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I meme di “Freeda” all’assalto della famiglia

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di G. Tarantini. C’è una tendenza nel pensiero LGBT che personalmente mal sopporto, quella a voler creare il nuovo mondo facendo tabula rasa del vecchio, una tendenza che mi ricorda vicende come il calendario rivoluzionario francese, col quale si tentò di cambiare la data di inizio anno al 22 settembre e di stravolgere i secolari nomi dei mesi. Credo che sia stato per colpa di questa tendenza bislacca che un mese fa è scoppiata la polemica tra la comunità LGBT e Arcilesbica, essenzialmente dovuta al fatto che tra le femministe c’è chi sostiene che un transgender, pur avendo il diritto di sentirsi donna, nei fatti non lo sarà mai. Questo basilare concetto sembra essere di ostacolo alle avanguardie più estremiste: nel calderone arcobaleno e rosa si vuole avere la libertà di ridisegnare tutto, senza mantenere alcun legame con la biologia e con quanto di culturale ci fosse prima. Un incessante demolire, dai più erroneamente interpretato come forma di progresso.

Cosa sono le parole se non dei meri contenitori da svuotare e riempire d’altro? Questo sembra pensare il cancellino esacromato nel suo inarrestabile procedere, senza voler risparmiare nemmeno il concetto di famiglia. Un meme targato “Freeda” è stato di recente lo stendardo delle nuove frontiere di questo tema, un variopinto compendio che si presenta così:

Il messaggio è chiaro: qualsiasi forma di convivenza è famiglia. Lascia perdere chi si fa in quattro per educare un figlio, per crescerlo e introdurlo nella società; non guardare a chi decide di assumersi la responsabilità, con la dovuta coerenza negli anni, di formare un nucleo familiare… famiglia è dove ti senti a casa. Il gioco sembra essere sempre lo stesso: concedere a chiunque un determinato status per non offendere nessuno, a costo di togliere significato a quello stesso status, il tutto nel nome del polipicamente corretto (nel senso che oramai sembra aver allungato i suoi tentacoli ovunque).


Mantenere più saldo che mai il rapporto con la cultura.


Non voglio discutere la condizione esistenziale di nessuno: tutti abbiamo il diritto di “sentirci in famiglia” ovunque ci pare. In situazioni di convivenza tra più persone si può essere “come una famiglia” o si può giustamente ritenere il contesto di convivenza con un partner un ambiente familiare. Tanto meno critico le unioni civili: è sacrosanto avere un riconoscimento di parentela legale con persone che si amano e con le quali si condivide la propria vita. Non si può però omettere il significato, sia sociale che filosofico, che il termine famiglia ha. Non si può omettere il fatto che nel pensiero di Aristotele l’oikos fosse l’unità fondamentale di una società. Possedere gli elementi necessari all’autosufficienza generativa e educativa del gruppo umano, era ciò che permetteva ad Aristotele di conferire alla famiglia una funzione centrale. Questa centralità è tutt’oggi confermata in sociologia, dove la famiglia è identificata come una relazione specifica che intrinseca il rapporto di una coppia con i rapporti fra generazioni. Il sociologo Pierpaolo Donati, autore del manuale di sociologia della famiglia (oltre che di numerose pubblicazioni sull’argomento), identifica la caratteristica essenziale della famiglia nel ruolo di umanizzazione degli individui. Mediare il passaggio dalla natura alla cultura (tramite l’educazione ed il compimento dei processi di crescita) è un compito distintivo della famiglia e necessario al mantenimento di una società.

