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Il DDL Pillon e la retorica del “ritorno al Medioevo”

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varie_medioevoTra i vari slogan che gli oppositori del DDL Pillon utilizzano per screditarne il valore e la necessità, uno in particolare colpisce per la sua ripetitività: la riforma sarebbe un “ritorno al Medioevo”. Una frase che evoca immagini oscure, arretrate, con uomini brutali e donne obbligate alla miserabile vita delle casalinghe maltrattate e sforna-figli. E’ una formula molto evocativa, parla alla pancia dell’opinione pubblica e la mobilita fortemente, senza necessità di accendere il cervello. Per chi, critico o meno del DDL Pillon, ritiene indispensabile riformare gli istituti legati alle separazioni e affidi, è fondamentale analizzare a fondo questo slogan, per capire se ha in qualche misura, anche minima, un fondamento.

Ebbene, perché si renderebbe necessaria una riforma? Perché ovunque nel mondo, per lo meno nei paesi più evoluti, la legislazione ha acquisito l’esito di anni e anni di ricerche scientifiche, secondo cui per “prevalente interesse di un minore” si intende una frequentazione il più equilibrata possibile dei due genitori, quando questi si separano. Obiettivo: rendere il meno impattante possibile la disgregazione del legame tra i due genitori, garantire alla prole uno scenario il più simile possibile a quando la coppia era ancora assieme. Si chiama “diritto alla bigenitorialità” ed è davvero difficile, se non tornando appunto al Medioevo, argomentare contro di esso. A fianco a ciò, come forma di equità a sé stante, ma anche come parte integrante del concetto di bigenitorialità, c’è quello del mantenimento diretto: rompendosi il vincolo fiduciario e affettivo della coppia, è corretto che i genitori mantengano la prole ognuno per sé, con ciò rendendosi esempio didattico verso i figli nelle proprie modalità di gestione del denaro, e condividendo soltanto le spese che non è possibile nella pratica gestire autonomamente,

tribunaleSi tratta di principi che l’Italia ha acquisito e adottato. Per lo meno ci ha provato, con tutti i suoi limiti quando si tratta di legiferare in modo corretto, con una legge risalente non alle invasioni barbariche né ai tempi di Dante Alighieri, ma al 2006. E’ di quell’anno la Legge n.54 che in buona misura acquisisce e impone al sistema italiano proprio quei due principi: il diritto del  minore alla bigenitorialità e il mantenimento diretto. Lo fa in modo incompleto, spesso ambiguo: è palesemente il frutto di un compromesso al ribasso tra diverse forze politiche, ma di fatto quei due principi vengono affermati. Fin dalla sua approvazione, però, si trova uno scoglio: quale che ne sia la causa, la magistratura resta ancorata alle modalità pre-2006, continuando a individuare genitori prevalenti, inventandosi figure non previste dalla legge (il “diritto di visita” il genitore “collocatario”, eccetera) e tenendosi quanto più lontana possibile da un mantenimento diretto anche solo accennato. Il tutto classificando sentenze palesemente di affidamento quasi-esclusivo come di affidamento condiviso. Una forma sottile di sovversione e falso in atto pubblico, insomma, che per anni si afferma come fosse tutto normale.

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Ecco dunque come nasce l’esigenza di riprendere in mano la materia: far uscire l’Italia dal Medioevo, nella materia delle separazioni e affidi, rendendo più efficace una legge e dei principi che ci sono già. Questo tenta di fare il DDL 735, non altro. Lo fa in modo incompleto e con un procedimento non del tutto efficace, ma l’obiettivo resta quello: rafforzare i principi di base con precisione, il rispetto del diritto del minore alla bigenitorialità e specificare i contorni attuativi del mantenimento diretto, aiutando la Magistratura ad assumere decisioni eque. L’unica blanda innovazione della proposta Pillon in realtà sta in altro: il rafforzamento della lotta all’alienazione parentale, in embrione presente già nella Legge 54/2006, l’accentuazione dei tentativi di mediazione ove possibile, e la lotta alle false accuse. Ma si tratta di accessori: la legge è imperniata in una e una sola intenzione, ossia attuare principi già presenti nella legge del 2006 e mai correttamente applicati.

separazione-e-figli-piccoli-640x320Dove sta il Medioevo in tutto questo? Non c’è, palesemente. E se c’è, è nella mobilitazione di chi avversa una riforma di separazioni e affidi di fatto auspicando che si continui ad avere una legge non applicata, con tutta la connessa sofferenza inflitta ai minori e la sperequazione delle condizioni che finiscono per gravare in genere su un solo lato, quello del ramo paterno. In altre parole, dirsi contro una riforma (quale che sia) delle separazioni e affidi che attui principi già affermati nell’ordinamento significa voler perpetuare una situazione illegale e anticostituzionale come quella che perdura da ormai tredici anni. Eppure ciò che passa non è questo. Nell’opinione pubblica, complici i media, passa la montagna di falsificazioni e bugie che i sostenitori di una siffatta scorrettezza diffondono con grande disinvoltura. A partire dal presunto “ritorno al Medioevo”, slogan che così tanto attecchisce.

Ma perché attecchisce? Perché questo appeal di una formula così tanto destituita di fondamento? La risposta è semplicissima e va trovata in un errore strategico (chissà, magari pure voluto) della coalizione attualmente al governo del paese: affidare l’esecuzione del punto specifico del Patto di Governo che tratta questi temi a una persona come il Senatore Simone Pillon. Io l’ho conosciuto, ci ho parlato. Ho una lunga esperienza passata di frequentazione con le peggiori carogne della politica e credo di avere fiuto in certe cose. E mi sento di dire che il Senatore Pillon è una persona per bene. Pulita, onesta, in buona fede, leale con se stesso e con ciò in cui crede. Si può essere o meno d’accordo con i suoi valori, ma va riconosciuta alla persona una coerenza rara in un politico, oltre che modi pazienti e garbati, che pure non guastano. Io credo che egli tenga davvero alla necessità di regolare la materia delle separazioni e affidi in modo più chiaro e coerente con la legge già vigente, senza andare minimamente a intaccare diritti già acquisiti, che sono altre partite ben più complesse. E al di là delle imitazioni idiote di Maurizio Crozza, sono certo che non operi spinto da un impulso inquisitorio e retrogrado in salsa misogina alla Torquemada. Nonostante tutto ciò, ha un difetto imperdonabile: è un pro-vita.

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varie_doncamillopeppEssere pro-vita significa essere contro l’aborto, contro le teorie “gender”, riconoscersi in un cattolicesimo attivo e mobilitato per valori coerenti con il proprio credo. Questa sua appartenenza rappresenta l’antitesi più stridente, sul piano ideologico prima ancora che sul piano pratico, con le idee e i principi del radicalismo di sinistra, di cui gran parte del femminismo estremista odierno è una branca. Parlo di quel radicalismo tuttora ancorato a dinamiche alla Don Camillo e Peppone, ma con le modalità conflittuali e l’approccio aggressivo del ’68 e del ’77. Un armamentario ancora non abbastanza consegnato alla storia, visto che buona parte dell’attuale classe dirigente in circolazione arriva da quel periodo oscuro (quello sì davvero medievale), ma comunque archiviato nella spinta ideologica e nei contenuti. Però… c’è un però. Che è la chiave di lettura un po’ di tutto quello che sta accadendo attorno al Senatore Pillon e al suo disegno di legge.

Quella retorica, quel tipo di mobilitazione, quel tipo di slogan suonano ridicoli, è vero, alle orecchie di quei pochi che hanno compreso il tempo presente. Ma rappresentano tuttavia una potenza densa di significati per una moltitudine priva di ogni percezione realistica del mondo circostante. Vi è nella maggioranza delle persone un vuoto cosmico profondissimo, generato dai processi della nuova società liquida e iperconsumistica, che li rende bisognosi di qualunque cosa possa dare una parvenza di senso. Niente più di un qualunque estremismo è capace di intercettare questo bisogno. Che sia il veganismo, l’immigrazionismo, il sovranismo, il femminismo non importa, basta che sia “-ismo” e che quindi porti con sé uno schema di pensiero univoco capace di suggerire una facilissima chiave di lettura del mondo e, in aggiunta e ancora più importante, un senso di appartenenza. Gli individui contemporanei patiscono di una paura persistente di tutto e di un senso di isolamento angoscioso. Potersi sentire parte di qualcosa, argina la paura e colma questo vuoto con efficacia, sebbene in modo fatuo e annichilente. Chiunque si aggreghi a un’ideologia totalizzante, infatti, decide volontariamente di annichilire la propria capacità di pensiero, di critica e di evoluzione.

varie_pillonmun1Le megere e i loro supporter uomini urlanti “l’utero è mio e lo gestisco io”, oppure “tremate tremate le streghe son tornate”, hanno negli occhi, in tutto il loro aspetto il vuoto esistenziale e il tragico bisogno interiore di sentirsi parte di qualcosa che dia un senso. Mobilitandosi su base ideologica, per essi non ha alcun peso che la realtà sia più o meno utile o buona: il procedimento prevede che la si compari con il paradigma ideologico. Se ci entra, bene. Se no, si scatena la furia. Il Senatore Simone Pillon, pur con tutta la buona volontà, non può entrare nel paradigma del femminismo radicale sviluppatosi dalla suppurazione del neo-marxismo. Egli rappresenta, in quanto persona che si riconosce nei valori pro-vita, il nemico, a prescindere, senza se e senza ma, quand’anche presentasse la migliore legge possibile, anche se questa fosse la più avanzata del mondo per i diritti delle donne. Ed è così che il fronte permanentemente mobilitato di fatto non è contro la riforma di separazioni e affidi, lo si capisce dalle argomentazioni parossistiche che esso pronuncia. In realtà è contro Pillon, in una declinazione degradata della nota massima di Schopenhauer: “se non puoi distruggere il ragionamento, distruggi il ragionatore”. Essendo il ragionatore l’antitesi dei loro ideali di plastica, gli oppositori del DDL 735 trovano così un modo per dare ragione alla propria esistenza, anche se questo significa sacrificare l’occasione per fare qualcosa di giusto.

