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Brett Kavanaugh e la dimensione parallela

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grafica_dimensioneparallelaQuando raccolgo informazioni su fatti che abbiano a che fare con l’oggetto di questo blog, non di rado ho come la sensazione di venire trasportato in una dimensione parallela, dove tutto ciò che conoscevo come normale, le diverse gradazioni di gravità degli atti commessi, la percezione dei vissuti individuali di cui leggo la narrazione, viene sovvertito. Vedo il bianco farsi nero, o anche solo grigio scuro, l’acqua farsi asciutta, il sole freddo, le case capovolte. Un parossismo, insomma, che mi lascia del tutto incredulo. L’ultima esperienza del genere l’ho avuta raccogliendo informazioni sul giudice americano Brett Kavanaugh e la vicenda di molestie sessuali che sta mettendo a rischio la sua nomina.

Ho aspettato che avesse luogo la deposizione al Senato della sua accusatrice, per parlarne. Già prima avevo qualche certezza, ovvero che si trattasse di una mossa strumentale di carattere eminentemente politico congegnata di liberal statunitensi per rompere le scatole a Trump, e ora ne ho la certezza. Vero è che l’uso del sesso o questioni correlate da quelle parti, sulla scia del mai accantonato puritanesimo, è frequentissimo nella lotta politica: oggi è la pornostar che accusa il POTUS, ieri era Clinton con i suoi sigari e le sue bugie alla nazione, insomma che dalle parti intime dei protagonisti della vita pubblica americana passano spesso rese dei conti e feroci lotte tra fazioni. Il caso di Kavanaugh però mi pare diverso, nella misura in cui si inscrive nell’onda lunga del #MeToo.

persone_clintonPerché era vero che Clinton avesse mentito agli americani. Potrebbe essere vero che Trump se l’è spassata in passato con una pornostar, e che il fatto non costituisce reato (se non morale e solo negli USA, i massimi produttori mondiali di pornografia, per altro). Nulla invece delle accuse maturate nel contesto #MeToo appare vero. A partire da Weinstein, che in silenzio, gradualmente, si sta scagionando dalle poche accuse che sono diventate capi d’imputazione, fino all’unico che al momento ha ricevuto una sanzione, l’attore Bill Cosby, svantaggiato probabilmente dal fatto di essere nero (cosa che nei tribunali USA non aiuta mai). E per quanto riguarda Kavanaugh, di che cosa stiamo parlando?

La sua accusatrice dice che ai tempi del liceo, dunque all’incirca trent’anni fa, lei e il futuro giudice erano a una festa tra amici. Lui, dopo un bel po’ di birre, ci ha provato come solo un ubriaco usualmente ci prova: in modo maldestro e materiale. Nel farlo le ha tappato la bocca, per non farla urlare. Però non c’è stato stupro, alla fine Kavanaugh non è riuscito ad abusare sessualmente di lei, sempre che ne avesse la forza, visto che era sbronzo. Nel mio mondo questo è un fatto che accade in modo pressoché sistematico nel periodo adolescenziale. Comportamenti privi di freni con cui si superano i limiti del corretto comportamento, guidati essenzialmente dagli ormoni e dalla voglia di trasgredire. Ben inteso, accade ai maschi verso le femmine e viceversa, in pari misura. Un evento grave, sicuramente traumatico per la giovane Christine, oggi signora Christine Ford.

persone_fordUna cosa che, nel mio mondo, implica però che il giorno dopo, da sobria, si vada dallo stronzo di turno a dirgli che si è comportato da stronzo e di non permettersi più. Se si è ancora troppo sotto shock, ci sta di delegare l’invio dello stesso messaggio tramite i genitori, ad esempio, o rimandarlo magari in un periodo successivo un po’ più lungo. Poi, sempre nel mio mondo, la vita va avanti. Alla fine è stata una brutta esperienza adolescenziale, inquinata dall’alcol e dalla sregolatezza tipica di quell’età. Un’esperienza tra le tante brutte possibili che possono capitare nella vita, anche da adulti. Lo stupro non c’è stato, e quello sì che probabilmente sarebbe stato ben più traumatico e difficile da superare. Eppure, stando alla narrazione di Mrs. Ford durante l’audizione al Senato, quel gesto del futuro giudice l’ha traumatizzata così tanto da condizionarle la vita per sempre. Ed è qui che si entra nella dimensione parallela, è qui che vengo trascinato via dal mio mondo.