Demolire questo significato essenziale di famiglia, ossia quello di essere il luogo di umanizzazione dei posteri, sostituendolo con un ampio messaggio di inclusione a qualsiasi idea personale e individuale di famiglia,  è solo uno dei tanti suicidi che stiamo commettendo in questo delirio del nuovo mondo. La sensazione è che oramai, assieme all’acqua sporca, si stiano gettando interi reparti maternità piuttosto che il bambino. Mantenere più saldo che mai il rapporto con la cultura diventa oggi la più alternativa delle posizioni, bisogna essere fieri di questa avanguardia/retroguardia e ricordare a chi relativizza ogni discorso, appiattendone tutti i significati, le parole di Parmenide: “Perché è l’incapacità che nel loro petto dirige l’errante mente; ed essi vengono trascinati insieme sordi ciechi, instupiditi, gente che non sa decidersi, da cui l’essere e il non essere sono ritenuti identici e non identici, per cui di tutte le cose reversibile è il cammino”.


33 thoughts on “I meme di “Freeda” all’assalto della famiglia

  1. Mi sa che al prossimo family act ci ritroviamo a pagare sussidi famigliari pubblici anche alle gattare, e lampadine nuove per il marito di quella che ha sposato il suo lampadario.

    https://www.tpi.it/gossip/donna-si-innamora-lampadario-20181212216577/

    E chi è contrario, evidentemente, non ci crede che ogni convivenza petalosa è famiglia: le parole sono importanti, le definizioni sono importanti, e basta.

    Poi magari i buoi sono già scappati, intanto chi si ritrova a mantenere una ex convivente come fosse stato sposato lo deve almeno sapere come si è finiti a furia di slabbrare il concetto di famiglia.

    A me sta pure bene che famiglia sia genericamente bambini più chi se ne prende cura, ma non ogni cazzata che passa per la mente malata di un idiota.

    Chi non è d’accordo, i sussidi li paghi lui.

  2. Io sono d’accordo con Eric Lauder.
    Ormai si va verso una situazione in cui ognuno si farà da solo i propri figli (oggi con la gpa, domani con l’utero artificiale), e ciò per il comportamento criminoso di molte madri che hanno rubato figli e ricchezza agli uomini con cui hanno concepito. Non a caso la legge sulla gpa che entrerà in vigore a New York a febbraio si chiama Child-Parent Security Act.
    Chi scrive è qualcuno più giovane di voi, che ha imparato dai vostri errori.

    1. senza offesa, se avete figli io non posso credere che possiate pensare a certe soluzioni che io trovo schifose… da uomo mai mi farei mettere un utero artificiale, che non so nemmeno che diavolo sia… forse chi ha una visione distorta del mondo e della natura può pensare do applicare una cosa del genere e se fossi il figlio di una persona che mi ha generato in quella maniera penso che ad un certo punto vi sputeri in faccia, scusate la volgarita ma credo proprio sarebbe quello che farei… se uomini e donne non ritrovano la pazienza gli uni per gli altri alla svelta, se non troviamo leggi che tutelino i bambini, non gli adulti!!!!!! e che consentano di farli stare decentemente con entrambi i genitori separati spero proprio che la soluzione che proponete sia l ultima in assoluto..
      probabilmente è quella che a voi fa più comodo e basta e se avete figli magari non ve ne frega nulla degli altri bambini alla quale verrebbe applicata

      1. >>>
        …se uomini e donne non ritrovano la pazienza gli uni per gli altri alla svelta…
        >>>

        Proprio qua sta il problema…….come si fa col femminismo donna vittima -> uomo carnefice? L’utero artificiale potrà essere l’ultima spiaggia per venire incontro al desiderio di paternità di molti uomini che non trovano una donna disposta a diventare madre. Si, vorrà dire mettere al mondo figli che non avranno una mamma. Cosa che a parti inverse è già stata sdoganata, sia con leggi che permettono di allontanare il padre, o con la possibilità (in alcuni paesi) concessa a donne single di farsi ingravidare con seme anonimo. E non ho mai visto reazioni così indignate, anzi! Va tutto sotto la voce “grandi conquiste delle donne”.

        Tornerò a essere contrario a utero in affitto e utero artificiale quando ABROGHERANNO LA FACOLTA’ CONCESSA A UNA DONNA DI NON DARE, A NORMA DI LEGGE, UN PADRE AL PROPRIO BAMBINO.

