Donne e ricchezze (piace vincere facile…)

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LA FIONDA

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Jeff e Mackenzie Bezos

di Fabio Nestola. Siamo al paradosso. Un articolo apparso su sputniknews.com celebra le ricchezze delle donne più facoltose del pianeta. La pandemia ha elevato a potenza il commercio online, quindi la ex moglie di Jeff Bezos, il creatore di Amazon, ha visto aumentare di molto il valore della fetta di patrimonio del marito che è riuscita ad accaparrarsi col divorzio. In un solo anno, da luglio 2019 a luglio 2020, il patrimonio personale della ex Lady Bezos è pressoché raddoppiato, passando da 36 a 62 miliardi di dollari. Non è un refuso, è proprio così: miliardi, non milioni. Ma deve accontentarsi del secondo posto in classifica, al primo c’è Françoise Bettencourt Meyers, donna più ricca del globo ed erede della società francese L’Oreal, la cui fortuna è valutata 64 miliardi di dollari

Poi nella classifica di Forbes ci sono Alice Walton, erede della fortuna di Walmart; Susanne Klatten, erede dell’impero Bmw; Julia Koch, erede della fortuna del marito David Koch; Jacqueline Mars, erede del gruppo alimentare Mars; Yang Huiyan, erede della società immobiliare quotata a Hong Kong fondata dal padre; Laurene Powell Jobs, azionista Disney e vedova del fondatore di Apple… Notato niente? Le donne più ricche del mondo non lo sono per aver messo a frutto particolare intraprendenza, intuizioni geniali o fiuto negli affari: si sono trovate tra le mai una fortuna che altri (uomini) hanno creato dal nulla o accumulato negli anni. Ricchezze ottenute in sostanza solo grazie ai parenti, che siano ex mariti o padri defunti. Fin qui niente di male. Il paradosso arriva quando si parla delle iniziative benefiche.


Facile e ipocrita fare filantropia con il portafoglio riempito dagli sforzi altrui.


Melinda Gates

“Promise to Give” è un’iniziativa dei paperoni mondiali nata per finanziare cause filantropiche. MacKenzie Bezos vi ha aderito ma Jeff Bezos ancora no. Braccetto corto il buon Jeff? Beh, mica tanto, i dollarucci che la ex elargisce in beneficenza sono di Jeff, lei li ha ottenuti (e continuerà a ottenerli ogni anno, è stata pagata in azioni Amazon) solo per essere stata sua moglie. Per carità, non deve essere facile vivere con una versione pelata di Rocco Casalino, ma i meriti finiscono lì. MacKenzie Bezos ha collaborato con Melinda Gates (proprio lei, la moglie di Bill, altra donna che vive di carta di credito riflessa) “per organizzare un concorso per aziende che promuovono l’uguaglianza di genere. Si sono così impegnati a fornire 30 milioni di dollari in sovvenzioni alle organizzazioni con le migliori idee per aiutare a espandere il potere e l’influenza delle donne negli Stati Uniti”.

Ecco il paradosso, padre di tutti i paradossi. Promuovere l’uguaglianza di genere? Da che pulpito… come potrebbero promuoverla? Forse insegnando agli uomini ad attaccare il cappello, diventando parassiti di donne straricche? Difficile far passare il messaggio “donne, chiudetevi in un garage armate solo di un computer e del vostro cervello, uscitene quando avrete trovato un’idea che vi coprirà di soldi”, stile Jobs, Gates, Zuckerberg, per capirci. Viste le ispiratrici, potrebbe sembrare più concreto il messaggio “guardatevi intorno e cercate chi ha una montagna di soldi, se va bene è già vostro nonno o vostro padre, altrimenti cercate di sposarlo”. Facile, troppo facile ed anche abbastanza ipocrita fare filantropia col portafoglio riempito dagli sforzi altrui, e intanto promuovere l’indipendenza femminile.



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