STALKER SARAI TU

Appello urgente al CSM: fermate il giudice Fabio Roia

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_roiaE’ noto come “il giudice dell’antiviolenza”. Scrive libri sul “femminicidio”, partecipa a convegni organizzati dalla galassia rosa che la fa da padrone nel nostro paese, e naturalmente si è detto contrario contro qualunque riforma di separazioni e affidi. Si chiama Fabio Roia e opera presso il Tribunale di Milano. Al di là delle sue idee, assolutamente opinabili ma comunque legittimamente e liberamente espresse, adesso va fermato. Perché finché predica per raccogliere facili plausi in giro per l’Italia, va bene. Non va più bene quando mette in pratica il proprio estremismo, in spregio e sfregio dei diritti costituzionali e dello Stato di Diritto.

Capita a Milano che un filippino sia indagato contemporaneamente per stalking verso la ex compagna e violenza sessuale verso un’altra donna. Il primo procedimento, per sua sfortuna, è finito in mano proprio a Roia, che ha deciso di applicargli le misure di sorveglianza speciale per pericolosità sociale solitamente riservate agli indagati per mafia. E che possono essere attivate anche in assenza di condanna. E’ possibile farlo grazie all’infame riforma dell’ex Guardasigilli Orlando, che inserisce la figura del persecutore (Art.612 bis C.P.) all’interno proprio del Codice Antimafia. Nessun tribunale, per la palese assurdità giuridica e logica della riforma, si è mai spinto a tanto. Roia sì, rompe gli indugi e sfonda a calci la porta verso un regime di tipo spagnolo.

arresto-manetteL’avvocato dell’uomo sotto accusa, sbigottito dalla decisione, ha opposto giustamente una questione di illegittimità per “la irragionevolezza dell’ampliamento” delle norme del Codice Antimafia ai “delitti contro la persona”, come lo stalking. Il legale ha poi lamentato la violazione di alcuni principi costituzionali, come quelli di uguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità. Roia ha fatto orecchie da mercante e ha spiegato che la sua iniziativa è sacrosanta perché nel nostro paese: “un quarto degli omicidi volontari riguarda casi di femminicidio, evento terminale spesso preceduto da attività persecutorie poste in essere dall’agente violento”. Femminicidio, signor Giudice? E cos’è il femminicidio, lei me lo sa definire in modo convincente sul piano giuridico, per caso? Sono certo di no. E che indicazione temporale è “spesso”? L’equiparazione di un presunto persecutore con un mafioso dovrebbe basarsi su dati certi, non su una sua sensazione personale. Per altro falsa, statistiche alla mano.

Ti piace questo articolo? Supporta questo blog con una donazione. Grazie!

Ancora dice il magistrato, a giustificare la sua decisione priva di ogni senso giuridico e logico: “il 77% delle vittime del delitto di atti persecutori risulta di sesso femminile”. Mi permetta, signor giudice, di risponderle: e sticazzi? Nel senso che, come sicuramente sa, anche se finge di non saperlo, delle circa undicimila denunce all’anno per atti persecutori, il 51% viene archiviato, e di quelli che vanno a processo solo la metà viene condannata (2.923 persone nel 2017, dati del Ministero della Giustizia). Fa impressione dire “il 77% delle vittime è donna”, per carità. Ma fa più impressione la cifra che sta alle spalle,  quella delle archiviazioni e assoluzioni, costituita in gran parte di false accuse. A dimostrazione che il fenomeno reale degli atti persecutori è minimale, ancor più sapendo (come lei sa, ma finge di non sapere) che gran parte di quelle condanne si riferiscono in realtà a banali casi di molestie, reato da tempo depenalizzato ma fatto rientrare dalla finestra con il 612 bis.

corte-costituzionaleNon si è mai visto un magistrato giustificare un atto così restrittivo della libertà personale di un indagato basandosi su argomenti, cifre e dati così spaventosamente deboli. Per i presunti stalker esiste già il seppur controverso istituto dell’ammonimento, che basta e avanza, visto che già di suo determina una quantità spropositata di ingiustizie. La decisione di Roia, che al momento passa sotto traccia, ma che a breve verrà sbandierato simbolicamente da tutte le fanatiche adepte di Rosa Nostra, rischia davvero di essere uno spartiacque. Mi auguro che l’avvocato dell’uomo sollevi davvero una questione di costituzionalità e seghi le gambe sia alla riforma Orlando che al provvedimento di questo giudice. Che sta andando oltre, forse, in quella che sembra una smania punitiva contro gli uomini e a prescindere. Decisamente oltre.

Non so quali procedure servano, in questo senso, ma mi auguro vivamente che qualcuno si muova presso il Consiglio Superiore della Magistratura, e che questo agisca per una volta in modo non corporativo e dunque severo verso eccessi che rischiano di far scivolare concretamente l’Italia verso un regime giudiziario e di polizia di stampo iberico, dove essere uomo è già di per sé una colpa, qualcosa che suscita sospetto e pregiudizio. Qualcosa da reprimere. Anche perché, rotto questo indugio sulla classificazione mafiosa del presunto stalker, accusare l’ex marito di persecuzione per portargli via tutto, ma proprio tutto, oltre ad allontanarlo dal nucleo familiare, rischierà di diventare prassi, ancor più di quanto non sia già ora.


grafica_SST

3 thoughts on “Appello urgente al CSM: fermate il giudice Fabio Roia

  1. Che brutta faccia.
    Non è la prima volta che lo vedo, ma tutte le volte mi viene da dire “che brutta faccia”.
    Interessante che il filippino filippino sia indagato contemporaneamente per stalking verso la ex compagna e violenza sessuale verso un’altra donna: vi immaginate se fosse innocente della prima accusa e colpevole della seconda (che poi è la cosa statisticamente più probabile: nello stalking le accuse false sono tra il 75 e i 90%, nello stupro tra il 25 e il 40%)? Ci sta che verrebbe condannato da Roia per ciò che NON ha commesso, e forse la scamperebbe per insufficienza di prove per qualcosa che ha commesso.

  2. le uniche persone che possono fermare il dott. Roia sono i suoi colleghi : la corte di appello di Milano.
    oppure i giudici del riesame che dovrebbero rivalutare questa discutibile misura di prevenzione di pubblica sicurezza riguardante, certo, il codice antimafia, ma spesso usata nei confronti di delinquenti comuni.
    personalmente non vedo il senso della cosa atteso che in caso di stalking conclamato, vi sono le misure di allontanamento dalla casa oppure gli ordini di protezione questorili. Nei casi estremi, si ricorre a misure cautelari più restrittive; tanto vale applicare gli arresti domiciliari al soggetto, se proprio lo si vuole fare, piuttosto che imporre
    un decreto di prevenzione con una miriade di prescrizioni tipicamente di prevenzione (ma studiate ad altri fini)
    ma che lasciano la persona interessata essenzialmente libera.

  3. Un autentico pericolo pubblico.
    Cerca i riflettori su di sé facendo il paLLadino delle donne (palla per pallonaro).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: