I miserabili: una presenza costante da destra a sinistra

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LA FIONDA

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di Redazione – Alberto Moravia lo raccontò bene ne “La ciociara”: mentre infuriava la seconda guerra mondiale, in molti approfittarono del clima e delle circostanze arricchendosi con il mercato nero. Gli infami, i miserabili, gli sciacalli capaci di approfittare di una situazione critica per farsi i propri interessi ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Si tratta di un tipo (dis)umano che attraversa trasversalmente le razze, i sessi, le religioni e gli orientamenti politici. In quest’Italia che spera di vedere presto la luce al termine del tunnel covid-19 non ci stiamo facendo mancare questo genere di soggetti, che attraversano con disinvoltura l’intero arco costituzionale. Vediamo i più plateali.

Qualche giorno fa le terroriste di “Non Una Di Meno” se ne sono uscite su Facebook protestando che il modulo di autocertificazione del Governo fosse sessista perché basato sul maschile (in realtà neutro) e dunque proponendone uno alternativo disseminato di buffi asterischi (ne abbiamo parlato anche a Radio Londra). Seppellite dalla protesta popolare (“queste sono le vostre priorità ora?”), hanno mostrato quanto saldamente credono in ciò che dicono cancellando di fretta il post vergognoso. Da femministe terroriste, però, per non mollare del tutto il colpo, hanno attivato i loro tentacoli sotterranei, incaricando la politica che gli è contigua di riprendere la tematica. Il grave è che la politica le ascolta e asseconda. Ecco allora che Laura Boldrini fa sua la tematica, seppure in toni più pacati, con un’osservazione analoga in cui propone di aggiungere “La” come articolo di incipit dell’autocertificazione. Queste sono le priorità oggi di chi considera probabilmente le “NUDM” come “compagne che sbagliano”, e perciò se ne fa interprete sul piano politico mentre la gente muore in ospedale o tira a campare serrata in casa.


Un altro nodo al fazzoletto.


Giuseppe Conte tra Ursula Von Der Leyen e Christine Lagarde

Da quella parte dell’arco costituzionale, a sinistra, è noto che i miserabili e le miserabili non manchino, specie quando si connettono all’ideologia femminista. Ecco allora che c’è chi ritiene indispensabile, in piena emergenza sanitaria ma anche economica, promuovere un appello pubblico tutto al femminile nientemeno che a Ursula Von Der Leyen e Christine Lagarde. Sì, proprio le due inqualificabili leader europee di cui si è parlato ieri, impegnate più a strozzinare l’Italia che ad aiutarla. A loro si rivolge, sotto la guida di Valeria Fedeli, un gran numero di donne più o meno importanti, sottoscrivendo un appello dove la parola “donne” appare quattro volte in una manciata di righe, una specie di mantra ossessivo. Il tutto per dire: voi, Ursula e Christine, siete donne, ricordatevi dunque di favorire le donne come priorità assoluta. Un richiamo alla solidarietà di genere ricolmo di discriminazione, specie in un momento dove muoiono 7-8 uomini ogni 3-2 donne per coronavirus. Alla fine è un bene che si siano messe in lista a quel modo: l’elenco verrà utile quando si tireranno i totali, sul piano elettorale e anche su altri piani, nella fase post-emergenza.

Ma anche a destra non mancano le infamie. Il grande bluff della Lega salviniana viene allo scoperto in occasione dell’omicidio di Lorena Quaranta per mano del fidanzato. Un evento tragico attesissimo dalla corporate rosa e dai suoi fiancheggiatori, che infatti si sono gettati a pesce sul dramma (annunciati ben tre lutti cittadini in tre diversi comuni), sgomitando per mettersi in mostra nell’occasione, gridare all’emergenza e battere cassa. Tra questi campeggiano alcuni senatori della Lega che pompano l’ottavo presunto “femminicidio” dell’anno (comunque sempre ennesimo) per dire finalmente “basta” e chiedere di stanziare nientemeno che 4 milioni di euro nel decreto “Cura Italia” da destinare alle case protette per donne. Dobbiamo accettare infermieri, medici e attrezzature dall’Albania per combattere il covid-19 e questi vogliono regalare 4 milioni di euro in risposta a eventi delittuosi che avvengono con frequenza meno che fisiologica. Anche qui, insomma, le priorità, nonostante l’emergenza, sembrano essere altre. Anche qui un altro nodo al fazzoletto, per ricordare chi sono stati i miserabili in questo frangente. Un nodo da sciogliere anche in cabina elettorale alla prima occasione.


