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Il triangolo delle Bermuda è forse a Latina?

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LA FIONDA

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Quello che sta per terminare è stato un anno che deve aver messo duramente alla prova la comunità di Latina. Pochi devono essersene accorti ma in quell’area c’è stata una curiosa, davvero curiosa concentrazione di eventi tragici nel 2018, tutti collegati da un filo rosso. Ricostruiamoli in ordine cronologico. A fine febbraio il carabiniere Luigi Capasso spara alla moglie, ferendola, poi si barrica in casa con le due figlie. Com’è noto la vicenda termina tragicamente: l’uomo uccide le due figlie con la pistola d’ordinanza, per poi togliersi la vita. Con la donna si stavano separando, sa solo il cielo cosa lei gli stava facendo passare: Capasso non ha retto e ha perso la ragione. A settembre tocca a un 32enne, anche lui in fase di separazione: sottoposto a chissà quali pressioni e prefigurando fosche prospettive per sé, decide di impiccarsi. In ottobre ha luogo l’orribile vicenda di Desirée Mariottini, di cui si è parlato molto anche su queste pagine: figlia di una coppia separata, con un padre che stinco di santo non era sicuramente, ma che aveva tentato di tutto per tirare fuori la figlia dal giro della droga. Impedito nel suo agire dalla cecità dei magistrati e dalle ondivaghe posizioni dell’ex moglie, viene messo ai domiciliari, privato della possibilità di difendere la figlia, e il resto è triste storia. A inizio dicembre si spara alla tempia un 45enne assistente capo della Polizia di Stato. Ieri un 58enne compie lo stesso tragico gesto: anche lui ispettore di Polizia. Tutti uomini e tutti suicidi. Non che questo significhi molto visto che il 95% dei suicidi è maschile. Aggiungiamoci che tutti erano di Latina. Su cinque casi, solo gli ultimi due non avevano a che fare, per quello che se ne sa, con situazioni di separazione. Sugli stessi cinque, tre coinvolgono persone appartenenti alle forze dell’ordine, un carabiniere e due poliziotti. Solo a me tutto questo pare per lo meno curioso? Molte delle vicende citate hanno caratteri consueti, pur nella loro tragicità, avendo a che fare con separazioni o malavita, ma è piuttosto evidente che a suonare strano sia soprattutto il tasso di suicidi tra le forze dell’ordine in una comunità tutto sommato piccola come Latina. Che sta accadendo da quelle parti? Io credo sia più che lecito chiederselo e credo che qualche indagine “a cuore aperto” si dovrebbe fare sul contesto di quell’area dove, è noto ai ben informati, un centro antiviolenza in particolare si distingue per la sua iperattività, la sua capacità penetrativa nella politica e negli apparati dello Stato (Polizia e Carabinieri) e anche per la figura controversa di colei che lo gestisce. Chiaro, quelle che ho citato possono solo essere solo sfortunate coincidenze, una particolare concentrazione di sfortuna in un territorio circoscritto, tuttavia qualcuno con le competenze e l’autorità per farlo dovrebbe, a mio avviso, andare a dare un’occhiata su come funzionano le cose da quelle parti, quali i collegamenti, le connessioni, le collaborazioni, le modalità di relazione tra soggetti istituzionali e non istituzionali. Perché o in quegli snodi si annidano pratiche da indagare a fondo, o evidentemente il riscaldamento globale ha fatto sì che il triangolo delle Bermuda si sia spostato con la sua maledizione dall’Atlantico settentrionale a Latina.


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37 thoughts on “Il triangolo delle Bermuda è forse a Latina?

  1. Il triangolo delle Bermude ce l’avete intorno voi uomini, vi hanno circondato e non ve ne siete accorti, se non vi liberate del senso di colpa anzi del complesso che vi hanno instillato è la fine. La lobby femminista è più profonda e radicata di quello che pensate, svegliatevi perché noi donne antifemministe non possiamo farcela a reggere quest’onda d’urto da sole, é una battaglia che dobbiamo combattere insieme

    1. noi siamo tutti svegli e abbiamo capito da tempo come stanno andando le cose.
      gli uomini dovrebbero iniziare a non farsi “schiacciare” dalle donne, anche se a molti accade
      anche inconsapevolmente. Quando si inizierà ad essere soggetti liberi senza farsi “schiacciare”
      da nessuno, allora si potrà rafforzare la nostra Lobby al maschile.
      E’ un processo che richiede crescita e consapevolezza nelle persone
      e fino a quando la gente non conosce i suoi diritti, non potrà ancora esercitarli.

      Conoscere i nostri diritti.

    2. Marta,
      io non posso parlare per tutti, ma perchè dovremmo sentirci in colpa?
      Nei confronti di chi ci ha svaligiato la casa?
      Dovrei dire di sentirmi in colpa per come mio nonno ha trattato mia nonna?
      Di come mio padre ha trattato mia madre?
      Se dicessi che le hanno trattate male o indegnamente, direi una menzogna grande come il mondo.
      Dovrei sentirmi in colpa perchè nel passato maschilista le donne non andavano in pensione a 67 anni?
      Perchè non lavoravano e si dedicavano alla famiglia a tempo pieno?
      Perchè gli impedivano di usare le armi e di fare lavori maschili?
      Perchè il loro culo apparteneva ai loro uomini e non allo Stato, al Padrone o all’Esercito?
      Sentirci in colpa di che?
      Ci siamo lasciati alle spalle generazioni di donne che appoggiavano i loro uomini, e che venivano da questi contraccambiate con la stima e il tributo dovuto alla femminilità.
      Generazioni di donne fertili sessualmente, socialmente e culturalmente.
      Il confronto con la sterilità femminista è impietoso, e il crollo è verticale e senza appello.
      La narrazione femminista, isterica e monotona, sulla “orribile condizione della donna nei secoli dei secoli amen” … non è che una pietosa foglia di fico funzionale a rendere psicologicamente sopportabile una vita sterile alla maggior parte delle donne moderne.
      Lasciare alla donna moderna l’unica certezza che gli è rimasta in mano (la “lobby femminista”), non è altro che un atto di virile pietà – un antico residuo di cavalleria medievale -.
      Se la togliessimo verrebbe a mancare ad esse la consolazione di poter attribuire ad altri le cause dei propri guai.
      Quindi la “lobby femminista” faccia il suo sporco dovere fino in fondo, prima che queste si mettano a piangere sul fallimento delle loro esistenze come la Concetta del Gattopardo.

      1. “eh sì una volta c’era l’età dell’oro dove tutti e tute erano felici e uomini e donne andavano d’amore e d’accordo..poi a un certo punto sono arrivate le perfide femministe e tutto è andato distrutto”

        non ti viene il sospetto che non tutte (non tua madre nè tua nonna, per carità) ma una buona percentuale di quelle donne appoggiavano il marito non per amore non per affetto ma perchè appunto il loro culo apparteneva a lui e non avevano altra scelta se volevano vivere dignitosamente? Le donne non sposate e ancora peggio quelle ripudiate dal marito erano delle reiette. Non ti accorgi che se il mio sostentamento dipende da te l’appoggio che ti dò non è frutto di una libera scelta ma di una costrizione pericolosamente simile allo schiavismo? E poco importa se come padrone sei gentile e non picchi il culo di cui sei proprietario, la condizione di dipendenza rimane ed è ingiusta. Senza contare che per secoli in occidente e ancora oggi in oriente le donne non hanno avuto neanche la possibilità di sceglierselo l’uomo “proprietario del loro culo” (secondo la tua leggiadra definizione) dato che le nozze erano combinate dalle rispettive famiglie e l’amore non centrava un tubo. Checchè se ne dica è meglio una condizione in cui se una donna sta con te sai che non ci sta per bisogno ma per sua volontà. Certo, la sua volontà potrebe anche cambiare e decidere di lasciarti ma va messo in conto. Tu puoi lasciarla e anche lei può lasciarti.

        1. Ma come fai a non vedere quello che sta succedendo, ma ti sembra un movimento sano socialmente e politicamente questo e sottolineo questo femminismo con questa carica aggressiva selvaggia ? spera in Dio di non trovarti mai colpito in prima persona, il giorno che, io ti aguro che non arrivi mai, dovesse toccare a te cambierai idea in un attimo.

          1. ho già detto che gli estremismi, i radicalismi ideologici non mi piacciono mai. Ma non si può condannare l’illuminismo per via del Terrore come non si può condannare il movimento operaio per via di Stalin o delle Brigate Rosse. Discorso analogo va fatto per il femminismo, oltretutto, a differenza di giacobini e brigatisti, non mi risulta che Anrea Dworkin (il cui femminismo sessuofobo non approvo) abbia mai ucciso nessuna; l’unica è stata quella matta di Valerie Solanas che ha sparato ad Andy Warhol senza riuscire a ucciderlo. Nè mi risulta che una donna in nome del femminismo abbia mai fatto irruzione in un istituto sparando a tutti i maschi in quanto maschi invece il 6 dicembre 1989 al Politecnico di Montreal è successo questo: http://www.ugomariatassinari.it/massacro-al-politecnico/

            1. Caro Ned, il movimento operaio non aveva niente a che vedere con Lenin&Co., non parliamo poi delle B.R. E’ evidente che non conosci la Storia.
              Non voglio sostituirmi a Marta, ma stai buttando lì una serie di boiate che non stanno in cielo né in terra.

              1. io aspetto di conoscere il nome di una femminista militante che abbia commesso nel nome del femminismo qualcosa di orribile come ciò che ha fatto Marc Lepine nel nome dell’anti-femminismo

                1. La tua malafede è urticante. Lepine era un malato mentale. Si è attaccato al femminismo come avrebbe potuto attaccarsi a qualunque altra cosa. Come la madre che un mese fa ha fatto un’iniezione letale alle due figlie si potrà attaccare a una qualunque scusa a disposizione nei pensieri bacati del suo cervello. Non si può, non ti è consentito (non più, non qui) prendere gli atti di una sola persona, per di più squilibrata, come modello per l’agire di un gruppo di persone, tanto meno di un’intera comunità o di un intero genere. Statti accorto perché nel nuovo anno queste cazzate non le tollero più. Questo è il primo warning di tre, al terzo stai in sospensione un mesetto.
                  Un consiglio dunque: prima di dar aria alla bocca, verifica le tue asserzioni girandole all’opposto. In questo caso: un tizio ha fatto una strage nel nome dell’antifemminismo, mentre nessuna femminista ha mai fatto lo stesso. Ergo gli antifemministi sono mostri le femministe sono buone. Bene, inverti il caso: una donna un mese fa ha ucciso due figlie con un’iniezione letale e nessun uomo ha mai fatto nulla del genere. Dunque tutte le donne sono assassine e gli uomini tutti buoni?
                  Facendo la verifica inversa comprendi che nessuna delle due asserzioni è sensata. A meno che uno non voglia provocare gratuitamente. Ebbene, non ti è più consentito qui, da ora in poi. E non perché sono cattivo, ma perché sebbene posseduto dal demone femminista un’intelligenza ce l’hai. Dunque usala. Lo dico per te.

                  1. Qui non si sta parlano di persone che uccidono congiunti, non si sta parlando di uxoricidi o figlicidi (possono esserci motivazioni culturali anche là ma chi uccide non lo fa per motivi ideologici). Io sto parlando di gente che fa stragi di sconosciuti in nome di ideologie politiche o religiose estreme spesso rivendicando pubblicamente di aver agito per una Causa. Lepine era certamente un pazzo come era pazzo Breivik come era pazzo Dylann Roof (autore della strage di Charleston del 2015 in una chiesa afro-americana) come era pazzo quell’altro che ha fatto strage in una sinagoga sempre in USA come sono pazzi molti attentatori dell’Isis, è ovvio che la gente normale non uccide nessuno se non per difesa quindi questi sono tutti squilibrati (il che non li rende giuridicamente incapaci di intendere e volere, attenzione) sicuramente ma se uno squilibrato fa una strage nel nome di una ideologia (politica, religiosa che sia) ben precisa secondo me non è sbagliato interrogarsi su cosa in quella ideologia abbia attirato la sua mente disturbata, c’è qualcosa in quella ideologia, in quella religione che può portare una persona (già mentalmente predisposta) a pensare che fare una strage sia un atto giusto? E’ ozioso chiederselo? Si rischia di diventare come quelli che vogliono censurare i concerti di Marylin Manson? Io non vorrei diventare così ma se parliamo di ideologie e di stragi motivate ideologicamente per me farsi due domande non è errato. Del resto anche questo blog davanti a un femminicidio si interroga (spesso in maniera capziosa e fuorviante ma è solo la mia opinione) se le motivazioni non vadano riercate al di fuori dell’uomo che ha commesso il fatto, vi interrogate se magari non sia rresponsabilità delle leggi attuali sul divorzio o se è intervenuto un centro antiviolenza date (parte) della responsabilità a quello. Insmma quando un uomo uccide la moglie voi non vi accontentate di dire “quello è un pazzo”, anche nel caso della madre che si è buttata nel fiume con le due bambine tu non hai fatto un post per dire “era matta punto e basta” ma hai riflettuto se un certo modo di intendere la genitorialità non possa portare una minoranza di genitori (sopratutto madri dici tu, non solo dico io) a vedere i figli come cose e in casi estremi e rari anche a ucciderli. Insomma quando un uomo uccide la moglie o una madre uccide i figli questo blog fa riflessioni (non sempre condivisibili ma non importa ora) che vanno ben oltre l’individuo singolo autore del delitto e la sua mente disturbata, perchè non si può fare lo stesso per Lepine o anche per i terroristi dell’Isis?

                    e comunque: iniezione letale no, ma i genitori che uccidono figli piccoli non sono esclusivamente femmine. E dal punto di vista della vittima non fa molta differenza essere uccisi dalla madre con una iniezione letale o essere uccisi dal padre così: http://www.bresciaoggi.it/territori/valcamonica/fratellini-uccisi-%C3%A8-definitivo-carcere-a-vita-per-iacovone-1.5628487

                    faccio altresì notare che la madre che ha ucciso i figli tramite iniezione letale non potrà più “attaccarsi” a niente nella sua mente bacata perchè si è suicidata (e io non la piangerò)

                    1. Questo blog lo può fare perché, a differenza delle tue conclusioni, checché tu ne pensi, basa le sue tesi su analisi sociologiche e ricerche riconosciute e condivise. La profondità dei concetti espressi nell’articolo della madre del Tevere te te li sogni. E se li sogni, non li capisci. E non hai idea del livello delle persone che non solo li condividono, ma li hanno proprio elaborati.
                      Così come fingi di non capire quello che ti ho scritto: i matti, in quanto tali, possono attaccarsi a qualunque cosa per dar sfogo alla loro pazzia. Anche alla vita di Gesù o di Gandhi (e ce ne sono stati, non sai quanti), ma è da idioti pensare che la vita di Gesù o di Gandhi possano contenere in sé chissà quali germi di violenza. O forse invece sì… perché in realtà tutto, se interpretato da un pazzo, può ispirare gesti orribili.
                      Instillare dubbi non su un’ideologia (che è merda di per sé e infatti non ha casa da queste parti) ma su tentativi di dare una lettura articolata della realtà, una visione sociale competente e strutturata, una weltanshauung con basi solide, solo a causa di alcuni pazzi, è un errore ben peggiore di quello di chi vuole vietare i concerti di Manson. E’ oscurantismo, fascismo, censura, banalità del pensiero, semplificazione, dabbenaggine. Che diventa criminalizzazione se si usano fenomeni insani per etichettare interi gruppi di persone.
                      Questo ti è chiarissimo, quindi smettila di cercare diversivi o di far finta di non capire.
                      Qui si fanno analisi secondo una certa ottica, pronti a cambiare idea davanti a evidenze chiare e coerenti. Qui non si danno paradigmi ideologici per interpretare il mondo. Quelli li trovi dall’altra parte. Siine conscio quando vieni qui e adeguati. Non venire qui a spacciare le schifezze che raccatti là. Detesto gli spacciatori. Avvisato.

                2. Barbara Balzarani. Brigatista. Soprannominata dai suoi stessi Kompagni “la Belva” per la particolare “vocazione” a uccidere o comunque metter mano alle armi e fare fuoco sempre.
                  Maria la Sanguinaria, non so se hai presente, un soprannome non per caso.
                  Epoche diverse, ma donne.
                  Se credi posso continuare all’infinito.
                  Poco m’importa se non uccidevano o ordinavano stragi in nome del femminismo (beh, la Balzarani anche si, era lotta di classe, quella che oggi si sta replicando).
                  Maria Pia Vianale (N.A.P.), ma forse sei troppo giovane per ricordare.
                  Studia, informati, fai ricerche.
                  Dai Kollettivi femministi degli anni ’70 sono venute fuori le peggiori protagoniste al femminile di quegli anni disgraziati noti come gli “anni di piombo” e non solo sul piano operativo Kombattente, ma anKe e partiKolarmente su quello più sKuisitamente intellettuale, le mandanti morali.

