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Bolzano: ennesimo stupro inventato. Quando finirà il “believe women”?

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Il luogo della violenza sessuale ai danni di una 15enne a Bolzano, confluenza Talvera-IsarcoEsce in questo momento un comunicato ANSA molto importante: “Aveva raccontato di essere stata violentata: ho inventato tutto”. Ebbene sì. Qualcuno ricorderà lo scalpore suscitato dal caso della 15enne stuprata a maggio lungo una ciclabile di Bolzano, ed ecco qua la conclusione della faccenda. Tutto falso, inventato, fantasia pura. “Per attirare l’attenzione del mio fidanzato”, dice ora la giovane già ben instradata a essere una donna del futuro. Niente di nuovo, in realtà, niente che meriterebbe la stesura di un articolo se non fosse che ANSA ne parla in termini che è opportuno sottolineare. “Il caso”, dice il comunicato, “aveva suscitato grande clamore mediatico”. Ma dai? E chi sono i media, se non ANSA stessa e tutta l’altra compagnia di giro? Sembra una specie di ammissione di colpa. E ci starebbe tutta se qualcuno ricorda come, ad esempio, “Lettera Donna” desse già tutto per certo a prescindere. Certo, si dirà: che ne possono sapere i media? Be’ se vivessero nel mondo reale e non in quello dei click che tanto piacciono agli inserzionisti dovrebbero sapere che casi come quello di Bolzano sono talmente frequenti da risultare quasi la regola. Dunque deontologia, professionalità e serietà dovrebbero dettar loro la massima prudenza prima di gridare alla vittima o crocifiggere qualcuno. Perché poi tutti nella memoria tengono lo scalpore, mica le due righe in chiusura di un comunicato diramato un mese e mezzo dopo.

Ma non è tutto: “nel luogo del presunto stupro si era svolto anche un sit-in, organizzato da associazioni e dalla società civile”. Ecco, qui si va oltre, ovvero nella strumentalizzazione da parte dell’associazionismo vorace dell’antiviolenza di professione, che cavalca ogni possibile occasione per ottenere visibilità, affermare emergenze che non ci sono e reclamare (e ottenere) fondi. Passi per la società civile che gli va dietro: pochi sono dotati degli strumenti critici per vedere la magagna, ma il cinismo di questo associazionismo in malafede andrebbe mostrato in tutta la sua peggiore dannosità. E a riguardare le cronache di qualche settimana fa viene da sorridere, se non fosse tutto molto tragico. Il Comune di Bolzano (va ricordato che il femminismo suprematista la fa da padrone in Trentino Alto-Adige) aveva già annunciato di volersi costituire parte civile, una volta trovati i responsabili. Che non sono mai stati trovati, anche se tutto era virato verso la comunità nigeriana, a seguito delle dichiarazioni della ragazza. Secondo cui in due l’avevano abusata, entrambi picchiandola e uno solo violentandola. Ma… i referti medici? Le ecchimosi, i segni dello stupro? Qualcuno aveva qualcosa in mano di concreto, a parte le autocertificazioni della ragazza? Se sì, non erano professionisti competenti; se no, era più dignitoso non far partire tutto il circo mediatico, civico e istituzionale che invece c’è stato. A forza di notizie così (ed è l’ennesima quest’anno) si arriverà prima o poi, e finalmente, al tramonto del più pericoloso tra i motti oggi in voga: “believe women”, “credete alle donne”.


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2 thoughts on “Bolzano: ennesimo stupro inventato. Quando finirà il “believe women”?

  1. L’ho detto nel caso della ragazzina che inventò lo stupro l’estate scorsa per ottenere una visita ginecologica (temeva di essere incinta del suo ragazzo ma non voleva ammetterlo con i genitori) e lo ripeto:
    E’ brutto e sbagliato, ma il vero problema non è una 15enne che inventa uno stupro da parte di sconosciuti senza identificare e quindi senza accusare nessuno in particolare, nessuna persona reale. Si sprecano indagini, tempo e denaro, ma non importa molto: ne sprechiamo tanto di più con incentivi sessisti e quote rosa varie e soldi a pioggia al CAV…
    Il vero problema delle false accuse è quando una cerca di rovinare una persona vera, esistente, che ha appunto la vita rovinata.

  2. l’unica cosa che ricordo di questa notizia era lo scenario bucolico di una ragazzina di 14 anni che tra i giardini e i boschi viene ghermita da un gruppo di extracomunitari, che susseguente strumentalizzazione dei razzisti, unita questa volta a quella delle
    femministe.
    Già la presenza di nigeriani (più volte balzati all’onore delle cronache e molto “evocativi”) mi era parsa strana
    ma oggi ho la conferma del dubbio iniziale, in uno scenario del tutto improbabile.
    inutile far presente la curiosa faccenda perchè ti risponderanno che ogni giorno una donna viene violentata
    e ogni 3 giorni una viene uccisa.

    eccetera, è un disco

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