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Cronache arcobaleno da rotocalco anglosassone. A quando da noi?

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LA FIONDA

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varie_blackpridedi Giuseppe Augello – E’ stato posto alla mia attenzione in rete il questo articolo, sintomatico dell’atmosfera tossica della “normalizzazione” a suon di cronache mondane dal mondo multiforme della diversità. Ha per titolo, tradotto: “I membri bianchi della comunità LGBT+ dovrebbero partecipare al “Black Pride” del Regno Unito?”. Si trova sulla testata “Indipendent”, e tratta di una gustosa questione sull’opportunità o meno di unificare gli eventi pride della comunità LGBT+ ed LGBT+POC, ovvero quelli dedicati alla comunità LGBT di origine afro-asiatica e sud americana, in sostanza di colore, con quelli LGBT+ europea ed occidentale.

Il paradosso è che si lamenta nell’articolo quello che appare una sconveniente deriva razzista: sembra si soffra, in tale confronto tra le due comunità, di una vera tendenza all’omologazione del movimento di liberazione LGBT con la prevalenza smaccata della comunità di colore, intollerante di quella bianca, con l’auspicio che le due comunità si integrino in una mescolanza veramente arcobaleno con l’aggiunta di qualche colore scuro. Quindi alla discriminazione sofferta dai due gruppi LGBT, di diverso retroterra culturale, nella vita sociale, da parte dei normali ma diversi ancora restii ad abbracciare la liberazione sessuale, si aggiungerebbero, sembra, vere e proprie forme di esclusione da parte della comunità LGBT+POC, quella di colore, molto più numerosa, verso gli appartenenti alla comunità LGBT+ di marchio europeo.

varie_lgbtmaniLa questione è talmente all’ordine del giorno, evidentemente, nel Regno Unito, che l’articolista ritiene sia meritevole addirittura di un appello affinché le due comunità si uniscano sotto una sola bandiera (sulla quale non c’è però ancora neanche accordo). La visione che emerge dall’articolo è uno spaccato di come tali Gregory Robinson e affini vedano evidentemente l’affermazione erga omnes  della liberazione sessuale in senso trasversale nell’intero corpo sociale. Gli eterosessuali, quelli che io chiamerei le persone “sessualmente normali” (se il 98% di eterosessuali sicuramente non Lesbic, Gay, Bisexual, Trans, POC e chi + ne ha + ne metta, possono rappresentare un campione sufficiente per parlare di normalità), spariscono nell’universo multicolore delle variegate forme di devianza dalla “normalità” sessuale, come da tanti intesa.

Sorge spontanea una riflessione, a un ostinato conservatore di una idea sociale resistente, e fatte le dovute premesse. D’accordo che la libertà è per tutti, e non solo per la categoria maggioritaria di eterosessuali. D’accordo che chi discrimina un diversamente abile sessualmente, nel campo di comuni e consolidati diritti umani o chi ne fa oggetto di odio non deve essere ritenuto del tutto civilizzato. Ma chi non si sente affatto di abbracciare tale “liberazione” multicolore del costume sessuale, che gusto dovrebbe provare dinanzi all’imposizione mediatica di uno show che nasconde solo altra frustrazione e rabbiosa rivendicazione di una appariscenza privilegiata anziché di uguali diritti?


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varie_prideE se qualcuno ha la ventura di portarsi dietro una caratteristica sessuale che lo contraddistingue rispetto ai “normali”, che senso hanno le ciarle su un pride con lo scopo di elaborare tutti gli espedienti possibili per farne un evento portatore della cultura universale della liberazione, invadente nelle nudità esibite, piuttosto che  festaiola? Ecco sorgere per tutti il nuovo centro dell’attenzione, di più e al disopra di tante categorie di individui che ben altra utilità sociale ed intellettuale hanno rappresentato, e ben altre risorse hanno messo in campo per la diffusione della cultura dei diritti civili e del rispetto delle regole a garanzia di tutti.