L’apice dello schifo e dell’infamia.


Teniamo per ultimo però l’apice dello schifo e dell’infamia. Come tale non sorprende che arrivi dalla commissione parlamentare sul “femminicidio”. Annunciato su Facebook dalla sua presidente Valeria Valente, ecco che Ro$a No$tra passa all’incasso, dopo un mese di battage senza respiro, costruito in modo che tutto apparisse allarmante, come raccontato stamattina da Fabio Nestola, pur in totale assenza di dati concreti d’emergenza sulla violenza domestica. Era facile immaginare che poi tutto si sarebbe concluso lì, nella richiesta di denaro per i gruppi d’interesse, ma vederlo messo così nero su bianco, per di più con quei toni da odio antimaschile (“l’uomo maltrattante” invece de “la persona maltrattante”) riesce ancora a suscitare un’indignazione profondissima e rabbiosa. Eccoli dunque gli operatori del mercato nero nell’industria della violenza virtuale, i mercanti nel tempio in salsa CISMAI, con la loro richiesta di 4 milioni per le case protette e 5 milioni per i centri antiviolenza:

Tutto previsto, tutto annunciato, nessuna sorpresa. Ma soprattutto nessuna rivolta da parte delle persone per bene che sanno quante mancanze sta patendo il sistema sanitario nazionale in termini di apparati, sistemi di profilassi e strutture. Per non parlare delle famiglie in difficoltà, senza soldi per acquistare beni di prima necessità, causa sospensione del lavoro e dunque del reddito, motivo per cui i suicidi, quelli sì, stanno aumentando davvero. Insomma quante cose utili si potrebbero acquistare con quei nove milioni di euro che gli sciacalli miserabili servi di Ro$a No$tra stanno provando a deviare verso le proprie inutili centrali operative? Tante. Invece nessuno fiata contro il fatto che questo tentativo non solo venga compiuto, ma addirittura lo si voglia inserire in un decreto finalizzato a rispondere all’emergenza sanitaria (non a caso è chiamato “Cura Italia”). Abbiamo sempre parlato, riferendoci al predominio di questa mafia, di regime infame. Mai come in questo momento le sue peggiori pulsioni si manifestano chiaramente, non fermandosi davanti a nulla, sfruttando anche questa occasione per i propri sporchi affari, a spese di tutti. E nel colpevole silenzio di tutti.

Aggiornamento: nel momento stesso in cui questo articolo andava in pubblicazione, abbiamo visualizzato questo tweet:

Ecco dunque che il cerchio si chiude. Aperto dalla stessa Bonetti quasi un mese fa, viene chiuso dallo stesso ministro, dopo che nel mezzo c’è stato un battage senza precedenti, cinico e vergognoso perché ha cavalcato un’emergenza sanitaria che ha fatto migliaia di morti (l’80% uomini). E così non si tratta più di spiccioli, 4 o 9 milioni di euro, ma dei TRENTA MILIONI di euro stanziati per i centri antiviolenza e fermi da un po’. Si prenda nota, dunque: l’emergenza covid-19 è stata presa a pretesto per affermare un aumento di violenza domestica non documentata né documentabile, sulla base di cui TRENTA MILIONI di euro andranno nelle tasche dei centri antiviolenza invece che ad aiutare famiglie e imprese in difficoltà o la sanità pubblica. Questo è. Se a voi piace, a noi no, per niente.


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