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In una situazione normale, una proposta di legge si può illustrare, spiegare, criticare, migliorare. Quando il problema non è più il ragionamento ma il ragionatore, non c’è alcuna via d’uscita. Se poi coloro che attaccano il ragionatore facendo finta di attaccare il ragionamento sono ispirati solo da motivazioni ideologiche, il fallimento, il disastro, l’occasione perduta sono dietro l’angolo. Ancor più se media e politici cinici fino al disgusto si allineano per interesse a quell’estremismo. Ed è così, dunque, ora, la fine della storia. Una fine tristissima. In questo paese non conta ciò che si propone ma chi la propone, e se tale persona rientra o no nei crismi di un’ideologia che si afferma perché tanta, troppa gente ha condotto la propria vita così male da diventare una nullità bisognosa di contenuti precotti per sentirsi sensata. La vicenda del DDL Pillon lo dimostra in modo palese a chi ha occhi per vedere: chi denuncia il rischio del ritorno al Medioevo è esso stesso il Medioevo sociale, dello spirito, della cittadinanza, che non intende affrancarsi dalla propria assenza di senso né, per chi si mette a capo di questa moltitudine di anime morte, dai propri cinici interessi.


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102 thoughts on “Il DDL Pillon e la retorica del “ritorno al Medioevo”

  1. E comunque caro eric, riconosco che sei stato abile a sviarmi parlando del jobs act e sex dolls portando la discussione altrove (stai imparando come si fa, bravo). Ma non hai risposto al punto: se i bordelli legali tedeschi sono quel paradiso di libertà e sicurezza dei lavoratori (lavoratrici nel caso in esame) che dici tu, come mai oggi così poche donne tedesche vogliono far parte di questo meraviglioso mondo? Non rispondermi parlando dei manovali, stavolta. Ed evita di tirare fuori stereotipi da caserma sulle “donne dell’Est”

    1. Ho risposto: non sono un paradiso, proprio come non lo sono i lavori da manovale né quelli da badante.
      Come mai le badanti e le colf in Italia sono in maggioranza straniere? Perché non è granché come lavoro, le italiane se possono evitano. Ciò non significa che fare la badante o la colf sia un inferno o comporti abusi.

      Per questo in Germania sia i lavori da manovale che il sex work vengono svolti principalmente da stranieri – quelli da manovale di più però, la percentuale di manovali (REGOLARI) stranieri è oltre il 90%, quella di sex workers (REGOLARI) straniere non arriva al 70%.

      Perché mai se un lavoro è meno desiderabile per i locali andrebbe vietato?
      E perché mai tale principio andrebbe applicato esclusivamente al sex work ma non alle badanti o alle colf o ai manovali?

      1. non mi risulta che esista una tratta di ragazze che vengono sistematicamente fatte emigrare dai loro paesi spesso con false promesse e poi costrette a fare le badanti o le colf e picchiate, violentate o minacciate se si ribellano.
        I manovali stranieri spesso lavorano in condizioni di insicurezza che possono causarne la morte ma neanche loro sono oggetto di una tratta
        questo tipo di scenario riguarda solo la prostituzione, non accade in nessun’altro lavoro per quanto schifoso, pericoloso e indesiderabile sia.

        tu pensi che i bordelli legali servano a evitare queste cose, io credo che legalizzino i papponi e lo sfruttamento si sposterà dalle strade ai bordelli. Del resto alla Lega, questo interessa: evitare di vedere le prostitute sulle strade, poi se continuano a essere sfruttate come prima chissenefrega purchè stiano in un bordello lontano dai nostri occhi, sono i leghisti e non certo io, a giudicarle “indecenti”

        1. Ti risulta male, il problema delle ragazze alla pari sfruttate e illuse con false promesse è di recente emerso in Irlanda.
          E la tratta dei manovali è molto superiore a quella del sesso come dimensioni globali, i numeri sono oltre il triplo.
          Ciononostante nella maggior parte dei casi non si tratta di schiavi, proprio come le sex workers in Germania o Nuova Zelanda – notare che il sistema in Nuova Zelanda è migliore di quello tedesco.

          La Lega è quello che è, purtroppo l’avete fatta diventare il meglio che abbiamo perché voi avete abbracciato il bigottismo. Stessa cosa per Pillon: se una persona è per la parità genitoriale e il mantenimento diretto, allora Pillon è il progresso sociale perché tutti gli oppositori la pensano come Adinolfi.

      2. oltretutto eric non ti chiedi nemmeno come mai è necessario costringere con minacce e botte delle donne a prostituirsi perchè evidentemente le sole prostitute libere e volontarie non sono in numero sufficiente a soddisfare l’intera clientela. Cosa che non accade nè per le colf, nè per le badanti nè per i manovali

        1. Ti risulta male, i manovali costretti sono il triplo delle sex workers costrette.
          Ci sono più schiavi che raccolgono pomodori e arance oppure sex workers costrette in Italia?
          Sappiamo tutti che è la prima…ma a nessuno viene in mente di multare chi compra pomodori o arance…come mai? Si può vivere anche mangiando altro, no?

    2. Sul discorso sesso, visto che non posso risponderti giù ti rispondi qui: attrazione un bella minchia. Essere fissati con modelle e attrici significa una cosa sola: che il sesso non è un’attività reale ma immaginata, e quindi già che uno deve limitarsi a immaginare si butta sul meglio del meglio. Se invece uno ha frequenti rapporti con donne normali tende a non fare caso più di tanto a modelle/attrici: è concentrato sulle cose reali, e su ciò a cui ha accesso sul serio. Proprio come, ad esempio, uno in carriera è focalizzato sui benefit e stipendio che ha il manager appena sopra di lui o al massimo due gradini sopra, e della limousine con autista del CEO non gli interessa niente, è al di là del suo orizzonte mentale. Il discorso si applica in qualsiasi campo, ad esempio se uno parla in continuazione di Koenigsegg e Ferrari probabilmente è un perdigiorno, se invece uno parla principalmente di quanto va forte una ben tenuta Porsche 944 o Honda S2000 probabilmente è uno che corre sul serio.

      1. Scusate, so di essere noioso, ma questo vostro tenero tubare ormai lo leggete solo voi due. L’articolo è di settimana scorsa e difficilmente qualcuno legge i vostri botta-e-risposta. Lo dico contro il mio interesse: più ci sono commenti, più il blog aumenta nel rating. Ma davvero, mi pare energia sprecata perché le vostre contrapposizioni, quando non la prendete sul personale, sono interessanti. Bisognerebbe organizzare un dibattito solo con voi due e mandarlo in streaming.

        1. E’ proprio perché non disturba più i lettori che non ho problemi, tanto danno non fa.
          Se ci fai caso Ned continua a girare in circolo e tornare al punto di partenza, è una tattica tipica: non dimostri un bel niente ma vai avanti sinché l’altra parte si stanca oppure ci sono troppe botta e risposta e tutto viene fermato.

          Vedi svia?

          “Sono per le multe come la Manfuso”
          “Adinolfi e Manfuso sono entrambi per le multe ma la Manfuso è una gnocca”
          “Non tutte le femministe sono per le multe, certe sono a favore” (non c’entra niente, visto che lui è per le multe, perché citare quelle poche che la pensano come ME???)

          “Non sono un paradiso, debbono essere un inferno perché ci lavorano soprattutto straniere”
          “I manovali, colf e badanti tutti stranieri non c’entrano”

          Se non fosse stato infamato e bannato più volte nei siti femministi penserei che è un troll professionista.

          1. Si si, ho ben chiara la sua strategia. Per questo dico che è un ottimo sparring. Come la settimana enigmistica, tiene il cervello in allenamento. ????

  2. Ned:
    “se fosse per me ci sarebbero i bagni unisex come nello studio legale di Ally McBeal ma mi rendo conto che è utopico oggi”

    TRADUZIONE:
    “Sono contrario ai bagni unisex, ma non è colpa mia”

    Che poi è la stessa scusa usata contro il DDL 735: “non sono contro tempi paritari e mantenimento diretto, è che non è ancora il momento”

    Come volevasi dimostrare…

    Invece sui bordelli, no, il “non è ancora il momento” non lo mette per pudore: lo sa che nessuno ci crederebbe, suona troppo irrealistico che, anche in un futuro remoto, donne e uomini possano avere lo stesso livello di desiderio sessuale.

    E siamo a tre punti in comune con Mario Adinolfi…
    Anzi no, sono quattro: c’è anche la GPA…

    1. E insiste con Adinolfi, guarda che qua l’unico che ha una fissazione per lui sei tu (sei attratto dagli uomini grassi?), a me non frega niente di quel che pensa l’obeso cattolico, non calibro le mie opnioni in base alle sue, e non sono contrario ai bagni unisex

      1. Mi limito a mettere in evidenza i molti punti in comune tra la tua idea di società, e quella delle femministe della differenza, e l’idea di società di Mario Adinolfi – ricapitolando:

        No al DDL 735 – i figli debbono stare con le madri e non ci deve essere il mantenimento diretto.

        No alla riapertura dei bordelli, si alla criminalizzazione di chi acquista servizi sessuali – l’unica differenza è che Adinolfi è più moderato delle femministe: lui vuole solo multarli non carcerarli, mi pare sia 500 euro alla prima e 1.500 euro la seconda volta che li beccano.

        No alla GPA, deve essere un crimine, anche se fatta all’estero.

        No ai bagni unisex – su questo sei molto moderato, dici che saresti d’accordo ma non è il momento – ovverosia voteresti contro se ci fosse un ipotetico referendum sul tema.

        Scommetto che se scaviamo esce pure una quinta cosa in comune, e magari anche una sesta: chi ha il vizio di controllare la sessualità altrui ha necessariamente un sacco di cose in comune.

        Sui bordelli con sex dolls avanzate (che chiamano impropriamente sex robots) come la pensi, Ned? A me stanno benissimo, non vado né con le sex workers né possiedo sex dolls (l’idea di utilizzarne una “pubblica” manco la considero) però farebbero diminuire il potere femminile anche queste – ecco perché le femministe si oppongono anche se non c’è nessuna donna sfruttata. Le vere risate però ce le faremo con la diffusione dei sex toys motorizzati e sincronizzati col VR, li hanno già lanciati, le arrampicate sugli specchi diventeranno veramente rocambolesche (dovranno trovare una scusa per dire che i sex toys maschili sono da bandire e quelli femminili no).

        Non sono attratto dalle forme maschili, solo da quelle femminili, però ho un debole per le trans che tendo a preferire alle donne comuni, è più una questione tecnica che altro, di solito ci puoi fare molte più robe a letto, quasi sempre hanno un desiderio sessuale maggiore, spesso sono più divertenti (è come uscire con un mix tra un uomo e una ragazzina iperfemminile stereotipata), inoltre sono “rassegnate” a non avere relazioni seriose o troppo lunghe il che non fa mai male, non restano incinte, pur essendo a volte iperfemminili non hanno sbalzi di desiderio sessuale dovuti al ciclo (prendono ormoni in dose regolare, non c’è tutto il casino del ciclo), sono alte (anche le donne normali le preferisco alte, mai avuto niente a che fare con donne sotto 1,60, di solito le preferisco 1,70 o più), eccetera

        1. prendo atto che Marione Adinolfi è la tua ossessione, forse te lo sogni la notte, secondo me sei innamorato

          Trovo che la GPA sia eticamente problematica ma non ho una opinione precisa se debba essere un crimine o no (non tutto ciò che è eticamente discutibile deve essere per forza reato, non siamo in Iran). di fatto è impossibile e anche ingiusto incriminare qualcuno per essere andato all’estero a fare qualcosa che all’estero è legale

          sono contrario alla riapertura dei bordelli perchè servirebbe solo a nascondere e ad ammantare di legalità lo sfruttamento e la riduzione in schiavitù che oggi avviene nelle strade rendendo più difficile la persecuzione di questi reati, i papponi e le pappone diventerebbero imprenditori e sarebbe più difficile arrestarli. Per quanto riguarda i clienti, non voglio mandare in galera nessuno, ma coloro che vanno con le prostitute di strada (che sono sfruttate e costrette per la maggior parte) per me sono di fatto complici dello sfruttamento e andrebbero come minimo multati, sono favorevole alle multe contro chi va con le prostitute di strada. Multe salatissime. (è la stessa opinione di Sara Manfuso che non è una cattolica integrista e esteticamente è molto meglio di Adinolfi il che non è dirimente ma non guasta, lo so eric che a te piace di più Marione ma io ho altri gusti). Ricordo che chi va con una prostituta di strada specie se è immigrata, sa che molto probabimente sta andando con una vittima di sfruttamento o tratta. Sa che molto probabilmente quella donna è una vittima e lui sta contribuendo attivamente al suo inferno

          quanto ai bordelli con le bambole, se uno ci vuole andare ci vada pure, lo trovo squallido quanto andare a prostitute ma almeno non fai male a nessuno e come ho detto lo squallore non è reato e non impongo a nessuno la mia concezione del sesso

          1. Infatti sia in Germania che in Nuova Zelanda la legge dice che se uno ha validi motivi di sospettare che la sex worker sia una vittima di tratta allora andare con lei è un crimine. Però i bordelli sono legali.

            Invece cosa abbiamo qui:

            “Ricordo che chi va con una prostituta di strada specie se è immigrata, sa che molto probabimente sta andando con una vittima di sfruttamento o tratta.”

            Vero, concordo.
            Quindi questa frase significa che:

            “Chi invece va con una prostituta in un bordello legale e controllato, specie se NON è immigrata, sa che quasi sicuramente sta andando con una che NON è vittima di sfruttamento o tratta.”

            Però si gioca sull’equivoco, e lo scopo della modella che ha fatto carriera politica fidanzandosi con D’Attorre è chiaro: sfruttare la sua vagina per ottenere ricchi premi e cotillons. Ecco perché non vuole situazioni in cui per gli uomini sia possibile prenderla senza impegno / a basso costo…

            1. Tu sarai crtamente meglio informato di me sulla faccenda ma io ho letto che nei bordelli tedeschi le prostitute tedesche sono una minoranza, la maggioranza viene dall’Est Europa o da altre nazioni non ricche. Ora se nei bordelli legali va tutto bene, se le prostitute che operano in Germania sono tutte libere e contente e entusiaste, come mai pochissime tedesche scelgono liberamente di prostituirsi in questi bordelli controllati e stupendi? Forse perchè quando una persona è davvero libera di scegliere e non è oppressa dalla miseria di solito non sceglie di fare sesso a pagamento con gente da cui non è attratta

              1. Lo stesso ragionamento però si applica tutte le mansioni meno qualificate: infatti in Germania la percentuale di lavoratori (regolari) stranieri in mansioni meno qualificate è molto più alta che in quelle qualificate. Un esempio classico sono i manovali: quelli tedeschi sono rarissimi, sono quasi tutti stranieri, la percentuale di stranieri tra i manovali è molto più alta che la percentuale di straniere tra le sex workers. E parlo di lavoratori REGOLARI.
                Come mai tale differenza interessa solo se si tratta di sex work?
                Come mai si utilizza un’analisi “di sinistra” e addirittura anti-capitalista unicamente quando si parla di sex work?

                Perché le femministe la usano per sfruttare a loro favore gli istinti “di sinistra” dei maschietti zerbini di sinistra, ma gli altarini si scoprono quando fai loro notare che “ooops, non ci avevo pensato” quando si tratta di altri lavoratori…anzi “ero ben contento che quasi tutti i muratori fossero stranieri!” ????

                Insomma, le femministe non sono di sinistra: applicano l’argomento di sinistra e addirittura anti-capitalista solo quando c’è da proteggere il valore della vagina!
                Prova provata: guarda cosa dice la tua eroina Manfuso e TUTTE (nessuna esclusa) le altre femministe “de sinistra” del PD riguardo il Jobs Act e varie altre problematiche sistemiche che riguardano i lavoratori!
                Oplà, magia! Improvvisamente diventano pro-imprenditori o al massimo centriste! E’ un miracolo, un miracolo! ????

                Non è un miracolo, Ned? Nati-capitaliste sul sex work, proprio di sinistra, quasi trotzkiste, ma al massimo centriste e più che altro pro-imprenditori / pro-Jobs Act per tutto il resto! Neanche San Gennaro fa questi miracoli! ????

                Seriamente: non lo vedi che lo fanno solo per difendere i propri interessi e ti stanno fregando?

              2. E comunque Ned, aggiungo solo una cosa: tu non devi credere a ciò che dico, ciò che dovresti fare è solo darmi il beneficio del dubbio. Tieni queste miei considerazioni in cassettino mentale e aspetta.
                Poi guarda che succederà quando si diffonderanno i bordelli con sex dolls: lì non ci sono donne sfruttate, solo bambole.
                Allora non ci saranno più scuse valide.
                Allora vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio, capirai che a queste non fregava niente di tutelare le sex workers, ma solo di difendere un certo potere della vagina, e lo capirai perché le vedrai opporsi con altrettanta veemenza anche alle bambole…

                1. veramente già lo so che alcune femministe (come Marina Terragni, ad esempio) si oppongono anche alle sex dolls, io ho già detto come la penso, al riguardo.

                  Comunque non ci sono solo “le femministe del Pd”, ci sono anche femministe di sinistra radicale che si oppongono tanto ai bordelli e alla gpa quanto al jobs act e al neoliberismo, loro almeno sono in buonafede? E per dirti quanto è strana la vita ci sono anche femministe di sinistra radicale contrarie al jobs act e al neoliberismo ma favorevoli al sex work e alla legalizzazione della GPa (vedi la famosa “Eretica” ma anche la da voi odiata Michela Murgia si è dichiarata a favore della regolarizzazione della gestazione per altri),. Contrariamente a quanto credete, il femminismo non è un movimento unico ma sono almeno 3-4 movimenti che su alcune cose la pensano in maniera radicalmente opposta (tu mi dirai: “ma sono tutte contro il ddl Pilon”, questo è vero ma ciò non toglie che su gpa e sex work e pornografia e altri temi c’è una spaccatura)

                2. aggiungo anche che Manfuso non è la mia eroina, ho solo detto che la preferisco ad Adinolfi sia politicamente che esteticamente

                  1. Si, ho notato la tua fissazione per le modelle e attrici, che metti in mezzo anche quando si parla di altro.
                    E’ indice di poca serietà oltreché di forte sessismo.
                    Oltreché indice che scopi poco, l’uomo a cui tira seriamente non ha tali fissazioni, basta siano decenti (almeno un 6,5, non 3 – altrimenti hai un diverso problema) e ci va.

                    1. “E’ indice di poca serietà oltreché di forte sessismo.
                      Oltreché indice che scopi poco”

                      fortemente sessista perchè sono attratto fisicamente dalle belle donne? Non credo proprio, lo sarei se negassi alle donne il diritto di scegliersi il partner anche su base estetica ma non lo neo affatto.

                      su tutto il resto però ci hai azzeccato, ma l’andamento della mia vita sessuale non dovrebbe essere dirimente: non sarai mica un misandrico che per insultare un uomo gli dice che non scopa abbastanza? Solo le femministe cattive valutano gli uomini in base al loro successo sessuale con le donne. Ericlauder, non vorrai farlo anche tu, vero?

  3. Interessante…:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/11/per-la-francia-la-prostituzione-non-e-un-lavoro-quando-lo-capira-anche-litalia/4955546/

    Paolo-A?Sostenitore
    ? un giorno fa
    Pessima questa tendenza a fare di ogni erba un fascio e anche quella a intervenire pesantemente con regolamentazioni legislative sulla sfera personale imponendo un’etica tutt’altro che condivisa.

    C’è un abisso tra lo sfruttamento della prostituzione coatta, con sostanziale riduzione in schiavitu e il libero esercizio della prostituzione indipendente oppure svolta con eque condizioni contrattuali (ad esempio in un locale adibito a “sex work” in cui i gestori trattengano solo una ragionevole frazione del compenso).
    C’è un abisso etico e un abisso pratico riguardante le conseguenze tra i due casi.

    Nel primo caso la sanzione per gli sfruttatori-schiavizzatori dovrebbe essere l’ergastolo senza possibilità di ottenere mai sconti di pena per qualunque motivo (data l’estrema pericolosità sociale di soggetti dediti a simili attività), mentre la prostituzione non coatta dovrebbe restare libera, affidato alla libera scelta di ognuno, senza sanzioni per nessuno. E dovrebbe essere riconoscita come lavoro, dato che di fatto lo è.

    Il proibizionismo per pratiche come la prostituzione o l’assunzione di droghe mostra solo l’incapacità di affrontare il problema e l’intolleranza, la presunzione e l’arroganza di voler imporre una visione etica da molti non condivisa. E non fa che peggiorare la situazione.

    Eric Lauder ? Paolo-A
    ? un giorno fa
    Lei si conferma come sempre persona di grande buonsenso e di ampie vedute, è sempre un piacere leggere i suoi interventi.

    1. “Il proibizionismo per pratiche come la prostituzione o l’assunzione di droghe mostra solo l’incapacità di affrontare il problema e l’intolleranza, la presunzione e l’arroganza di voler imporre una visione etica da molti non condivisa. E non fa che peggiorare la situazione”

      lo Stato è interessato alla legalizzazione della prostituzione e della tossicodipendenza per poter tassare anche queste attività e aumentare i suoi introiti.
      Sfortunatamente prostituzione e tossicodipendenza non sono altro che la manifestazione di un profondo disagio sociale; la loro legalizzazione non è la soluzione di quel disagio che origina dai rapporti marciscenti tra le persone.
      Si possono cambiare le regole del gioco, ma bisogna capire che questo è un gioco nel quale l’unica mossa realmente vincente è non giocare.

      1. Guarda che si tratta di due cose molto diverse: in un caso vendono droghe, nell’altro fanno sesso a pagamento.
        Hai presente gli alcoolici e le sigarette? C’è libera vendita per tutti i maggiorenni.
        Mi spieghi perché mai una persona dovrebbe essere autorizzata a comprare e consumare tutti gli alcoolici e le sigarette che vuole ma non della marijuana, perché dovrebbe essere autorizzata ad acquistare un massaggio alla schiena ma non una fellatio?
        Faccio l’esempio della fellatio perché è proprio un servizio, l’idea di pagare per fare sesso di tipo più “reciproco” non riesco neanche a concepirla.

        1. rispondo per l’ultima volta , poi ti lascio alle tue elucubrazioni sulla prostituzione e sul corpo delle donne, come al solito i radical chic e quelli politicamente corretti parlano sulla pelle di tanti poveri disgraziati e disgraziate, questo e’ quello che succede a Napoli, con l’avvallo dei centri antiviolenza vedere il filmato della ragazzina con la faccia tumefatta) e delle minorenni africane , quelle piu’ riottose, che sono state rapite in africa , che vengono gia’ ingabbiate in case chiuse (ma guarda ?) controllate dalla mafia nigeriana (perché’ altrimenti scapperebbero) e che tengono stretta la bibbia e i loro peluche. Mi auguro e auguro all’umanita’ che lo tsunami che sta’ montando vi spazzi via per sempre , di voi e della vostra falsita’ e della vostra ipocrisia non rimanga nulla.
          Continuate a divertirvi nei vostri salotti high level e nelle vostre chat , sulla pelle di tante donne sfruttate e umiliate, tanto la cosa importante e’ che l’assessore al welfare del comune di Napoli si impegni a negare l’autorizzazione ai banchetti per la raccolta firme pro ddl 735.

          https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_agosto_14/napoli-minori-schiave-sesso-ecco-strade-vergogna-537b7f58-9f93-11e8-b2ca-5158fc8ef2ca.shtml?refresh_ce-cp
          https://www.bing.com/videos/search?q=bambine+africane+costrette+a+prostituirsi+napoli&&view=detail&mid=3E588CB543EA85EEE0533E588CB543EA85EEE053&&FORM=VRDGAR
          https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/01/03/le-connection-house-di-hellen-e-le-altre-tutte-bibbia-e-peluche/4871478/

          1. Suppongo che questa risposta fosse per XYZ o per Ned e non per me.
            Con il sistema che hanno in Nuova Zelanda queste cose non accadono, ma pare che questo sia secondario tanto per XYZ che per Ned: entrambi sembrano avere paura, per motivi differenti, che un sistema che legalizzi il sex work dando diritti e protezione alle lavoratrici possa alterare la nostra società.
            E’ la posizione che io chiamo “la nostra società tanto meravigliosa e perfetta quanto fragile, che dobbiamo proteggere da ogni possibile cambiamento”. In realtà meravigliosa e perfetta non è: non solo accadono questi abusi, ma secondo XYZ è iniqua verso gli uomini, secondo Ned è iniqua verso le donne, quindi non si capisce bene dove stia tutta questa perfezione da proteggere contro possibili cambiamenti…

            1. @EricLauder
              Quello che Domenico intende dire è che la criminalità sfrutterà sempre la prostituzione minorile, anche in un regime di legalizzazione del sex working.
              Questo perchè la prostituzione minorile continuerà a rimanere illegale, ma, in una società dalla “mentalità sessualmente aperta” continuerà ad essere richiestissima.
              Per tutta una serie di ragioni (il problema sollevato da Domenico è uno tra i tanti), la questione della prostituzione và affrontata a livello preventivo, stabilizzando i rapporti tra i sessi.
              Perchè le nostre donne sono così poco femminili nei nostri confronti?
              Perchè questa società è diventata così marcia dal punto di vista morale?
              Frequentare prostitute non è un fatto “divertente” o “naturale” … si tratta di un ambiente estremamente deprimente, siamo proprio al grado zero della sessualità.
              Una scopata fatta col cronometro in mano, pucciando il biscotto in un buco dove ce l’hanno messo in centinaia prima di te.
              Che senso ha tutto questo?
              Ha un senso la legalizzazione del sex working solo se parti da una situazione sociale dove è già ridotto ai minimi termini, ma in una condizione come la nostra togliendo tutti i freni residui lo fai scoppiare e questa legalizzazione rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang : infatti come hai detto tu, EricLauder, se si sdogana la professione sempre più adolescenti prenderanno questa strada di facili guadagni, abbandonandone altre più difficili.

              1. “la prostituzione minorile continuerà a rimanere illegale, ma, in una società dalla “mentalità sessualmente aperta” continuerà ad essere richiestissima.”

                Come mai in ambienti dalla “mentalità sessualmente chiusa” avvengono spesso abusi pedofili?
                E parlo ovviamente della chiesa…

                Non è per accusare la chiesa, è un esempio per dire che secondo me l’avere la mentalità sessualmente aperta o meno non ha nulla a che fare con gli abusi di minori.

                Io per “ragazze” intendo 20-25 enni, mica “adolescenti”: sono quelle che hanno finito di studiare e si accorgono di quanto poco pagano e sono faticosi gli altri lavori che considerano la professione in Nuova Zelanda.
                Quelle di 14, 15, 16 anni vanno ancora a scuola non c’entrano niente.

              2. Non credo affatto che le donne siano diventate meno femminili negli ultimi 30-40 anni, credo invece che siano diventate più femminili.
                E’ proprio questo il problema: le donne di una volta si assumevano responsabilità, erano disposte a fare sacrifici, avevano un certo senso dell’onore. Non sono cose tipicamente “femminili”, infatti sono caratteristiche più “maschili”.
                C’è chi dice che il femminismo non abbia affatto “rovinato” le donne ma ne abbia al contrario liberato la natura più primitiva, cioè “più genuinamente femminile, senza filtri”, credo che come interpretazione sia più vicina alla verità rispetto a quella che dai tu.

          2. domenico, mi era parso di capire che fosse favorevole alla riapertura dei bordelli voluta da Salvini, una cosa che non risolverà affatto il problema delle bambine africane schiavizzate ma semmai lo aggraverà o lo lascerà intatto, esattamente come il famoso “decreto sicurezza” non porterà più sicurezza.
            Se invece domenico vuol dire che le bambine africane che si prostituiscono sono colpa dei centri antiviolenza e della sinistra allora dice grandi sciocchezze a cui non mi degno di rispondere

            1. @ericlauder & @ned
              avete le idee molto confuse, tutto qua’.
              Per quanto riguarda la vostra societa’ progressista : e’ in via d’estinzione sia dal punto di vista fisico che culturale.
              Il vostro futuro non e’ nelle mani dei vostri figli, ma di altri estranei che attualmente non conoscete neanche.
              Quindi di cosa stiamo discutendo?