                  1. Balzerani e Vianale erano due terroriste di estrema sinistra agivano assieme ai loro compagni uomini e alla pari e di comune accordo con i loro compagni uomini per uccidere altri uomini bollati come “nemici di classe” (non di genere) quindi non certo in quanto maschi e non in mome del femminismo. Già che c’eri potevi anche citare Nadia Desdemona Lioce e la ex terrrorista di estrema destra Francesca Mambro, cosa centri il femminismo lo sai solo tu

                    Maria la Sanguiinaria era una regina cattolica del ‘500, (circondata come tutte le regine del tempo, da consiglieri uomini) che faceva ammazzare i protestanti per motivi religiosi quindi siamo ancora più lontano dal femminismo. Tra l’altro Maria la Sanguinaria era come sai, contrarissima al divorzio quindi forse vi sarebbe piaciuta

            2. E’ evidente che non sai una mazza e scrivi a vanvera, eppure il web è una fonte inesauribile di informazione (oltre ai libri), dovresti approfittarne.

          2. Marta se vuoi ti faccio l’elenco dei temi su cui secondo me il femminismo o almeno il femminismo di oggi sbaglia, per me sbagliano quando parlano di “auto-oggettificazione” e sbagliano sul cosiddetto “body positive”, sbagliano quando dicono che i contenuti del cinema di oggi sono “sessisti” (ma sbagliate pure voi quando accusate ogni film degli ultimi anni di essere anti-maschio”), sbagliano quando credono che femminismo e religione siano compatibili (alcune lo pensano) e si mettono a difendere cose orrende come il velo integrale islamico (non tutte lo difendono per fortuna), però anche se dissento da alcune su cose specifiche, anche se hanno estremismi censurabili come li ha ogni movimento di liberazione; il contributo del femminismo al progresso culturale e civile non ha paragoni con quello degli antifemministi internettiani i quali mi sembrano in molti casi nostalgici di un passato mitico e idealizzato e ciò li rende intimamente reazionari

        1. quando ho usato la definizone “proprietari di culi” non esprimevo un mio pensiero ma riprendevo polemicamente la definizione usata da xyz. E non ho mai negato l’esistenza di un genuino sentimento d’amore tra uomini e donne certo che esisteva ma per secoli almeno fino fine ‘800- inizio ‘900 ha avuto poco o niente a che fare col matrimonio, le nozze servivano principalmente a generare figli legittimi, l’amore e la passione si trovava spesso al di fuori del matrimonio, perchè marito e moglie non si erano scelti autonomamente (se andava bene col tempo poteva nascere dell’affetto tra loro ma in ogni caso erano le famiglie a decidere chi avresti sposato) e la moglie nella stragrande maggioranza non poteva mantenersi senza un uomo

          1. Ma visto che non fai un cazzo dalla mattina alla sera, i tuoi si sono scocciati di averti in casa a bighellonare, perché non ti dedichi un po’ al volontariato: vai in un centro anziani e fatti raccontare come era davvero il rapporto tra maschi e femmine, almeno nel passato più recente, quello per cui esistono ancora testimoni, finché esistono ancora testimoni. Prima che sia troppo tardi, come i sopravvissuti alla Shoah. Hai la testa talmente intruppata di scemenze e falsità che fai orrore, un mutante culturale, risultato degli esperimenti sociali del femminismo. Spero che un botto di Capodanno ti colpisca vicino, chissà che non si sturino le orecchie, oppure mordi le luci dell’albero di Natale, quando è acceso, dicono che uno shock elettrico risvegli le rane morte. Altri buoni consigli per quest’anno non ci sono.

      2. Non tu, non altri, ma moltissimi si sono fatti condizionare dal martellamento continuo politico e mediatico fino a convincersi di doversi mettere continuamente in discussione, hanno introiettato gli effetti tossici e non osano quasi più esprimersi per il timore, anzi diciamo il terrore di essere tacciati e emarginati, come se si sentissero colpevoli davvero.

      1. A me è sembrato che almeno in Francia una discussione pubblica ci sia, mi infastidisce che sia sempre e solo una donna a fare le pulci al femminismo, che poi chiamano neofemminismo, come a dire che è una degenerazione di quello originale, cosa in cui non credo. O forse è il giornalismo italiano che se non sono le donne a farlo meglio di questo argomento non parlare. Divertente, nella follia generale, la citazione di quella sedicente antropologa per cui le donne sarebbero più piccoline poiché private delle proteine nobili dai maschi brutali, lo disse in Italia sul Corsera la nostra Monica Bellucci, fuggita (di senno) proprio in Gallia.

        1. la società francese è sempre stata più libera e meno conformista di quella italiana.
          Ricorderai la presa di posizione della Deneuve in merito all’ondata #metoo che lasciò soconcertate
          le femministe nostrane.

          Bellucci è una dominante che non avendo il coraggio di farsi la sua vita in Italia
          è scappata in Francia (dall’alto dei suoi 54 anni si fa un 37enne, più emancipata di così …) .
          Sempre dubitato delle sue reali doti artistiche

          1. Deneuve e Bellucci, in effetti, si sono espresse in maniera simile sul caso metoo, sarà l’aria d’oltralpe che è diversa. Ma alla fine hanno fatto qualche critica molto soft, giusto alle più esagitate, mentre la narrazione sulle donne è la stessa per tutte, non c’è scampo. Sorprendentemente (dovrei potarlo un po’ il mio archivio) ho conservato anche l’articolo in cui Bellucci rivela al mondo un aspetto della evoluzione umana che il Patriarcato ha gelosamente nascosto per milioni anni.

            Ecco la rivelazione: “Noi siamo il prodotto del passato, le donne a tavola mangiavano i resti del cibo dell’uomo, a noi davano le carcasse degli animali, lo sapevate questo? Mi hanno detto che noi siamo più piccole di statura perché mangiavamo meno degli uomini”.

            https://27esimaora.corriere.it/17_novembre_07/bellucci-scandalo-molestie-c-era-rabbia-repressa-atavica-dentro-noi-rabbia-esplosa-lo-scandalo-hollywood-d5e7295a-c402-11e7-8679-22cd098c4574.shtml

            Lo sapevate, questo? Vi siete mai chiesti perché Anselma Dell’Olio, moglie di Giuliano Ferrara, è così magra? Sapete già che dietro un grande uomo c’è una grande donna, ma lo sapevate che dietro una grande donna c’è un’altra grande donna e che dietro un uomo di merda c’è un altro uomo di merda?

            [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=fG8psYATeq8&w=640&h=360]

            Ricorderei il nome del giornalista che ha raccolto cotanto scoop senza battere ciglio, chiaramente un maschio, firma di punta della 27Ora, una carriera avviata, o avvitata, una schiena dritta che i Platelminti se la sognano, tale Valerio Cappelli. Gli stessi poi che scrivono contro le fake news, purché inventate dagli altri.

            Kapò… Kapò…

            Quanta innocenza nella propaganda nazista, che degli ebrei diceva “solo” che rapivano i neonati e altre nefandezze, se raffrontata a quella femminista su tutta la storia degli uomini.

            1. Quando sei Monica Bellucci puoi dire ciò che vuoi e per quanto mi riguarda in quell’intervista non ha detto sul metoo cose sostanzialmente di buon senso

            2. è giusto dire che la Bellucci ha sparato una solenne boiata circa l’homo sapiens e la sua donna.
              qualcosa come 200.000 anni fa…

              Se fosse vera (tale balla spaziale), non si spiegherebbe l’evoluzione del sardo (uomo o donna indifferentemente)
              che nel giro di una settantina d’anni ha quasi eguagliato la media nazionale antropometrica .
              (la bassezza atavica sarda dipendeva dalla malaria, estinta la malaria ed eliminate le paludi, fonte
              della zanzara veicolo di malattia, col tempo il sardo si è irrobustito, complici anche le migliori
              condizioni economiche).

              comunque, almeno la signora ha detto una cosa esatta nella stessa intervista:

              Parlo non solo di produttori e attori, ma di politici, industriali. Queste cose riguardano ogni ambiente di lavoro. L’abuso di potere riguarda tutti i generi. Ci sono donne di potere che si comportano come i maschi.

              non ho sentito molte donne emancipate ammettere una cosa del genere circa il #metoo

              1. La Bellucci è una donna di spettacolo e come tante sue colleghe fa da testimonial alla ideologia femminista. Per convenienza, penso, più che per convinzione, come la duchessa Meghan, chiamata a ricordare al popolo (bue) che “il femminismo significa equità”.

                https://www.vanityfair.it/people/mondo/2018/10/29/meghan-markle-discorso-voto-donne-femminista-tour-gravidanza-foto-gossip

                Ho già osservato in precedenza che a mio avviso se si sono moltiplicate le dichiarazioni di donne famose sul femminismo “buono” significa che il popolo incomincia a non crederci più tanto. Un meme (un tweet) che a me sembra caratterizzi la fase terminale di un po’ tutte le ideologie totalitarie, una volta diventate incapaci di influenzare le masse come prima.

                Alla Bellucci nessuno riconosce particolari doti artistiche, dici bene, dunque come abbia fatto carriera nel cinema rimane un mistero, se non fosse per quella particolare “taratura” del cervello maschile che si obnubila di fronte a un morbido davanzale e a labbra carnose, farebbe altro nella vita, di più umile sicuramente.

                Più esplicitamente invece la Deneuve dice: “Lasciamo agli uomini la libertà di importunarci”. Altrimenti saremmo invisibili, dovrebbe aggiungere, se fosse onesta intellettualmente fino in fondo. Non posso quindi esimermi dal rilevare una profonda ipocrisia di base anche quando incidentalmente azzeccano una frase giusta.

                Detto ciò, neanche voglio dare l’impressione di considerare pericolose delle showgirl, infatti facevo notare la funzione di megafono della Bellucci, come della duchessa di Sussex e le altre, che, consapevolmente o no, semplicemente eseguono il compito di istruire il popolo (bue) sulle ultime ricerche para-scientifiche della élite culturale femminista.

                La filosofa Bérénice Levet nell’articolo sul Foglio infatti scrive: “Così, alcune studiose francesi, compresa la celebre antropologa Françoise Héritier, arrivano a sostenere la tesi secondo la quale se le donne sono di corporatura più minuta rispetto agli uomini, questo sarebbe perché gli uomini fin dall’alba dei tempi si sono riservati i tagli migliori di carne, privando così le loro compagne delle proteine necessarie alla crescita!”.

                Neanche si contano gli onori accademici tributati a questa celebre antropologa francese di nome Françoise Héritier, facile controllare su Wikipedia. Trattata proprio come il prof. Strumia… già.

                Non è la Bellucci che si è inventata quella scemenza sulla evoluzione umana, perciò.

                1. le doti artistiche della Bellucci sono più o meno le stesse di Schwarzenegger. Non è insolito che esistano attori e attrici di ambo i sessi il cui successo è dovuto principalmente a doti fisiche più che recitative. Su Schwarzy però si ironizza molto meno sul “chissà come ha fatto carriera” .
                  E comunque al cinema è il regista che conta più che l’attore: quando la Bellucci è diretta da un regista capace è un’attrice più che degna. Ci sono attori mono-espressivi che in mano a grandi registi hanno fatto ottime cose

                  1. Parli dell’amatissimo e stimatissimo ex governatore della California, dagli avversari compresi, quello con due lauree, quello di cui si sprecano le imitazioni satiriche di Terminator e Conan il barbaro? I registi di Matrix, in cui la Bellucci, purtroppo, ebbe una parte, la peggiore del film, non erano bravissimi? Ma lo vedi quanto sei coglione?

                    1. non hai visto la Bellucci nel film di Virzì (N- Io e Napoleone) e nel film di Giovanni Veronesi (Manuale d’amore 3), era brava.
                      Insisto che il cinema è diverso dal teatro, al cinema un attore mono-espressivo col regista adatto e il film che lo valorizza può fare un buon lavoro vedi Robert Pattinson diretto da Cronenberg

  2. che vi sia ormai un doppio standard è chiaro come il sole: quando una donna è scivolata orribilmente nel fiume Tevere insieme a due anime innocenti, figlioletti avuti con tanta tenacia, sono insorte alcune “esperte” a dirci “voi non sapete neppure cosa è la depressione post partum”. Ringraziamo queste prof. universitarie di psichiatria pret-a-porter.
    A me invece sembra che la tragedia di Roma, di pochi giorni antecedente al Natale (potente motore di disgrazie specie
    quando vi sono situazioni “a rischio”), non abbia proprio nulla a che fare con la tristezza che pervade certe donne nel puerperio.
    Ve lo dico perchè proprio la mia donna delle pulizie ha avuto questo tipo di sindrome e a parte il fatto che non le balza
    per la testa manco un attimo di far fuori il figlioletto, amatissimo in casa, l’unico risultato di questa D.p.P. è un grosso
    esaurimento, e la poca voglia di fare una beata mazza sul lavoro (risultato, ha lasciato il mio lavoro e l’ho sostituita con
    una capace e volenterosa).

    per quanto riguarda i poliziotti e forze dell’ordine, sono sempre sul filo del rasoio. Basta vedere quel filmato in cui
    5 giovani agenti tentato disperatamente di fermare un colosso (credo che sia la stazione termini o fiumicino). Il
    personaggio di colore si dibatte e dopo una fatica immane gli mettono le manette, tenendolo fermo a terra.
    La gente, invece di dare una mano, di fare cordone di sicurezza e soprattutto di fare silenzio si mette
    a riprendere col cellulare.
    Una cazzara col cellulare, che ha visto troppi film su Cucchi, dice “ma siete in 5 !”. Genio.
    Un’altra signora in pelliccia si mette a discutere con due militi, disturbando il fermo del colossale africano
    (e se fosse stato un terrorista ?).
    La terza idiota, che forse si illude che quando verrà aggredita arriverà Batman o il generale Custer col
    7° cavalleggeri, si mette a polemizzare col terzo poliziotto, il quale, preso dai nervi, arriva e le mostra un
    buco sul pantalone prodotto dal morso dell’extracomunitario. Il tutto immortalato su Iphone.

    Non è un Paese per poliziotti !

    ps per quanto riguarda Capasso e cisterna di latina, io ricordo che il tipo non ebbe manco la possibilità
    di trovare una casa (in quanto non viaggiava nell’oro, lo stipendio è quello che è); a me non risulta
    che fosse violento, esaurito sì, nè più e nè meno quanto la donna suicidatasi nel Tevere.
    Addirittura andò a dormire in caserma proprio perchè non aveva manco una stanzetta;
    udienza fissata a marzo, omicidio a febbraio e anche lì totale fallimento del processo civile
    con buona pace di operatori, organizzatori, conferenze di femministe e alti oratori che
    però dei problemi veri delle persone se ne fregano.
    Se ne fregano davvero : l’importante è che il loro nome compaia su locandine (meriti professionali
    e nuove cause da gestire).

    1. I due imbecilli, donna e uomo (che pronuncia la solita insulsa frase “sono tutti fascisti di merda”) meriterebbero essere radiati dall’Albo dei Sardi (si avverte nettamente l’accento, soprattutto dello sfigato idiota).
      Ammirevole il comportamento delle Giacche Blu che riescono a mantenere i nervi saldi.

  3. “il carabiniere Luigi Capasso spara alla moglie, ferendola, poi si barrica in casa con le due figlie. Com’è noto la vicenda termina tragicamente: l’uomo uccide le due figlie con la pistola d’ordinanza, per poi togliersi la vita. Con la donna si stavano separando, sa solo il cielo cosa lei gli stava facendo passare: Capasso non ha retto e ha perso la ragione”

    proprio non ce la fai a non suggerire che è colpa di una donna che si è beccata una pallottola e ha perso le figlie per mano del loro padre; quelli che sparano, accoltellano, uccidono sono sempre poveretti che “non hanno retto”, se sono uomini, se sono donne sono lucide e spietate assassine, esistono solo i poveretti non le poverette; le donne assassine sono sempre e soltanto lucide e spietate gli uomini assasini sono sempre e solo poveretti che non hanno retto. Non vedo nessuna differenza con le donne che su facebook hanno esultato per la tizia che assieme ai figli ha ucciso il marito che dormiva. Tu non esulti ma con quell’allusione “sa solo il cielo cosa lei gli stava facendo passare” di fatto giustofichi il delitto. Se qualcuno dicesse lo stesso di un marito ucciso dalla moglie “sa solo il cielo cosa lui le stava facendo” scriveresti un post indignato.

    1. Non ci crederai ma, lo giuro, l’ho scritta apposta per generare commenti come il tuo. Epic win…
      Vedi, a parti invertite, donna che uccide uomo, l’argomentazione “chissà cosa le ha fatto passare per portarla a quello” risulta pienamente accettabile e condivisibile.
      A parti invertite no.
      Il doppio standard delle/dei femministe/i.
      CVD.

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