STALKER SARAI TU

Contro gli uomini si può tutto

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

varie_quelodi Anna Poli – A me Angela Finocchiaro è sempre piaciuta, per non parlare poi di Serena Dandini: la mia mamma la adorava e io sono cresciuta guardando le sue trasmissioni di satira valida e di comicità sana. Ricordo che, per aspettare Corrado Guzzanti nei panni di “Quelo” al Pippo Chennedy Show, mi era addirittura concessa una deroga sull’orario di andata a letto, deroga che non mi veniva concessa mai, dunque doppiamente significativa. Probabilmente qualcuno ora starà pensando: “vabbè, la solita satira radical chic da intellettuale di sinistra”. Non dico “no”, ma dico anche che quella era satira.

Perché la satira possa definirsi tale necessita di un ingrediente cardine: l’onestà. La satira è canzonatoria, è irriverente, si fa beffa di tutto e di tutti mettendo in ridicolo il bersaglio del momento senza tante cerimonie. Che sia re o spazzacamino, la satira lo stronca con la meravigliosa arma della genuinità fanciullesca, va a calargli le braghe in pubblico e aspetta che il resto del mondo veda il suo zimbello per quello che è. “Il re è nudo!” urla il bambinetto ed ecco che quando la sincerità senza mezzi termini di un bimbo popolano mette a nudo anche un re abbiamo la satira. La puntata di qualche giorno fa andata in onda sulla Tv delle Ragazze aveva nel suo complesso qualcosa di stridente, mancava di sincerità, era intrisa di luoghi comuni, ma soprattutto era rancorosa. La satira non porta mai rancore, non sbandiera frustrazioni. Quello lo fa il sarcasmo e il sarcasmo è la morte della satira.

Mature Cougar Proud of Sexual ConquestLo sketch di Angela Finocchiaro è finito in modo disastroso, è vero, ma non sarebbe potuto finire diversamente, in quanto tutta quella rabbia non poteva che sfociare in un’uscita infelice, dove “infelice” è evidentemente un modo gentile per non sparare ulteriormente sulla croce rossa. Il problema vero, dunque, non è tanto nella fine, quanto nell’inizio e nell’intera conduzione dello sketch, che comincia così: c’è una donna che compie sessant’anni e da quel momento diventa invisibile al mondo. La Dandini le chiede come ha fatto a diventare una supereroina e lei risponde che le è bastato compiere i famigerati sessant’anni per scomparire definitivamente alla vista degli altri. Tutto sommato, la chiave metaforica è toccante, fa riflettere, se non fosse per un passaggio. “Il paese è pieno di donne come me” dice la Finocchiaro, “poi, vabbè, il lifting, il pilates ritardano un po’ il fenomeno, ma a sessant’anni tutte le donne diventano invisibili”. Toccante un par di ciuffole! La sessantenne è arrabbiata nera perché nessuno la guarda più. Sessualmente, intendo. E’ l’immagine il problema. E’ l’abbrutimento del corpo, il punto.

Ti piace questo articolo? Supporta questo blog con una donazione. Grazie!

Poi lo sketch continua con un luogone comunone grande come una casa e Angela zompa dalla prima persona singolare al magico mondo del “noi donne” e continua con: “siamo state invisibili per tutta la vita, allora meglio esserlo del tutto e prendersi il buono”. E la sessantenne invisibile si ritrova in uno spogliatoio maschile pieno zeppo di supermanzi in costume, si accomoda su un lettino e se ne sta lì estasiata a godere dei vantaggi della sua invisibilità. Dunque, di fatto, Angela ci dice che quello che vale per le donne, vale allo stesso modo per gli uomini, non a caso lo spogliatoio non pullula di sessantenni (invisibili quanto lei) ma di giovani figoni in lizza per il trono defilippico. Eppure, quando poco dopo la Dandini le chiede: “gli uomini invecchiando diventano invisibili?”, ancora una volta la satira cade miseramente. La risposta logica dovrebbe essere: “certo che sì, infatti io non me li sono cagati pari e sono andata a sbavare nello spogliatoio degli under-30” e invece no. La risposta che la Finocchiaro dà è l’ennesimo luogo comune che tanto isterismo scatena: “no, loro diventano interessanti”.

varie_GIOVANEVECCHIOMa quali interessanti e interessanti, Angela? Questa è proprio una balla. E le balle non funzionano nella satira. I sessantenni uomini non sono più interessanti delle sessantenni donne né sono meno invisibili di esse. Tutto sta nel misurare le cose con lo stesso metro. Un sessantenne uomo è interessante tanto quanto una sessantenne donna se l’obiettivo è passarci un pomeriggio in tisana e chiacchiere. Viceversa, saranno al pari invisibili se ne facciamo una questione di estetica e di involucro. Ma con questo scivolone non fai altro che alimentare lo stereotipo della donna che non accetta di invecchiare, quella che è sclerotica e arrabbiata con gli uomini perché anziché girarsi a guardare lei, si girano a guardare la ventenne strafiga. Eppure tu nello spogliatoio dei manzi ci sei andata serenamente, non ti è venuto il dubbio di aver urtato la sensibilità di tutti i sessantenni invisibili che ti stavano guardando. Certo che no. E questo soprattutto per un motivo: perché contro gli uomini si può tutto. Si può sfottere, si può denigrare, si può ridicolizzare. Purché non si tocchino le donne, per non parlare delle mamme. Ma i padri sì. In quanto uomini e pezzi di merda. E se se la prendono sono permalosi. E anche un po’ riottosi.