              1. Guarda che Ned è contrario alla riapertura dei bordelli e pensa che aggraverebbe la tratta dei minori.
                Come te, come le femministe della differenza, come Mario Adinolfi.

                Ti sfugge una cosa: prima del 1958 i bordelli c’erano, e c’era il cosiddetto “patriarcato” – quindi le due cose non sono affatto incompatibili.

                  1. “Pensare” è una parola che non ti si addice: tu sei quello che è decisamente contrario al DDL 735 senza saper dire il perché, ricordi?
                    Qui è lo stesso.

                    In entrambi i casi il perché non ha niente a che fare con violenza e abusi: sei contrario a tempi paritari così come al mantenimento diretto così come alla apertura dei bordelli perché ciascuna di queste cose farebbe diminuire il potere femminile. Tutto qui.

                    Dei bambini, della tutela delle sex workers, non te ne importa un fico secco, e su queste cose sei con il buon vecchio patriarcato alla Mario Adinolfi: il patriarcato è femminista nella parte in cui protegge le donne, il femminismo è libertà per le donne e ruoli patriarcali per gli uomini – ovverosia responsabilità e limitazioni per gli uomini ma senza i relativi compensi.

                    E ne avremo ulteriore prova quando anche in Italia arriverà la polemica circa l’accesso delle trans ai bagni femminili: sarai nuovamente dalla parte di Adinolfi…

                    1. guarda che se fosse per me ci sarebbero i bagni unisex come nello studio legale di Ally McBeal ma mi rendo conto che è utopico oggi

    2. Che c’è di così interessante?
      Il sistema che funziona è quello neozelandese: legalizzazione totale, protezione da parte delle forze dell’ordine, pagamento di tasse. E, cosa molto interessante, la possibilità di costituirsi in piccole associazioni: 3-4 ragazze che affittano un appartamento dove lavorano, in pratica formano una vera e propria srl che lavora e paga le tasse.
      Sai qual’è la cosa che fa incavolare di più i benpensanti in Nuova Zelanda? Che il sistema funziona così bene che sta cadendo il tabù e tante ragazze considerano il mestiere.
      Ovviamente, la parte “protezione da parte delle forze dell’ordine” implica che non si possano sfruttare le lavoratrici: pagheranno chi gli affitta l’appartamento, pagheranno chi gli tiene la contabilità, pagheranno chi gli fa pubblicità, potrebbero dare una percentuale a chi porta clienti, ma non hanno bisogno di “protettori” perché è un’attività commerciale – un sexy shop o un centro massaggi (le due attività più simili oggi pienamente legali) mica hanno bisogno di “protettori”.

      1. “Sai qual’è la cosa che fa incavolare di più i benpensanti in Nuova Zelanda? Che il sistema funziona così bene che sta cadendo il tabù e tante ragazze considerano il mestiere”

        Appunto

        1. C’è un altro risvolto interessante: i prezzi sono andati giù, non moltissimo ma un po’ – quando era illegale pare che la media viaggiasse sull’equivalente di 60 euro, ma con grosse variazioni, adesso pur pagandoci le tasse sta sui 35-40 euro, con minori variazioni.
          Si capisce bene che è una grossa minaccia per le gold diggers: un uomo mediamente benestante può farsi 10 trombate al mese con appena 400 euro – se uno è un povero cristo che ne guadagna 800 probabilmente se ne può permettere solo una massimo due al mese, ma se uno va sui 2.000 euro mensili o più e non ha spese tipo affitto…considera che con una in casa dopo il primo periodo di passione iniziale si viaggia sulle due-tre volte la settimana, ovverosia giusto 10 volte al mese.

            1. E’ quello il punto dirimente per le femministe: per loro il sesso è un rapporto di potere, la disponibilità di sesso facile a buon mercato fa diminuire il potere delle donne.
              Guarda che è una cosa di cui beneficiano tutti gli uomini, anche chi non va con le sex workers, anzi forse ne beneficia ancora di più chi non va con le sex workers perché rende l’atto sessuale gratuito meno “prezioso”.
              Avrebbe risvolti anche sulle leggi, esempio: DDL Cirinnà, parte 2 – alimenti alle ex conviventi.
              L’idea di base è che anche se c’è il rischio di dover pagare, gli uomini in genere non riescano a vivere senza avere una donna in casa, e per alcuni si intende “nel letto”. Quindi anche se fai delle leggi per spolparli un po’ quelli seguitano a convivere. Le femministe sono meno sceme di quello che sembra: sanno che ci sono parecchi uomini che sono abbastanza affamati da rischiare, pagare e rischiare di pagare.
              Che succede se diminuisci il livello generale di fame mettendo sul mercato cibo, anche di dubbia qualità, a basso prezzo?
              Che leggi simili diventano impensabili.

              1. sai, ericlauder quando sono tentato dal cinismo mi basta ricordare a me stesso che rischio di diventare uno che scrive le stesse cose che scrivi tu e mi passa

                1. “DDL Cirinnà, parte 2 – alimenti alle ex conviventi.
                  L’idea di base è che anche se c’è il rischio di dover pagare, gli uomini in genere non riescano a vivere senza avere una donna in casa, e per alcuni si intende “nel letto”. Quindi anche se fai delle leggi per spolparli un po’ quelli seguitano a convivere. Le femministe sono meno sceme di quello che sembra: sanno che ci sono parecchi uomini che sono abbastanza affamati da rischiare, pagare e rischiare di pagare.”

                  Aggiungiamoci che lo scemo del villaggio si da’ patente di “romantico, non cinico” per non vedere la suddetta macroscopica evidenza.
                  Anzi, più che evidenza pistola fumante: i diritti scattano da subito, anche in assenza di figli o progetto di vita, basta risiedere insieme.
                  E la Cirinnà nella proposta originale li voleva anche per:
                  * Donne che lavorano full time, basta che guadagnino un po’ meno dell’ex convivente e beccano gli alimenti come ex convivente.
                  * Donne che già percepiscono assegno divorzile, gli alimenti all’ex convivente non avrebbero dovuto avere alcun impatto sul percepimento dell’assegno divorzile (traduzione. POLIANDRIA ECONOMICA).

                2. A proposito di etica: quante donne hanno protestato contro la parte 2 del DDL Cirinnà, visto che in pratica le tratta come prostitute che hanno diritto a una buonuscita per i servizi resi durante la convivenza?
                  Eh, già, servizi resi: perché scatta anche se lei ha vissuto in casa di lui (senza dover pagare affitto) e se le faccende domestiche le dividevano 50:50 e pure se le faceva principalmente lui…quindi, di quali altri servizi si tratterà mai? 😉
                  Deve essere una roba preziosa: più dell’affitto risparmiato / dell’usufrutto gratuito della casa!

  4. La mia impressione è che la sinistra sia alla disperata ricerca di qualche tema su cui compattarsi. Dopo il tracollo elettorale del PD il fenomeno si è acuito. Sì va dal femminismo esagerato, a posizioni pro i migranti, a tutto il discorso dei diritti LGBT ecc.
    La sinistra sta cercando gente che la voti e così corteggia diverse minoranze sperando di sfruttarle politicamente.
    Così facendo si scava la fossa da sola, perlomeno di fronte a persone equilibrate. Almeno io penso che finirà così.
    Comunque condivido l’articolo in toto.
    Pillon è il nemico ideale per questa gente e il suo ddl ne paga le conseguenze.
    Io non sono credente, ma mi piacerebbe ogni tanto che la Chiesa Cattolica scendesse in campo in difesa di gente come Pillon. Invece no. Se ne sta appiattita sulle posizioni della sinistra ….

    1. ma se la sinistra “si sta scavando la fossa da sola” significa che le prossime elezioni le stravincerà Salvini così avrete il ddl Pillon ma pure la riapertura dei bordelli (grande simbolo di parità), le armi libere, la cacciata degli immigrati. Dovreste essere felici che la sinistra si stia scavando la fossa da sola, no?

      1. ma per favore, tenetevi voi che potete e che avete questo pelo sullo stomaco le prostitute bambine per strada, tante che arrivano dall’Africa o rapite nei paesi dell’est e che sono schiave in mano a bande di delinquenti, tenetevi voi i 5 miliardi di Euro all’anno dell’avvocatura per separazioni e divorzi, tenetevi voi i 40 mila minori presi in carico dalle istituzioni specialmente quelli in modalità’ protetta, (in Francia sono 6000) visto che il Majo a Milano ha fatto un accordo con i TdM per poterne ingoiare ancora di più.(e gia’ ne ingoia 6 mila , quanto tutta la Francia) Sono stato più volte in Kenya come volontario nei campi di lavoro della Caritas, tutti quelli che sono stati in Africa e hanno condiviso tempo e fatica con i fratelli di colore, sanno benissimo che quella in corso e’ la nuova tratta degli schiavi, dove si fanno molti più soldi che con il traffico della droga …(Mafia Capitale ndr) , poi cosa centri tutto questo con l’affido condiviso ??? Le femministe cambiano??? da quando? e’ dalle manifestazioni del 77 che argomenti e modo di operare e’ sempre lo stesso, provocare, aggredire, urlare, sottomettere, umiliare…gli ex compagni di tanti anni fa’ sanno benissimo che lo stesso voto delle donne ( quelle succubi e poverette per forza) non va’ alle femministe. Ci sara’ una ragione?