        Detto in altri termini: o i bambini DEVONO avere un madre e un padre, e allora rivoltiamo il mondo come un calzino e si torni tutti a ragionare e a pensare innanzitutto al loro bene (e bilanciando una volta per tutti i diritti riproduttivi), o se è sdoganata definitivamente l’inutilità del padre allora ci sia concesso anche di considerare inutile la madre.

        Ultima cosa: un utero artificiale, qualora venisse veramente inventato, non è un sacco di carne da impiantare dentro la pancia degli uomini. Sarà una sorta di incubatrice super tecnologia capace di simulare l’utero naturale e permettere la crescita dell’embrione e poi del feto.

        Considera anche una cosa: l’invenzione dell’utero artificiale sarà festeggiato come grande conquista per le donne, che potranno togliersi il fardello della gravidanza e del parto. Lo inventeranno per loro, non certo per noi. E poi che faranno una volta introdotto? Potranno mai vietarlo agli uomini? Per le donne si e per gli uomini no? Per quale ragione?

        1. io non sono ottimista in merito a ciò che la societa col virus del femminismo sta facendo e provera a fare… ma non sono nemmeno cosi catastrofista drammatico come te e eric lauder…. fosse per me se l uomo si estinguesse in toto sarebbe meglio ma finche esiste non vorrei che che i bambini venissero trattati come giocattoli esattamente come vorrebbe qualche matto e come vogliono le stesse matte che si appropriano dei bambini pensando di essere superiori a tutti e quindi di poterlo fare.. non mi frega niente se non è un pezzo di carne, a me creare un figlio in una macchina mi fa schifo!!! e se a voi non fa schifo fatevi due domande… è un essere vivente indifeso che vedrai crescere in una macchina cosi sara tuo? sai una cosa? mi sono appena reso conto che per me un figlio è condivisione, non concepisco l egoismo di un unico genitore… io son qua xke durante una separazione ho capito
          che la madre pensava di poter fare e gestire bambino come voleva e anche me, ha voluto andare da un avv.ssa e e ho avuto false denunce di violenze, assistenti sociali ecc e con molta fatica ho concluso tutto… sono stato ansiolitico e ‘depresso’ ma tenedo duro e con determinazione sono uscito da tutto e anche positivamente ma tuttora preferisco soffrire e che mio soffra un po della mia assenza che dare ad altri bambini quello che volete propinargli voi… ora le false denunce sono diffuse ma non omnipresenti, sempre meglio che rendere ominipresente l utero artificiale!!!!!!!…. sara il mio subconscio probabilmente che si ribella a certe cose, io riesco ancora ad ascoltare il mio probabilmente e fortunatamente…… il mondo non è da rivoltare come un calzino per creare figlio in macchina, la tua idea di ribellione al femminismo è arrivare a quel punto? no non è che non sono d accordo con voi, vi reputo proprio degli egoisti incapaci di affrontare il mondo col coraggio di fallire, io non ci sto a prendere certe orrende scorciatoie, non ci sto nemmeno a proporle certe cose che poi le femministe vi prendono in parola, xke se il femminismo e i privilegi femminili esistono ora non pensiate che scompaiano con l utero artificiale…. forse quando approveranno l utero artificiale mi vedrete veramente per strada ad affrontare anche i carriarmati xke non accettero mai uno schifo come quello che proponete

          1. Lupo Mannaro ha già risposto per me, anche se vedo molta malafede nel credere che la macchina utero sarà impiantata nell’uomo.

            La tecnica evolve: prima ha reso inutili i maschi per le femmine e adesso sta rendendo le femmine inutili per i maschi e questo è un gran bene. La liberazione sessuale maschile si avrà solo quando i maschi smetteranno di dipendere da (l’utero de) le femmine. Con buona pace di chi non ha capito nulla di quanto sta accadendo e vorrebbe opporsi alla conquista di nuovi spazi da parte dei maschi che già hanno visto compressi quelli che avevano, fino a non averne quasi più.