Questa non è satira, Angela. La satira fa ridere, ma fa prima di tutto pensare. Sta sopra. Sopra alla politica, al genere, ai luoghi comuni. Irride il mondo perché lo vede per quello che è e non con il filtro della chiacchiera. Il tuo è stato un momento di brutta televisione. E questo non te lo dico solo in quanto donna che paga il canone, te lo dico soprattutto in quanto mamma di un meraviglioso pezzo di merda.


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:
Loading

footer_sst

46 thoughts on “Contro gli uomini si può tutto

  1. rispondendo ad Alessandra, che gentilmente ha esposto il suo pensiero, a mio avviso in questo momento storico non esiste
    un femminismo “buono”. Questo per il fatto, a mio modo di vedere dirimente sulla questione, che il femminismo storico, da quello americano anni ’20 fino al nostrano degli anni ’70, partiva da una indubbia condizione di assoluto svantaggio della donna nella società e nella famiglia. Tutte le leggi per la emancipazione della donna sono state votate in maggioranza da uomini, circostanza innegabile, visto che le donne erano sotto-rappresentate.
    Dal diritto di famiglia anni ’70, che insieme alla Legge Fortuna aveva un sua enorme valenza sociale (visto che la donna casalinga divorziata finiva realmente col sedere per terra) si è passati in 50 anni ad una enorme erosione dei diritti maschili all’interno della coppia tanto che si può dire che oggi il vero soggetto debole è il maschio separato/divorziato.
    Leggi avanzate, giuste in quel particolare momento storico, sono state usate come grimaldelli per espellere l’uomo dalle scelte fondamentali: filiazione, maternità, divorzio, separazione, riconoscimento di figli naturali, aborto ; una donna può non riconoscere il figlio al momento della nascita, per l’uomo questo è impossibile. Ogni potere di manovra è rimesso alla donna.
    E’ come se il femminismo, esatto nelle sue rivendicazioni iniziali, fosse debordato: dalle quote rosa, che finiscono per imporre quote panda in qualsiasi amministrazione, fino alla doppia preferenza di genere che mi impone di scegliere una donna candidata, purchessia, anche se fosse la donna più inadatta del mondo. Lo vedremo alle prossime elezioni amministrative,.
    Vedrete, o lo stiamo già vedendo, quante donne inadeguate verranno votate e saranno libere di fare ancora più danni dei loro
    omologhi maschili, che già si sono particolarmente distinti per inettitudine e perfetta ignoranza amministrativa.

    oggi il femminismo è diventata una ideologia profondamente autoritaria, dispotica ed escludente: dalla loro linea settaria
    sono esclusi gli uomini come avvenuto a Roma il 25.11.2017 in occasione dei cortei organizzati dai vari gruppi che si
    danno appuntamento in rete.
    Non è nostro interesse partecipare a queste manifestazioni, che per quanto mi riguarda sono mere dimostrazioni di
    propaganda e lasciano il tempo che trovano in merito a problemi esistenti:
    resta il fatto che gli uomini eventualmente intenzionati a parteciparvi
    vengono regolarmente “cacciati via” con modalità violente e provocatorie.
    Questa deriva fascista del cosiddetto nuovo femminismo è dimostrata dalla aggressione fisica contro i proponenti del DDL Pillon
    che sarà non condivisibile, ma resta pur sempre un disegno di legge dello Stato, legittimamente proposto.
    Il revanscismo donnista o femminista nei vari programmi di intrattenimento è dimostrato dall’atteggiamento di conduttrici
    autentiche regine settarie dei programmi, con maschi ridotti a fare da cassa da risonanza ovvero da umili servitori
    costretti al silenzio.

    E’ sufficiente leggere i diktat e le parole d’ordine delle varie organizzazioni per rendersi conto che qualsiasi donna
    sensibile alle problematiche, ma NON in linea con il loro “sentire”, viene immediatamente cacciata o messa a tacere.
    Basta che qualsiasi donna provi ad andare ad un loro incontro (le tipiche “prediche ai convertiti”) per capire
    che nessuno dissenso è possibile, ed anzi, chiunque provi a sostenere qualcosa di diverso viene rintuzzata come
    fascista. Tutto questo è dannoso in relazione a problemi apertissimi, dalla tutela delle madri fino alla condizione
    delle donne precarie e sottopagate, circa le quali ancora una volta il femminismo appare afono.
    ringrazio

    1. “partiva da una indubbia condizione di assoluto svantaggio della donna nella società e nella famiglia.”

