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Abusi dell’Unione Val D’Enza: due lettere cruciali a psicologi e servizi sociali

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varie_letteraRicevo e volentieri pubblico qui di seguito la lettera mandata dalla Federazione Nazionale per la Bigenitorialità unitamente alla Lega degli Uomini d’Italia al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, relativamente ai fatti emersi dall’indagine “Angeli e demoni” a carico dei servizi sociali dell’Unione Comuni Val D’Enza. Quella qui riportata è la lettera nella versione per il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi.


Egr. dott. Fulvio Giardina
Presidente CNOP
Piazzale di Porta Pia, 121
Roma
segreteria@psy.it

in riferimento ai noti fatti emersi con l’operazione “Angeli e Demoni” i soggetti firmatari ritengono utile, per il rigore deontologico, la garanzia di tutela dei diritti degli utenti e la trasparenza che contraddistinguono l’Ordine da Lei presieduto, porLe alcune domande necessarie, ineludibili ed irrimandabili.
Le risposte appaiono doverose nei confronti sia delle famiglie coinvolte, sia della opinione pubblica e della società tutta, sia infine dei tanti colleghi che esercitano la professione al meglio, la cui credibilità corre il rischio di venire compromessa dalle scorrettezze di pochi.
Risulta evidente come l’analisi dei fatti nell’inchiesta “Angeli e Demoni” presenti due aspetti da tenere distinti fra loro – il profilo penale e quello deontologico – tuttavia entrambi estremamente rilevanti per quanto attiene all’impatto sui minori coinvolti.
L’individuazione delle fattispecie di reato e le relative responsabilità personali e collettive non sono oggetto delle nostre domande in quanto, in tutta evidenza, si tratta di compiti della Magistratura.
L’aspetto deontologico è invece quello in merito al quale la voce più autorevole non può che essere quella dell’Ordine, chiamato a pronunciarsi a prescindere da eventuali condotte criminose dei propri iscritti e valutando invece i “metodi” usati ed ormai ampiamente acclarati dalle indagini nella loro esistenza, consistenza e sussistenza.
In sintesi, le intercettazioni e gli atti processuali – solo in minima parte resi pubblici – fugano ogni dubbio rispetto all’esistenza di strategie operative quantomeno irrituali, dalle quali prendono vita innumerevoli abusi etici, morali, deontologici.
Va ricordato che l’eventuale uso distorto di una professione particolarmente delicata com’è quella dello psicologo, può causare effetti devastanti sui soggetti di minore età coinvolti sul piano fisico, psichico, relazionale, familiare e della costruzione della personalità, danni spesso irreversibili ed estesi ad interi nuclei familiari.
Chiediamo dunque a codesto Ordine se ritiene accettabile che:
1) i professionisti iscritti possano ignorare le varie Convenzioni sia Nazionali che Internazionali (Carta di Noto 1996/2017, Convenzione di New York 1989, Convenzione di Strasburgo 1996, Convenzione di Lanzarote 2007), applicando al trattamento dei nuclei familiari metodi irrispettosi dei parametri stabiliti da tali Convenzioni, poste a salvaguardia dei diritti dell’infanzia e della integrità psicofisica dei soggetti coinvolti;
2) sia possibile inquinare la spontaneità dei disegni dei bambini, aggiungendo particolari fondamentali in modo tale da alterare le prove documentali con le quali costruire artificialmente un trascorso familiare critico, anche quando critico non è.
In sostanza si chiede se compito dell’operatore sia rilevare un disagio quando esiste,oppure crearlo quando non esiste, anche con “prove” falsificate;
3) sia possibile porre domande chiuse ed induttive, manipolare i ricordi e/o“suggerirli” forzandoli, allo scopo di condizionare le risposte dei soggetti di minore età, costituendo un doppio abuso: il condizionamento in fase di colloquio e la pesante influenza sulle conseguenze che ne derivano;
4) vengano stilate relazioni tecniche prive di fondamento, depistando in tal modo i tribunali che su tali relazioni basavano le decisioni da assumere nei confronti dei minori e che hanno analizzato i fascicoli con piena fiducia negli “esperti”indispensabili al chiarimento di ogni aspetto non di competenza del giusperito, ed assunti come attendibili poiché provenienti da professionisti iscritti all’Ordine;
5) non siano stati ascoltati con attenzione i genitori stessi dei bambini, per la ricerca di indispensabili riscontri. Se dunque non si ritiene che tale mancanza di approfondimento verso le famiglie coinvolte non sia essa stessa una intrinseca ammissione di falsificazione della realtà;
6) emerga dagli atti di “Angeli e Demoni” con chiara evidenza la totale mancanza di meccanismi di controllo, non solo giuridici ma anche interni all’Ordine, che hanno permesso ad associazioni private di stravolgere procedure delicatissime nonché di assumere ruoli così rilevanti sia nel trattamento dei singoli casi che nei corsi di formazione (sic) per altri operatori;
7) sia professionalmente valida la teoria verificazionista, vale a dire l’adesione acritica ad un teorema con l’utilizzo di qualsiasi elemento che possa validarlo – comprese“prove” artefatte – e l’omissione di qualsiasi elemento che possa falsificarlo o anche solo metterlo in discussione.
Sarebbe utile conoscere come intenda comportarsi l’Ordine qualora fosse presente l’elemento “buonafede”, vale a dire se le professioniste ed i professionisti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta avessero commesso degli errori per imperizia, incapacità, inesperienza.
Sarebbe altresì utile conoscere come intenda comportarsi l’Ordine qualora – di contro – non fosse presente l’elemento “buonafede”, vale a dire se le professioniste ed i professionisti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta avessero commesso degli errori con la consapevolezza di commetterli.
La invitiamo dunque ad esprimersi in maniera chiara su questioni di enorme importanza poiché occupandosi l’Ordine degli Psicologi proprio del comportamento umano e delle sue possibili degenerazioni, è esattamente il primo soggetto da interpellare quando proprio alcuni suoi componenti mettono in atto comportamenti deviati.
Chiediamo infine quali misure ritiene opportuno prendere avverso tali operatori, se nella fase di accertamento prenderà provvedimenti cautelativi, se (una volta accertate eventuali responsabilità di propri iscritti) riterrà sufficienti sanzioni, sospensioni temporanee, ammonimenti o piuttosto radiazioni, a tutela della onorabilità dell’Ordine stesso e per impedire ai responsabili ulteriori abusi.