            Comunque per ora l’utero artificiale non esiste ma c’è la gpa che comunque consente di cancellare la madre (come fanno molte femmine col padre, a volte già dal momento del concepimento: rileggi Lupo Mannaro). L’alternativa è essere esposti in qualsiasi momento alla sottrazione dei figli e di tutto il resto da parte della madre. Ed è noto che i figli crescono meglio col padre che con la madre.

            1. @Perseus
              “Ed è noto che i figli crescono meglio col padre che con la madre”
              È noto da chi, scusa?
              Dipende dalle singole persone, non dal fatto che uno sia maschio o femmina.
              Ti riferisci forse ai soli figli maschi e a qualche studio che ha evidenziato che per il loro sviluppo sarebbe comunque meglio crescere col solo padre che con la sola madre (e viceversa per le femmine)?

            2. perseus, non so chi sei ma di quello che hai detto non me ne frega nulla perché hai ripetuto le solite frasi/favole che tu e gli altri 2 ripetere all infinito, se non sei eric lauder, in questo caso spero siate solo voi 2… non perdero altro tempo su un argomento che ritengo tanto stupido quanto infantile e utopico

              1. Anonimo, io dico ciò che è reale. Poi tu puoi anche ignorare la realtà, ma ti condanni all’irrilevanza. Probabilmente a causa dell’ età.

                Chiara, mi riferisco all’evidenza. Ma tu sei una femmina venuta a creare zizzania negli spazi maschili, quindi ti ignoro.

                1. ah perseus, forse non ti è chiaro che qui non è uno spazio per soli uomini e qua se ce la si ha con qualcuno è con femminismo e affini non con le donne… magari non ti era chiaro…

                  1. Confermiamo la riflessione di Anonimo e la confermiamo con tutte le forze. Qui le donne sono rispettate esattamente come gli uomini. Qui vige la più convinta e sfacciata parità e si guarda al mondo femminile con la massima oggettività possibile. Qui le donne sono benvenute al pari degli uomini.
                    Chi non è e non sarà mai benvenuto, ma anzi è considerato nemico da abbattere, sono le femministe e i femministi. Categorie che NULLA hanno a che fare con le donne.
                    Con ciò la discussione su questo thread si chiude, visto che ha già deragliato a sufficienza su toni troppe volte sopra le righe.

  3. Seguo il blog da molto tempo e mi trovo d’accordo su quasi tutte le battagli portate avanti, però devo ammettere che dopo la “crisi di capodanno” e l’ampliamento della redazione, ho notato sempre più una progressiva perdita di spirito critico/razionale accentuata ultimamente dal trend-topic ddl zan.

    Riferendomi nello specifico all’argomento dell’articolo credo che l’autore stia travisando la definizione che lui stesso riporta di famiglia. La “relazione specifica che intrinseca il rapporto di una coppia con i rapporti fra generazioni ” che deve avere “elementi necessari all’autosufficienza generativa e educativa del gruppo umano” ed il “ruolo di umanizzazione degli individui”.

    A rigor di logica tutti i casi evidenziati nel meme sono compatibili con questa definizione a meno che, ed è quello che leggo tra le righe, vogliate elevare a status di famiglia unicamente le coppie fertili in grado di procreare. Inutile dire che come argomento si smonta immediatamente (a meno di non cambiare la definizione)

    Mi trovo d’accordo con ericlauder quando dice che ve la state prendendo con le “mosche sul cadavere” senza preoccuparvi di chi l’ha ucciso.

    Il problema non è chi componga una famiglia, o se le unioni civili vengano denominate unioni o matrimonio o se una donna vuole vivere da sola con i suoi gatti. Il problema è l’assoluta mancanza di COERENZA e senso di RESPONSABILITA’ nei confronti delle proprie scelte, propiziato ed incentivato dalle idee progressiste radicali e dalla corruzione morale giudiziaria sui cui rosa nostra ha infilati i tentacoli. Il problema è che ci hanno rotto la bussola, ed abbiamo completamente perso la nozione di cosa sia un diritto e di che cosa sia un dovere nel contesto sociale in cui viviamo. Qualcuno pensa che le sia dovuto tutto senza essere responsabile delle conseguenze dei propri capricci.