La supremazia della banalità sessuale a tutti i costi, facilmente caratterizzante, da assumere senza il minimo sforzo o serio impegno, porta masse di individui che normalmente non potrebbero dire o narrare nulla di interessante alla stragrande maggioranza della gente normale, all’apoteosi dei pride dove divengono eroi per un solo giorno, come allegre donnette nel momento che rivelano ciò che tutti vorrebbero sapere. E l’uditorio lo fornisce la stampa radical-chic, col pretesto di ammantarsi della missione salvifica di salvaguardare i diritti delle minoranze multisessuali, portando la loro notorietà a un livello tale da doverci forzatamente interessare anche delle piccole beghe tra diversi nella diversità.

varie_gaypridemilanoMa l’articolo dice di più. Si sofferma sui particolari del modus trasgressivo delle singole categorie. Li analizza e mette in luce quegli aspetti di rivalità tra “i diversi” a caccia della legittimazione su chi è più rappresentativo della diversità stessa. Il tutto si traduce nella sensazione, leggendolo, di essere piombati in un girone infernale dove tra grida stridule strepiti e battute goliardiche i vari gruppi si contendono il posto d’onore nella rappresentanza della liberazione sessuale più fantasiosa che possibile. Faccio fatica ad immaginare una vera distinzione di appartenenza di genere tra le categorie, ritenendo piuttosto che i singoli di tali specie passino da un comportamento all’altro con una certa disinvoltura.

Di certo la rivoluzione arcobaleno propagandata da tali gruppi, e da chi ne fa oggetto addirittura di cronache preoccupate dei contrasti al loro interno, appartiene all’unico disegno di sconfiggere la normalità, disintegrare la famiglia ed i valori eterosessuali su cui si poggia, rendere il tessuto sociale una massa informe di esseri sbertuccianti e beffardi, esasperatamente fantasiosi nei costumi sessuali come nella concezione della loro libertà, mentre ridicolizzano gli usi e costumi di un mondo ai loro occhi oscuramente retrodatato, che li osserva con stupore dalla prigione della normalità. Ovvero, quelle sbarre che dividono siffatto mondo da loro, e  che al 2% degli LGBT+, ignari clown loro malgrado, sembrano ingabbiare il mondo reale, appaiono piuttosto dividerli dal senno dei più, ponendoveli al di dentro, ingabbiati nella follia allucinogena a suon di musica rap o tecno. Sono proprio loro a escludersi dal mondo civile, con le loro orride maschere esasperatamente sgargianti, ma di questo i cronisti dal carcere multisex come tale Gregory Robinson proprio non vogliono accorgersi.


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13 thoughts on “Cronache arcobaleno da rotocalco anglosassone. A quando da noi?

  1. Avete notato? Si spaccano come l’atomo. Più ottengono visibilità, più si dividono tra loro e alzano barriere.
    All’inizio erano LGB, poi sono diventati LGBT, poi LGBTQ, poi ancora LGBTQI, e adesso siamo all’LGBTQI+.
    Al prossimo passaggi si utilizzeranno simbili matematici.

  2. Il motivo per cui si sono affermati i valori eterosessuali e l’istituzione familiare e semplice. Evitare che nascano figli senza protezione della famiglia soggetti unicamente alla selezione naturale per la sopravvivenza. Risparmiare le energie della procreazione illimitata con sopravvivenza di pochi. Ed evitare che gli individui maschi si uccidano per il possesso della femmina. E impiegate meglio le energie liberate per la produzione, lo sviluppo, il benessere sociale. Con la banalizzazione dei ruoli ed il controllo delle nascite quindi con la distruzione delle famiglie si liberano ulteriori risorse da destinare alla produzione ed al consumo accelerando il ciclo del capitale. Come sempre il turbocapitalismo però entra in una contraddizione che provocherebbe una disastrosa situazione sociale e la scomparsa; col decremento della natalità, di produttori e consumatori insieme; se non fermato. E mi fermo per ragioni di spazio.

  3. “Ripeto: mi piacerebbe moltissimo che tutti gli omosessuali sparissero per incanto.
    Per vedere l’effetto che fa.
    Fine della loro eccessiva libertà sessuale, viva la famiglia.
    E poi?
    E poi si fa quello che dicono le donne, perché è il fattore limitativo del sesso che fa la morale sessuale”.