      E anche qui ci sarebbe da discutere.
      La prendo come una forma di “concessione” da parte tua, perché – se sbaglio dimmelo – hai ritenuto inutile complicare ulteriormente il discorso, indagandone tutti i possibili risvolti.
      Ma non riesco ad astenermi dal mettere qualche “puntino sulle i”, scusami.
      Secondo me, in società rigidamente strutturate come quelle del passato, la divisione dei ruoli comportava svantaggi e vantaggi per entrambi i sessi.
      Mettere sulla bilancia i quali, per stabilire quale dei due sessi fosse più svantaggiato dell’altro, non rientra nelle mie intenzioni (e manco lo vorrei né saprei fare).
      L’hanno fanno (e lo fanno), con risultati di volta in volta discutibili – a volte ridicoli e paradossali – da entrambe le parti. Esiste una discreta letteratura al riguardo; chi volesse approfondire ne ha i mezzi (col Web, soprattutto).
      Quello che è successo è che femministe e femministi son riusciti a focalizzare l’attenzione in senso unico. Donne=solo svantaggi (le oppresse, sempre e comunque), uomini=solo vantaggi (oppressori, sempre e comunque). Le conseguenze sono (anche) quelle che tu hai ben descritto.

  2. Alessandra, non so se hai mai letto il libro “Questa metà della terra” di Rino Della Vecchia.
    Se non lo hai fatto, ti invito caldamente a rimediare: è disponibile on line, gratuitamente:
    http://questametadellaterra.blogspot.com/

    Dopo di che, forse, sarà più facile intendersi.
    Perché, vedi, qualche decennio di propaganda invasiva, pervasiva e unilaterale ha fatto sì che determinati concetti siano stati assimilati e fatti propri dai più (anche – e forse soprattutto – da coloro che non si sono mai specificamente interessati a problematiche inerenti i rapporti uomo-donna), solo perché sono stati presentati come l’unica verità possibile, senza che fosse disponibile una lettura diversa della realtà. I concetti sono quelli contenuti in quella che R.D.V. definisce GNF (Grande Narrazione Femminista): la lettura diversa (o alternativa) è quella che propone lui nel fare una sorta di debunking della GNF stessa.

    Detto questo…

    “Io per lo meno sto vivendo i 40 anni come una liberazione.”
    Non puoi avere idea di quanto io ti capisca.
    Sono a pochissimi passi dai 60 anni, e quel senso di liberazione lo vivo probabilmente in modo ancora più ampio e sotto altre sfaccettature, oltre quella di cui parli tu.
    Ma non è il caso che mi dilunghi su ciò.

    “Il femminismo ha più voci, che rispondono a istanze diverse, per questo è contraddittorio. C’è un femminismo giusto, quello che combatte contro le vere discriminazioni, che ancora adesso si possono incontrare, e c’è un femminismo che ha sbagliato strada…”

    Ecco, su questo non sono per nulla d’accordo, e se leggerai quel libro potrai capire molto meglio il perché.
    Posso solo anticipare questo.

    1 – Vero è che su alcune questioni specifiche esistono scuole di pensiero (o posizioni) anche molto diverse tra femministe (e femministi 🙂 ) che si definiscono tali o che vengono riconosciute come tali. Un esempio su tutti: la prostituzione (o sex working… si cambiano spesso anche le denominazioni in conseguenza dei diversi punti di vista…
    Per dire: “Utero in affitto” e “maternità surrogata”).
    Se conosci “Abbattoimuri” di “Ficasicula” saprai benissimo di cosa parlo.

    2 – Non è mai in discussione, però, il grande dogma del Patriarcato, inteso come il dominio e la sopraffazione (millenari) degli uomini sulle donne, con tutto ciò che ne consegue in termini di colpevolizzazione dell’intero genere maschile.
    Non esiste un femminismo – che si rispetti – privo di tale credenza/presupposto.
    Sarebbe come immaginare un Cristiano o una comunità di Cristiani che neghino l’esistenza di Cristo.
    La teoria del Patriarcato assegna ai due generi il ruolo – rispettivamente – di oppressori e di vittime.
    Da lì non si scappa.
    Ora, quando io parlo di contraddizioni, non mi riferisco a quelle scuole di pensiero di cui al punto 1.
    Mi riferisco alla stessa persona (di cui di volta in volta leggo il pensiero o con cui mi è capitato di discutere) che cambia e rivolta il discorso a seconda di come le fa comodo, pur di non andar contro i dogmi da cui non si può discostare, pena la messa in discussione delle sue stesse granitiche (!) convinzioni.
    Non ti starò a fare degli esempi.
    Alcuni sono stati ben descritti in blog come questo – ne puoi leggere anche in commenti di poco precedenti a questo mio – (altri in quel libro: manco a dirlo!)
    Ma se terrai gli occhi aperti e la mente ancora più aperta (come mi sembra tu abbia) non te ne potranno sfuggire infiniti altri.
    Tali contraddizioni mettono in luce come – ammesso sia esistito in passato – oggi un “femminismo giusto”, cioè onesto, non esiste nel modo occidentale.
    Non ha ragione di esistere. Sicuramente non nel modo in cui, nel suo insieme, si presenta quotidianamente.