Federazione Nazionale per la Bigenitorialità – Fabio Nestola
Lega degli Uomini d’Italia – Francesco Toesca

La versione destinata al Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali è visionabile QUI.

La lettera è stata sottoscritta anche da:
Movimento Femminile per la Parità Genitoriale – Adriana Tisselli, Laura Besana, Lilia Azevedo, Tiziana Arsenti; Coordinamento Internazionale Tutela Minori – Aurelia Passaseo -; Coordinamento Interassociativo Libere Iniziative per la Bigenitorialità e le Ragioni dell’Infanzia – Roberto Castelli, Loredana Greco; Minori in Primo Piano (Ass. per la Tutela dei minori ODV onlus) Francesco D’Auria Gesef (Genitori Separati dai Figli) – Vincenzo Spavone; Figli Negati – Giorgio Ceccarelli; Papà Separati Lombardia – Domenico Fumagalli; Papà Separati Liguria – Mauro Lami; Papà separati Catania – Santo Perri APEMS Onlus Novara -; Papà e Mamme Separati, Associazione per la tutela dei diritti dei figli nella separazione. – Carta Andrea; APEMS Onlus Novara – Papà e Mamme Separati, Associazione per la tutela dei diritti dei figli nella separazione. – Luca Bizzarri, (delegazione Biella) Carlo Zeuli Raffaele Bottacchi Massimiliano Fois Peppe Corbo Avv. Marcello Adriano Mazzola; Ass. MDM Mantenimento Diretto. Movimento per l’Uguaglianza Genitoriale – Presidente avv. Salvatore Di Martino; ACF Associazione per la Conciliazione Familiare Bologna – Studio legale avv. Massimiliano Fiorin Gesefi (Genitori Separati e Figli Onlus Torino) Daniele Lombardo; U.D.i.RE (Uomini e Donne in Rete contro ogni forma di violenza) Vicepresidente dott. Fabio Fochi – avv. Claudia Carrieri.


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