La nuova frontiera porno-soft del “Codice Rosso”

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

Bongiorno Bonafede Huntziker Codice Rossodi Giancarlo Costa – La nuova legge del “Codice Rosso” prodotta dagli ex ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede ci è stata “venduta” come “un modo per non far sentire le donne sole e indifese. La solita retorica per guadagnare qualche pugno di voti facendo leva su un problema gonfiato ad arte. E’ interessante osservare, però, le modalità con cui il “Codice Rosso” si stia già utilizzando in quel mondo della prostituzione soft che procura soldi facili (ed esentasse) a tante ragazze. Tutte poco più che maggiorenni, sfruttano la loro avvenenza vendendo i propri “set” fotografici senza veli a poveri gonzi che sbavano su applicazioni come Instagram.

Per chi non lo sapesse su quella app (ma non solo lì) è possibile trovare i profili di queste signorine. Si autoproclamano modelle quando non addirittura influencer, ed espongono tra sorrisi e musetti imbronciati decine di foto e video in cui abbassano le mutandine, strizzano seni e mostrano natiche, in un completo repertorio di pose e ammiccamenti che vorrebbe essere sexy e provocante. Ma questa è ovviamente solo la vetrina acchiappa-fessi, anche perché la politica di Instagram (moderatamente censoria) vieta ad esempio di mostrare i capezzoli o gli organi sessuali. La cosa viene facilmente risolta pixellando qua e là qualche centimetro quadrato di pelle.

modella instagramPer chi vuole andare oltre però scatta l’opzione “pay per view”. Cioè: mi vuoi vedere tutta nuda? Paga. Hai varie opzioni: abbonamenti a siti appositi (che si trattengono una percentuale sul venduto) o ricariche su PostPay o PayPal. Ricevuto il pagamento la signorina ti invierà per la tua onanistica gioia il materiale concordato e il gioco è fatto. Da qui, però, nasce un problema che potrebbe rovinare il business. Se chi ha pagato e ricevuto gli artistici scatti poi decide di condividerli con gli amici, i quali li girano agli amici degli amici e così via, con la diffusione esponenziale di cui sappiamo capace la rete, si rischia di saturare il mercato e la povera e indifesa ragazza potrebbe perdere importanti fette di mercato.


Ragazze poco più che maggiorenni, che sfruttano la loro avvenenza.


Ma per fortuna adesso c’è il Codice Rosso e la normativa sul “revenge porn”! Le signorine che fino a un attimo fa vi facevano l’occhiolino, timide e ingenue abbracciando un orsacchiotto e mettendo in mostra il perizoma, svelano la vera natura e vi informano che: 1) se anche avete regolarmente comprato il materiale non potete farne l’uso che ne volete, in particolare non lo potete diffondere. 2) Se lo passate agli amici verrete accusati di diffusione di materiale pornografico senza il consenso dell’interessata. Perché se è vero che lei lo vende a chiunque tiri fuori un po’ di euro dalle proprie tasche per riversarlo nelle sue, la legge la tutela sul piano della privacy. Qualcuna ha persino la sfacciataggine di accostare la protezione dei propri affari ai casi di suicidio di alcune ragazze conseguente alla diffusione non voluta di proprie foto intime. 3) La nuova legge del Codice Rosso le protegge, minacciano: avranno diritto al gratuito patrocinio e pure a un risarcimento, mentre voi dovrete difendervi in tribunale a vostre spese e dovrete anche pagare un “danno morale” alla povera vittima che si fidava tanto di voi (anche se di voi conosceva solo gli euro che le avevate inviato)

In pratica il concetto è: io vi offro la possibilità di vedere le mie foto “private” perché siete voi a chiedermele. Io vi invio il materiale in forma privata. Anche se vi chiedo dei soldi per farlo, in realtà non c’è nessun contratto di vendita e quindi è un semplice scambio tra privati. Se voi diffondete le mie foto nuda io vi trascino in tribunale appellandomi alla nuova legge del Codice Rosso sul revenge porn, per cui voi vi dovrete difendere da un grave reato di natura penale. Non importa che io non paghi le tasse su questa attività. Non importa neanche che invii le mie foto nuda a tutti i paganti, anche minorenni forse. Tanto non c’è alcuna verifica reale, al massimo siete voi ragazzini che avete dichiarato il falso. Non importa nulla. Importa solo che io sono una donna e sono vittima. E voi, oltre ad essere dei fessi, sarete pure nei guai.


ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

grafica_ingranaggibanner

ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: