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Femminismo e anarchia: accade durante il lockdown

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di Alessio Deluca – Nella sua guerra senza requie contro il patriarcato, il femminismo delle persone comuni non guarda in faccia a nulla e non si cura delle conseguenze del proprio agire. Esso è entropia, disordine, il grande caos: come Don Chisciotte trova il motivo della propria esistenza nell’assalto costante e militante contro un nemico suscitato nella sua immaginazione da una propaganda miratissima, promossa da élite che grazie alla sua dabbenaggine banchettano e prosperano. Queste all’orizzonte prefigurano un regime totalitario, come si è detto, per raggiungere il quale, in attesa di annientare il nemico, intanto scalano le posizioni di apice ovunque possibile. Sotto di esse, appunto, la plebaglia e il popolino irretito, specie quello femminile meno attrezzato, costruisce poco per volta uno stato di caos e anarchia. Si sente legittimato a farlo e opera in piena coerenza con il suo incarico.

Lo si è visto in un numero impressionante di casi durante il lockdown. I più attenti hanno notato che le notizie dove qualcuno ha preso a male parole qualche poliziotto, carabiniere o vigile urbano, o che ha sbandierato di aver violato le regole imposte dalla quarantena, riguardavano in gran parte donne. Qualche esempio: nonostante i divieti, una di esse a Bologna ha pensato bene di andare a prendere il sole al parco. Multata dai Carabinieri, si ribella e li insulta: “fascisti, cornuti”, beccandosi anche una denuncia per oltraggio. Predomina in una certa fascia di donne la necessità anche di esibire la propria trasgressività, come la signora sarda che, in spregio alle norme, si va a fare un picnic in spiaggia, a Palau, per poi postarne le foto su Facebook. Un’esibizione che non è piaciuta alla Polizia, che ovviamente l’ha multata. In provincia di Piacenza, invece, l’aggressione femminile ai Carabinieri ha avuto un che di sexy: coperta solo dagli slip, prima si sdraia sull’auto di servizio, poi aggredisce i militari.


Con un piglio tipicamente LGBT-aggressive.


O ancora la vigorosa cassiera veneta che, a fronte del rimprovero dei militari per un supermarket troppo pieno di gente, invece di scusarsi e provvedere a ripristinare le condizioni di sicurezza, ha pensato bene di coprirli di insulti e di guadagnarsi anche lei una multa. A Latina di nuovo si manifesta il morboso attaccamento di alcune all’esibizionismo social: porta fuori il cane quando non dovrebbe, viene richiamata dai vigili e su Facebook si sfoga contro di loro, attirando come mosche sulla merda un nugolo di altri hater. Risultato: multata. A Cesena il copione non cambia: prende la multa e invece di abbozzare li insulta (“parassiti”) indovinate un po’ dove? Su Facebook ovviamente. Beccata anche lei e costretta alle scuse pubbliche. Per non parlare delle due fidanzate toscane: fermate dalla Polizia, con un piglio tipicamente LGBT-aggressive, si sono approcciate così garbatamente agli agenti, per di più filmando il tutto, da essere finite dritte in questura.

Abbiamo portato qui soltanto alcuni esempi tratti dalla cronaca più recente, ma davvero se ne trovano a decine, specie nelle testate giornalistiche locali. Il lockdown sembra insomma aver risvegliato una violenza e un ribellismo latente soprattutto nel genere femminile, che pare non riuscire a tollerare di essere contestato nella sua ferma volontà di infrangere le regole, anche a costo di mettere a rischio se stesso ma soprattutto gli altri (chissenefrega? Prima di tutto il loro frainteso concetto di “libertà”, che in realtà è mera “licenza”). E quando questo tipo di genere femminile viene contestato o ostacolato, perde il controllo, abbaia, sbava, morte, grida, aggredisce. Se possibile in diretta social, altrimenti va benissimo la differita, purché tutti vedano quanto gliele ha cantate a quel bruto di poliziotto, carabiniere o vigile, e tutti prendano atto di quanto empowered siano diventate le donne, dopo tanto essere state oppresse. Di contro, sono davvero pochissime le notizie di uomini che abbiano perso la brocca durante un controllo o per una multa, e quei pochi al massimo hanno masticato amaro, senza sperticarsi in insulti o aggressioni, né dal vero né sui social.


La quota rosa dell’arroganza.