  3. La questione è complessa. Il fatto è che i modelli offerti dalla società sono sbagliati. Una donna di 60 anni (ma anche un uomo, secondo me) dovrebbe porsi altri obiettivi che rimorchiare. Dovrebbe essere una madre o una nonna e dedicarsi con amore alla sua famiglia. Dovrebbe essere rispettata per la sua esperienza, per tutto ciò che fa e ha fatto per la sua famiglia e per la società, per il lavoro che ha svolto ecc. Non dovrebbe essere più valutata sulla base dell’aspetto fisico. Da un lato dovrebbe essere una liberazione.
    Ma questo non avviene più, mentre avveniva in passato. Dubito che mia nonna si preoccupasse del suo aspetto a 60 anni.
    Io per lo meno sto vivendo i 40 anni come una liberazione. Ricordo che da ragazza avevo terrore a parlare in pubblico, ad esempio, benché avessi tante cose da dire, perché sapevo che i miei coetanei avrebbero notato solo il mio aspetto, non particolarmente affascinante, devo ammettere, più che quel che avrei detto. Ora non mi importa più nulla di quello che pensano gli uomini, non mi importa se piaccio o no, perché alla mia età ho altre priorità.
    Certo se un brutto giorno mio marito mi lasciasse per correre dietro a qualche bella figliola, non sarei esattamente entusiasta. Purtroppo in un epoca di distruzione dei valori tradizionali, di sfrenato individualismo, è molto più probabile
    che ciò accada a me che a mia nonna. Da lì viene tutta la rabbia di una Finocchiaro, sbagliata nei modi, comprensibile nelle cause.
    Forse dovremmo fare un passo indietro tutti. Tornare a valori ormai quasi distrutti, ridare così dignità alle varie età della vita, che non possono essere tutte una ridicola imitazione della giovinezza.

    1. Alessandra, mi è piaciuto il tuo intervento.
      Costruttivo e non polemico.
      Mi piacerebbe sapere come vedi le odierne rivendicazioni femministe (secondo me contraddittorie o quanto meno ambigue, come evidenziato da interventi precedenti) in relazione a quanto hai espresso.

      1. Difficile rispondere. Il femminismo ha più voci, che rispondono a istanze diverse, per questo è contraddittorio. C’è un femminismo giusto, quello che combatte contro le vere discriminazioni, che ancora adesso si possono incontrare, e c’è un femminismo che ha sbagliato strada perché spinge le donne a mettersi in contrapposizione agli uomini. Questo è assurdo, perché distrugge la coppia, quindi la famiglia, quindi la base della società. Così facendo finisce col danneggiare anche le donne, insomma un gatto che si morde la coda.
        Il problema è che alla base di un corretto funzionamento della società sta la capacità del singolo di sacrificare la soddisfazione di propri bisogni secondari a vantaggio dei bisogni primari altrui (per cui ad esempio il benessere dei figli passa molto prima del piacere personale).
        Questo però è fuori moda (la società dei consumi si basa sulla soddisfazione dei bisogni senza distinguerli per importanza). Perciò si finisce col correre dietro a stupidaggini sacrificando le cose importanti. E quando uno se ne accorge è già troppo tardi.

    2. Intervento con vari spunti condivisibili, purtroppo per quanto mi riguarda è totalmente squalificato dal considerare “comprensibile” quello schifo partorito dal duo Dandini-Finocchiaro. Mi dispiace, ma su questo non transigo, punto.
      Chiarito questo, c’è un altro punto che non mi convince. Quando scrive “da ragazza avevo terrore a parlare in pubblico, ad esempio, benché avessi tante cose da dire, perché sapevo che i miei coetanei avrebbero notato solo il mio aspetto, non particolarmente affascinante”: bene, anche io da ragazzo avevo lo stesso problema, e così molti miei amici (tra sfigati ce la si intende), forse è sessismo? È (anche) questo il problema del martellamento mediatico, politico e culturale (si fa per dire) che il femminismo sta incessantemente portando avanti da almeno tre decenni: ormai le donne alla minima difficoltà, al primo ostacolo, appena le cose non vanno esattamente come voleva, gridano al maschilismo. Come se la vita di per sé non fosse costellata da difficoltà, dolore, momenti bui, e questi ci sono solo per le donne e solo per la malvagità di noialtri pezzi di merda. Ho avuto anche io, e miei conoscenti molto di più, professori/esse che mi hanno preso in antipatia, capi coglioni e incapaci (di ambo i sessi), ho subito delle ingiustizie, per passare certi esami o colloqui ho dovuto fare le chiuse fino a notte fonda mentre altri, o altre, chissà perché avevano il voto o il posto assicurato. Non ne ho mai fatto uno scandalo, né motivo di risentimento contro chicchessia, né tanto meno un’arma da utilizzare (“io ho dovuto lavorare il triplo di te!!!111!!1”). Perché non è giusto, perché gli ostacoli li affrontano tutti, soprattutto i non figli di papà, perché c’è sempre chi sta peggio. E invece tocca sorbirmi (è successo) le rampogne della stronzetta viziata che si lamenta che “in quanto donna” (of course) doveva studiare fino a notte fonda per passare gli esami… noialtri pezzi di merda no, vero?

      Mi scuso per essermi accalorato, però anche questi interventi ecumenici, per quanto fatti con le migliori intenzioni, mi stanno venendo a noia. La verità è che ormai c’è una guerra feroce contro i maschi e il maschile, se non lo si riconosce senza se e senza ma, mi dispiace ma non ci sarà la benché minima possibilità di intendersi.

      1. Dissento molto sia dal tuo furore che dalla conclusione. Abbiamo tutti bisogno, specie dal fronte femminile, di interventi ecumenici. Purché si traducano in una vera mano tesa. Purché dia l’occasione di gettare alle spalle tutto ciò che di non commendevole uomini e donne hanno fatto e fanno, per iniziare finalmente a impostare un po’ un futuro nuovo, una nuova alleanza.

      2. Temo tu abbia totalmente frainteso il mio intervento. Mi attribuisci cose che non ho mai detto. Onestamente gli esami li passavo studiando come i maschi e non mi sono mai sentita svantaggiata.
        Sono poi certissima che tanti ragazzi vivessero le mie stesse insicurezze riguardo all’aspetto, anche perché avevo tanti amici maschi che soffrivano esattamente come me. Ritengo una liberazione da questo punto di vista andare ormai verso un’età in cui non c’è più grossa differenza tra belli e brutti (perché siamo tutti brutti ). E mi stupisce che la Finocchiaro non lo capisca. L’unica cosa che comprendo è la sua rabbia, che viene dalla paura di dover competere con donne molto più giovani (come se tu dovessi correre i 100 m contro Bolt).
        Comunque qui chiudo, visto che dopo un solo intervento ho gia stufato così tanto …

        1. Se può servire a farti rimanere, Alessandra, forse hai stufato un lettore, ma ciò che scrivi piace molto al gestore di questo blog. Dunque resta per favore.

          1. Spero che le mie scuse facciano recedere Alessandra dall’intenzione di abbandonare. Mi scuso anche con te che sei il padrone di casa. Devo ricordarmi di contare fino a 100, a volte…

        2. No, no, ci mancherebbe, semmai sarò io a non lasciarmi più prendere dal furore. Mi rendo perfettamente conto di essermi lasciato trasportare, avrei dovuto moderare l’intervento e mi scuso per questo. Sono contento di avere travisato il suo commento, sono scattato senza aver riletto, mi auguro ne scriva altri, prometto di essere più riflessivo in futuro.
          L’unica cosa, rimango convinto che non ci sia nulla di comprensibili nella “gag” della Finocchiaro, ma è un fatto mio. Sarà che all’invisibilità ci sono abituato e non comprendo il disagio che provoca in certe persone.

          1. Accetto le tue scuse, anzi, sono molto colpita, perché le persone che si scusano quando esagerano un po’ sono molto rare. Ringrazio anche il padrone di casa che mi ha difeso. Ho scoperto questo blog per puro caso qualche tempo fa. Avevo letto sui giornali del caso di Alessandro Strumia ed ero rimasta colpita dalle reazioni al suo discorso. Che i maschi siano mediamente più portati per la matematica e la fisica per me era la scoperta dell’acqua calda, ma quando ho provato a dirlo a persone che conosco, mi son presa degli insulti. Così ho cercato in rete se esisteva qualcuno che la pensasse come me, ed ho trovato questo blog.
            Non so granché di femminismo (e così rispondo anche a Foxtrot) perché non mi aveva mai interessato, ma leggerò il libro linkato sopra. Negli ultimi anni noto una certa aggressività femminista che non sopporto (non sopporto il termine femminicidio, il movimento me-too, le manifestazioni anti violenza, le quote rosa ecc.). Perciò ho cominciato a interessarmi alla faccenda. Trovo questo blog molto interessante e continuerò a seguirlo con piacere (e forse a intervenire ogni tanto, quando avrò qualcosa di interessante, spero, da dire).

              1. Ho detto che mediamente i maschi sono più portati per la fisica. Questo non implica affatto che non esistano donne estremamente portate per la fisica. Tra l’altro mia figlia è decisamente più brava in matematica che nelle materie umanistiche, perciò se studiasse fisica sarei molto contenta (ma forse le consiglierò ingegneria).
                Cio non toglie che, se si guardano i dati generali, si nota che mediamente in matematica sono un po’ piu bravi i maschi. Questo è comprovato dai risultati delle prove invalsi in Italia e delle prove OCSE PISA e TIMMS a livello internazionale.
                Sono anche convinta che non si tratti di un problema culturale. Può darsi che qualche ragazza non studi ingegneria perché la ritiene troppo da maschi, ma il fenomeno di cui parlo è visibile fin dalla scuola elementare. Tenuto poi conto che le bambine sono mediamente più diligenti, il peggior risultato in matematica secondo me può dipendere solo da una piccola differenza a livello del funzionamento cognitivo. Naturalmente sto sempre parlando di una media e di una piccola differenza. Esistono pertanto molte donne che sono più dotate in matematica della media degli uomini.

            1. Grazie di aver accettato le scuse. Leggendo anche gli altri tuoi interventi, sono stato un cogli…tore di farfalle. Per quanto riguarda tua figlia, di cuore le consiglierei di fare Fisica, se ha davvero la passione. Sono parte in causa, ma se è ciò che sogni di fare sin da piccolo/a, farlo poi come lavoro riempie di soddisfazione come più non si potrebbe. D’altro canto, oggi come oggi una carriera nella ricerca pura è una strada stretta, un rischio, e la passione deve essere tale da superare la risk-aversion. È anche vero che un laureato in Fisica si ricicla facilmente, ma in effetti, deve pensarci bene.

    3. ma è così complesso accettare che la bellezza fisica ha il suo peso per donne e per uomini?
      sulla nostalgia dei “valori di una volta” non mi pronuncio

  4. curiosità.
    La smentita concreta al dogma del duo femminista Dandini/Finocchiaro
    l’ho avuta ieri girando per le compere del black friday.
    Ho incrociato una mia amica, che è veramente carina, e dimostra meno anni
    di quelli anagrafici: ha 50 anni compiuti. NOn sembra ma è così.

    Poichè sono curioso ho dato un’occhiata al suo accompagnatore che
    avrà avuto, al massimo, 40 anni.

    Inoltre conosco molteplici esempi di donne sui 38-40, che hanno amici intimi 25 anni
    ed anche un caso di una 45enne, che ho conosciuto benino, ed ho rivisto
    in giro la scorsa estate col suo baby fidanzatino 25enne ????
    Chiunque ha amiche può confermare questo dato di tendenza.

    La smentita fattuale al presunto sketch di Dandini, che in realtà è una operazione
    mediatica per denigrare il sesso maschile.
    Non è vero che lo donne un po’ più mature non interessano,
    forse non interessa gente con la faccia incarognita di Finocchiaro.

  5. Quindi, per la Finocchiaro, se gli uomini non guardano le sessantenni, bisogna fargliene una colpa. Dovrebbero guardarla comunque, anche se non gli interessa, per non urtare la sua sensibilità. E allora uomini, tutti al lavoro! Appena passa una vegliarda, tutti a voltarsi… ah, no. Non so può nemmeno quello, è sessista guardare le donne per strada. Attendiamo ordini più precisi. Che loro chiamano sovradeterminazione, quando le tocca.

    1. è una bellezza ! Le “compagne” esaltano le loro contraddizioni proprio come al tempo del “personale politico” 🙂
      Ordunque.
      La Deneuve, che ha giustamente attaccato il #metoo, sarebbe una vecchia rimbambita libidinosa, una compagna
      che sbaglia. Attacco contro la matura attrice francese che ha rotto le uova del paniere mentre l’isteria collettiva montava.
      Disse la Deneuve che è giusto corteggiare.

      Oggi scopriamo che le 60enni italiche, pressapoco la fascia di età di Catherine, sono “indignate” perchè nessuno le
      calcola e poverine, entrano in uno spogliatoio e nessuno me le calcola.
      Insomma, vogliono essere corteggiate.
      Allora fatemi capire: VOLETE la “invisibilità” o volete “l’abbordaggio” ?

      Contrordine compagne.
      Avanti adagio, anzi quasi indietro.
      Qui davvero ci vuole “uno bravo” .
      🙂

      1. credo che una donna, proprio come un uomo, gradisca essere “abbordata” da chi piace a lei e non da chiunque. Io stesso tra Lucia Annunziata e Margot Robbie preferisco essere abbordato dalla seconda,per le donne credo sia lo stesso. Che poi una donna può pure abbordare lei per prima se vuole

  6. Hai fatto bene a descrivere tutto lo sketch e analizzarlo, perché è proprio nel suo insieme che fa… (lasciamo perdere).

    Io e mia moglie fummo accaniti fruitori delle trasmissioni che fecero seguito alla TV delle ragazze dell’epoca (mai vista).
    Avanzi, Tunnel,…
    Ce le registravamo su VHS per rivedere più volte le scenette più divertenti (e lo erano molto).
    Al confronto questa roba è un vero schifo.
    Non dico cosa penso di ciò che ha fatto Isabella Ragonese (vista nella puntata precedente; ieri mi sono rifiutato e ho cambiato canale).
    Salvo giusto la Guzzanti.