    Si fa già quello che dicono le donne sia che gli omosessuali spariscano o no. Non è detto che lasciare che gli lgbt trascinino nel bordello la società consenta di riequilibrare ciò che le donne hanno ottenuto con il loro potere sessuale, sbilanciando l’equilibrio a loro favore. Non è detto che usare gli lgbt contro le femministe (sempre ammesso di riuscirci: dalla loro hanno anni e anni di studi e militanza che li rende più sgamati di quel che si pensa) riesca e porti comunque agli esiti che qualcuno si aspetta.

    C’è già stata una mutazione antropologica che culturalmente ha portato a realizzare (e tollerare) queste amenità arcobalenate e non sarà mutando il quadro giuridico che si raddrizzerà la situazione (il moltiplicarsi delle norme tra l’altro non porta alla regolamentazione delle situazioni anomale: troppe leggi, nessuna legge; in più se hai le leggi ma non le rispetti e/o la magistratura le bypassa perchè schierata….) ci vuole una mutazione antropologica e culturale di segno opposto ma ci vorranno 30/50 anni prima che se ne vedano i frutti anche partendo adesso. Alla fine ci vuole che chi comanda imponga quali sono le norma comportamentali (vedi per esempio in Russia dove sono riusciti a rialzare il tasso di natalità, non certo grazie a uteri in affitto e adozioni gay o importando risorse).

    A me pare che certi discorsi servano solo a legittimare le voglie di chi vuole fare quello che gli pare: occhio a non passare da essere parte della soluzione a essere parte del problema.

    I valori eterosessuali possono essere riassunti in breve:

    1) un maschio è un maschio e una femmina è una femmina e non una cosa o l’altra secondo come mi sveglio la mattina

    2) ci si sposa tra uomo e donna, il che non significa che si vuole impedire ai gay di stare insieme: semplicemente il matrimonio tra un uomo e una donna hanno un valore giuridico che non ha l’unione tra gay (ah, i buoni vecchi valori dei gay, che non c’entrano nulla con quelli lgbt).

    3) I figli li fanno un uomo e una donna. No figli a famiglie arcobalenate con nessun mezzo.

    Forse dimentico qualcosa ma più o meno siamo lì.

    In base a quanto esposto non mi sembra che chi vuole andare in disco e trombare non lo possa fare… per me è un valore eterosessuale anche essere gay e trombare in disco, lo puoi fare: non puoi fare quelle tre cose che ho citato sopra.

    Invece consentire ai gay di sposarsi e avere figli dovrebbe ridurre il potere delle donne? Oppure lasciare che nelle scuole insegnino ai bambini che sessualmente possono essere tutto quello che vogliono dovrebbe ridurre il potere sessuale delle donne? E ancora che se lasciamo fare agli lgbt allora la minore voglia sessuale che hanno le donne sarà sbertucciata e cambieranno andazzo?
    Seriamente?

    E non c’entra niente passare per buoni : anzi, io voglio passare per cattivo… ma patti chiari e amicizia lunga.

    Non si confonda questo approccio con le posizioni cattoliche : in Italia esistono ancora i laici, per fortuna. Detto questo mi sento più vicino ai cattolici che a certe posizioni ultralibertine che non fanno altro che aggiungere caos al disordine.

    1. Rispondo in ordine sparso:

      “Invece consentire ai gay di sposarsi e avere figli dovrebbe ridurre il potere delle donne?”

      No, ovvio che no.

      “Oppure lasciare che nelle scuole insegnino ai bambini che sessualmente possono essere tutto quello che vogliono dovrebbe ridurre il potere sessuale delle donne?”

      No, e chi manipola i bambini va denunciato e/o preso a calci per difendere i bambini dagli abusi.

      “E ancora che se lasciamo fare agli lgbt allora la minore voglia sessuale che hanno le donne sarà sbertucciata e cambieranno andazzo?”

      E’ impossibile non sbertucciarla, questo articolo stesso la sbertuccia: emerge molto chiaramente che l’autore pensa che i gay facciano sesso sfrenato mentre in coppia fissa con una donna ci si deve contenere. Non si è mai visto un punto di vista differente, l’unica differenza di opinioni è che c’è chi pensa che il fatto che i gay fanno tanto sesso è male, e chi pensa “buon per loro”.
      Le donne sono donne, non possono cambiare andazzo, altrimenti sarebbero uomini e non donne.

      “I valori eterosessuali possono essere riassunti in breve:

      1) un maschio è un maschio e una femmina è una femmina e non una cosa o l’altra secondo come mi sveglio la mattina”

      E’ biologia, un dato di fatto, non è un valore morale.

      “2) ci si sposa tra uomo e donna, il che non significa che si vuole impedire ai gay di stare insieme: semplicemente il matrimonio tra un uomo e una donna hanno un valore giuridico che non ha l’unione tra gay (ah, i buoni vecchi valori dei gay, che non c’entrano nulla con quelli lgbt).”

      Male. Secondo me è sbagliato sposarsi per un uomo, è un contratto capestro.
      E non è per nulla naturale: in natura non esistono animali che prendono una penna e firmano un contratto prima di riprodursi, non esiste neanche una specie che lo fa, tranne noi.
      E comunque in Italia i gay mica possono sposarsi: è questo un problema maschile in Italia, oggi, che un domani i gay potrebbero sposarsi? E’ come dire che non abbiamo proprio nessun problema pressante a cui pensare.

      “3) I figli li fanno un uomo e una donna. No figli a famiglie arcobalenate con nessun mezzo.”

      I figli è un pezzo che li fanno solo le donne, e solo le donne stabiliscono cosa farne: hanno il parto in anonimato, l’aborto, assegnazione dei figli (e della casa) dopo la separazione.
      Se la legge considerasse che li fanno paritariamente anche gli uomini, allora gli uomini avrebbero dei diritti in merito – tipo: la donna non può abortire senza il consenso di lui, perché si elimina il bambino che ha fatto anche lui, lui può decidere di non assumersi responsabilità (come fa la donna con il parto in anonimato), i figli debbono stare con i genitori per tempi più o meno paritari e il mantenimento deve essere diretto.

      Quindi analizzando:
      Punto 3: il valore eterosessuale è una cosa che non esiste, contraddetta dalla legge che da’ zero diritti ai padri.
      Punto 2: il valore eterosessuale consiste nel preoccuparsi di qualcosa che non c’è, e nel frattempo firmare contratti capestro, cosa innaturale perché nessun animale prima di riprodursi firma dei contratti.
      Punto 1: il valore eterosessuale consiste in una semplice realtà biologica. Quindi è un fatto. Come dire che l’acqua è bagnata.

  4. Quando leggo di “valori eterosessuali” mi piacerebbe che tutti gli omosessuali sparissero dalla faccia della Terra, smettessero di esistere come per incanto.

    Perché vorrei vedere cosa succede il giorno dopo.

    Sicuramente le leggi sul divorzio andrebbero bene, il Codice Rosso pure, gli incentivi sessisti all’occupazione femminile anche: sei sotto un ponte, in prigione accusato falsamente, disoccupato perché una donna meno qualificata ti è passata avanti ma…chissenefrega? Sei nel paradiso dei “valori eterosessuali”.

    Al limite se ancora non basta si fanno un po’ di leggi per proibire le avventure di una notte: chi va subito con le donne è frocio, per non essere frocio ti devi prima fidanzare in casa.

    E a quel punto dovremmo essere all’apice dei “valori eterosessuali”.

    E poi che si fa?

    A quel punto per fare sesso ti devi sposare, le leggi sul divorzio sono quelle che sono, ti resta solo da convincere le donne che vanno cambiate.
    Magari dicendo loro “io mica sono frocio, faccio sesso con una donna solo se prima mi fidanzo in casa”.
    E quella replica: “appunto, e ci fidanziamo alle mie condizioni. Io voglio delle sicurezze altrimenti non te la do’. Firmare qualcosa, prego.”

    E a quel punto?
    A quel punto fai come dice lei, per il bene dei valori della famiglia e dei “valori eterosessuali”.
    Che sono che l’uomo lo deve sempre prendere nel culo, ma solo metaforicamente.