Il rude e maldestro approccio di Kavanaugh, dice la donna, le ha “drasticamente alterato la vita”, generandole da lì e per i successivi trent’anni attacchi di panico, ansia, paura, claustrofobia e stress post-traumatico”. Ellamiseria… Ma se fosse mai riuscito a violentarla che le sarebbe successo? Come certe eroine delle saghe mitologiche, forse sarebbe morta sul posto, chissà. Ford racconta in modo palesemente enfatizzato una scena da teen-movie americano di serie B, col ragazzotto ubriaco fradicio e bulletto che ci prova mentre altri che ridono. Nel raccontare si contraddice anche. Giustificando il suo silenzio decennale dice: “non volevo che i miei genitori sapessero che a 15 anni ero in una casa, senza altri genitori, a bere birra con dei ragazzi”, salvo poi dichiarare poco dopo, in risposta alla domanda di una senatrice, che quella sera non aveva bevuto. Il Senato USA invece si beve la sua contraddizione senza battere ciglio.

persone_kavanaughNel mio mondo questo è sicuramente un trauma grave. Ma uno dei tanti che capita di vivere durante l’adolescenza, che sì ci si porta anche dietro, ma il superamento del quale è una tappa del percorso di maturazione ed evoluzione personale. Alla fine il Kavanaugh adulto, sobrio e in carriera è diventato paladino dei diritti delle donne, andando oltre lo stronzetto brufoloso che al liceo, da ubriaco, ci ha provato con lei in modo brutale. Nel mio mondo la vita va avanti, anzi ci sarebbe soddisfazione nel constatare che la persona, crescendo, alla fine è cambiata. Ma no, nel mondo parallelo funziona diversamente. Il trauma adolescenziale diventa un’occasione per la donna per avere una visibilità mondiale, per gli avversari politici di Trump per caricare una pistola con un silver bullet e far fuori un avversario politico. Sulla base di… nulla. Dichiarazioni basate su ricordi di trent’anni fa e palesemente enfatizzati.

Ma la cosa tragica non è questa. Siamo nella patria del #MeToo e in piena logica #MeToo, quindi è tutto più o meno “normale” nella sua mostruosità. La cosa tragica è la reazione di chi ha ricevuto la pallottola d’argento. Qualche balbettio sulla mancanza di prove, sul fatto che si procede “sulla parola”, ma per il resto il fronte a sostegno di Kavanaugh sembra cedere subito e preparare una ritirata che Caporetto a confronto fu una vittoria. Nel momento in cui occorrerebbe opporre il muso duro, durissimo, dello Stato di Diritto, di quella normalità che vigeva, per lo meno nel mio mondo, e non arretrava di fronte a versioni parallele e parossistiche della realtà. Che oltre a sovvertire la normale logica delle cose, gonfiandola a dismisura, ha l’effetto distruttivo ulteriore di creare l’ennesimo precedente infame. Tale da poter dire: oggi, come ieri, è ancora possibile rimuovere un uomo (maschio) dalla sua legittima carica o posizione semplicemente con qualche chiacchiera debitamente pompata. Una dimensione parallela che è barbarie.


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5 thoughts on “Brett Kavanaugh e la dimensione parallela

  1. Questa storia in fondo ci dice qualcosa sui media.
    E sul suo perverso matrimonio col potere politico.
    Da “cani da guardia del potere” a suoi “scagnozzi buttafuori”.
    In questo nuovo ordine di cose stan le fortune del movimento femminista, con la sua abilità nell’occupare contemporaneamente porzioni di sistema politico, mediatico ed economico.

  2. Brett Kavanaugh è uno stronzo, nettamente ostile ai diritti sia dei lavoratori che dei consumatori.
    Ciò premesso: non ha molestato proprio nessuno.
    Ford sta mentendo, e non lo dico io lo dice la procuratrice Mitchell
    https://www.scribd.com/embeds/389821761/content#from_embed
    La terza accusatrice Julie Swetnick
    https://www.breitbart.com/big-government/2018/09/30/third-brett-kavanaugh-accuser-was-sued-in-2000-for-false-allegations-of-sexual-misconduct/
    La seconda, Ramirez, si è fatta da parte – è la più furba delle tre, è l’unica che probabilmente non finirà in galera per false accuse.

  3. anche io ho letto parecchie reazioni di difesa del giudice, su vari social, provenienti da americani.
    Il processo è ai limiti dell’incredibile….37 anni dopo arriva una collegiale che accusa una persona in posizione istituzionale prestigiosa di qualcosa di fumoso accaduto in una serata alcolica.
    E per un fatto di questo tipo, avrebbe ricevuto un danno alla sua persona, che si propaga per 37 anni ?
    Mi auguro che questa pagliacciata della Ford finisca subito, sarebbe un bel colpo al movimento #metoo

  4. La cosa che mi ha lasciato sbalordito durante la testimonianza è stata lei che LEGGEVA la sua traumatica esperienza.

  5. Invece per una volta negli Usa molti credono a Kavanaugh, leggendo qua e là.
    Poi a livello di pelle il personaggio non mi piace. Ha un sorrisetto da stronzo. Sembra recitare quando parla. Non mi fiderei mai di lui. Che rimanga sullo scranno o no della Corte Suprema, sarebbe comunque una pessima cosa.

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