Lo sbilancio dei numeri e le modalità di reazione diametralmente opposte qualcosa significa. Ci sono moltissime donne là fuori che da tanti, troppi anni, sono bersaglio di una comunicazione mirata a suscitare dalle loro viscere e amplificare ogni più piccolo pulviscolo di rancore verso tutti, ma soprattutto verso le regole e verso gli uomini, laddove si presume che le prime siano fatte dai secondi per opprimere un intero genere. Ogni incrostazione di risentimento viene quindi sollecitata dalla propaganda femminista degli ultimi anni con una costanza e una determinazione che ora, durante la quarantena, sembra portare i primi frutti tra le persone comuni. Perché si possono anche tollerare (almeno così accade nel paese dei cachi, cioè il nostro) movimenti come “Non Una di Meno”, che firmano i muri delle città con frasi tipo: “armati sorella” e vomitano idiozia organizzata sui social: se tutto rimanesse al livello di una setta semi-adolescenziale di sciocchine, non ci si dovrebbe preoccupare granché. Diverso è se quella cultura della ribellione coatta e livorosa impregna le menti delel giovani e contagia nel profondo anche le donne comuni.

Un contagio che si manifesta con un’aggressività spontanea, istintiva, irrefrenabile, ispirata essenzialmente dalla sensazione di essere al di sopra di tutto: della legge, delle regole, delle sanzioni e di chi è legittimato a farle rispettare, tutti pronipoti di patriarchi oppressori e oppressori essi stessi. Sa solo il cielo con quale stupore le signore che abbiamo menzionato qui sopra abbiano accolto la giusta punizione. “Ma come? Non siamo sempre vittime noi? Non siamo sempre innocenti? Non abbiamo diritto al risarcimento?”. Questo, lo si diceva all’inizio, è il ponte più efficace verso il caos e l’anarchia: quando parti sempre più grandi di società sentono di poter infrangere le regole perché si percepiscono autorizzate a farlo. Autorizzate in quanto protette e protette perché “nel giusto”. E’ giusto e sacrosanto insultare le Forze dell’Ordine, magari anche gioire se uno di loro muore e fare la spaccona quando la cosa finisce sui media. Perché tutto ciò che è norma e regola, tutto ciò che è responsabilità e rispetto, è qualcosa da odiare sempre, e si ha ormai la convinzione che a una donna sia consentito farlo, come espressione di vendetta livorosa per l’oppressione pregressa. Mentre le élite femministe si spartiscono i bottini, insomma, le truppe e la marmaglia sotto l’incantesimo di anni di propaganda mette in pratica il femminismo del quotidiano, la quota rosa dell’arroganza. E ad ogni sciocchezza che fa, caos e anarchia si avvicinano sempre di più. Anche questo rende sempre più urgente un argine e una resistenza attiva da parte di tutti.


31 thoughts on “Femminismo e anarchia: accade durante il lockdown

  1. Su segnalazione di Andrea dal blog di Mauro.

    Un giovane ragazzo costretto a umiliarsi dichiarandosi intellettualmente inferiore alle compagne, di nuovo su iniziativa scolastica sponsorizzata dalla regione Emilia Romagna (il progetto l’hanno chiamato con tanto amore…… Cuore).

    https://youtu.be/vGf7UovlNH0

    Poiché c’è stato chi ha negato che a scuola avvengono questi stupri cognitivi ai danni dei giovani uomini, per la questione dei toni dell’articolo rispondo che prima il femminismo torna nelle fogne da cui è uscito e i responsabili assicurati alla giustizia e la loro memoria alla dannazione eterna e poi ci curiamo del nostro linguaggio eventualmente scorretto politicamente.

    Dopo.

    1. Blu, ricordo quella discussione (che però qui c’entra poco). Ho visto il video, il ragazzino non mi sembra forzato nel dire che le femmine sono più intelligenti, ha un atteggiamento molto naturale – al contrario di altri video dove in situazioni simili si notava imbarazzo e “recitazione”. In questo caso lo sbaglio degli educatori sta nel compiacersi di ciò che ha detto e pubblicarlo tranquillamente, è un esempio di doppio standard sessista aberrante.
      Fosse stato il contrario avrebbero corretto la ragazzina, preoccupandosi del perché esibisse cotale “maschilismo interiorizzato”.

      Comunque già solo sostenere che “il calcio è uno sport di forza e non di intelligenza” è un falso assoluto, insomma viene proprio da chiedersi che personaggi siano gli insegnanti di questo ragazzino e come possano darlo in pasto al pubblico con dichiarazioni di questo tipo. Magari poi non è neanche frutto del singolo insegnante di ginnastica, che sarà stato all’oscuro del montaggio finale del video.

      Ps: riguardo l’altra discussione, io ammettevo di essere all’oscuro di cosa avviene nelle scuole ADESSO; obiettavo sul fatto che questo tipo di operazioni fossero diffuse anche vent’anni fa, poi parlando con Daniele ho scoperto che in realtà meno periferiche della mia avvenivano già. In buona fede io appoggerei progetti come questo “Cuore” per eliminare il sessismo dallo sport, ma se poi vien fuori che chi li organizza non percepisce di essere esso stesso sessista (compiacendosi che un bambino dica “le femmine sono più intelligenti”) perdo anch’io fiducia in questo genere di iniziative. Il video non si può commentare – penso per tutelare i minori presenti – ma sarebbe utile poter contattare gli organizzatori per far notare la contraddizione.

      1. Chiara, tu mi metti sempre in difficoltà, ti “odio” 😀

        Scherzo, ovviamente, è che mi trovo meglio a polemizzare che è anche più divertente, sai dopo tanto tempo a battagliare la pacatezza scoccia, rimane vagamente il sentore che sarebbe cosa buona e giusta applicarla sempre, ma meglio dopo.

        Penso di averti già detto che ho grande stima di te, sinceramente, non sono neanche l’unico qui, infatti avrei poco da aggiungere a quello che hai scritto.

        Il problema è che a me piacerebbe che il tuo antisessismo fosse la soluzione giusta oggi per noi, purtroppo però anche la mia vecchia insegnate di latino e greco si diceva formalmente antisessista invece era una femminista misandrica, ne avrei da raccontare.

        Penso che siamo più o meno coetanei tu, io e Daniele.

        L’antisessismo credo non abbia molte possibilità di riuscita oggi come non ce l’ha forse anche l’antirazzismo, spiace dirlo ma è così, non perché non siano valori giusti e auspicabili, ma perché ne hanno ucciso il significato: quei valori oggi sono spacciati proprio da chi antissesista e antirazzista non è, come fosse una backdoor.

        Gli insegnati del ragazzo del video (che a proposito a chi pensasse di far sparire ho già salvato) hanno applicato esattamente questa modalità backdoor per suggestionare gli studenti.

        E sarebbe stato determinante chiudere il paese alla Cina molto prima se gli idioti sedicenti antirazzisti non si fossero opposti temendo l’accusa infondata di razzismo (che invece era buonsenso).

        Purtroppo allo stato attuale delle cose è così, è tutto rovinato, siamo post-post-post ideologici e buoni propositi, non vale la pena aggiungere alla battaglia anche quella sulla purezza dell’antisessismo o antirazzismo o altra idea, è tutto rovinato, ci costringono a elaborare una terza via nuova, che non è così male come prospettiva perché abbiamo campo libero.

        Lo stesso vale, scusami, per il femminismo “buono” che si capisce che ti dispiace rinnegare in toto, purtroppo però nella migliore delle ipotesi è una ideologia morta, intendiamoci sono sicuro della tua buona fede, la stessa della mia vecchia zia femminista e hippie, simpatica ma fuori dal mondo.

      1. E’ sul profilo della proprietaria dell’auto,il cui nome e data di nascita è pienamente visibile allargando e bloccando l’immagine nel momento in cui lei stessa,continuando a mostrare la patente dal vetro,la gira per mostrare al poliziotto il retro,esponendo così al video il frontespizio dove si rilevano i dati.A proposito,visto che il video l’ha pubblicato lei stessa,si può qui fornire nome e cognome ad uso di tutti?

  2. Ho trovato questo articolo al di sotto degli standard del blog.
    L’impressione che ho avuto è che si focalizzi su una serie di fatti non rappresentativi. I deficenti non sono solo donne, e se da un lato sono sicuramente tutti episodi veri e documentati, ritengo intellettualmente disonesto restringere strumentalmente l’obiettivo ai soli casi di arroganza femminile. Fosse altro perchè mi ricorda tanto il meccanismo di iper-propaganda di un sottoinsieme altrettanto non rappresentativo di omicidi di donne… vi ricorda niente?
    Che poi l’arroganza di questi soggetti sia da addebitare o da ricondurre direttamente o indirettamente al battage di propaganda femminista è un altro punto che secondo me scricchiola. Se legittimiamo questa linea di pensiero allora prepariamoci anche al fatto che ci sarà chi altrettanto legittimamente attribuirà la responsabilità delle violenze di cui si macchia un ristretto gruppo di uomini alle idee che questo blog propaganda.