        1. quindi secondo te la riapertura dei bordelli cancellerà le prostitute-schiave? Secondo me permetterà solo ai papponi (e alle pappone) di legalizzarsi facendosi chiamare imprenditori, e lo sfruttamento continuerà ad avvenire al chiuso anzichè sulle strade (in Germania è di fatto così, le ragazze immigrate dall’Est e sfruttate ci sono ancora i bordelli legali non le hanno salvate).
          Non me ne frega nulla nulla di cosa pensa Adinolfi non calibro le mie opinioni in base alle sue. E per me la prostituzione non è una indecenza se avviene tra adulti consenzienti, solo che la maggioranza delle prostitute che stanno sulla strada non sono donne libere, entusiaste e consenzienti, non sono Bocca di rosa e chiuderle nei bordelli serve solo a nascondere lo sfruttamento non a combatterlo. Sono i leghisti che ritengono “indecenti” le prostitute perciò vogliono toglierle dalla nostra vista e chiuderle nei bordelli in quarttieri appositi, non lo capite?

          Comunque Domenico, dato che la sinistra si sta scavando la fossa da sola, e le femministe sono così impopolari che la maggioranza delle donne non le vota , di cosa vi lamentate? Tra pochi mesi il vostro eroe Salvini vincerà le elezioni europee e al massimo fra un annetto farà cadere questo governo, stravincerà le elezioni politiche, e voi avrete il governo che avete sempre sognato che farà le cose che avete sempre sognato.
          Perchè non siete contenti?

          1. Ovviamente no, ma l’esperienza neozelandese ci insegna che ne riduce enormemente il numero: tutti i sondaggi fatti tra le sex workers neozelandesi dicono che si sentono più tutelate e protette, le percentuali di quelle che lo affermano variano tra il 92% e il 97%.
            Ancora più interessante è osservare le loro principali rimostranze: vogliono più diritti dei lavoratori, assicurazione inclusa nel contratto, diritto a buonuscita in caso di licenziamento, maggiori detrazioni per le spese quali l’affitto, pagare minori tasse sui profitti – cioè le richieste tipiche di chi fa un lavoro normale, non di una schiava.

      2. Lo sai che anche Mario Adinolfi è contrario alla legalizzazione dei bordelli, vero?

        Non è che sei Mario Adinolfi sotto mentite spoglie?

        Che ha a che fare l’apertura dei bordelli con la parità (o mancanza di parità) tra i sessi?
        Di’ piuttosto che “è un’indecenza”, è un classico, suona un po’ meglio…

      3. Ma se come credi uomini e donne hanno lo stesso desiderio sessuale perché i bordelli non sarebbero simbolo di parità?

        1. non lo sono perchè non ci può essere parità quando devi adare a letto con uno che ti ripugna, che ti fa schifo ma ti paga, e quasi sempre chi paga è maschio (adesso mi tirerete fuori gli esempi di due o tre donne ricche che hanno i soldi per farsi il viaggetto in Giamaica oppure mi tirerete fuori qualche caso mai provato di donne mature che hanno pagato degli immigrati per fare sesso, bè trovo squallido pure quello. Fermo restando che in Cambogia ci sono ricchi uomini bianchi che violentano delle bambine e questo è peggio di ogni altra cosa possa fare una matura e ricca signora in Giamaica)

          1. Adoro quando anticipi e prevedi le risposte, una specie di autoattacco preventivo di autodifesa con una spruzzata di paragnosta. Potresti scrivere il blog, commentare e darti le risposte. Sei il sogno proibito di Marzullo. Invece ti ho io, crepa d’invidia Gigi! Sei adorabile, davvero.

          2. Sapessi quanto si divertono gli spurgatori che si calano nei pozzi neri e nelle fogne, per quanto pare siano pagati benino, ma sempre meno delle prostitute professioniste, e libere, che guadagnano in un giorno quanto un operaio medio.

            Ho già osservato quanto tu sia profondamente immorale, vorresti sempre scegliere tu per gli altri cosa è “libera scelta” e cosa non lo è, cosa è giusto e bene e cosa non lo è, come fa Adinolfi, o più precisamente come fa Ned Flanders, da cui evidentemente derivi il tuo nick, tipico atteggiamento da moralista oscurantista con la coscienza sporca.

            Eppure non mancano le sex workers che manifestano chiedendo di potere esercitare liberamente la professione senza essere giudicate da quelli come te, e anche di pagare giustamente le tasse. Sono donne anche loro e non le rispetti, eppure hanno un cervello, una volontà, che vorresti sottomettere ai tuoi giudizi patriarco-maschilisti, il maschio troglodita che sceglie cosa è bene per le donne, come d’altronde fai anche con il problema molto sentito nel mondo della depilazione, che in verità a te non piace per motivi estetici e ti rifugi per auto-assolverti nelle solite supercazzole.

            Non mancano neanche “correnti” del femminismo che appoggiano le sex workers, che quando non ti conviene guarda caso non citi, sempre a corrente alternata sei, sempre per quello che ti conviene a te per le tue argomentazioni farlocche.

            Tipico esempio di giovane donna italiana sfruttata a Berlino, dove la prostituzione è legale, si legge proprio la sofferenza e lo schifo sul suo volto, ma tutto sommato lavora un’ora a settimana e non sembra passarsela male. Sei capace di farmi un esempio di lavoro tipicamente maschile che rende tanto con così poco?

            https://www.youtube.com/watch?v=HgPMyVX-YoA

            L’unica cosa vera che dici è che dalle prostitute vanno solitamente gli uomini e dai prostituti le donne mature (si conoscono le conseguenze ormonali della menopausa). Una osservazione che dovrebbe farti riflettere sulla tua credenza circa la parità di desiderio sessuale tra maschi e femmine, ma non chiedo tanto a un piccolo cervello come il tuo.

            1. le donne italiane e gli uomini italiani maggiorenni che vogliono prostituirsi possono farlo già adesso nel proprio appartamento (ma possono anche esercitare in un appartamento in affitto, il padrone di casa non rischia nessuna accusa, neanche se conosce l’attività dell’inquilino/a, basta che si limiti a incassare l’affitto regolare senza chiedere di più) come sai la prestazione sessuale in cambio di denaro non è punita da alcuna legge italiana se avviene tra adulti consenzienti. In Italia la prostituzione è già legale. E’ illegale lo sfruttamento e il favoreggiamento e sono proprio questi due reati che sarebbero di fatto aboliti con la riapertura dei bordelli e la prevedbile “conversione” di papponi e pappone in imprenditori.

              so benissimo che c’è una corrente del femminismo a favore del sex work e che considera la prostiuzione un lavoro come un altro (non lo è, secondo me ma ognuo ha la propria concezione del sesso, io non riesco a concepire il sesso come un’attività lavorativa, per me il sesso o è piacere condiviso o non è, ma è un problema mio non impongo nulla a nessuno)

              sulla depilazione ho già risposto

              1. Ma legale de che?
                Stai dicendo che sei a favore del lavoro nero senza tutele?
                E fa pure il moralista…
                E’ ridondante pure prenderti per il cuculo.

                1. io sono contro chi vuile permettere ai papponi e alle pappone di qualunque nazionalità di legalizzarsi diventando “imprenditori”

                    1. lo possono fare già oggi e senza neanche l’onere di pagare le tasse (non capisco quelli/e che chiedono di poterle pagare, masochismo?). Le prestazioni sessuali dietro pagamento non sono reato se avvengono tra adulti consenzienti. Ti vuoi prostituire? Se hai un appartamento disponibile puoi farlo tranquillamente (e puoi anche andare in affitto) Metti il tuo annuncio su internet, e diventi imprenditore di te stesso.

                    2. La differenza sta nel pagare le tasse certo, visto che chi lavora in nero non può dirsi imprenditore. Ma sta anche nei controlli sanitari. O no?

                    3. ecco in effetti sui controlli sanitari hai ragione, però andrebbero imposti non solo alle prostitute/i ma anche a clienti (pure il cliente potrebbe essere malato), e se il cliente maschio non vuole fare il controllo sanitario lo si obbliga al preservativo altrimenti niente prestazione

            2. sono donne mature (e benestanti) ad andare prevalentemente con i gigolò perchè di solito una donna giovane e mediamente belloccia non ha bisogno di pagare un “sex worker” per soddisfare il suo desiderio sessuale come non ne ha bisogno un giovane maschio belloccio (salvo eccezioni)

              1. chi pensa che riaprire i bordelli sia giusto, si legga questo: https://www.ibs.it/cara-senatrice-merlin-lettere-dalle-libro-vari/e/9788865791882?lgw_code=1122-B9788865791882&gclid=Cj0KCQiAnY_jBRDdARIsAIEqpJ0ik3fj81-jWFEQxC-hRBtNqjBrLnYSIiz22PfyldfNFVHHY3eUYSEaAtZ_EALw_wcB

                Vi incuriosirà sapere che la socialista Lina Merlin era contraria al divorzio (in dissenso colsuo partito), a volte anche persone intelligenti possono sbagliare

          3. Anche chi lava i gabinetti sono in grande maggioranza donne, lo hai mai notato?
            E quando lavano i gabinetti maschili sono quasi tutte donne che servono escluisvamente gli uomini.
            Sai cosa hanno in comune lavare i gabinetti e il sex work legalizzato?
            Tre cose:
            Sono fatte in grande maggioranza da donne.
            Sono cose schifose (SEMPRE lavare i gabinetti, non sempre il sex work: alcuni clienti sono di aspetto piacevole, molti sono uomini nella media e di aspetto decente).
            Sono VOLONTARIE.

          4. Le donne mature che pagano immigrati ventenni per fare sesso mi stanno benissimo, non ci vedo proprio nulla di male.

            Caro sosia di Mario Adinolfi, perché non ammetti che sei semplicemente un bacchettone moralista?