    1. In effetti quel passaggio non piace nemmeno a me, più che altro perché, oltre a quello che dici tu, mi sembra scenda sul terreno dell’avversario. E in generale, mi sembra che quest’articolo, pur apprezzabile in certe parti, complichi inutilmente le cose: una volta tanto, la spiegazione è davvero semplice: se fai a gara di purezza, troverai sempre qualcuno più puro di te che ti epura.

      1. La gara di purezza ha anche altri difetti: si deve sempre passare “per buoni” e costruire gli argomenti in modo da farli sembrare sempre motivati unicamente da un fine superiore, dal benessere di tutti.
        E comunque quelle ti rispondono “me frego, io sono mia” + “se il mondo non ti va bene mettilo a posto tu, riparare le cose è compito degli uomini, non scocciarmi”.
        E cosa gli rispondi? Niente, non c’è risposta, al massimo puoi borbottare sulla fine della società e su futuri problemi, e ti daranno del pazzo complottista.

        Stiamo parlando di una tattica che ha fallito miseramente contro un femminismo non istituzionalizzato, figurati quanto può funzionare adesso: è come se i polacchi a cavallo dopo aver perso contro i panzer del ’39 adesso riprovassero ad attaccare a cavallo dei carri armati moderni.
        L’idea che il vento sia cambiato a sufficienza per fare la differenza è illusione: la Lega ha votato a favore della commissione sul” femminicidio”, ha proposto e fatto passare il “Codice Rosso”, la Bongiorno (che è Lega) ha istituito il vocabolario politically correct e gender neutral nella pubblica amministrazione, Durigoni ha proposto più incentivi per l’assunzione delle donne a scapito degli uomini. Quindi è un partito femminista e misandrico, solo un po’ meno del PD.

  5. Che cavolo sarebbero “i valori eterosessuali”?

    Un uomo che fa sesso con delle donne appena conosciute in situazioni dove l’alcool scorre a fiumi è eterosessuale o omosessuale?
    A leggere qui sembra che andare con le donne sia da omosessuali, perché contro i “valori eterosessuali”, contro la famiglia, eccetera.

    E’ una domanda seria:
    Voglio sapere se un uomo fa sesso con delle donne appena conosciute in situazioni dove l’alcool scorre a fiumi è da considerarsi un uomo eterosessuale o omosessuale.

    Non è una domanda banale: un uomo che va con delle donne appena conosciute non va forse contro i “valori eterosessuali”, la famiglia, eccetera?

    Occhio che si fa il gioco delle femministe.

    Infatti le più efficaci nel difendere i “valori eterosessuali” sembrano essere le femministe, infatti sono riuscite ad imporre il “consenso affermativo”: ossia è sempre stupro salvo se lui ottiene permesso vocalizzato, e lui ha la responsabilità di controllare che tutto vada bene.
    Più accoppiamento serio e rispettoso dei “valori eterosessuali” di così, mi pare impossibile.

    Quanti ragazzi etero dobbiamo incarcerare per difendere i “valori eterosessuali”?

    Negli USA abbiamo ragazzi denunciati, ed espulsi, dai campus, per aver fatto sesso da brilli con ragazze altrettanto brille: è giusto punirli? Non infrangono forse i cosiddetti “valori eterosessuali” che sembrano consistere nel farlo solo in certi contesti, in una relazione significativa, con tanto tatto e buona creanza?

    Poi io non so te, ma io a suo tempo frequentavo molto le discoteche: sono rari, ma ci sono, casi di gente che si accoppia sul divanetto o nel bagno, e sono persone etero. Molto più comune è che ti porti una in auto, conosciuta un’oretta prima, fuori dalla discoteca. Da come descrivi le cose sembra che anche questi comportamenti siano contro i “valori eterosessuali”.

    Io sconsiglio ai ragazzi di firmare un contratto di matrimonio: in molti casi può essere peggio che andare in prigione, la legge è decisamente più punitiva nei confronti degli uomini sposati che di quelli che commettono crimini.
    Esempio pratico:
    Tizio ruba merce per 500 euro in un negozio, lo beccano, è la sua prima volta.
    Caio divorzia, è monoreddito, reddito non elevato, possiede una sola casa: figli, casa e mantenimento alla moglie.
    Per me è ovvio che Caio subisce conseguenze assai peggiori.

