Il ruolo cruciale dei giudici rigorosi

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stalking_tribunaleQuesto articolo riporta una notizia importante. Lo abbiamo detto più volte: i giudici hanno il potere, nell’applicare le norme, di correggere le anomalie e le storture che portano ad abusi. Con la loro azione e le loro sentenze possono generare una “giurisprudenza”, cui si può poi fare riferimento per casi simili. Ma con cui, soprattutto, si può contribuire a ristabilire quei criteri dello Stato di Diritto che leggi come l’art. 612 bis mettono in crisi sotto diversi aspetti.

Qui il giudice imperiese è andato a fondo, ha valutato prove e testimoni, ed è partito dal concetto fondante per cui serve prova certa della colpevolezza, non basta un’accusa sparata lì per lì e autocertificata. Così l’esito è stato che in un caso il fatto non sussiste. Per un altro capo d’imputazione non c’è prova certa che l’autore delle violenze fosse l’ex compagno. E infine i testimoni portati dall’accusa si sono contraddetti.

Mentre dunque altrove basta qualche accusa e qualche prova autoprodotta, magari con l’aiuto di qualche testimone compiacente, per finire in carcere per stalking, in questo caso un giudice coscienzioso ha fatto la tara a tutto, dando all’accusato tutti gli strumenti per poter dimostrare la propria innocenza e svelare, chissà, il solito castello di accuse false o di prove forzate o ingigantite. Ce ne fossero di giudici così. Anzi no: sarebbe più semplice avere una legge più tutelante per tutte le parti, mirata al vero reato di stalking e blindata contro gli abusi. Addavenì…

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