STALKER SARAI TU

6 thoughts on ““Il racconto maschile” e la voglia di una nuova partenza

  1. Penso anche io che l’idea di un neolitico europeo matriarcale proposta da Bachofen sia figlia del tempo in cui ha scritto quell’opera; non una suggestione femminista, ma più in generale l’interesse verso le scoperte archeologiche mischiato a suggestioni letterarie.
    Se degli spostamenti dei Kurgans vi è traccia, tutto il resto (la cultura dei Kurgans, di stampo “patriarcale” che soppianta quella matriarcale delle popolazioni mittle-europee ed euro-mediterranee) mi sembra alquanto improbabile da dimostrare.
    E tra l’altro è evidente che in quel periodo scrivevano tutti cose simili, mischiando egittologia, preistoria, fantastico (Howard, Lovecraft, ma vedi anche i testi delle opere di Mozart).
    Tra nominalismo, protestantesimo, rivoluzione industriale e liberismo c’è sicuramente un flusso e quindi dei nessi che è impossibile negare.
    Il fatto che vi siano comunità o dottrine religiose figlie del protestantesimo che vivano secondo una morale e dei costumi di stampo tradizionalista, non contraddice questa osservazione.

  2. ti ringrazio per il paragone con Rino ed Armando, ma è ingiusto.
    Ingiusto per loro.
    Per quanto riguarda la QM mi autocolloco diverse tacche sotto i loro monumentali lavori; io mi occupo di diversi argomenti, probabilmente senza riuscire a trattarne nessuno alla perfezione: femminicidio o presunto tale, condizionamento delle coscienze, asimmetria valutativa nel civile e nel penale, indottrinamento al servilismo del gregge mediatico, strumentalizzazione dell’interesse del minore, ostracismo della politica mascherato da indifferenza, diritti del minore ed altre robe del genere.
    Ogni tanto provo a coniare dei termini – maleshaming e DDN (diritto discriminatorio nazionale) – per definire, o provare a farlo, alcuni fenomeni dilaganti osservati nella casisitica che raccolgo e nell’analisi che ne faccio.
    Ecco, questa credo sia la differenza maggiore tra me ed i grandi pensatori: io devo essere documentato.
    Raccolgo in archivio quintali di carta e di giga sui temi dei quali mi occupo; trattando argomenti clamorosamente impopolari devo essere sempre in grado di dimostrare ciò che dico e costruire fondamenta solide per ciò che penso.
    E che spero di far pensare.
    Un filosofo non ha bisogno di farlo, crea pensiero e basta.
    Sono arrivato alla QM per aver studiato, da circa 27 anni, la discriminazione misandrica nei campi giuridici di separazione, divorzio, cessazione di convivenza, affido della prole, sottrazione internazionale, filiazione. E’ stato uno sbocco naturale, un imbuto nel quale confluivano dati, sentenze, iter legislativi e manovre ostili per ostacolarli, casistica, riflessioni; tutto convergeva nella QM ma è stata l’approdo, devo ammettere di non essere partito da li.
    Continuo a lavorare prevalentemente sul campo delle separazioni e dei diritti negati, prima dei minori e di riflesso anche degli adulti coinvolti.
    Con una attenzione particolare ad un aspetto: la tutela dell’infanzia deve diventare un caposaldo maschile, non può e non deve essere lasciato monopolio del femminile sulla scia di luoghi comuni consolidati da decenni.

  3. Non me ne sono perso uno, di questi podcast: analisi così profonde e autentiche che dovrebbero essere proposte nelle scuole e in altri àmbiti formativi (corsi di specializzazione per tutte le professioni psico-socio-forensi-assistenziali e dell’informazione).
    Mi permetto solo una piccola chiosa; l’usurpazione della titolarità a raccontare il Maschile non è un’esclusiva del femminismo, ma ha una componente più antica: il Matriarcato.
    Cultura antichissima (in ambito mediterraneo, mentre nel Pantheon delle divinità nordiche prevaleva il Maschile), che origina dalle divinità pagane medio-orientali della fertilità della terra, poi trasposte nel Cristianesimo.
    Sulle successive tappe cruciali, molto possono raccontare gli studi “maschio-selvatici” (Armando Ermini) su Bachofen, Neumann, ecc.; una tappa cruciale nello “spodestamento” del Padre è stata la Riforma Protestante; un’altra è stata il passaggio dall’economia della bottega artigiana (apprendistato maschile) a quella dell’industria (padri auto-esiliati, dai borghi ai centri industriali, alle catene di montaggio; svuotamento del sapere paterno e figli rimasti a crescere con le madri).
    La cultura matriarcale è ormai ìnsita nella prima formazione maschile: è il Materno quello legittimato alla formazione maschile, con le sue agenzie delegate; dalla madre si passa alla maestra.
    Il femminino si “imprinta” nella psiche maschile quale Musa ispiratrice, proiezione materna, con monopolio sulla prole; il Romanticismo ottocentesco suggella e celebra la diade madre-figlio e informa di sé il secolo successivo (Fascismo compreso), ed oggi perdura immutato.
    https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_907_Grande_Madre.pdf .

