulle donne, come mai?

          1. chiedendo scusa se rischio di monopolizzare la discussione (e se Stasi ritiene può anche cassare questo commento) ma non mi risulta che Margaret Thatcher volesse sterminare gli uomini, nè Angela Merkel nè Benazir Bhutto nè nessun’altra donna capo di stato e di governo. Nessun politico, uomo o donna, che si proponesse esplicitamente di sterminare metà della popolazione (e dei suoi potenziali elettori in democrazia) andrebbe mai al potere da nessuna parte e mi pare superfluo spiegare perchè.
            (quanto alle aule universitarie, sterminio no ma la presunta inferiorità intellettuale e presunta irrazionalità femminile è stata teorizzata nei secoli da filosofi, intellettuali anche di vaglia con argomentazioni che oggi ci appaiono in tutta la loro insipienza ma ai quali il femminismo della prima ondata ha dovuto rospondere seriamente)

              1. voleva sterminare i protestanti, mica con gli uomini in generale. Era una cattolica fervente contrarissima al divorzio e per l’indissolubilità del vincolo matrimoniale; vi sarebbe piaciuta 😉

        2. “E diversamente dalla Germania dei primi anni ’30, non c’è nessun segnale che le allieve di Miller Gearhart possano portare quelle teorizzazioni al potere.”

          sia inteso che mi rifaccio al paragone con la germania nazista iniziato da Stasi (e aggiornato da Lauder alla germania pre-nazista) paragone che io non condivido

          1. “Quanti uomini che volevano sterminare specificamente le donne ti risulta che siano andati al potere nel corso della Storia? Te lo dico che me ne intendo: nessuno.
            Quanti uomini che volevano sterminare specificamente le donne hanno tenuto seminari sull’argomento in università? Nessuno, di nuovo.

            Come mai secondo te?

            Specie la seconda seconda, cosa, nessun uomo ha mai tenuto seminari simili all’università: sugli ebrei si, su altre “razze inferiori” si, ma mai sulle donne, come mai?”

            Sto conversando anche con Meghan Murphy, e non le lascio cambiare discorso, neanche se sono sul suo sito da cui può rimuovermi quando vuole. E’ la più importante femminista in Canada, alle volte la sentono come “esperta” in parlamento.
            Cosa ti fa pensare che lascerò cambiare discorso a un Paolo Zerbini qualsiasi?

            1. Scusatemi, vado off-topic un attimo per una breve riflessione. Uno dei vanti oggettivi di questo blog è relativo al livello dei commenti. A differenza di altri, il confronto tra lettori è articolato, approfondito, spesso colto, tanto da toccare aspetti storici, sociologici, antropologici. A riprova che questo non è un luogo di invasati senza cervello, e che non sempre la libertà di parola concessa con ampiezza porta al delirio. Detto questo, però, chiederei specificamente a Ned ed Eric di contenersi un po’. Ho notato negli ultimi tempi che i vostri botta-e-risposta, sebbene molto interessanti, monopolizzano un po’ la sezione commenti. Non vorrei che altri si sentissero disincentivati a commentare e a dare altri contributi, e questo vale soprattutto per i nuovi lettori. Mi pare evidente che tra Ned ed Eric ci sia poco più che un universo di distanza, e dubito che quel gap verrà colmato dal confronto che furoreggia qui. Tanto meno ha senso guerreggiare per l’ultima parola. Non voglio tarparvi le ali: ribadisco che i vostri confronti sono sempre interessanti e di buon livello. Solo vi chiedo, dopo un po’, di giungere a una qualche forma di conclusione (esempio: siamo a mercoledì e vi state ancora accapigliando sul mio articolo di lunedì…). Spero non vi offendiate e capiate il tenore della mia richiesta. Grazie.

              1. Più che altro bisognerebbe, io per primo, imporsi di non dare più di una sola risposta a ned: una volta che lui deraglia / cambia discorso non lo si deve inseguire per metterlo all’angolo.
                Parlo soprattutto a me stesso, sono io che tendo a farmi trascinare in questi battibecchi puerili col femminista che cambia discorso.

                1. Sono d’accordo. Ned, avendo fatto ottime scuole in questo senso, ha l’abilità tattica di usare il diversivo. E per chi ha verve discussiva e polemica è un’esca spesso irresistibile. Per questo, salvo casi eccezionali e con epigrammi, ho deciso di non rispondergli più. 😉

  3. Al di là della violenza alla lingua italiana della media dei commenti, ci sono alcune perle da salvare ad imperitura memoria, tipo:
    “Io condanno OGNI forma di violenza però NON condanno questa donna” (siamo confuse, eh?).
    “Ha rovinato i suoi figli, poteva fare tutto lei da sola” (altrochè i consigli della vicina di casa sul polpettone di Natale).
    “sperando che trovi un giudice Clemente” (e se trova un giudice Osvaldo?).
    “noi donne non agiamo per istinto” (uh, allora è un omicidio premeditato).
    “Adesso tocca a noi, brava” (fossi nel marito/compagno di questa non dormirei tranquillo).

  4. una donna uccide brutalmente il marito e racconta di aver subito maltrattamenti da quest’ultimo ma non risultano denunce

    reazione degli antifemministi: ” Bugiarda criminale! Doveva denunciare! Ci vuole la legge! Bisogna affidarsi alla legge!”. e avrebbero anche ragione però:

    una donna denuncia il marito per maltrattamenti e si affida alla legge

    reazione degli antifemministi: “Bugiarda! Sono false accuse! Vuole portargli via i figli, la casa, i soldi! La legge fa schifo, difende sempe le donne!”

    un uomo uccide la moglie (che magari l’aveva pure denunciato) e racconta che lei lo vessava psicologicamente, forse aveva un altro, minacciava di separarsi e di portargli via tutto.

    reazione degli antifemministi: “poverino! poverino! Ha reagito eccessivamente, non doveva ucciderla ma lei era cattiva come quasi tutte le donne, sicuramente lo cornificava, lo insultava e con la separazione lui avrebbe perso tutto! Poverino! Poverino! Sono le maledette leggi femministe che stimolano l’indole maligna delle donne, si sa che le donne di oggi sono moralmente inferiori come spiegano i geniali uomini3000, ed esasperano gli uomini portando alcuni all’omicidio, non è colpa di quei mariti che scelgono di uccidere un essere umano che dicevano di amare! No loro sono poverini! Sono le donne che sono cattive aiutate dalle leggi”

    riassumendo:

    donna uccide marito: per gli antifemministi è una maledetta assassina

    uomo uccide moglie: per gli antifemministi è un poverino

    no,non sono solo (alcune) femministe a fare due pesi e due misure

    1. Paol*…vedo che ti stai innervosendo.
      Buon segno.
      T’escono le cose “migliori” quando sei in questo stato.
      Argomentazioni stizzite dopo esser stato clamorosamente sbugiardato (non era difficile).
      Balle su balle…per rattoppare altre balle.
      Tipico dei bugiardi incalliti.
      Frottole costruite su puerili semplificazioni senza nessun senso compiuto.
      Una dialettica da seconda media.

      M’associo a chi non reputa utile una tua estromissione da questo spazio.
      Sei utile alla causa.
      Rappresenti un monito agli uomini che qui capitano: dai la misura del downgrade d’una mente maschile sottoposta a prolungato trattamento femminista.

    2. Dire qualcosa rimanendo in tema è difficile, vero?
      Vedere con i propri occhi i commenti di cui sopra è difficile, vero?
      Poveretto.

    3. Solite balle.

      La versione due è:
      una donna denuncia il marito per maltrattamenti e si affida alla legge

      L’85% delle false accuse in fase di separazione è falsa e PERSINO LA BRUZZONE DICE CHE “FORTUNATAMENTE ORA LE FALSE ACCUSE SONO SCESE A CIRCA IL 50%”

      Se pure quella pro-donne dice che è come giocare a testa o croce, che dovrebbero pensarne gli anti-femministi?

  5. Che FB è una discarica a cielo aperto lo penso da anni, ma in fondo sono gli stessi commenti che si possono ascoltare in giro.
    Qui l’unica cosa certa è che un uomo stava dormendo ed è stato massacrato a coltellate, altro che legittima difesa come si legge e si sente dire, appunto, in giro.
    La storia dei continui maltrattamenti non regge, non giustifica un omicidio posto in essere con queste modalità.
    Nè mi fido dei media, solo dei comunicati ufficiali degli investigatori e del P.M.
    Su una cosa però sono d’accordo (i media), sul dare il solito “taglio” da impostori al fatto in sé.
    Sulla Bruzzone preferisco stendere un velo pietoso.

  6. Questo é un omicidio efferato, volontario e premeditato, il movente dovranno ricercarlo polizia e magistratura e penso che avranno un bel da fare.

    1. ciao Marta.
      certo che è bruttissimo,
      ancora la stampa non ha parlato di depressione (ma lo faranno tra 24 ore).

  7. vediamo se riesco a descrivere il mio pensiero senza un rompicoglioni che viene qui a trollare
    mentre dovrebbe farlo sui siti delle sue compagnette di merenda.

    L’omicidio di Palermo è efferato, si sono scambiati il coltello tra madre e figli.
    Non c’era mai stata nessuna denuncia. E’ chiaro che nessuno può farsi giustizia da solo contro il socio che lo ha truffato
    contro l’inquilino che non ha pagato, contro la persona che dà una spinta o provoca in una discoteca.
    La vita umana è sacra. la signora è una grandissima bugiarda e non appena l’ha ucciso aveva già pronta
    la versione da dare in pasto per difendersi, complici i due figli anche abbastanza grandi.
    Mi piacerebbe sapere chi può smentire questa donna: il marito è morto.
    I vicini di casa li vedevano sempre tranquilli per strada; nessuno ha mai assistito a scenate,
    guarda caso gli unici testimoni oculari diventano imputati visto che hanno massacrato il loro padre.

    Nessuna vessazione e nessun maltrattamento autorizza la soppressione della vita umana:
    non c’è nessuna proporzione tra i due beni.
    Tante donne hanno proposto denuncia. Tante donne hanno visto condannato il loro maltrattante.
    E’ stato sufficiente allontanarsi di casa e proporre una separazione.
    Autorizzare questi comportamenti, accettarli, giustificarli, farne l’apologia è una pericolosissima
    regressione sul piano della civiltà, significa che chiunque può colpire a morte un parente
    una persona con cui ha gravi contrasti, eccetera.
    Spero di essere stato molto chiaro: chiunque inneggia all’omicidio compie prima di tutto
    un gesto contro sè stesso, perchè chiunque sarà autorizzato la prossima volta
    a fare altrettanto proprio contro colui che fa apologia di un reato di questo tipo.

    1. “chiunque inneggia all’omicidio compie prima di tutto
      un gesto contro sè stesso, perchè chiunque sarà autorizzato la prossima volta
      a fare altrettanto proprio contro colui che fa apologia di un reato di questo tipo.”

      Appunto per questo ho detto che gli zerbini nei commenti si stanno offrendo come vittime sacrificali.
      Per le donne è un po’ diverso, vige più che mai il “la donna non si tocca neanche con un fiore” che anzi oggi è sotto steroidi “grazie” al femminismo.

  8. Un classico…
    Non a caso, in passato, quando scrivevo su uomini 3000, ero solito aprire discussioni come questa:
    https://questionemaschile.forumfree.it/?t=11347249

    Basta dire che nessuna donna chiede mai l’ergastolo o la pena di morte per una donna che si macchia di reati come l’omicidio e l’infanticidio.
    Anzi, in questi casi il giustificazionismo è preponderante.
    L’ipotesi che possano esistere delle femmine malvagie e criminali non sfiora neppure queste menti “eccelse”.

    Mentre a situazione invertita è un autentico diluvio di richieste di pena di morte, tortura, castrazione e quant’altro nei confronti di quegli uomini che si macchiano dei medesimi reati.
    Due pesi e due misure.

    1. ricordati Sandro che andando tutto male c’è sempre l’estrema possibilità della perizia psichiatrica ….
      leggi qui:
      http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2002/12/31/SC405.html

      La depressione induce all’omicidio ?
      E’ ormai arrivato il giorno in cui dobbiamo stare davvero tutti molto accorti, nelle frequentazioni, nelle persone con
      cui entriamo in confidenza, avendo sempre cura di tenare non due ma dieci metri di distanza rispetto
      a personaggi pericolosi e potenzialmente instabili.

      Consiglio vivamente di tagliare ogni relazione di convivenza con chiunque possa rappresentare un potenziale pericolo
      costi quel che costi. Facciamo grossa attenzione a certe donne delle quali ci circondiamo, possono
      essere la nostra fine.

  9. secondo la squadra mobile di Palermo, l’esecuzione dell’omicidio è terribile, una vera carneficina.
    Pietà per quell’uomo.
    Pietà per tutti compresi i figli innocenti.

    ecco una foto della Salvatrice. Troppo difficile fare una denuncia ?
    Troppo complicato separarsi, quando hai casa garantita, soldi e difesa assicurata in tribunale?
    Situazione insostenibile se, come pare, i figli maggiorenni la sostenevano nella guerra familiare?
    dove sono le case rifugio, i centri antiviolenza, i servizi sociali, le costose stanze rosa della questure
    con personale femminile dispiegato ?
    le donne che sporgono denuncia sono wonder woman o semplicemente credono nella legge ?

    Intanto l’avvocato (ovviamente donna) prepara la difesa per una corte d’assise già manipolata
    e ben instradata dalla battage pubblicitario.

    https://www.palermotoday.it/cronaca/omicidio-pietro-ferrera-via-falsomiele-avvocato.html

    1. “Troppo difficile fare una denuncia ?”

      ma come? Le donne che denunciano non erano tutte o in maggioranza bugiarde, cattive che vogliono rovinare l’ex? adesso sono diventate donne che credono nella legge. Bene,sono felice che tu abbia cambiato idea.

      “Troppo complicato separarsi, quando hai casa garantita, soldi e difesa assicurata in tribunale?”

      se lui era davvero violento (e sottolineo “se”) forse aveva paura che separandosi lui l’avrebbe uccisa, è già successo. E se (e sottolineo “se”) la donna viveva in quel clima “da medioevo” descritto dal suo legale (dichiarazioni certamente da prendere con le pinze) è anche possibile che non sapesse dell’esistenza di centri anti-violenza e simili. Anche in un paese occidentale possono esistere sacche di arretratezza

      1. ma perchè non vai via?
        Tu sei una sacca di rotture di scatole.
        Ti ho detto di non quotarmi !
        Guarda che la prossima volta ti prendo a parolacce, sei avvisato.

        1. Io che sono in contrasto diametralmente opposto con ned, desidero che continui a scrivere i suoi pensieri in questo blog.
          Spesso il suo contrasto netto rispetto agli altri, è utile per delle riflessioni.

          1. Condivido. Le sue opinioni sono come unghie di metallo strisciate forte su una lavagna, ma alla fine è un buon “sparring partner”, emulando perfettamente le femministe nel suo modo di argomentare. L’importante è che non straparli irrispettosamente sui padri. Lì rischia cartellino giallo e rosso.

            1. non c’è proprio nulla da condividere, il personaggio sta continuando a travisare i miei concetti, le mie idee
              perseverando nel trollare in continuazione mettendo in bocca cose mai dette.

              Ned, o come ti chiami, ora hai rotto le scatole ! Vai a provocare dalle femminarde tue amiche, con tutti gli
              annessi e connessi di disonestà intellettuale.

    2. da questo blog e nei commenti si ripete che le denunce di violenza in fase di separazione coniugale sono in maggioranza fasulle, che le ex mogli mentono e calunniano nella maggior parte dei casi. adesso invece “doveva denunciare!”. Se avesse denunciato ssarebbe diventata una probabile calunniatrice per voi ma lasciamo stare

  10. Mafalda Perlini (una a caso tra mille)
    Tante condivisioni su facebook di cagnetti abbandonati, indifesi, trattati male dalla razza umana
    nessun cagnetto e nessun gattino va lasciato
    e poi fa l’apologia di un omicidio volontario di un essere umano!

  11. quote :
    “Sa solo il cielo cosa si è detto nei profili di “Non una di meno” e similari.”

    caro Davide, sono anni che leggiamo esortazioni, inni e apologie alla autodifesa “fisica”, alla castrazione fisica e chimica,
    a farsi giustizia con le proprie mani ed altrettanti inviti a tenere “pulite le strade” che si percorrono mediante le botte.
    Si tratta, come bene ha scritto una acuta lettrice sul forum del Fatto, di una profonda tendenza securitaria, reazionaria
    e conseguentemente, puro stampo fascista, ormai di larghi strati della popolazione femminile, sobillata dalla indegna campagna
    di stampa che ben conosciamo. L’ignoranza si accoppia al delirio securitario.
    L’Italia sotto l’aspetto del femminicidio è uno dei paesi più sicuri d’Europa.

    sono decenni che si è stabilito che nel caso di maltrattamenti, nessuna condotta lesiva o omicidiaria
    è possibile: si va alle ff.o.. e si denuncia, eventualmente in uno dei tanti CAV profumatamente pagati dallo Stato.
    Qui manca la proporzione tra offesa e reazione visto che tra un maltrattamento e un omicidio c’è un abisso;
    manca la attualità dell’offesa (eventualmente il maltrattamento in famiglia)
    manca l’immediatezza tra offesa e reazione omicidiaria
    (ben dimostrata dal fatto che nel caso di Palermo l’uomo era intento a dormire).

    Simili obbrobri giuridici e questo clima infame sono da addebitare certamente ad una esigua
    schiera di criminali, spesso alienati mentali, ma soprattutto a chi dalla creazione di un clima odioso
    ci specula, ci guadagna e costruisce patetiche trasmissioni della tv del dolore.
    Ne vedremo delle belle in futuro !

    1. ciao Giuseppe….basta vedere qualche intervento alla Camera della siniscolese per capire di che tipo di persona
      si tratta . La sua veemenza e la sua scorrettezza istituzionale cava gli occhi a un cieco
      Alla Camera, interviene contro la giunta regionale (!!) entrando in polemica con un assessore ben preciso.
      Basta leggere i relativi profili face (Arru-Lapia) e si capisce chi insulta e chi si difende.

      La notizia che fosse una storia inventata è rapidamente circolata in Sardegna la domenica sera
      mentre già vi era stato il coro universale della solidarietà “de genere”
      lo stesso aggressore, quello della coca-cola ha detto immediatamente che non era vero nulla
      e che la 5stelle aveva iniziato a filmare provocatoriamente …
      grazie a quella donna che ha visto tutto ed ha avuto la dignità e il senso civico di smontare
      una colossale bufala, in pratica lo sport nazionale del movimento grillino.

  12. I commenti sui social e gli articoli erano prevedibili.. Ecco perché non quardo più ne gli uni ne gli altri.. E quando il 31 dicembre Mattarella farà il suo discorso a reti unificate io spegnero’ la tv.. Per quanto mi riguarda la repubblica italiana. E tutte le democrazie d’occidente, sono estinte . Per sempre .

  13. Gli zerbini nei commenti: saranno loro a pagare per questa atmosfera, si stanno offrendo come vittime sacrificali per “pareggiare i conti”.

    1. Eric puoi essere certo che gli zerbini di oggi saranno le vittime sacrificali di domani .

      Auguro loro una sonora delusione, nella loro difesa molto paternalistica di personaggi criminali !

  14. “era esasperato”, “lei lo tradiva”, “chissà cosa ha fatto lei” “le ex mogli rovinano gli uomini e non ci possiamo meravigliare se..” sono i commenti che in genere si leggono sotto la notizia di un femminicidio se il marito assassino è un italiano (se è immigrato magari magrebino ci sono commenti di altro tipo ma non manca mai quello che dice “bè se sposi un marocchino te lo devi aspettare”) senza contare i vari “se l’è cercata”, “cosa ci faceva fuori a quell’ora” che so trovano puntualmente sotto ogni notizia di violenza sessuale su una donna quindi come vedi non c’è alcuna differenza. e no non ho visto servizi stigmatizanti sui TG neanche contro questo tipo di commenti sotto le notizie di femminicidio. Di solito i mass media si accorgono dell’odio online solo quando riguarda qualche volto noto magari politico (Boldrini o Bersani quando era malato)

      1. non sono balle, è solo che tu, come certe femministe, vedi solo quello che conferma le tue idee e rifiuti quello che potrebbe metterle in dubbio. una femminista estrema rifiuta di vedere i commenti (femminili sopratutto) “comprensivi” verso le donne che uccidono, tu rifiuti di vedere i commenti (maschili sopratutto) analoghi verso gli uomini “poverini esasperati” che ammazzano la ex moglie ma questi commenti ci sono. Basta farsi un giro nella sezione commenti del Fatto quotidiano sotto la notizia di un femminicidio commesso da un italiano

        1. Sono BALLE Ned. Se commenti maschili ci sono, sono pochissimi e di gente che viene poi subissata di critiche e insulti. E chissà quanti non passano la censura. E quando superano un certo numero vanno sui media mainstream, a sottolineare ancora di più quanto gli uomini siano cattivi e maschilista questo paese. Finiscila di dire cazzate, per favore, che il doppio standard non l’ho inventato io, ed è evidentissimo.

          1. Esatto.
            Gli stessi moderatori/e fanno passare o bloccare gli stessi contenuti a seconda se la vittima è uomo o donna.
            L’incoerenza più totale regna.

        2. Perché racconti balle?
          Sul FQ non c’è mai stato neanche un singolo commento che dicesse “ha fatto bene”, neanche uno.

          1. ovviamente la maggior parte non dice “ha fatto bene” così brutalmente, di solito dicono” la violenza sulle donne è terribile MA..pensiamo ai padri separati che dormono in macchina..lui ha sbagliato MA lui aveva paura di perdere tutto, MA…” è la riedizione del sempreverde “non sono razzista MA…”

              1. no guarda non è lo stesso, è più ipocrita dal mio punto di vista. Se inneggiassero chiaramente all’omicidio almeno quello che pensano sarebbe chiaro invece si ricorre a sottigliezze, formule ipocrite (“Uccidere la moglie/la fidanzata è terribile MA…”) ovviamente solo quando l’uccisore è italiano, se è immigrato si va giù di castrazione chimica e pena di morte

                1. In pratica stai definendo più biasimevole un atteggiamento che soggettivamente ritieni ipocrita, rispetto ad un’altro che è sanzionato dal codice penale.
                  Sai perché viene sanzionata l’apologia di reato?
                  Perché è una condotta socialmente pericolosa.
                  Non immorale. Pericolosa.
                  Potenzialmente in grado di innescare comportamenti criminosi.

                  «L’elemento oggettivo dell’apologia di uno o più reati punibile ai sensi dell’art. 414, comma terzo c.p., non si identifica nella mera manifestazione del pensiero, diretta a criticare la legislazione o la giurisprudenza o a promuovere l’abolizione della norma incriminatrice o a dare un giudizio favorevole sul movente dell’autore della condotta illecita, ma consiste nella rievocazione pubblica di un episodio criminoso diretta e idonea a provocare la violazione delle norme penali, nel senso che l’azione deve avere la concreta capacità di provocare l’immediata esecuzione di delitti o, quanto meno, la probabilità che essi vengano commessi in un futuro più o meno prossimo.»

                  (Corte di cassazione, sentenza n. 40552/2009)
                  – – – – –

                  Fattelo dire: sei un personaggio inqualificabile.

                2. Io frequento sia FQ che altri siti dove è possibile commentare queste notizie e ha ragione Stasi, sono pochissimi (per fortuna) i pirla che dicono “E’ morta, ma…”. La maggior parte mette in luce il fatto che i numeri sono gonfiati (oggettivo) e che tutto questo ambaradan sul femminicidio è fatto solo per tirar soldi facili dallo Stato (oggettivo).

            1. Ancora balle.
              NESSUNO ha MAI detto “ha fatto bene”.
              “lui ha sbagliato MA lui aveva paura di perdere tutto” è perfettamente accettabile, come sono perfettamente accettabili pochi dei commenti che ha evidenziato Davide: NON è apologia di reato.
              Ma quel che tu non vedi è la proporzione, continui a confondere l’eccezione con la regola e la regola con l’eccezione.
              Il doppio standard è questo:
              Donna uccisa da uomo:
              95%: “uomo mostro”, 5% “lui ha sbagliato MA lui aveva paura di perdere tutto”
              Uomo ucciso da donna:
              95% “che bello! Ha fatto bene!”, 5% “lei ha sbagliato MA era stata maltrattata”.

              Ti stai sforzando di millantare un’eguaglianza di trattamento che in realtà non c’è.

      2. Ciò che afferma Paol* è falso,…come spesso gli accade (il femminismo si regge sulle falsificazioni).
        Non c’è nessuna correlazione numerica tra i due fenomeni (anche noi visitiamo quelle pagine…forse gli sfugge).
        Beceri commenti maschili, sparuti e assolutamente minoritari.
        Ma quello che crea la vera differenza, non è la giustificazione d’un delitto in sè (che seppur aberrata potrebbe avere una sua astratta ragione d’esistere: la “giusta” uccisione del “bruto”).
        La differenza qualificante dei commenti femminili all’uccisione d’un uomo per mano d’una donna, sta nell’uscire dal contesto di cronaca, e proiettarlo sulla fenomenologia della “mattanza delle donne” che i media quotidianamente descrivono.
        Quel…”finalmente una donna che inverte la tendenza” ne rappresenta la sua naturale consecutio.
        E la sua prosecuzione con altri mezzi.
        E’ l’incontrollabile risposta plebea ed ad una chiamata in guerra santa.
        S’è fatto in modo che si creasse una micidiale concatenazione: denunciate sempre – ma tanto nessuno v’ascolta – siete costrette a farvi giustizia da sole.
        Una pericolosissima e indotta partecipazione apologetica delle donne (punita tra l’altro dal 414 CP) che auspica la medesima reazione, da parte di tutte quelle che vivono una realtà simile.

        C’è un responsabile morale in quella barbarie quindi.
        Un mandante.
        Riportare la cronaca di quei “conati” equivarrebbe ad autodenunciarsi.
        Perciò…non lo vedremo.

        1. Commento capolavoro. Qualcuno che capisce ciò che scrivo c’è, vivaddio… cominciavo a mettere in dubbio la mia capacità espressiva.

        2. sotto le notizie di una donna separata o in procinto di separarsi uccisa dall’ex marito o dal marito c’è puntualmente quello che ricorda la situazione dei padri separati e usando questa vuole giustificare di riffa o di raffa l’azione delittuosa di un uomoverso la ex moglie, lo trovi SEMPRE uno o più di un commento di questo tenore, e non sono per forza bederi, a volte si esprimono pure con un linguaggio “educato” ma sono sempre giustificativi verso l’ omicida, poichè, come i commenti emminili che denunciate, vedono l’uomo che uccide la ex moglie come uno che si “ribella” a una ingiustizia, se poi non volete vederli questi commenti vabbè fate voi

          1. “Uno o due commenti” sempre puntualmente (e giustamente) criticati e insultati, contro CENTINAIA, pieni di like, risate e risposte di approvazione. Chi non vuol vedere la verità se tu e soltanto tu. Fai pena, as usual.