            1. dal punto di vista legale non c’è nulla di male essendo tutti e tutte consenzienti e maggiori di 18 anni. Ho usato la parola squallido (che non ha nulla a che fare con la legge) perchè per la mia concezione del sesso è in effetti squallido avere un contatto sessuale (di qualsiasi tipo) con una persona che non ti attrae, che non ti attizza, che non accende i tuoi sensi, dover avere questo contatto così intimo solo perchè hai bisogno di soldi è avvilente per me, molto più avvilente che pulire cessi a pagamento (cosa che ho fatto un anno fa senza alcun problema quando ho lavorato a tempo determinato come bidello nelle scuole del mio comune, erano delle brevi supplenze).

              poi c’è anche il fatto che approfittarsi di una persona che ha bisogno di soldi per ottenere appagamento sessuale (che lo faccia un uomo o una dona) non è etico, ma anche qui non impongo la mia etica e la mia concezione del sesso a nessuno. Ed essere squallidi e privi di etica non è reato.
              Ultima cosa: e inutile che continui a sbattermi in faccia il cattolico obeso perchè come ti ho detto io non calibro la mia concezione del sesso in base a cosa dice il suddetto cattolico obeso del quale non mi importa nulla

              1. In linea di massima avere rapporti sessuali con le donne può sempre essere percepito come cosa squallida, visto che quasi sempre è l’uomo deve darsi da fare per conquistarle mentre loro tendono a fare le preziose. Poi eccezioni ne trovi a iosa, ma come affermazione generale ci sta.
                Solo gli uomini che mancano di sensibilità possono essere nettamente contrari alla suddetta affermazione.

                Quindi?

                1. avere un rapporto sessuale con una donna non è MAI squallido se tu desideri questa donna e lei ti desidera, se questa donna accende i tuoi sensi come tu accendi i suoi. E ciò non ha niente a che fare con chi conquista e chi è conquistato/a, che poi io preferisco paelare di seduzione, e ci sono seduttori come seduttrici, ed è sempre un gioco a due, se di conquista si deve parlare ci si conquista a vicenda.

                  Solo gli uomini cinici e mancanti di vera sensibilità possono essere nettamente contrari alla suddetta affermazione

                  Quindi?

                  1. Il fatto che una parte sia quasi sempre quella dalla parte della domanda che deve darsi da fare, e l’altra tenda quasi sempre a fare la preziosa è squallido.

                    E il significato di “squallido” è:
                    Privo di vivacità, di espressività: prosa s.; triste, monotono.

                    “Triste, monotono”…

    2. Il femminismo ha infettato tutti i partiti e tutti i media perché si è fatta establishment. Lo trovi anche nei 5stelle (Spatafora) e nella Lega (Bongiorno*). La responsabilità della sinistra è doppia perché, gli ipocriti, fanno pure i paladini della giustizia. Tanto che la domanda corretta non è perché della “questione maschile” si occupa solo una parte della destra, ma dov’è la sinistra.

      *http://archive.is/U4ewD

      1. Non sempre archive.js funziona.

        Comunque il link all’intervista della Bongiorno è questo:

        https://anonym.to/?https://www.donnamoderna.com/news/societa/giulia-bongiorno-emancipazione-femminile-intervista

        Il risarcimento, la colpa, su come sono fatti i maschi, spiegati bene:

        “Dobbiamo ambire ad avere molto più degli uomini se davvero vogliamo recuperare il meno avuto fin qui. Secoli di discrimazioni, soprusi, leggi sfavorevoli. Lo considero un risarcimento per tutto quello che abbiamo passato”

        “Il libro si apre proprio con una frase del suo bambino: “Se ti arrabbi, mi arrendo”. «L’ho riportata perché per me è illuminante. Ian me l’ha detta durante un capriccio. Ed è esemplificativa di come siano fatti i maschi. Loro ci provano a fregarsene e a scansare le responsabilità. Ma se tu li richiami all’ordine in tempo e ti dimostri forte e risoluta, loro si arrendono. Ed è una bella resa».”

        “Una volta in un negozio voleva un ferro da stiro e la commessa è inorridita. Io invece gliel’ho comprato. Così, da grande, con le sue camicie se la caverà da solo”

        1. “Una volta in un negozio voleva un ferro da stiro e la commessa è inorridita. Io invece gliel’ho comprato. Così, da grande, con le sue camicie se la caverà da solo”

          e che male c’è? Mi pare giusto, è io bambino stesso che chiedeva il ferro da storo mica la madre l’ha obbligato

  5. interessante articolo (e interessanti alcuni commenti, al netto del solito Troll onnipresente)

    a mio avviso il ddl del Senatore Pillon è un po’ il fumo negli occhi per lo schieramento femminista o donnista, dislocato nelle diverse formazioni e gruppuscoli o aggregazioni stradaiole. Dalle anarchiche fino alle “miti” pie donne del PD.
    Prima di tutto viene mostrizzato perchè mette un dubbio sulla ormai tradizionale conquista femminile: diritto di vita o
    di morte sul feto; diritto di mettere una scarpa nel sedere al marito, al compagno, al fidanzato, allo scopamico.
    La mia lunga conoscenza di donne separate (ormai un piccolo esercito che ciascuno di noi conosce sotto forma di
    caporali e marescialle) mi induce a pensare che nessuna vuol ritornare indietro: anzi, si riservano il diritto di mettere
    una scarpa nel sedere anche al secondo, terzo compagno. Un uomo usa-e-getta, tanto caro alle eretiche coreane,
    alle ricciocorno e alle NUDM diffuse pure a Rocca Cannuccia.
    L’odiato nemico-padre che si permette di mettere il naso anche sulla procreazione. Sulla l. 194, che sarà il prossimo
    terreno di scontro dell’8 marzo. Il giorno delle incazzate.
    Questo prepotente e prevaricatorio potere rosa cozza pesantemente con il mite e serio Pillon, il quale consapevole
    del disagio nascente da una separazione, presenta una semplice proposta di mediazione. Che secondo le dominanti
    sarebbe l’anticamera di violenze varie, dirette o assistite.
    Il marchio di infamia della violenza incide su tutta la discussione.
    Una lotta stradaiola che nasce e si sviluppa in piazza, non può che trovare terreno fertile in una legge
    opportuna ma razionale, riformista ma tradizionale, frutto degli eccessi impressionanti in cui è finito
    tutto il diritto di famiglia italiano 1970-2018.

    vedremo!

    1. “L’odiato nemico-padre che si permette di mettere il naso anche sulla procreazione. Sulla l. 194, che sarà il prossimo
      terreno di scontro dell’8 marzo”

      se si vuole mettere in discussione il diritto di una donna di decidere se portare avanti o interrompere la gravidanza fanno bene a incazzarsi

  6. quindi le femministe sono ideologiche e Pillon no? Il femminismo è una ideologia totalizzante e annichilente del pensiero mentre il cattolicesimo tradizionalista seguito da Pillon & Co. non lo è? Certo che lo è. E ogni sistema di pensiero se portata all’estremo può essere pericoloso

    1. Peccato che nel DDL non ci sia traccia di cattolicesimo tradizionalista. Tanto meno Pillon esibisce le sue idee col pretesto del DDL.
      Lodevolmente il Senatore separa le sue battaglie. Alcune hanno carattere apertamente ispirato alle sue convinzioni, altre no. Il DDL (se hai letto l’articolo) vuole dare attuazione migliore a una legge che c’è già… E anche per questo le vagine isteriche non sono in grado di contestarlo nel merito.

    2. Il DDL 735 è ideologico, come qualsiasi legge, ma è di un’ideologia profondamente egalitaria, contraria a quella cattolica tradizionalista e proprio per questo il DDL 735 è attaccato ferocemente da Mario Adinolfi.
      L’unica concessione, praticamente una “foglia di fico”, di Pillon al tradizionalismo è il tentativo di salvare il matrimonio tramite UN SOLO incontro obbligatorio (e gratuito) di mediazione familiare: è una foglia di fico, appunto.

      Le femministe invece non sono affatto ideologiche: le femministe cambiano “opinione” a seconda degli interessi del momento, infatti nel caso del DDL 735 sono schierate insieme a Mario Adinolfi allo scopo di poter continuare a fare le mantenute…
      Altro classico esempio è “servono due genitori, anzi no ne basta uno + compagna dello stesso sesso”: femminista anti-GPA ma a favore della coppia di due lesbiche dove una si fa inseminare artificialmente. Non è ideologia, è puro e semplice opportunismo.

      1. la femminista anti Gpa ti risponderebbe (con qualche ragione) che l’uomo che dona lo sperma alla coppia lesbica (o etero sterile) non deve fare altro che masturbarsi in una tazzina (rischio per la salute minimo, impegno minimo), una donna che presta il suo utero per un’ altra coppia di aspiranti genitori (etero o gay che sia) si assume un impegno assai più gravoso e non privo di rischi per la salute. Infatti le femministe anti-Gpa sono per lo più favorevoli alla adozione per le coppie gay in quanto con l’adozione vai ad aiutare un bambino (già nato) abbandonato e non sfrutti a pagamento l’utero di una donna per fabbricarti un bambino. Più che altro le femministe anti-Gpa contestano l’idea che avere un figlio sia un diritto perciò alcune di loro sono (come Paola Tavella autrice di “Madri selvagge”) perplesse anche sulla fecondazione artificiale.La femminista anti Gpa ti risponderebbe che è la biologia ad avere stabilito che il contributo femminile alla riproduzione della specie sia più faticoso e rischioso di quello maschile perciò un donatore di sperma non è equiparabile a una “gestante per altri” e finchè non inventeranno l’utero artificiale sarà così

        1. Entrambi sono pagati, in Danimarca, che è il primo produrre MONDIALE di sperma da inseminazione, lo vendono, non è gratis. E i donatori vengono scelti tramite catalogo che ne specifica nel dettaglio tutte le caratteristiche, ci sono anche quelle che hanno fatto causa perché è nato un bambino nero e loro avevano scelto un donatore di razza bianca.
          La differenza di sforzo e rischio si riflette nella differenza di soldi ricevuti: il donatore di sperma riceve poche centinaia di euro, la donna che si presta a GPA commerciale alcune decine di migliaia di euro.
          Quindi l’argomentazione anti-GPA ma pro-donazione di sperma fa acqua da tutte le parti, entrammbe sono:

          Pratica commerciale
          Pratica volontaria (nessuno ti obbliga a donare sperma o prestarti alla GPA)
          Pratica che priva il nascituro di un genitore biologico.