    Parliamoci chiaro: chi ha mai detto che avere figli è un diritto? Lo sento ripetere spesso a chi difende le adozioni da parte di coppie omosessuali e soprattutto da parte di donne. Avere figli non è un diritto di nessuno! Non è un diritto né degli uomini, né delle donne, né di coppie lgtb. Semmai dev’essere una scelta consapevole e responsabile sostenuta nel tempo invece che il frutto di una pulsione istintiva alla procreazione.

    Il soggetto di diritto qui è solo: il bambino. Un bambino ha diritto ad avere dei genitori, essere protetto, amato, accudito, educato nel migliore dei modi possibili E sebbene sia innegabile che l’ideale è che abbia un riferimento paterno ed un altro materno, se non è possibile allora ben venga chiunque possa accudirlo.
    E’ un diritto del bambino avere una relazione continuativa con i propri genitori (inteso con chi se ne prende cura), come di conoscere le proprie radici, di conoscere e frequentare i propri genitori biologici, di essere rispettato nel corpo e nella mente etc.etc.
    In pratica è il bambino che ha il diritto ad una famiglia ma non è avere figli, naturali o meno, ciò che definisce la parola “famiglia”.

    1. la famiglia non dipende dall essere genitori etero o gay ma un bambino, secondo me, deve anche avere il diritto, sempre, di conoscere il proprio genirire naturale… io sono per le adozioni a coppie gay, non per la nascita forzata di un bambino da dare a qualcuno

    2. Caro Angelo, quale autore mi sento di dover dare una risposta.
      Sono spiacente se l’articolo non sia risultato chiaro nella sua posizione, almeno alla tua lettura. Quando cito il modello aristotelico e parlo di potenziale generativo e educativo vorrei essere chiaro su un fatto: ai tempi di Aristotele la generazione era possibile solo tramite metodo naturale e la società era palesemente differente da oggi. Oggi il tema del potere generativo copre spazi più ampi, oltre all’argomento dell’utero in affitto esiste un consistente problema di bambini orfani o che necessitano di essere adottati e educati. Non ho personalmente voluto affrontare questo ampio tema, ne ho voluto porre una qualche posizione in merito, perché anche avendo più alternative sul lato generativo (almeno rispetto alle società di duemila anni fa) non ne abbiamo sul lato educativo.

      L’articolo pone quindi l’accento su come oggi la sociologia tratta il tema della famiglia, sulla difesa della famiglia come nucleo sociale che permetta di tramandare una societa, la sua cultura e i suoi valori, curandosi dell’educazione dei posteri.

      Non penso che una ragazza con dei cani e dei gatti possa essere definita compatibile con tale definizione, i cani non saranno i futuri membri di una comunità, non saranno giudici, professori né operai.

      Stessa cosa vale per la quarta vignetta in basso a destra, non credo che si possa parlare di famiglia nemmeno in tal caso.

      Se due gay possano o non possano adottare, avere un figlio con l’utero in affitto o meno ecc. Come vedi è argomento di enorme dibattito lungo tutti i commenti di questo articolo, ma l’articolo non prende posizione, non ha bisogno di prenderla perché il rischio di relativizzare ed estendere il concetto di famiglia oltre il suo ruolo educativo di un giovane essere umano, prescinde da qualsiasi altro dibattito, rischiando di demolire qualsiasi tipo di famiglia.

      Spero di essere stato esaustivo, cercherò di dare maggiore chiarezza alla posizione nei prossimi lavori.

      Grazie per la critica.

  4. Io non ci vedo niente di negativo se più gente si vuole bene e condivide un progetto di vita. Nemmeno se uno si sente famiglia insieme ai suoi animali domestici, che sono capaci di amore anch’essi (visto che uno dei meme riguarda questa situazione). Se i problemi della nostra società fossero solo che tante persone si vogliono bene e vogliono definirsi famiglia, saremmo a posto…

    1. Stessa logica della pedofilia intesa come “orientamento sessuale”. Ne parliamo prossima settimana.

      1. La pedofilia è un caso a sé, è un amore malato rivolto a persone che non devono essere oggetto di amore passionale, sessuale, perché non ancora biologicamente e psicologicamente pronti per questo. Non può assolutamente essere sdoganato e chi cercasse di farlo sono certa verrebbe attaccato da tutti i fronti.

      2. Sembra simile ma non lo è perché sono due ambiti in realtà molto diversi. Il problema è il miscuglio ideologizzato di chi fa questi discorsi confondendo concetti diversi. Da un parte vi l’amore, inteso come legami affettivi stretti (non solo di sangue e non necessariamente sessuali), come fondamento di nucleo familiare. Dall’altra una mistificazione della definizione di orientamento sessuale oltre il suo significato. L’orientamento sessuale si riferisce al sesso o genere (ammesso e non concesso che sia un concetto scientificamente rilevante) verso cui vi è attrazione fisica. L’età non è un sesso (o genere) ed infatti si usa il suffisso “-filia” (nell’accezione di predilezione e non certo di amore) e non si dice “pedosessuale”. Non si può ampliare a piacere la definizione per far rientrare a piacere qualunque parafilia potenzialmente nociva all’integritá altrui per puro capriccio.

    2. stavolta chiara non sono per niente d accordo… coppie gay non possono avere figli quindi se vogliono avere un figlio proprio significa dovrebbero escludere uno dei due genitori naturali dalla vita del figlio, che magari non avrà la possibilità di conoscere e viversi uno dei dei suoi genitori naturali, di non conoscere le die origini… e a chi dice che le famiglie tradizionali hanno problemi ecc chiedo, ma le famiglie gay sono più intelligenti di quelle tradizionali? sono più buoni bravi belli e simpatici?

      1. Qui si entra in un campo spinoso…
        A buon senso, una coppia gay non è ne più ne meno brava, in linea teorica, di una etero.
        Il fatto che un bambino possa crescere psicologicamente sano con genitori dello stesso sesso, personalmente lo lascio decidere agli esperti di psicologia dello sviluppo. Sempre a buon senso, credo sia in ogni caso più amato e più “in famiglia” che in una casa famiglia/ orfanotrofio di qualche paese del terzo mondo (se i genitori adottivi sono persone a posto e gli vogliono bene). Non so se sei lo stesso anonimo del commento di prima, nel caso sappi che sono d’accordo con te: non trovo che avere un figlio biologico proprio sia un diritto che debba valere a qualunque costo, né per etero né per gay, per cui auspicherei che in caso di impossibilità di uno o entrambi a procreare (quindi sempre nel caso di coppie gay) sia posta come unica strada quella dell’adozione. Almeno finché ci saranno al mondo bambini senza famiglia. Dirò di più, mi piacerebbe molto che nessuno potesse fare un figlio naturale finché ce ne fosse anche solo uno bisognoso di adozione… ma capisco che la mia sia una posizione estrema.

        1. si Chiara son sempre lo stesso anonimo nei commenti… oltretutto in generale quasi tutti i commenti anonimi sono miei… be alla finr la pensiamo ancora in maniera simile se non uguale, xo’ dal tuo primo commento non era ben chiaro il tuo pensiero… e anche se come diceva qualcuno bisognerebbe lasciare agli esperti la valutazione se eventiali problematiche potrebbero nascere con genitori gay in linea di massima penso anche io che siano meglio dei genitori amorevoli a prescindere dai gusti sessuali… invece ribadisco che sono contrario al levare di mezzo un genitore naturale per metterne un altro… sarei invece curioso di conoscere la posizione dei componenti di stalker sarai tu in merito alle adozioni

          1. “levare di mezzo un genitore naturale” dipende da come si comporta tale genitore… Non per forza essere genitori naturali significa essere amorevoli, purtroppo… Però spesso in questi casi si parla di affido temporaneo più che di adozione. E ci sono casi sacrosanti in cui si tutela davvero il bene del bambino, e casi orribili come quelli di Bibbiano.

            1. appunto chiara non si stabilisce l amorevolezza di un genitore dal fatto che sia gay o meno, ma non leviamo un genitore naturale fin dalla nascita privando al figlio della conoscenza delle origini che poi sicuramente vorra ricercare… è ovvio che nei casi peggiori (pedofilia su tutti) il genitore naturale non può esserci, ma questo come abbiamo detto prima non dipende dal fattoche un genitore sia gay o etero giusto? o i depravati stupidi sessisti ottusi son solo gli etero?

    3. senza contare che sono tutti piccoli passi utili ad arrivare ad utero in affitto ecc ecc…. se i gay vogliono figli per quanto mi riguarda possono adottare e basta

    4. >>>
      Nemmeno se uno si sente famiglia insieme ai suoi animali domestici
      >>>

      Certo, uno può anche sentirsi Napoleone, ma rimane il fatto che non lo è. Dare lo status di famiglia a chi ha casa un gatto vuol dire offendere gravemente chi sulla famiglia fatta da umani ci ha investito veramente. La società è tenuta insieme anche dalle regole, non solo dall’ammmmore. Parliamo di tutto quello che vogliamo, ognuno con la sua opinione, progay, antigay, proutero, antiutero, eccetera eccetera eccetera…ma lasciamo fuori dal discorso gli animali, che tali rimangono! Chi tratta gli animali come fossero persone, con tutti i problemi che ha l’umanità, io lo spedirei a pedate nella foresta amazzonica! Altro che portare in giro i barboncini nel passeggino……ho scoperto che esistono pure degli “psicologi per cani” che fanno una sorta di “terapia comportamentale” per quelli che fanno pipì nel posto sbagliato……50 euro all’ora……cose da matti.

      1. ma porco mondo, ma perché fate di tutto un qualcosa di personale e di principio? ma se qualcuno è convinto di essere Napoleone lo vuoi convincere del contrario? se qualcuno porta il cane dallo psicologo mi spieghi cosa centra con tutto questo?… l importante è che chi sta sopra, e spero abbia le rotelle per distinguere tra l avere un gatto ed un figlio, pensi al bene del figlio…. ma anche del gatto! quindi certo è una cazzata quella dello psicologo ma chi sono gli scemi attori di barbara d urso che ce lo porta? gli psichiatrici? i ricchi folli? i pensionati un po soli?… qua si parla di cose serie non capusco cosa c’entrino i gatti ora

        1. lupo mannaro mi son perso nella discussione, ho risposto a te senza ripassarmi cosa aveva detto chiara… si sono d accordo con te… e ribadisco anche a chiara che non centrano una mazza cani e gatti, non perché contino 0 ma qua si sta parlando di bambini che vivono nella società umana, non di gatti che non escono dal pensiero del pesce nell acqua o l uccellino sull albero, e che, certo, vogliono anche bene al proprio padrone, ma sono certo meno conplessi dell uomo

