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Bonetti & friends, facciamo a capirci

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Elena Bonetti

di Redazione – Tra i più attenti a quanto accade nel mondo fantastico degli interessi femministi non è affatto passata inosservata la decisione di ieri del ministro Bonetti di sbloccare per decreto d’urgenza ben 30 milioni di euro da destinare ai centri antiviolenza. Le bacheche dei suoi social si sono in breve riempite di proteste di uomini e donne che le hanno contestato la destinazione di tutti quei soldi, decretata in piena pandemia, con aziende e famiglie in crisi e con gli ospedali al collasso. La risposta alle contestazioni è stata coerente con le modalità d’azione della “cortina di pizzo” sotto cui viviamo: commenti tutti cancellati e i loro autori tutti bannati. In troppi probabilmente hanno fatto notare che la decisione non è fondata su dati reali, al contrario dei morti e contagiati per covid-19, e che è stato tutto troppo preparato da un battage esagerato per non risultare più che sospetto.

La manovra, probabilmente pianificata già prima che esplodesse la pandemia e realizzata comunque, anzi strumentalizzando l’emergenza sanitaria, è stata eccessiva, ridondante, parossistica. Tutti se ne sono accorti, tanto che pochi si sono meravigliati della decisione, parlando di un gioco allo scoperto. Plateali oltre che infami, insomma. E sfacciate anche: occorre essere molto sicure del proprio potere per sentirsi legittimati a spostare così tante risorse su un non-problema, in presenza di un altro problema gigantesco. Abbiamo avuto modo di raccontare l’accaduto ad amici americani che, pur se abituati alle cose più folli, hanno faticato a credere alle loro orecchie, tanto da volerlo notiziare. Così ora Ro$a No$tra è nota anche oltreoceano.


La cortina di pizzo la vedono tutti.


Va detto che qualcuno, per indorare la pillola, è venuto a dirci che si trattava di “soldi già stanziati, che la Bonetti si è limitata a sbloccare”. Un argomento totalmente irricevibile. Facciamo a capirci: un Governo degno di questo nome, sta lì per decidere con quali priorità allocare le risorse disponibili. In questo senso non ha e non può avere vincoli: se si manifesta l’emergenza X, si affronta quella, anche attingendo alle risorse destinate inizialmente per l’emergenza Y, pur se questo suscita proteste o malumori. Nulla vietava a Conte e chi sta affrontando la crisi sanitaria di avocare a sé quei 30 milioni destinati a soggetti inutili (numeri alla mano) per acquistare respiratori e mascherine o erogare aiuti a famiglie e imprese. Nulla se non la paura, anzi il terrore di sottrarre il tesoretto riservato alle parassite dell’industria dell’antiviolenza e di dover affrontare i ringhi e i morsi di tutto l’apparato di cartapesta della grande corporate rosa. Non un Governo con gli attributi, dunque, ma un’accozzaglia di quaquaraquà servili e intimoriti.

Si è detto di tutto rispetto all’emergenza covid-19: reperire risorse con l’indebitamento, chiedere all’Europa, fare una patrimoniale o un prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini… tutto suona possibile e accessibile, tranne toccare il malloppo dei centri antiviolenza, per garantirsi il quale (lo diciamo da un mese) è stato innescato un battage di falsificazione di proporzioni mai viste. Così è passato un messaggio distopico dove niente è un buon segno, nemmeno il crollo delle chiamate ai numeri di emergenza, con l’invenzione di donne incatenate in casa, impossibilitate anche solo a fermare uno dei tanti poliziotti che monitorano le strade deserte delle nostre città per denunciare le presuntissime violenze domestiche. Un mese di favole ripetute ossessivamente, insieme alla guida un Governo di pupazzi, incapace di imporre le priorità dovute in una situazione di emergenza, hanno reso possibile l’ennesima vergogna italiana: 30 milioni di euro destinati in piena pandemia ad associazioni fuori da ogni controllo e la cui reale utilità è ben rappresentata dal numero di denunce finite archiviate o in assoluzione (il 90%). Chi protesta è messo a tacere sui social, mentre in piazza non si può andare. Ministro Bonetti, facciamo a capirci: nonostante tutto, il gioco è scoperto, il regime c’è e si vede. Per quanti sforzi facciate, la cortina di pizzo la vedono tutti. E tutti la terranno in memoria.


6 thoughts on “Bonetti & friends, facciamo a capirci

  1. Salve a tutti ho inserito un commento sotto il post di oggi per l intervento su tg2 post se volete commentare anche voi: grazie

  2. C’E’ UN SOLO EPITETO, IMPRONUNCIABILE, DEGNO DI QUALIFICARE LA FACCIA DI BRONZO DELLA MINESTRA IN QUESTIONE

  3. Il bello è che sotto questo articolo c’è MORE ON WORDPRESS.COM e mi appare, notizia di 4 ore fa:

    Sostegno alle donne, per la Campania altri tre milioni di euro

    Con la foto di una che ride.

  4. Stamattina (3 aprile 2020) nella sezione dedicata ai commenti degli ascoltatori della trasmissione Prima Pagina di RAI Radio 3 sono intervenute due donne a lamentare la quotidiana strage ecc. ecc. m

    L’impressione avuta è ce fossero in qualche odo d’accordo. Così come la redazione lipperiniana.

    Mantenere alto l’allarme per giustificare il giroconto ai partiti. Perché se poi si parla con le “volontarie” di qualche CAVD cascano dalle nuvole dicendo che non hanno fondi.

    Quindi è chiaro come avveniva per i giornali di partito e avviene ancora adesso con le associazioni ricreative e culturali i CAVD sono solo un mezzo per far transitare soldi pubblici ai partiti tramite le “cooperative di donne” ad essi collegati.

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