    E in una situazione simile attacchiamo quelli che si vogliono fare le donne senza impegnarsi?

    1. E con questo voglio dire che siamo sempre perdenti se millantiamo moralità sessuale.

      La moralità sessuale è campo femminile, siamo sempre perdenti sulla moralità sessuale.
      Per via della asimmetria sessuale, ovvero che in generale noi vogliamo scopare più di loro.
      La moralità sessuale è quello che dicono le donne, perché sono le donne il fattore limitativo del sesso.

      Le limitazioni al sesso etero saranno sempre stabilite dalle donne, lo sono sempre state anche nei cosiddetti “patriarcati”: infatti erano progettati per relazioni a vita dove l’uomo manteneva la donna. L’unica concessione fatta agli uomini era che le donne non potevano attuare la loro monogamia seriale: partner unico a vita invece che cambiarlo ogni circa 7 anni prendendo ricchi premi & cotillons dal vecchio partner al momento del cambio.
      Ma il sistema si era sviluppato in società dove difficilmente si arrivava a vivere 40 anni.
      https://www.verywellhealth.com/longevity-throughout-history-2224054
      Sino a circa il 1800 la vita media in Europa era tra i 30 e i 40 anni.
      Quindi la monogamia seriale femminile sarebbe stata necessariamente limitata, non rinunciavano a molto: anche se una si sposa a 15 anni, se muore a 35 anni, rinunciando alla monogamia seriale in favore dell’impegno a vita sta avendo un solo partner invece di 2, al massimo 3.
      Adesso è differente: tra 15 e 85 anni sono almeno 10 partner, almeno un terzo dei quali lasciano ricchi premi & cotillons.

      Guarda caso il femminismo si sviluppa in parallelo all’aumento dell’aspettativa di vita: la dichiarazione si Seneca Falls è del 1848. Cioè fu fatta da donne nate tra il 1800 e il 1820, cioè le primissime a beneficiare dell’aumento dell’aspettativa di vita.

      Guarda caso il periodo vittoriano, famoso per il suo puritanesimo sessuale, si sviluppò sotto una regina carismatica e influente.

      Guarda caso le suffragette erano in prima linea persino nel proibizionismo: ovvero non ti puoi bere un bicchiere di alcool. E lo sono anche oggi nell’analogo proibizionismo in India. Ma non funziona bene perché non è direttamente correlato al sesso, funziona un po’ perché le femministe ci mettono il sesso di mezzo: dicono che gli uomini che bevono alcoolici fanno sesso quando le donne non vogliono. Stessa cosa nei campus USA. Stessa cosa in UK: gli uomini accusati di violenza domestica non possono bere alcoolici. Cioè non puoi farti una birra a casa tua, a 50 kilometri da casa della tua “vittima”.

      Non è la stessa cosa, in quanto le donne non sono asessuate e non sono certo tutte animate da malizia, ma per rendere l’idea: prova a discutere di morale sessuale a un asessuato che oltretutto è sgamato e malizioso: sei morto, tanto vale fare quello che dice lui senza discutere, ha ragione lui e qualsiasi ragionamento tu opponga è immorale.
      Chi ha meno voglia vince sempre in campo morale sessuale.

      Tanto è vero che in qualsiasi discussione contro una femminista è facilissimo sia vincere che perdere: se eviti di parlare di esigenze sessuali vinci sempre, se parli di esigenze sessuali perdi sempre.

      Quindi se si vuole la morale sessuale, c’è: basta fare quello che dicono le femministe.
      E consiste nel criminalizzare gli uomini che vanno a prostitute (le prostitute sono costrette), criminalizzare qualsiasi rapporto eterosessuale sulla base dei sentimenti (veri o millantati) della donna coinvolta.
      Se si accetta quanto sopra diventa impossibile dire che se entri in un contratto sessuale con una donna (basta un conto in banca in comune, non serve neanche più la residenza) poi non le devi nulla: lei te l’ha data e neanche ne era del tutto convinta, dove sta la tua morale sessuale? Paga quanto dovuto e stai zitto, porcellone.

      Ripeto: mi piacerebbe moltissimo che tutti gli omosessuali sparissero per incanto.
      Per vedere l’effetto che fa.
      Fine della loro eccessiva libertà sessuale, viva la famiglia.

      E poi?
      E poi si fa quello che dicono le donne, perché è il fattore limitativo del sesso che fa la morale sessuale.
      E hanno stabilito che adesso il sistema corretto è la monogamia seriale, non quella a vita.
      Come direbbe Ned: stacci.
      Anzi: stacci o sei frocio, contro la famiglia, contro i valori eterosessuali e contro la morale sessuale (cioè quello che dicono le donne).

    2. “E in una situazione simile attacchiamo quelli che si vogliono fare le donne senza impegnarsi?”

      Eh? Nell’articolo di Augello io ‘sta cosa non l’ho letta… mi sembra che ci sia altro in ballo.

      La tua sbroccata, sacrosanta per i temi che tocchi, non ha nulla a che vedere con quello che Augello scrive.

      Io ho capito così: questo esibizionismo a qualcosa di protervio e rabbioso che stride con la richiesta di pari diritti. Quali sarebbero questi diritti? Mi sembra che già oggi si possa avere una o un milione di relazioni omosessuali (gay o lesbica), bisessuali o transessuali. O no?

      E allora? E allora si mira ad altro e cioè a far passare la teoria gender che è un tutt’uno con il movimento lgbt (del quale il pride è diventato un’esposizione propagandistica) del quale qui si sta parlando. Stai mischiando il potere sessuale che le donne hanno con il pretendere che si insegni ai bambini nelle scuole la teoria gender, con il diritto delle coppie omosessuali di avere figli, con il diritto di equiparare i matrimonio tra un uomo e una donna a quello tra persone dello stesso sesso. A me no che tu non creda, come ho scritto sotto, che avallare tutto ciò riduca il potere sessuale delle donne. Te lo richiedo: sei serio?

        1. E’ il solito uomo che pensa che cambiando il sistema economico e sociale le donne la daranno a destra e manca. Infatti parla di orge.
          I suoi oppositori pensano invece che per loro, e per la maggior parte degli uomini, l’unico modo per farlo regolarmente è di avere una fissa, e firmare un contrattino capestro per invogliarla.

          Sempre lì si va a parare.

          Il primo non considera la biologia. Valuta solo l’aspetto economico.
          Gli sfuggono cose tipo: in una tribù primitiva, estremamente egalitaria e senza differenze di soldi/risorse, gli uomini che si riproducono sono la metà delle donne che si riproducono.

          I secondi non considerano che in una società tecnologicamente avanzata e sicura quasi tutti i lavori possono essere svolti anche da donne, che ovviamente essendo indipendenti eserciteranno il più possibile la loro selettività, che è parte integrante della loro sessualità. Gli sfugge l’aspetto economico: se una guadagna, il contrattino per farlo a vita costa molto di più.

      1. Mirano ad ottenere dei privilegi, hanno visto che le donne ci sono riuscite e le stanno copiando.

        Anche i neri di Black Lives Matter negli USA facevano la stessa cosa, circa tre anni fa mi è capitato di discutere con uno di loro, gli ho detto:
        “Non funzionerà mai, non avete la fica. Non faranno finta di credere alle vostre lamentele pretestuose per paura che vi offendete e non gliela date”
        BLM è stato fondato da tre femministe nere, hanno semplicemente cambiato “donne” con “neri” alla teoria femminista.
        Infatti di BLM non se ne sente più parlare e ormai è ridotto al lumicino.

        Io non credo che gli LGBT riusciranno ad ottenere dei privilegi, tipo assunzioni preferenziali, per le medesime ragioni dei BLM. Magari qualcosa su piccola scala, tipo in qualche università che adotta una particolare politica (vedo bene Trento come candidata per certe cose), ma niente di strutturale a livello nazionale.

        Il supporto o l’opposizione a queste cose fatte dal 3% della popolazione non riduce il potere sessuale delle donne, né lo aumenta: è del tutto indifferente.
        Per questo ho detto che anche se i gay sparissero non cambierebbe niente, proprio come se i neri negli USA sparissero.

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