  3. Io credo che nessuno possa dubitare della mia sincerità nella lotta per la vera uguaglianza dei sessi, contro le false accuse, ecc. ma questo è uno degli articoli più idioti e sessisti che abbia mai letto. Di cretini che hanno dato il peggio di sé in questo periodo ne abbiamo avuto su entrambi i fronti e di entrambi i sessi. Gli stronzi che hanno multato la famiglia che portava la figlia immunodepressa al controllo posttrapianto erano uomini, uomo l’esibizionista che girava nudo per Corso Buenos Aires vuoto il 10 aprile scorso, uomini e donne coloro che in barba al decreto e al fatto che da mesi gli Italiani non possono celebrare i loro morti sono scesi in strada in Via del Pratello a Bologna il 25 aprile, uomini i carabinieri che in barba al decreto non li hanno sanzionati. Io stessa ho dovuto rivolgermi alla Prefettura per il vigile locale che giocava al dittatorello di turno e dall’altra parte ho trovato l’assistente donna del Capo di Gabinetto che ha capito la mia posizione, si è interessata della cosa chiedendomi di integrare la documentazione già inviata e indovinate un po’? In 24 ore lo stronzo ha dovuto fare dietrofront e ammettere pubblicamente che la sua interpretazione del decreto del 26/4/2020 era sbagliata e avevo ragione io. La violenza non ha sesso, come l’intelligenza e l’idiozia ed è onestamente ora che smettiamo di fare le gare a chi è più stupido perché oggi in questa gara la medaglia la vince l’autore di questo articolo. https://www.affaritaliani.it/milano/milano-uomo-vaga-completamento-nudo-in-corso-buenos-aires-video-665224.html?refresh_ce

    1. Credo che quello che Alessio volesse comunicare in questo articolo fosse che, nonostante sia uomini che donne abbiano tenuto a infrangere la quarantena, le donne siano portate a farlo di più ed a reagire in maniera molto più violenta anche per via della propaganda femminista che legittima, in quanto donne, tali atti di violenza come se fossero normali.

      1. Anonimo
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        Credo che quello che Alessio volesse comunicare in questo articolo fosse che, nonostante sia uomini che donne abbiano tenuto a infrangere la quarantena, le donne siano portate a farlo di più ed a reagire in maniera molto più violenta anche per via della propaganda femminista che legittima, in quanto donne, tali atti di violenza come se fossero normali.
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        E’ così, piaccia o meno.

            1. Posso riportare almeno altrettante notizie di comportamenti scorretti e/o aggressivi da parte di uomini durante questa quarantena.
              Se mettessi tutti i link il commento diventerebbe illeggibile (ma se volete lo faccio), ti dico solo i riferimenti dei luoghi, sono notizie facilmente verificabili:

              Uomini che se ne vanno in giro nudi per le strade (Milano, Roma, Palermo, Chiavenna, Grugliasco, Cattinara…)

              Uomini che violano la quarantena: per andare dalla fidanzata o dall’amante (e qui forse c’è concorso di colpa con la donna; caso emblematico il ragazzo di Sondrio che si era vantato su Facebook. Oppure le due coppie di finti diplomatici che andavano al lago).
              Per spacciare o comprare droga (Roma, Salerno, Napoli, Reggio Emilia…).
              Perché così e basta, anche se sapevano di essere contagiosi (Bari, Milano, Vailate, Acerra, Caltanissetta…).

              Uomini che aggrediscono le forze dell’ordine durante i controlli (Rimini, Fano, Stiava, Siracusa…).

              Uomini che danno in escandescenze per la quarantena e aggrediscono altre persone (Alpette, aggredisce i carabinieri con la motosega; Bolzano, sputa sui clienti del supermercato; Asiago, notizia di ieri, un ragazzo picchia la gente in coda alle Poste e i vigili accorsi).

              Uomini che postano video dove sbeffeggiano i divieti e l’emergenza coronavirus istigando a compiere reato, o addirittura incitando alla rivolta (Cortoghiana, Carbonia, Asti, Napoli…).

              1. Ascolta, se lo volessi potrei intasare questo blog con notizie di donne che danno in escandescenze, che violano la quarantena per andare dai rispettivi fidanzati, che insultano le forze dell’ordine, etc…
                Ma il blog non è mio…

                1. Sandro, ma certo che lo potresti fare: il punto è proprio questo, che l’arroganza e la sconsideratezza non hanno genere.

    2. si ha ragione non si dovrebbe fare la gara… xo secondo me la donna che si è buttata nuda sulla macchina dei carabinieri è più stupida di questo che con problemi psichici girava nudo per Milano ????????… xo’ no a parte gli scherzi le gare non si fanno e non ha davvero senso… do la mia personale, forse sbagliata, interpretazione dell obbiettivo dell articolo: anche le donne sanno essere volgari e sopra le righe, come l uomo, senza alcuna differenza… l obiettivo costante credo sia quello di disaffermare che le donne siano ‘sacre’ dal punto di vista comportamentale

      1. Ascolta, la tua obiezione avrebbe senso se dall'”altra parte” tali gare fossero totalmente assenti.
        Mentre la realtà è ben diversa.
        Ancora oggi conservo settimanali e mensili (Panorama, Espresso, cento cose energy, donna moderna, etc) risalenti a 25-30 anni fa, in cui gli uomini (di norma quelli bianchi, etero, occidentali…) erano descritti come dei perfetti ritardati, incapaci di allacciarsi le scarpe da soli, nonché quotidianamente impegnati a discriminare, maltrattare e picchiare le appartenenti al sesso femminile.
        Per esempio: qualcuno di voi seguiva il Maurizio Costanzo Show negli anni Novanta?
        Beh, definirlo un concentrato di misandria era ed è poco.

        ———————

        P.S. Queste sono alcune carinerie che conservo da una trentina d’anni.

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        1) GLI UOMINI.

        Andrebbe meglio se gli uomini fossero diversi? Può darsi. Forse andrebbe anche meglio se il clima tedesco fosse più mite e le grandi metropoli meno inquinate.
        Gli uomini sono come sono.
        Tutti i loro sforzi per cambiare mancano di entusiasmo e la loro disponibilità a investire sui sentimenti non ha nulla di spontaneo.
        Gli uomini infatti sanno perfettamente che la loro cosiddetta “difficoltà di rapporti” è un metodo infallibile per poter fare i propri comodi.

        2) MOLTE STRADE CONDUCONO ALL’INFELICITA’, OVVERO:
        LE DONNE ORGANIZZANO IL PROPRIO MATRIMONIO.

        Uomini e donne si sposano per motivi diversi e con aspettative contrastanti.
        Per lui “matrimonio e famiglia” occupano poco posto nell’esistenza; importanza vitale hanno invece la sfida professionale, il prestigio e il successo.
        Per lei “matrimonio e famiglia” sono la vita, alla quale va adattata, spesso a prezzo di sofferenze, la propria personalità.

        3) IL MATRIMONIO DI LUI – IL MATRIMONIO DI LEI.
        OPINIONI CONTRASTANTI SULLA QUESTIONE DELLA FELICITA’.

        Esistono motivazioni concrete e astratte, razionali e nevrotiche per sposarsi.
        Ma di solito entrano in gioco tutti questi fattori insieme, in diversa misura.
        Questo vale per entrambi i partner. Ma fondamentalmente diverso è il loro punto di partenza:
        la donna vuole diventare “una coppia”, creare qualcosa di nuovo insieme al marito.
        L’uomo vuole rimanere se stesso e migliorare ulteriormente la propria condizione grazie al rapporto di coppia.

        4) LA DONNA UTILE.

        E’ la donna che sta dalla parte dell’uomo, che vive pressoché alla sua ombra, che si rende indispensabile, che gli cuce i calzini, che gli tiene lontani i bambini rompiscatole e favorisce la sua carriera.
        Il tutto fino ad annullarsi e fino a quando lui non se ne trova un’altra.

        5) USARE LA TESTA AL POSTO DEL CUORE CI RISPARMIA MOLTO DOLORE.

        Esistono i matrimoni d’amore e quelli dettati invece da considerazioni razionali e una tale contrapposizione porta molte donne a credere che più un rapporto è irrazionale, maggiore sarà anche il suo valore intrinseco.
        Per gli uomini invece l’amore è un fattore meno importante nella scelta della propria partner.
        Lei deve essere carina, sportiva, avere magari anche una certa intelligenza…
        Criteri poco romantici, che comunque gli uomini di solito ammettono apertamente.
        Tuttavia le donne si rifiutano semplicemente di ascoltarli.

        6) VIOLENZA PSICOLOGICA.

        Gli uomini hanno cercato in tanti modi di impedire alle donne ogni forma di ascesa sociale, ma ormai i metodi usati in passato non funzionano più.
        Leggi, divieti di carattere religioso, tradizioni, reddito, adesso tutto è cambiato a favore della donna.
        L’unico strumento efficace con il quale l’uomo riesce ancora a creare una forma di dipendenza nella sua compagna è rappresentato dalle emozioni, dai desideri, dalle speranze, dai sentimenti.
        E l’uomo, oggetto numero uno di tutte le proiezioni della psiche femminile, ne approfitta.
        La tecnica usata è questa: egli fa in modo che la donna concentri tutta se stessa su di lui.
        Amici, famiglia, colleghi, lavoro, tutto quanto costituisce altrimenti la vita della donna, deve sparire come un’immagine in dissolvenza. L’uomo deve alternare momenti di tenerezza e comprensione a momenti di freddezza e indifferenza. Il suo scopo deve comunque essere quello di suscitare in lei emozioni molto forti e contemporaneamente accrescere la sua dipendenza psicologica. Non importa se queste emozioni nascono dalla paura, dalla delusione, dalla speranza, dalla stanchezza o da che altro sia. Questo è un vero e proprio lavaggio del cervello, di cui Shakespeare ci offre una versione classica nella “Bisbetica domata”.

        7) IL RAGNO…

        L’amore è talmente utile agli uomini da farci credere che siano stati loro ad inventarlo.
        Essi tessono l’amore come un’insidiosa ragnatela fatta con fili di seta: poi si siedono e aspettano una mosca.
        Che meraviglia, pensa la mosca quando vede la ragnatela che luccica al sole.
        Il ragno invece non la pensa così, non si lascia catturare dalla rete che lui stesso ha teso.
        Il ragno, mie care, il ragno sì che sa come va il mondo.

        Jill Tweedie, In The Name of Love – New York 1979.

        >>>>>>>

    3. Cara Isabella, in un mondo ideale avresti ragione.
      Ma nella società in cui viviamo l’approccio “corretto” e “paritario” non funziona e non può funzionare: il mondo reale è quello che è stato influenzato da vent’anni di sessismo anti-maschile a tutta forza su tutti i media, tanto che ha poi incominciato ad essere ufficializzato – specie in Spagna e UK (“implementazione della prospettiva di genere” TRADOTTO: “sentenze più leggere per le donne, innocenti per natura”.
      Senza demolire il mito della donna, ANCHE con sessismo mirato, qualsiasi battaglia civile è inutile: “siamo pari, la violenza come l’intelligenza e l’idiozia, non hanno sesso” non può funzionare.
      Perché è GIA’ accettato che la violenza ha un sesso: per cui bisogna dare un sesso anche ad altri comportamenti negativi.
      Senza un po’ di sessismo mirato conviene lasciar perdere e prendere misure individuali: funziona bene per l’individuo, ma se lo facesse la maggioranza la società si estingue.

      1. Ericlauder certo, così ci si abbassa al loro livello. Lo so che questa è la tua visione, ma non riuscirò mai a comprenderla. Trovare altri reati da attribuire unicamente alle donne per par condicio. Così si aggiunge semplicemente un altro pregiudizio ma non si cancella quello sugli uomini. E se invece si smontasse proprio la tesi che tu dici “già accettata”, cioè che la violenza ha un sesso?

        1. Infatti uno dei problemi maschili è il non volersi “abbassare al loro livello”.

          In realtà la Storia ci dice che in guerra solo chi è enormemente superiore nei fatti rispetto al nemico può permettersi di “non abbassarsi al suo livello” quando il nemico fa scorrettezze.
          E non è certo il caso degli uomini: per quel che riguarda le nuove generazioni i ragazzi sono già in evidente svantaggio pratico e IN PIU’ “non possono abbassarsi al loro livello”

          Consiglio di leggere un po’ di libri sulla Storia della Guerra per capire che tutti i popoli che non volevano “abbassarsi al livello” del nemico hanno fatto una brutta fine, tranne nei casi in cui il nemico scorretto era nettissimamente inferiore: quando il nemico usa armi scorrette e non è in nettissima inferiorità PURTROPPO devi rispondere di conseguenza.

        2. Se non li puoi combattere fatteli amici.

          Si applica anche ai pregiudizi anti-maschili: li si possono ritorcere contro le femministe.

          Esempio: gli uomini sono più violenti delle donne?
          Fuori le donne dall’esercito e dai corpi di polizia + le lesbiche non sono vere donne, basti vedere le statistiche di violenza nelle coppie lesbiche.
          Uno-due in rapida successione. la femminista scappa, il pubblico si ammutolisce.
          Appena una femminista parla di nuovo degli uomini violenti, tu tiri subito fuori la cosa dell’esercito e della polizia, e pure quella delle lesbiche. E continui.

          E poi vediamo le conseguenze alla lunga, insistendo.

  4. Di casi simili ne stanno avvenendo anche con protagonisti uomini, a mio parere qua non c’entra nulla il femminismo, la causa è solo arroganza, maleducazione e ignoranza. Difetti che forse una volta uomini e donne tenevano più a bada per rispetto dell’autorità (rispetto o paura, se parliamo di epoche in cui l’autorità poteva manganellare…). Oppure odio politico per le forze dell’ordine come categoria (v. quella che ha gridato ai carabinieri “fascisti”. Cosa che è capitata anche da parte di uomini, altroché se è capitata…).
    L’empowerment di per sé è un concetto positivo, se qualcuno lo interpreta come “sii strafottente” è lui/lei ad avere dei problemi caratteriali.
    Poi magari mi sbaglio e queste donne in mancanza dei messaggi mediatici femministi se ne sarebbero state tranquille…

    1. Sì, ti sbagli: Arroganza che dal lato femminesco è stata sdoganata dal femminazismo. Adesso qualsiasi alzata d’ingegno una la può pensare come “espressione della propria libertà femminoide” e pretendere di andare impunita perchè manifesta al sua “ribellione al patriarcato”: molte sudice di questo stampo non sarebbero nemmeno capaci di articolare il concetto ma lo zeitgeist lo hanno respirato e questi sono i risultati

      1. Joker, stai dicendo che invece tutti gli uomini arroganti e squilibrati che hanno fatto simili azioni contro le norme anti-covid (e non sono meno delle donne), l’hanno fatto per loro natura senza bisogno di un “-ismo” che li aizzasse? Che quindi femminismo a parte le donne sono più buone o perlomeno più chete e inoffensive degli uomini?
        Attenzione perché a sostenere certe ipotesi si rischia di prendere una china scivolosa.

  5. Riporto l’estratto di un articolo apparso un paio di anni fa e scritto da Federica Francesconi. “(…) soppiantato da una degradazione del femminile sotto forma di eccesso voyeurista, blasfemia distruttiva, rivendicazione di nuovi diritti che distruggono a loro volta il sacro, inteso come limite invalicabile, anche delle leggi di natura (vedasi il caso dell’utero in affitto e della fecondazione in provetta).
    È di qualche giorno la notizia che a Barcellona la giunta comunale guidata da un movimento “populista” paragonabile ai nostri 5 stelle, ha nominato assessore alla comunicazione una ex attricetta porno un po’ attempata, favorevole all’immigrazione incontrollata, che negli ultimi anni tirava a campare improvvisando performance di strada artisticamente discutibili (per non dire disgustose), di cui si allega sotto una foto. Che un movimento come Podemos, che si presenta all’opinione pubblica spagnola come un’alternativa al sistema, affidi un incarico così delicato a una signora sfiorita negli anni il cui passatempo preferito è farsi fotografare – con un certo orgoglio, ha ammesso candidamente la “signora” – mentre urina nelle strade della sua città, è spia del profondo degrado morale in cui oggi è caduta la donna occidentale. Un altro caso di degrado rosa che ha attirato la mia attenzione è il video, diventato negli ultimi giorni inevitabilmente virale, di una giovane donna italiana che gira per Roma nuda, circondata da ragazzotti di colore ben piazzati che schiamazzano infoiati per la visione della Eva rediviva. La ragazza, ripresa da uno dei cellulari dei guardoni, ha spiegato che la sua esposizione come mamma l’ha fatta non è esibizionismo fine a se stesso ma un esperimento sociale per dimostrare ai bianchi razzisti che i neri sono “tutti buoni”, cioè che non l’avrebbero sfiorata con un dito. Ora, una persona dotata di un po’ di sale in zucca non si sarebbe mai esposta a un pericolo di quel tipo, motivandolo con lo scopo scientifico di rinverdire il mito roussoniano del buon selvaggio. Pare che quello di passeggiare nude per le vie del centro cittadino sia il nuovo divertissement delle annoiate donne pro migranti. Una vera e propria patologia da indagare con adeguati strumenti psichiatrici. E c’è anche il sospetto che dette suffragette dei diritti dei profughi (che tali non sono, per la maggior parte, ma clandestini) siano lautamente pagate dai soliti noti… Due esempi di degrado al femminile, due situazioni estreme che sono una spia del nichilismo di cui, purtroppo – sono costretta ad ammetterlo per onestà intellettuale – in special modo le donne si stanno facendo portatrici.”

    1. Mi sembra un discorso un po’ fuori……
      Se fosse stato un’uomo a girare nudo, con tutte le guardone infoiate attorno ?
      Cosa starebbe a significare che se l’avessero toccato, sarebbero state cattive e violente oppure sarebbe stato considerato fortunato ?
      Sempre i soliti doppi standard ……
      Fatemi capire :
      Una donna gira nuda é colpa degli uomini che la guardono…..
      Delle donne guardono l’uomo nudo, la colpa é sempre dell’uomo……
      Poi Cosa c’entrerebbe il colore della pelle sulle violenze sessuali ?
      Questa “donna” é lei ad avere problemi, non certo chi la guarda…..
      C’è qualcosa che non mi torna…..
      Il punto é che la tipa doveva essere denunciata all’istante per atti osceni in luogo pubblico,
      Cosa che sarebbe sicuramente successo a sessi opposti ……
      La legge non é uguale per tutti ?

      1. Ecco questo è un discorso interessante, l’articolo poteva vertere su come gli atti osceni e la nudità esibita siano più facilmente puniti se praticati da uomini e meno se da donne.

      2. Non è per niente fuori come discorso invece: cerca, senza successo nel tuo caso (e allora fatti qualche domanda), di farti capire a che livello di abiezione è sceso anche (e sottolineo anche) l’universo femminile grazie alle teorie del cazzo alle quali si abbeverano un bel po’ di femmine da non meno di 50 anni in qua (ma la baracca è cominciata a crollare da molto prima). Abbiamo quelle che sbragano nude sull amacchina della polizia e poi abbiamo quelle petulanti finto intellettuali che ti vogliono ingaggiare con “dove sono le prove di quello che dici” senza accorgersi che il loro interlocutore la prova ce l’ha davanti agli occhi ma queste uno straccio di autoanalisi neanche morte e proseguono imperterrite con “’empowerment di per sé è un concetto positivo”…gnosticismo, questo sconosciuto…

        1. Joker la vedo un po’ difficile non essere fraintesa da te se, a quanto dici, ritieni fondamentalmente l’intero universo femminile “corrotto” da più di 50 anni. Abbiamo sbagliato io, Isabella, Mario…? Siamo tutti nel torto? Le prove da parte mia a Sandro le ho portate, in un commento che al momento attuale non vedo ancora pubblicato. Altrettanti e più atti simili compiuti da uomini, anche loro spesso arroganti. Se c’è equivalenza numerica (e c’è), dire che le donne “lo fanno perché sdoganate dal femminismo” è come dire “loro di natura sarebbero innocue…” E questo non è proprio il concetto femminista vittimista che vogliamo combattere?!

    2. Secondo me l’episodio non mostra il degrado in cui è caduta la donna occidentale, ma il degrado dell’uomo “progressista”, e il fatto che chi ha scritto sia a sua volta una donna non meno autoritaria delle femministe.
      SI PUO’ essere artiste di strada, urinare per strada come performance e pure essere per l’immigrazione incontrollata. In una società civile che ci siano persone del genere è tollerato e non è un problema. E non c’è niente di particolarmente degradante nel fatto che queste persone esistano.
      Ciò che è degradante è che un ominicchio “progressista” come Pablo Iglesias dia alla suddetta del potere politico, “in quanto donna che urina per strada”, e ancora più grave è che grazie alle quote rosa l’ascesa al potere dell’urinatrice in pubblico sia pressoché assicurata: quindi è la degradazione dell’uomo “progressista”, non della fuori di testa che approfitta delle circostanze.

    3. Podemos non è l’equivalente dei 5S, se mai di un partito come “Potere al popolo”, cioè potere al popolo che schifa, ma tant’è . I 5S, al di là di qualche figura secondaria che recita la solita tiritera sulla violenza sulle donne per uscire dall’anonimato( quando infatti si ha poco da dire niente di più conveniente che rifugiarsi nell’ovvio), non hanno mai proposto leggi sessiste ( fino a farsi negativamente condizionare dalla melma dei partiti di professionisti della politica erano ancora anti quote rosa, ma forse lo sono tutt’ora). Il Codice rosso, mirabilmente esaminato da Stasi, è un parto leghista, che i 5S da soli non avrebbero mai elaborato, benchè questo non li giustifichi, ovviamente. Certamente oggi le cattive compagnie non aiutano, parlo degli ultrafemministi PD e cespuglietti vari, ma i 5S al cospetto di Podemos, per non parlare di Sanchez, vero successore di quel disastro che è stato Zapatero, paiono antifemministi. In Spagna siamo all’emergenza democratica, ancor più che in Italia, l’autoritarismo femminista fa e disfa a suo piacimento ancor più che da noi e trova in questo partito costante sponda.
      Giusto una precisazione di natura politica.

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