          La differenza sta solo in:
          Uomo: poco sforzo e poco rischio, prende XXX euro – TRE cifre
          Donna: grosso sforzo e un certo rischio, prende XXXXX euro – CINQUE cifre, 100-200-300 volte tanto

          1. oltre alla gestante per altri c’è pure la donna che dona gli ovuli (spesso le due figure non coincidono) e come sai il processo per donare gli ovuli è un po’ più laborioso e rischioso di quello per donare lo sperma ma siccome le donne sono pagate di più è tutto a posto

            1. Ovvio che è tutto a posto: rispondono a un annuncio, nessuno le obbliga, e vengono pagate. Ove la cosa è legale e il paese è sviluppato, tipo in Canada, la cosa viene fatta in cliniche di ottimo livello, con procedure che minimizzano i rischio, c’è l’assicurazione, eccetera.
              Vorresti proibire tutti i lavori che comportano rischi?
              Guarda che la maggior parte sono svolti da uomini….e QUI viene il bello, alcuni dei lavori più rischiosi si possono considerare inutili:
              Tassista – non serve a niente, ci sono mezzi pubblici e auto private, oltretutto il rischio maggiore è di notte, i tassisti di notte sono quasi tutti uomini e i clienti notturni sono in maggioranza donne…
              Taglio erba: 99% uomini, in molti casi si fa per ragioni più che altro di estetica.
              Pescatore: 97% uomini, è inutile andare in alto mare, i pesci basta allevarli negli appositi allevamenti…

        2. Il tuo tentativo di far credere che esista un dibattito interno al femminismo con più correnti tra di loro anche divergenti è ridicolo. Il nemico su cui convergono tutti i femminismi è sempre e solo il maschio, così è dalle origini ai nostri giorni. Che siano a favore o contro la “gestazione per altri” (o GPA) nessuna corrente si pronuncia contro lo sfruttamento del “valore biologico” del maschio, neanche quando il donatore viene poi costretto a pagare il mantenimento ai prodotti di tanta generosità. Non c’è mai stata alcuna volontà da parte del femminismo di creare una nuova alleanza tra donne e uomini che fosse più giusta e più equa della precedente.

          http://archive.is/RWA2p
          http://archive.is/k87lP
          http://archive.is/PZKOE

          1. Ovvio, ed ecco il perché:

            TUTTE sono a favore delle donazioni di sperma (anzi, le voglio gratis e pagate dal SSN), delle madri lesbiche e single che si fanno inseminare.

            Sull’uomo che utilizza la GPA guardano l’UTILITA’ dell’uomo *
            e pertanto si dividono in due fazioni:

            Quelle che pensano sia meglio avere la possibilità di guadagnare XXXXX euro prestandosi alla GPA

            Quelle che pensano che una simile autonomia dia troppo potere agli uomini, troppa indipendenza dalle donne – specie a uomini ricchi.

            Ecco infatti spiegato il perché NON esiste una posizione morale tra le femministe tipo “si alla GPA ma solo se gratuita, al bando quella commerciale”: ci sono tante donne che hanno questa posizione ma NESSUNA è femminista.

            * = “6th rule of feminism: men are disposable and must be useful to women to prove their worth”
            https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/01/12/the-7-rules-of-feminism/

  7. Il problema è che essere pro-life significa voler imporre la propria ideologia anche a chi non la condivide, il che è inaccettabile.
    Inoltre, la cosiddetta teoria “gender” dipinta dal mondo cattolico è valida tanto quanto la teoria del patriarcato dipinta dal mondo femminista, anzi, forse anche meno…
    Per questo motivo penso che Pillon non sia lo “sponsor” ideale per le rivendicazioni maschili: se si vuole combattere i frutti marci di un’ideologia farlocca (il femminismo), trovo sbagliato che il portavoce di tali rivendicazioni sostenga un’ideologia diversa ma altrettanto farlocca…

    Detto questo, è chiaro che in un mondo ideale la discussione in merito al DDL dovrebbe essere legata solo ai contenuti del DDL stesso, ma visto che non siamo in un mondo ideale, la scelta di legare al DDL il nome di un “bersaglio ideologico” così facile come il senatore Pillon si sta rivelando controproducente…

  8. È logico che i punti principali del ddl non possono essere attaccati senza passare per pazzi irrazionali, di conseguenza si è passati a caricare a testa bassa e con i paraocchi chi ci ha messo la faccia….sugli “ismi” ho proprio i brividi, ci porteranno nella merda vera

  9. Consiglio di leggere “ mio figlio mi adora” di Laura Pigozzi e di seguirla durante un convegno . L’errore del femminismo di confondere il potere della donna con il potere della madre ci riporta alla Grande Madre , quindi alla preistoria …. ( cancellando evidentemente migliaia di anni di storia, di sicuro il cristianesimo e quell’obbrobrio del peccato originale)

    1. veramente c’è tutto il femminismo cosidetto “intersezionale”che contesta tutta la teoria del “potere della madre” e una certa mistica del materno che appartiene più a un certo femminismo della differenza.
      Ma il femminismo intersezionale è anche quello vicino alla gender theory (ahia!) di Judith Butler quindi particolarmente detestabile per un tradizionalista cattolico come Pillon

        1. Elisabeth Badinter e Loredana Lipperini sono due importanti intellettuali femministe (non ascrivibili al femminismo intersezionale, peraltro) che hanno scritto libri proprio per criticare proprio una eccessiva mistica della maternità propria di una parte del femminismo differenzialista. certo non stanno nelle istituzioni (che io sappia) ma non significa che non contino

          1. Femminismo intersezionale, femminismo differenzialista… mi pare di tornare ai tempi della gioventù mettallara quando con gli amici si distinguevano nettamente speed metal, trash metal e thrash metal…

            1. non ti sbagli del tutto. Un’altra cosa che il femminismo ha in comune con la sinistra è la tendenza a dividersi in molte correnti diverse e litigiose. A volte litigano per questioni veramente importanti (la pornografia, la prostituzione, la gestazione per altri, il rapporto con l’immigrazione musulmana) , altre volte litigano per delle bazzecole (che a loro sembrano importanti), proprio come avviene nella sinistra.
              Però ericlauder ha ragione su una cosa: sul ddl Pillon sono tutte (giustamente, secondo me) contrarie da chi è favorevole alla gpa a chi è ferocemente contraria, da chi sostiene che sei donna anche se sei biologicamente maschio a chi non la pensa così, da chi difende il “sex work” a chi vuole criminalizzare i clienti delle prostitute

              1. Ovvio che siano tutte contrarie a prescindere dalle opinioni: ci sono i soldi di mezzo.
                Esattamente come non esistono attivisti dei diritti maschili che appoggino leggi anti-sex work o iniziative per limitare la diffusione di sex dolls avanzate: è accesso a figa o pseudo-figa a bassissimo costo.

              2. Come fai ad affermare che sono “giustamente” contro il DDL 735 se non sai dire perché il DDL 735 sarebbe sbagliato?

                L’unica cosa che hai detto, sbagliando, è che obbligherebbe a svariate sedute di mediazione familiare a pagamento, quando in realtà è una sola e gratuita.

  10. ti diro’, a me non fa paura il movimento new femminista, ma la magistratura… la mia paura è che, una volta approvato ( a proposito, proseguono le audizioni, pillon stesso aveva detto che sarebbero terminate a metà febbraio, ma al momento non trapela nulla di più) la magistratura metta mano pesantemente e la stravolga!!

    1. Penso sia la paura un po’ di tutti! Nella mia fortunatamente breve, finora, esperienza con i giudici per motivi di separazione e divorzio, ne ho incontrato uno che all’inizio del divorzio giudiziale dopo una separazione consensuale, è stato in grado di emettere un provvedimento di urgenza che non ha tenuto conto neppure delle poche cose su cui entrambi concordavamo, non tenendo conto delle mie peculiari condizioni di vita, dando alla controparte armi inaspettate ma prontamente usate. Sono dovuto ricorrere alla Corte di appello per poter tornare a vedere mia figlia.
      Nella mia opinione alcuni giudici ma anche assistenti sociali e tutto il carrozzone del diritto di famiglia non si rendono conto della enorme responsabilità che si trovano ad amministrare, alla fine sono in cima alla piramide, difficilmente devono rendere conto delle loro azioni. Basta vedere l’applicazione della legge sull’affido condiviso, nessuno parla mai delle tragedie familiari che sono scaturite da alcune sciagurate decisioni loro.
      E se dovesse passare il ddl 735, sono abbastanza pessimista del fatto che sarebbe applicata come dovrebbe esserlo.

      1. difatti stanno, per quel che sembra a me, cercando di trovare un qualcosa che sia condivisibile tra tutti, ma non tengono conto che si ha una controparte ( magistrati ) che intende conservare il loro arbitrio più assoluto che in materia ( diritto di famiglia ) hanno, e qua c’entrano poco le femministe ( per quanto i loro slogan e le loro vaiassate mi diano fastidio ). Naturalmente le donne ne approfittano di questa situazione spingedo sempre più in la il confine, questo è vero, ma fondamentalmente sono i magistrati il principale nemico del ddl 735. Urge un’ approvazione in tempi rapidi, in modo che il governo attuale possa( nei limiti dei loro poteri ) porre un freno alla deriva ‘ assolutistica ‘ dei magistrati…. il tempo è poco, e il commissariamento dell’italia da parte dell’ue è vicino

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