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D.i.Re. fa l’asso pigliatutto. Anche nelle farmacie

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varie_teramoHo accennato stamattina all’impero (del male) rappresentato dall’associazione di associazioni chiamata “D.i.Re. – Donne in rete contro la violenza”, anticipando una prima chicca tratta da un’approfondita ricerca documentale che sto portando avanti. Si parlava del trucchetto utile per gonfiare i dati, usati poi per affermare la sussistenza di un bisogno artificiale, appunto quello dei innumerevoli centri antiviolenza, e così raccattare soldi pubblici. Che la politica, contigua e servile rispetto a questi giganti della propaganda, pare ben disposta a concedere (il cosiddetto “governo del cambiamento” parla di stanziamenti tra i 20 e i 35 milioni di euro per il 2019).

Non passa un’ora dalla pubblicazione dell’articolo che vengo subissato di segnalazioni provenienti da Teramo. Lì il centro antiviolenza “La Fenice” e la casa-famiglia “Maia”, affiliate a D.i.Re., guarda caso, con il beneplacito della Provincia (ma non erano state abolite?) e dell’immancabile Consigliera per le Pari (???) Opportunità, si appropria delle farmacie cittadine. Previo corso ad hoc, pagato non si sa bene da chi, ora anche le apoteche cittadine sono centrali di prima accoglienza per le donne maltrattate.

logo_farmaciaIl ragionamento di base non fa una piega: la donna picchiata dall’uomo come prima cosa va a prendere dei farmaci, quindi i farmacisti devono essere preparati a “riconoscere” casi di maltrattamenti, specie per quelle donne poco inclini a denunciare. Nel caso, devono segnalare subito non alle forze dell’ordine, come sarebbe normale e auspicabile, ma a “La Fenice”, diventata così organica al sistema da essere citato come sportello “pubblico” della Provincia per l’antiviolenza, quasi a voler dare un’ufficialità a una realtà che alla fine ha la consistenza legale e statutaria di una bocciofila.

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La lettura corretta di questa “conquista” delle farmacie da parte di D.i.Re. è piuttosto semplice: le donne vittime di violenza sono poche pochine. La scusa che non denunciano, con 55 mila denunce all’anno tutte quasi totalmente archiviate, regge a fatica. Il rischio è che si diffonda l’idea, per altro sacrosanta, che i centri antiviolenza siano succhiasoldi che non servono a un piffero. Soluzione: andare a cercarsi i clienti, pizzicandoli ovunque è possibile. Magari convincendoli di dover essere clienti. E così i farmacisti di Teramo ora diventano delatori e commissari politici: quando gli parrà di avere a che fare con una donna maltrattata, potranno spifferarne i dati a “La Fenice” che, come venditori porta a porta, contatteranno la malcapitata cercandola di convincerla a comprare i loro servizi. In alternativa, visto il corso tenuto dal centro antiviolenza stesso, saranno le farmaciste a stuzzicare e cercare di persuadere la signora di turno a fare un passo al Centro Antiviolenza. Anche solo per due chiacchiere, hai visto mai?

logo_direL’influenza di D.i.Re., tramite i suoi tentacoli territoriali, si espande e invade tutto ciò che può, alla ricerca disperata di radicamento e clientela. Già a buon punto nel farsi Stato nello Stato, ora spinge con forza per entrare nei gangli principali della società. Tanto il discorso “antiviolenza”, tassativamente solo dell’uomo contro la donna, fa presa facile. Tipo: dato che la donna maltrattata dopo essere stata in farmacia va di solito in un negozio di trucchi per comprare prodotti che coprano lividi ed ecchimosi, il prossimo passo sarà una joint-venture tra D.i.Re. e Marionnaud o Sephora. Già è attiva quella con gli orafi e gioiellieri di SarniOro, dove forse gli uomini violenti portano le loro donne maltrattate per farsi perdonare, quindi non ci sarebbe da stupirsi.


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13 thoughts on “D.i.Re. fa l’asso pigliatutto. Anche nelle farmacie

  1. Messaggio per Davide
    Interessante:
    https://www.telegraph.co.uk/news/2018/11/22/growing-number-men-reporting-domestic-violence-police-ons-figures/

    Per la traduzione: non me ne sono dimenticato, è che quelli di lingua nativa a cui ho chiesto si sono rivelati piuttosto pigri, e per farla da me ci vorrà un po’ di tempo perché ho avuto pochissimo tempo libero (pare comunque, a sentire gli americani, che i risultati di una mia traduzione dovrebbero essere passibili e perfettamente comprensibili all’americano medio: secondo loro l’impressione che da’ è – traduco letteralmente “quella di un americano con ottimo livello di istruzione che finge di essere un americano a basso livello di istruzione ma al quale scappano spesso vocaboli di alto livello” – in realtà sarebbe “italiano laureato che a volte incasina la costruzione delle frasi in inglese ma sa più vocaboli in inglese dell’americano medio”).

    1. Non preoccuparti per le traduzioni. Per ora ho sospeso, proprio perché non posso chiedere impegni del genere senza il minimo riconoscimento economico. Quando troverò un miliardario che sostiene la causa se ne riparlerà. Grazie per l’articolo!

      1. Miliardari a parte, direi che non ci dovrebbe essere fretta perché tanto prima deve un po’ diffondersi in Italia.
        Intanto ho fatto passare altri due commenti con link diretto alla ricerca.
        Quando è diffusa a sufficienza si passa a citarla e metterla tra le fonti di wikipedia, e così via – un passetto alla volta (in realtà la cosa è più veloce di quel che sembra).

  2. Davide volevo dirti che il sito è diventato estremamente pesante e che l’archivio senza connessione diretta obbliga a più passaggi rendendo più arduo il consultare del sito stesso

    E il browser sale altissimo come utilizzo CPU/ram anche per poche pagine aperte.

    1. Indovino che utilizzi Firefox.
      Firefox è pesante a prescindere, in tutti i siti, anche dove sembra non ci siano problemi sei comunque più lenti di quel che potresti andare, Firefox andrebbe utilizzato solo se hai bisogno di plugins e add-ons specifici (ne ha tantissimi, infatti ho installato Firefox e alle volte lo uso, ma solo quando ho bisogno dell’add-on specifico: c’è quello per salvare video e contenuti flash, quello per salvare immagini ove il tasto destro è disabilitato, eccetera).
      Per la navigazione standard: installa Opera e vedrai la differenza, in tutti i siti, non solo in questo.

  3. Chissà cosa si rischia a comprare i preservativi in farmacia…
    Una segnalazione per sospetto stupratore?
    Che sia almeno messo agli atti che lo stupratore è uno stupratore attento alle malattie sessualmente trasmissibili.
    Può servire.

  4. Io oggi penserò a tutti gli uomini colpiti da false denunce su “suggerimento” di una manica di fanatiche invasate che hanno trovato un “lavoro” (e in molti casi anche una certa notorietà).
    Penserò anche a certi bambini (vedi articolo al link sottostante).
    Quanto all’oggetto dell’articolo…che D.i.Re….il business è il vero motore di tutto ciò.
    Mai avuto dubbi.

    https://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/11/23/news/siracusa_faceva_prostituire_i_figli_di_3_4_e_7_anni_arrestata_la_madre_il_consuocero_e_un_carabiniere-212408539/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P13-S1.6-T1

    1. “la madre dei minori, una donna disoccupata di 43 anni,”

      Se ne parli con una femminista ti dirà che quella madre ha introiettato, dal Patriarcato ovviamente, la prepotenza e la violenza tipicamente maschili.
      Poi, su, cerca di capire, era disoccupata SICURAMENTE a causa delle discriminazioni di questa società maschilista: era naturale e inevitabile che dovesse trovare un modo per sopravvivere e dar da mangiare ai suoi figli.
      Anche non fosse stata disoccupata, SICURAMENTE sarebbe stata pagata meno rispetto a un maschio a parità di prestazione lavorativa (gender gap), quindi impossibilitata a provvedere ai bisogni della famiglia. Per non parlare dell’enorme difficoltà, per lei, di sfondare l’infrangibile soffitto di cristallo per poter guadagnare di più facendo carriera.
      Insomma, in qualche modo è amore materno.
      Fosse stato il padre ad agire così, dici?
      È altra questione: un padre (quindi un maschio) non si sarebbe certo trovato di fronte a tante difficoltà, in quanto facente parte del sesso privilegiato.
      Quindi non sarebbe stato in alcun modo scusabile.

      1. Infatti noi siamo il sesso privilegiato; devi leggere le epistole dell’apostolo Paolo ad Efesini e Corinzi, per capirlo. Noi rappresentiamo Cristo, mentre le mogli rappresentano la chiesa; ora, Cristo ama la sua chiesa, e ha dato se stesso per lei, ma la chiesa gli resta sottomessa essendo Cristo il capo della Chiesa. Quindi è corretto dire che noi siamo privilegiati.

        1. Beh, caro Dario, allo stato dell’arte noi uomini, siamo il sesso bersagliato e discriminato, con buona pace di apostoli ed epistole.

  5. davvero interessanti queste Farmacie che offrono assistenza sanitaria
    (ma non era vietato ? Un farmacista non è un medico! …Vabbé).

    Io metterei una rappresentante dei CAV anche agli sportelli del Lotto, così
    tra una schedina e l’altra “l’esercito della salvezza” può entrare in azione
    un po’ come i testimoni di Geova che trovi sottocasa …pronte a farti il sermone.

    Seriamente.
    Toccare una donna e farle del male è un gesto odioso, sintomo di ignoranza,
    sottosviluppo e profonda cattiveria.
    La violenza in famiglia, la violenza contro soggetti deboli, la sottomissione opera di
    narcisisti patologici, lo stato di dipendenza psicologica in cui si trovano alcune disgraziate
    vittime, l’aggressività libera di espletarsi senza validi supporti sanitari, psicologici e se
    occorre, psichiatrici, sono davvero un problema serio.
    Leggo i dati e vedo che questi reati sono un po’ in calo: questo mi va bene ma vorrei
    che la violenza IN GENERE venisse eliminata.
    Vorrei che le bambini e i bambini non fossero oggetto delle attenzioni di orchi;
    vorrei che le ragazze non venissero bullizzate da compagne di scuola ignoranti e violente;
    vorrei che non ci fossero baby gang che picchiano, sequestrano e massacrano un
    ragazzo per il solo fine di fare del male come è successo pochi giorni fa.
    Vorrei che alcuni sfortunati uomini non facciano la fine di W. Pezzullo o dell’architetto
    Molteni, massacrato dalla ex solo perchè voleva fare il padre delle figliolette: nessuno ne parla,
    forse perchè questo crimine era tanto diverso dalla “narrazione dominante”.

    Siccome la violenza mi fa schifo e mi fa venire davvero i nervi,
    nel profondo, io domani in silenzio penserò ad ogni vittima di cieca
    violenza, a Desiree, a Pezzullo, a Pamela Mastropietro…
    penserò infine con tristezza al destino dei bambini manipolati vittime di PAS,
    privati dei genitori e colpiti da un orrendo crimine contro l’infanzia.
    Privati del diritto di avere due genitori.

    Silenzio, per quanto mi riguarda.
    Ricordate che il male è terribilmente banale.

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