    1. ma cosa stai dicendo? i matriarcati non sono mai esistiti. Come non esistono “amazzoni” o “soldatesse jane” se non nei film fantasy e d’azione. Certo, nei film e nei libri fantasy e d’azione ci possiamo sbizzarrire con la fantasia, ma non se parliamo di realtà o di Storia.

      Al massimo, puoi citare cose tipo “i moso”, che non sono i matriarcati che descrivi, bensì culture dove l’uomo si trasferisce momentaneamente nella dimora della moglie (matrilinearità, infatti, più che non matriarcato). Anche in culture come queste, la donna è sottomessa all’autorità del fratello o dello zio.

      Il cristianesimo che divinità femminile ha proposto? Dio è Padre (non “Madre”), Gesù è il Figlio (Uomo).
      La vergine Maria non è una divinità bensì un’umile e giovane ragazza ebrea comune (non divina o semidivina) che (per chi crede) è stata messa incinta da Dio, e non certamente Dio lei stessa, tanto più che le stesse femministe fanno notare come le religioni siano patriarcali, appunto.
      La Riforma Protestante non so cosa c’entri e perché la citi e soprattutto cosa diamine c’entri con femminismo o diritti maschili (nella Riforma si contrastava l’autorità dottrinale e temporale del Papa e certe riscritture o negazioni della Bibbia che fecero i cattolici, non a caso i Protestanti dicevano il motto “Sola Scrittura”, rifiutando le visioni fantasiose di certi teologi cattolici per dogmi cattolici inesistenti nella Bibbia, come l’eterna verginità di Maria, inesistente nella Bibbia e ideata da padri della chiesa sessuofobi, appunto, insieme all’altro grande scandalo dell’infallibilità papale, che erano i dogmi cattolici che protestanti e calvinisti rifiutavano, basandosi anche sulla dottrina delle predestinazione, negata dai cattolici. Che i protestanti e calvinisti abbiano negato il padre è qualcosa che credi tu, del tutto incomprensibile… aspetto delucidazioni, se mai ci saranno, anche considerato che se c’è un qualcuno che “fa tanti figli” e negano il divorzio, sono proprio i cristiani non cattolici: evangelici, mormoni, battisti ecc. vi dicono niente?)

      Non spacciamo “visioni fantasy” per “Storia”, per favore. Restiamo seri, bastano già altri siti di attivismo maschile dove si parla di Ufo e di Illuminati che avrebbero ordito il complotto femminista o di Covid creato da scienziate cinesi misandriche, per farci apparire complottisti al pari di chi crede al malocchio e alla magia nera. Restiamo seri, per cortesia.

      1. Consiglio vivamente la lettura, anzi lo studio, de “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” di Max Weber. Non un complottista qualunque, ma uno dei padri, anzi forse IL padre, della sociologia moderna.
        Lo consiglio perché condivido la tua riflessione, che immagino fosse anche un modo per redarguire te stesso: “non spacciamo visioni fantasy per Storia”.

      2. Il Matriarcato come “assetto di governo della comunità” non è storicamente esistito: gli studi antropologici della Magli hanno chiarito che Bachofen era giunto a conclusioni fuorvianti: aveva scambiato per “forma del potere” quella che, in alcuno contesti storici, era stata una semplice successione matrilineare.
        E’ indubbiamente esistito il Matriarcato come Mito (Neumann).
        Sorvolo sul discorso lungo e complesso della devozione mariana e di quanto essa sia tributaria di antichi culti pagani.
        Lenzen ha chiarito la svolta pedagogica operata dalla dottrina di Lutero: le ragazze frequentano la scuola per almeno un’ora al giorno; la responsabilità dell’educazione si trasferisce in parte dal padre alla madre; femminilizzazione delle competenze educative; la dottrina esce dalle case dei pastori e diviene il normale modello educativo; “la Riforma segna dunque irrevocabilmente la fine di un’epoca per ciò che riguarda la concezione della paternità, sia sul piano teorico che su quello pratico; poche generazioni dopo, nessuno sapeva più che cosa avesse significato un tempo ‘paternità'”.
        Il punto focale, oggi, non è tanto il Matriarcato “Potere/Mito/Culto”, quanto la stratificazione psichica, la proiezione del Materno sul Femminino, l’autorità pedagogica (dalla madre alla maestra); il potere occulto (musa ispiratrice) esercitato, fra le mura domestiche, dalla polarità femminile (dalla madre alla maestra alla moglie); la rottura della catena patrlineare del sapere; l’eclisse del Padre e la delega incondizionata sui figli.
        “La mano che dondola la culla è la mano che governa il mondo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: