Francesca Puglisi sul pulpito (senza valido motivo)

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LA FIONDA

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di Fabio Nestola – La testata “Tutta Toscana” titola: “Ubriaco, picchia la moglie senza motivo. Arrestato” e la reazione non si fa attendere. La denuncia di Francesca Puglisi, Sottosegretario di Stato al ministero del lavoro e delle politiche sociali: “Ci sono validi motivi per picchiare una donna? Quanta strada dobbiamo ancora fare per cambiare la cultura del nostro Paese?”. Così ha segnalato su Facebook, criticando l’articolo per la forma con cui ha deciso di parlare di un caso di violenza domestica.

Strumentalizzazione allo stato puro. Non c’è altro modo di definire l’uscita dell’On. Francesca Puglisi, scandalizzata per un articolo che titola “picchia la moglie senza motivo”. Sfrutta l’occasione giocando sull’equivoco, ogni pretesto è buono per la solita propaganda vittimistica della condizione femminile della quale sinceramente non se ne può più. Perché l’On. Puglisi gioca sull’equivoco? Lo fa perché nella sua protesta aggiunge “valido”, che nel titolo non c’è. È una differenza semantica enorme.


L’On. Puglisi si tranquillizzi.


On. Francesca Puglisi

Il cronista non scrive affatto che non c’era un motivo valido. La Puglisi vorrebbe insinuare che il pestaggio sarebbe biasimevole in quanto immotivato. Perché, se un motivo ci fosse stato le percosse diverrebbero legittime, o forse meno gravi? L’arresto arriva per le percosse, non c’entra nulla l’assenza di “validi” motivi ventilata dalla Puglisi ed infatti non presente nell’articolo. Il bruto era ubriaco, non ha saputo dare una motivazione al suo gesto – oltretutto reiterato nel tempo – ma anche se l’avesse data nulla sarebbe valso ad evitargli le manette.

Facciamo chiarezza, così l’On. Puglisi si può tranquillizzare: chi sfoga le proprie frustrazioni sui familiari non è mai giustificabile, qualunque pretesto adduca. Non è un motivo valido prendere a cinghiate i figli perché vanno male a scuola, prendere a schiaffi la moglie perché il risotto è troppo salato, insultare ed umiliare la nonna perché ha sporcato il letto. Anzi, nel caso in cui alla Puglisi non interessi nulla degli altri familiari, concentriamoci sulle donne: la gelosia non è valido motivo per maltrattare mogli, fidanzate e conviventi, ma non lo è nemmeno la gestione della casa e dei figli, la mancanza di lavoro, la preoccupazione per i debiti, lo sfratto incombente, le bollette scadute o qualsiasi motivo stupido come la macchina che non parte o il cane che sale sul divano.


Francamente, non se ne può più.


Il tizio non ha saputo dare una spiegazione al proprio gesto, in parte perché non c’è una logica nei comportamenti degli ubriachi, in parte perché sembra che in quella famiglia non ci fosse bisogno di motivi per scatenare la violenza. Li dentro funzionava così, senza la necessità di cercare un perché. Una brutta storia di degrado ed abbrutimento ma il cronista non sembra intriso di cultura maschilista, tutt’altro. Il fatto che non ci fosse un motivo aggrava ulteriormente la posizione del bruto. Il “motivo”, qualora ci fosse stato, non sarebbe altro che una costruzione mentale dell’orco in cerca di un pretesto per sfogare le sue frustrazioni.

Quindi il titolo dell’articolo evidenzia che in quella famiglia è ormai stata superata anche la soglia dell’autolegittimazione alla violenza. In conclusione: nulla da dire sul titolo che ha tanto scandalizzato il Sottosegretario, l’articolo non sembra affatto un passo indietro nella cultura del nostro Paese che l’On. Puglisi vuole cambiare. Lo scandalo lo vede solo chi vuole cercare ovunque febbrilmente, ossessivamente, i retaggi del patriarcato, dell’oppressione, della toxic masculinity, ecc. Di contro, delirio vittimistico immotivato dell’On. Puglisi, a mio parere in cerca di un pretesto per lanciare l’ennesima crociata contro la cultura maschilista che inquinerebbe il nostro Paese. Francamente, non se ne può più.


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