    1. quoto.
      E vorrei farti notare un particolare: in teoria, questa nuova serie del “trentennio” era stata ideata per lanciare alcune nuove
      comiche. Si sa che la comicità femminile è argutissima e vi è sempre necessità di nuove leve.

      bene. Peccato che gente come Ragonese, e la stessa Dell’Ombra, si siano sostanzialmente “sputtanate”
      nel partecipare al programma: nate in altri contesti, inserite in quel vecchiume stantio hanno fatto la figura
      delle dilettanti.
      Con possibile compromissione della loro carriera futura grazie a questa genialata della “satira femminista”.

      Sabina Guzzanti, altra stoffa.

    1. donne e uomini hanno il medesimo desiderio sessuale, e le donne come gli uomini hanno le loro preferenze. in realtà chiunque uomo o donna non sia attraente è invisibile sessualmente non per tutti ma per la maggioranza. va accettato

      1. “donne e uomini hanno il medesimo desiderio sessuale”

        …E fa Cassazione.

        Se ne sei così certo, è perché ne avrai preso bene le misure.
        Non so come.
        Anni e anni di studi e di sondaggi, o un’esperienza personale straordinaria.
        Non importa.
        Faccio un atto di fede e ti credo.
        Chi sono io per mettere in dubbio una tua così salda certezza?

        Scusa se adesso torno alle mie fiabe:

        http://questametadellaterra.blogspot.com/2011/02/363-lo-facevano-per-dovere.html

      2. “donne e uomini hanno il medesimo desiderio sessuale”
        Si, e pure la stessa altezza media e forza fisica media ????

          1. E desiderio sessuale neppure.
            L’umanità si sarebbe forse estinta se le donne avessero avuto il medesimo desiderio sessuale maschile: una ragazza primitiva di 16-17 anni avrebbe scopato con tutti i maschi di aspetto decente che le capitavano a tiro, in media 2 o 3 diversi ogni giorno ma anche sino a 10-12 e persino 15 diversi in una giornata, e una volta incinta non ci sarebbe stato quello “speciale” a supportarla.
            Adesso vieni a dirmi che un maschio medio di 16-17 anni non farebbe così se ne avesse la possibilità…

      1. ora ti spiego.
        Viene qui perchè ogni volta che tenta di parlare dalla ricciocorno alienante,
        il collettivo femminista, da ada a puntini puntini, attraverso fiordalisa e crisantema,
        lo manganellano
        con passata di olio di ricino in puro stile “io sono mia”.

        Viene qui per avere conforto, ecco tutto.
        Me lo fanno a pezzi , sto ragazzo.
        Così impari a scrivere contro i padri separati.
        Ben ti stia !

      2. sono posizioni che ho sempre avuto anche prima di incappare in questo blog, che gli uomini vecchi siano più sessualmente interessanti delle donne vecchie l’ho sempre trovato un luogo comune falso (certo ci sono sessantenni ben conservati in ambo i sessi ma in linea di massima a vent’anni sei più bello che a sessanta) così come trovo falso il discorso che “gli uomini sanno fare squadra, le donne no” opure “le donne si depilabo per piacere ai maschi” (per me è libera scelta) e sono alcuni dei punti con cui non concordo con il femminismo (o almeno con la sua versione internettiana)mentre invece concordo su altri.

        X Giannetto

        sono abituato a prendere metaforiche botte in ambo gli schieramenti e no non cerco conforto, mi piace sentire entrambe le campane anche se le due campane non sono uguali, perchè vedi, il femminismo (o i tanti femminismi), pur con i suoi estremismi, errori, posizioni discutibili su argomenti specifici, ha contribuito al progresso della società al pari di ogni movimento di liberazione (anche il movimento operaio non è stato immune da errori, estremismi, scelte sbagliate, ma nel complesso ha fatto del bene; persino la rivoluzione francese ha compiuto errori spesso tragici ma meno male che c’è stata), degli anti-femministi non si può dire lo stesso.
        In altre parole: se una femminista dice una cavolata o più di una questo non trasforma il femminismo in qualcosa di sbagliato, perchè le cavolate capita di dirle a tutti. Allo stesso modo se un anti-femminista dice una cosa giusta o più di una questo non trasforma automaticamente l’anti-femminismo in qualcosa di positivo perchè anche le cose giuste capita a chiunque di dirle ogni tanto.
        Insomma: se fuori piove e un fascista dice che piove dobbiamo dare ragione al fascista, ma il fascsmo rimane negativo

      3. sono cose che ho sempre pensato, e X Giannetto io non cerco alcun conforto, penso che come ogni movimento di emancipazione che ha contrinuito al progresso della società il femminismo abbia ragione 90 volte su 100 le altre 10 sono la percentuale fisiologica di errori, estremismi, posizioni sbagliate che nella storia hanno avuto tutti i movimenti di liberazione e progressisti (la rivoluzione francese ha fatto errori tragici ma meno male che c’è stata); nell’antifemminismo le proporzioni sono ribaltate: ha torto 90 volte su 100, le 10 cose giuste degli antifemministi sono la percentuale fisiologica di cose giuste che capita di dire a chiunque anche a chi sta dalla parte sbagliata. Se un fascista dice che piove e fuori piove il fascista ha ragione ma il fascismo resta quello che è