          2. Non c’è nessuno che scrive “ha fatto bene”, “sono contento”, “tanto troverà un’altra moglie” e nemmeno “va assolto”.
            Paragoni due cose differenti, causa tuo doppio standard.

            1. se lo scrivessero almeno sarebbero onesti. Invece dicono “è una cosa terribile quella che ha fatto PERO’ aveva paura di finire a dormire in macchina, PERO’ vediamo cosa ha fatto lei per farlo arrivare a quel punto”.
              Tra il razzismo dichiarato e l’ipocrisia del “non sono razzista ma..” preferisco fronteggiare il primo

          3. Notare la tattica del mentitore femminista.
            Prima afferma che le dinamiche son pari ed equivalenti.
            Poi s’imbroglia e si smentisce…”c’è puntualmente QUELLO che ricorda”…”lo trovi sempre
            UNO O PIU’ di un commento”…ammettendo implicitamente che si tratti di qualche caso.
            A cui segue…”vuole giustificare di riffa o di raffa l’azione delittuosa”.
            Dunque, la riffa o la raffa (tradotto: in qualche modo) sono già nel campo delle sue personali interpretazioni.

            Qui invece leggiamo….:

            Adesso tocca a noi. Brava
            Finalmente…ci difendiamo.
            Finalmente una donna che si difende. Chissà cosa ha dovuto sopportare.
            Ha fatto bene merita una medaglia.
            Aveva magari paura. Non la condanno.
            Ogni tanto una probabile vittima (sic) che si difende da sola x prima.
            Ogni tanto una notizia buona fa bene!!!
            Finalmente la rotta s’è invertita.
            Ogni tanto tocca anche a loro maschietti.
            Avrà avuto un buonissimo motivo per farlo.
            Se subiva violenza allora ha fatto benissimo. Lode!
            ……….e via ancora………..

            Tutti sottoscritti da infinità di like, cuori e faccine ridenti.

            Ancora una volta viene applicata la strategia di Goebbels: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

            1. Infatti la tattica femminista è scambiare l’eccezione con la regola e la regola con l’eccezione, come pure legalità e illegalità: ad esempio un classico è chiedere vantaggi sessisti a livello legale sulla base che le donne subirebbero più degli uomini un certo tipo di crimine (ad esempio: stupro). Il fatto che ciò che subiscono sia già illegale per loro è irrilevante.

  15. Noto tristemente che molti commentatori fanno confusione tra legittima difesa ed esasperazione. Uccidere per difendersi da un’aggressione è un caso, uccidere per esasperazione è un altro discorso. In questo caso, l’uomo stava dormendo, quindi non è invocabile la legittima difesa. Se usiamo l’esasperazione come giustificazione per un omicidio, apriamo un pericoloso precedente: potremmo assolvere chi, a seguito di banali contrasti, uccide il vicino di casa, il socio in affari, il collega o un generico parente (fratello, sorella, padre, madre, suocero o suocera, …).

    1. nel caso del triste fenomeno del “tiranno in casa”, ucciso da moglie esasperata
      chili di sentenze hanno sempre escluso la scriminante della legittima difesa
      quando la donna aveva molteplici possibilità di denunciare l’uomo maltrattante.
      Ogni comportamento aggressivo che sfoci in omicidio è pura VENDETTA.

      1. Corretto.
        Ma dopo una sentenza “discutibile” e “discussa” si farà un piccolo periodo di galera e arriverà…puntuale…la grazia presidenziale.
        A dimostrare, ancora una volta, che si trattava d’una condanna ingiusta.
        E ne faranno una martire.
        Non c’è via di scampo, la forza mediatica, se si è in grado di manovrarla, è infinitamente superiore a quella della legge.
        Dai tempi di Barabba e Gesù.

        1. @pierluigi …….è già martire
          il marito fatto a bistecche merita la condanna (ma non può parlare)
          la signora è il mito metropolitano delle donne vessate.
          Può dire ciò che vuole, ha due testimoni a suo favore.

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