          1. @Anonimo
            Sono d’accordo, ovviamente a livello legale vanno distinti gli animali (di cui si ha possesso e dovere di non maltrattare e responsabilità se causano danni a terzi, ma finisce lì) dai bambini. Se ho parlato di animali è solo perché sono presenti in una vignetta del meme in questione.
            Il fatto stesso che siano presenti banalizza un po’ il tutto ma sta a dimostrare che Freeda intendeva solo fare un quadretto alla “Mulino Bianco” di ciò che significa “famiglia” per una varietà di persone; tra queste ci sono anche single, magari anche anziani e soli, che trovano affetto e non di rado supporto (pensiamo ai cani e alla loro intelligenza nell’interagire col padrone, ai cani accompagnatori per i non vedenti,…) nel proprio animale da compagnia. E non solo single: è esperienza di molti aver avuto da bambini cani, gatti ecc… che sono stati “come fratelli”, che a tutti gli effetti “facevano parte della famiglia”.
            Certo bisogna nettamente distinguere tra famiglia come concetto affettivo e famiglia come istituto sociale. Un animale ad esempio non eredita, ci sono stati casi saliti alla cronaca di “gatti ereditieri” ma in realtà si trattava di lasciti vincolati a “chi si occupasse del gatto” dopo la morte del padrone (non vorrei sbagliarmi, ma credo che se c’è qui qualche esperto di diritto potrà confermare).

      2. @Lupo Mannaro
        “Dare lo status di famiglia a chi ha animali”
        Da come ho capito non si parla di leggi e status, ma di libertà di “ritenersi famiglia”, “sentirsi una famiglia”. Il rispetto degli esseri viventi deve essere reale, però: come te trovo assurdo e persino crudele trattare gli animali domestici come persone, è proprio così che gli si infliggono danni psicologici (già, anche gli animali hanno una psiche ed è giusto ci sia chi la studia e la cura… a mio avviso). Dal punto di vista del cane noi umani siamo il suo branco, la sua “famiglia”, non per niente si dice da sempre che “il cane è il miglior amico dell’uomo”. Dal punto di vista del gatto, si è scoperto che considera il padrone come una sorta di mamma putativa. Quindi in un certo senso è più vero il contrario, sono loro che ci vedono come la loro famiglia 🙂

  5. Classica battaglia di retroguardia per fare il gol della bandiera dopo aver incassato 5 o 6 pappine.
    La crisi della famiglia e della natalità inizia col ’68, e nel complesso la famiglia era già totalmente in crisi verso il 2000, che è ben 20 anni fa.
    Numero di figli per donna:
    https://it.wikipedia.org/wiki/File:Figli_per_donna_ITA.jpg
    Il calo inizia nel 1969 e diventa deciso nel 1975.
    Il piccolo incremento recente è dovuto all’immigrazione.
    Il numero di matrimoni e divorzi presenta andamento identico, i primi in diminuzione i secondi in incremento.

    E di fronte a questi numeri la minaccia sarebbe il fatto che vogliono allargare il concetto di famiglia in pratica annacquandolo?

    Quindi per quanto l’articolo abbia parecchi punti condivisibili è come se uno se la pigliasse con le mosche sul cadavere, senza preoccuparsi di chi l’ha ucciso e perché.
    L’assassina resta in libertà e se la ride guardando gli investigatori focalizzarsi sulle mosche.
    Anzi: è come se ci si lamentasse che vogliono annacquare il vino andato in aceto 20 anni fa: non si capisce dove stia il grosso problema, se l’intenzione era di berlo non è comunque bevile, che sia annacquato o meno.

  6. non centera un cavolo ma x me non esistono genitori che possano togliere al figlio un genitore naturale per dargliele un altro a caso, se non per disgrazie o per comprovatissimi motovi ( tipo pedofilia)…. i gay o le coppie per me possono adottare figli come chiunque altro, con la stessa trafila, ma non puoi togliere la possibilità al bambino di conoscere le proprie radici, la propria origine genetica

    1. I bambini non hanno al momento il diritto di conoscere le proprie radici e la propria eredità genetica: se la madre vuole abbandonarlo ed essere anonima non c’è alcun modo per il figlio di risalire a lei, e sarebbe pure illegale.
      Però è un’eccezione: la famosa eccezione nel 52% dei casi.
      La regola invece si applica alla minoranza, al 48% della popolazione, ovvero solo ai padri.

      Io tutte le volte che entro in questi argomenti parlo di battaglie di retroguardia e di chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi, mi dispiace pure farlo, ma l’elefante nella stanza pare che non lo veda quasi nessuno, è una cosa surreale.

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