          1. assolutamente no. Però è un fatto che le istanze anti-femministe trovino ascolto in quella parte dell’opnione pubblica che definisco non fascista ma genericamente di destra tradizionalista, quella parte dell’opinione pubblica che guarda con nostalgia all’Italia pre-’68 quindi anche pre-legge sul divorzio, pre-legge sull’aborto e pre-riforma del diritto di famiglia, quell’Italia in cui io matrimonio era indissolubile, ti davano le attenuanti se ammazzavi il coniuge fedifrago, se una donna povera voleva abortire finiva tra le grinfie delle mammane (per le ricche c’erano i “cucchiai d’oro”), e papà era il capofamiglia, quell’Italia rimpianta forse anche dalla commentatrice Alessandra quando i mariti non lasciavano la moglie per una donna più giovane ma ci andavano a letto in motel per poi tornare a casa per cena come niente fosse . Anche il vostro eroe Simone Pillon non è certo un progressista, è un un anti-abortista nostalgico del matrimonio indissolubile la cui legge rende di fatto una corsa a ostacoli divorziare se entrambi i coniugi non sono economicamente benestanti (comunque è un vero spasso vedere Pillon attaccato da destra da gente come Adinolfi e Roccella, non so chi è peggio fra i tre)

            1. Pensa te che uno come Pillon attualmente è il campione della parità genitoriale, ovverosia è il campione dell’effettiva parità tra i sessi nelle separazioni e divorzi, questo da’ l’idea di quanto sia regressiva l’attuale incarnazione del femminismo.
              E’ vero che Pillon ha intenzione di rendere piu difficili i divorzi, ma non è questo il punto: il punto è COME lo sta cercando di fare – rendendo i coniugi trattati esattamente alla pari al momento della separazione. Cosa significa questo?
              Che pre-Pillon la situazione favorisce nettamente le donne nei divorzi, ovverosia non c’è parità ma privilegio femminile e pure bello grosso.

              Ed ecco perchè amo definire Adinolfi un membro di ArciLesbica in incognito
              https://www.informazioneconsapevole.com/2018/09/ddl-pillon-mario-adinolfi-distrugge-i.html
              “Prima le mamme”

              “Più specificatamente, Adinolfi ha anche affermato che la prevalenza del rapporto del bambino con la madre durante l’infanzia è determinante (specialmente in un periodo di trauma) e che è sbagliato cancellare l’assegno di mantenimento.”

              In pratica: non c’è NESSUNA differenza tra la posizione di Adinolfi e quella delle femministe.
              Ecco perchè il “Popolo della Famiglia” era ed è lesivo dei diritti maschili.

            2. Aggiungo: ho già detto che il DDL Pillon è una cartina tornasole, basta vedere le reazioni e si capisce chi è contro i diritti maschili e chi a favore.
              CONTRO:
              Femministe, Arcigay, Popolo della Famiglia/Adinolfi, CGIL, parte del M5S, PD.

  7. Finocchiaro dimentica che ci sono donne che continuano ad affascinare anche dopo i 60 anni . E sono quelle che come armi di seduzione non utilizzano solo. La fisicità .

  8. dieci minuti di standing ovation. Bravissima !
    E chi ha dimenticato rocco smitherson-guzzanti, Quelo, Avanzi e Fassari ?
    Figuriamoci, da qualche parte della mia casa “sbagliata” ci saranno anche due VHS registrate.
    Posso testimoniare (come teste oculare) che “quella” tv, a prescindere dall’orientamento,
    era aria pura. Questa uscita di scena delle due vegliarde-comiche è un po’ pietosa.
    Prendersela contro i maschi targati 2018 è come sparare sulla croce rossa, o meglio
    come ballare su quattro ossa scalcinate: c’erano una volta “i padri”.
    Sarebbe “questo” il potere da irridere e ridicolizzare ?

    a proposito, questa era “satira” irridente del potere.
    Quando nella Roma papalina se finiva “ar gabbio” per due parole fuori posto,
    e allora il potere lo potevi attaccare solo con la poesia.
    Er poeta de Roma:

    ER TRIBBUNALE DER GOVERNO

    Eccoli qua sti giudici da janna (*)

    Che pporteno la spada e la pianeta

    So quattr’anni e ‘r processo nun ze manna;

    E la popolazione ha da sta quieta.

    Pe quer Cristo è ‘na gran legge tiranna!

    Tenè er distin d’un omo tra le deta,

    E nun volè spedije la condanna

    Prima de fallo infracicà in segreta!

    Doppo annata la causa a l’infinito,

    Caso c’un poveretto eschi innocente

    Chi j’arifà quell’anni c’ha patito ?

    E se ppoi è sentenziato dilinquente,

    Quanno va ssu le forche è compatito,

    Perché er dilitto nun ze tiè ppiù a mente.

    Giuseppe Gioachino Belli
    Roma, 23 aprile 1835

    (*) giudici “da ianna” ( da ghianda: “ghiotti”, per corrotti ).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: