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Hermano Neymar, yo sì te creo. Fratello Neymar, sì io ti credo

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varie_hermanaEbbene si, decido di fare mio lo slogan con cui le femminaziste spagnole inneggiano alla necessità di credere sempre e comunque alle dichiarazioni delle donne, quando queste accusano un uomo di qualche tipo di violenza. Una frase gridata insistentemente davanti ai tribunali iberici, specie quelli che, a norma di legge, richiedevano prove e testimoni, non solo mere autocertificazioni, prima di mandare un uomo in galera. Raramente, per fortuna, sono riuscite nel loro intento di premere la magistratura così tanto da condizionarne le decisioni. Ma intanto lo slogan è tracimato, arrivando anche in Italia. Non è infrequente vederlo, in versione spagnola o tradotto, nelle manifestazioni dell’estremismo femminista: “hermana, yo sì te creo”, sorella, io sì ti credo.

Dunque io mi prendo lo slogan odioso e falso, lo faccio mio e ci metto anche un nome sopra: Neymar. Sì, il noto calciatore brasiliano, di recente accusato di stupro da una donna e per questo finito in guai grossi. Neymar, forte della sua popolarità, ma anche dell’apprezzamento puramente umano sulla sua persona, non aspetta i giudici. E fa bene, benissimo. Posta sul suo account Instagram una dichiarazione di tre minuti dove, senza dirlo in modo troppo esplicito, dichiara di essere stato incastrato, ricattato, di essere vittima di un’estorsione. Una delle tante che si nascondono sotto le facili accuse di stupro, specie verso personaggi ricchi e famosi. A me basterebbe la sua dichiarazione per dire che gli credo. Ma lui è diverso, noi uomini siamo diversi. Non ci limitiamo a chiacchierare, come hanno fatto per anni le paladine del #MeToo, mandando alla rovina e al suicidio un numero imprecisato di uomini.


Prendo lo slogan odioso e falso, lo faccio mio e ci metto anche un nome sopra: Neymar.


persone_neymarNo, ai quattro minuti di dichiarazione il calciatore fa seguire tre minuti di screenshot dove vengono riportati tutti i dialoghi virtuali tra lui e la presunta vittima di stupro. Il dialogo, prima e dopo il “fattaccio”, è confidenziale, affettuoso, intimo, niente a che vedere con un caso di stupro. Non solo: la fanciulla non si nega di mostrare le proprie grazie al calciatore, cercando di sedurlo. Missione poi pienamente riuscita. Ed non è sicuramente in modo seducente e semi-porno che si pone una donna che tema di venire stuprata… Ebbene, Neymar mostra tutto, fottendosene della privacy. Ripeto: fa bene, benissimo. Perché a questo punto non c’è nemmeno più bisogno di credergli sulla parola, manco fosse una esponente del #MeToo. Lui butta in rete le prove che lo dimostrano vittima di un’estorsione per mezzo di gnocca. Che è poi il modo corretto con cui chiamare buona parte degli stupri di cui vengono accusate le celebrità, ma non solo loro.

Noi persone “normali”, non protette dalla popolarità, non possiamo fare cose del genere. Oltre che per stupro verremmo spennati anche per diffamazione o robe simili, i giudici farebbero spezzatino di noi. Chissà, forse ne faranno anche Neymar, ma almeno lui saprà che il mondo l’ha assolto. Per lo meno quello che ancora vede le cose in modo oggettivo. Pur non potendolo imitare, facciamo il tifo per lui. E consoliamoci al sogno di in un mondo ideale dove tutte le tante fanciulle che provano (e spesso riescono) a incastrarci vengano poi debitamente sputtanate, rivelandole per ciò che sono. E contemporaneamente rivelando un mondo che di patriarcale non ha nulla, se mette in mano a un genere il potere di rovinare in un colpo reputazione, dignità e conto in banca del genere opposto. Dunque diciamolo chiaro e tondo: hermano Neymar, yo sì te creo.

Edit: da aggiungere anche questo, hermano Cristiano, yo sì te creo.


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4 thoughts on “Hermano Neymar, yo sì te creo. Fratello Neymar, sì io ti credo

  1. E’ una reazione intelligente e abbastanza normale, la privacy in questo caso non ha alcuna ragione d’essere: tu mi accusi pubblicamente, cercando pure di farmi il processo tramite i social, io posto le prove sui social.
    Vorrà dire che ti dovrò poi qualche migliaia di euro per aver infangato la tua nuova reputazione di ladra-prostituta: li scaleremo dai danni che mi devi, e tu andrai in galera.

    Adesso che ha reso pubbliche le prove ha messo in serissima difficoltà eventuali giudici femministi: per loro meno si sa in giro e meglio è, l’ideale per loro sono le cretinate alla Weinstein o Cristiano Ronaldo, gente che paga un po’ di soldi nella speranza di ridurre la pressione.

    Invece in questi casi SI DEVE FARE GLI UOMINI: se ti danno battaglia tu contrattacchi, con tutti i mezzi, senza limiti.

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