STALKER SARAI TU

Le imbonitrici dell’antiviolenza

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

varie_dulcamaraImmaginatevi in poltrona davanti alla TV. Cambiate canale e su un palco vi appare un mago, con il suo tipico frac e la sua gestualità immaginifica. Arriva una bella ragazza, la ficca in uno scatolone che chiude ermeticamente, dopo di che tira fuori una lama. E’ probabile che a questo punto cambierete canale, se non l’avete già fatto. Quello che sta per fare è un trucco già visto e rivisto milioni di volte, tutti sanno come funziona. Eppure, guardando dritto in camera, il mago ha uno sguardo convinto di chi sta per fare un incantesimo formidabile e sorprendente. E’ il suo mestiere, deve fare così, deve porgere quel sorriso e gesticolare in quel modo, altrimenti la magia non si ricrea. Ma l’atteggiamento imbonitore non è solo dei maghi: pensate a quei poveretti che vendono patacche in TV spacciandoli per zirconi, diamanti e smeraldi. Di tutto si inventano pur di essere convincenti. Sanno che il 98% di chi guarda non ci cascherà, ma putacaso beccassero quel 2%…

La gestualità e la comunicativa da pataccari prende un tono particolarmente drammatico quando a cercare di piazzare sul mercato la loro inutilità sono le imbonitrici dell’antiviolenza. Le loro parole e i loro modi sono una forma molto pericolosa di intrattenimento, perché parlano alla pancia della gente evocando drammi e tragedie, usando parole-chiave di richiamo psicologico, pur sapendo perfettamente di mentire in modo spudorato. Sono coscienti che il loro elisir è una truffa, un composto che non solo non guarisce, ma non serve neppure, perché nessuno o pochissimi hanno i malanni che esso dovrebbe miracolosamente curare. Eppure hanno bisogno di promuoversi, perché i fondi scarseggiano e lo stipendio bisogna portarlo a casa. Soprattutto bisogna trovare un senso alla propria esistenza sostanzialmente nulla. Una necessità che incrocia perfettamente il bisogno dei media di attirare lettori e soprattutto lettrici, come si è detto ieri.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

varie_antiviolenzaolbiaCosì nascono articoli che in realtà sono pubbliredazionali, ossia pubblicità-propaganda camuffata da articolo, come quello uscito di recente su La Nuova Sardegna, edizione di Olbia dedicato al locale centro antiviolenza “Prospettiva Donna”. Un’associazione la cui presidentA nel 2016 ha tentato la carriera politica (maddai, che originalità usare un centro antiviolenza come trampolino per la politica! Non lo fa nessuno…), indovinate un po’ con chi, finendo poi eletta. Sotto la foto di un gruppo di donne, un paio pure niente male, va in scena lo spettacolo delle professioniste dell’antiviolenza, con tutto l’armamentario di richiami, occhiolini, drammatizzazione teatrale e, naturalmente, manipolazione feroce della realtà. Fioccano frasi come “la violenza sulle donne non ha fine”, “la violenza sulle donne, sempre più dura, non accenna a diminuire”, “i femminicidi crescono”. Sono i gesti del mago, le rassicurazioni del venditore di patacche: non ci crede nessuno, le stesse che le pronunciano sanno che i numeri smentiscono alla radice le loro asserzioni, tuttavia sono cose che vanno dette. Fa parte del copione. E nel mirino devono esserci loro, naturalmente: gli uomini e, a buon peso, anche i padri.

I toni restano seri seri sebbene ci sia un’involontaria comicità quando si parla delle 240 donne vittime di violenza che nel 2018 sono state aiutate dal centro antiviolenza. Sì, ma vagli a chiedere nomi, cognomi, casistiche, un resoconto del percorso di recupero, l’esito processuale e il bilancio dell’associazione, ti risponderanno che per decisione interna i dati degli accessi sono coperti da riserbo, perché la legge sulla privacy… perché la Convenzione di Istanbul… perché sarcazzi e ciccibum… Ma dato che un pubbliredazionale non fa mai domande scomode, allora si passa a parlare delle professionalità interne, che però non si citano. Peccato perché viene da chiedersi le fanciulle che sorridono appagate nella foto che lauree abbiano, quanta esperienza professionale nel loro campo, quali qualifiche. Intendiamoci, quella di “counselor” non vale nulla già di per sé, tanto meno se presa con un corso online o con i punti della Coop.

varie_gattovolpeNonostante questo, o forse proprio per questo, alla fine si arriva al punto: serve un riconoscimento ufficiale da parte della Regione. Un passaggio fondamentale non perché quelle associazioni svolgano un ruolo che surroga efficientemente quello pubblico, ma perché solo così si accede ai fondi. Che comunque, si tiene a precisare, sono sempre troppo pochi (chiagni e fotti, dicono a Napoli). Insomma venghino signori, venghino: vi proponiamo una realtà virtuale e ve la proponiamo in modo emozionante. Non importa che i fatti la smentiscano, basta che vi lasciate impressionare e ci lasciate ruminare liberamente nella mangiatoia dove lo Stato ha posizionato un sacco dei vostri soldi solo ed esclusivamente per quelle come noi, pataccare e imbonitrici dell’antiviolenza, le volpi dei tempi moderni, con i media, il gatto della storia, a darci manforte. Peccato, gentili signore, che sempre meno persone oramai sono Pinocchi che ci cascano.


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

15 thoughts on “Le imbonitrici dell’antiviolenza

      1. Mai mettere limiti alla “Divina”…provvidenza.
        Ma anche in regione non si sta poi male, eh.
        Inoltre, puoi lavorare meglio per elargire fondi (perduti) alla tua associazione, una roba che in un paesone come è Olbia, una cittadina toh, sono sicuro che in proporzione ci sono più CAV e CAM e denunce contro presunti/pretesi stalker e maltrattatori che abitanti.
        Del resto una denuncia non si nega a nessuno, i numeri sono importanti.
        La bolla opportunamente creata va alimentata, possibilmente gonfiata ancora di più, altrimenti come si giustifica la necessità dei finanziamenti dalla stessa Regione e dallo Stato ?
        Davvero crediamo che queste accolite di rancorose (semicit. V.Capossela) possa reggersi con l’autofinanziamento ?
        Per dire, un ricorso al TAR e poi al Consiglio di Stato costa, vorrete mica che lo paghino di tasca loro le professioniste abusologhe ?
        E pazienza se sia il TAR che il Consiglio di Stato ti rifilano sentenze che sono randellate nei denti (giuridicamente parlando) perchè non ti riconosce come soggetto legittimato, già ti va di lusso che compensano le spese di giudizio.
        Tanto paga Pantalone.
        Leggere per credere:
        http://www.studiolegalemanzi.eu/consiglio-sezione-v-27062018-n-3948/

        1. Una figura barbina, ma la strategia sai bene quanto me che funziona. Urlare contro l’ingiustizia per il mancato rispetto delle quote rosa, poi urlare contro una giustizia ingiusta dopo la sentenza del Tar e annunciare ai quattro venti che lotteranno, l’audience aumenta, poi di più perché a loro qualsiasi sentenza fa gioco, se sfavorevole chiamata a raccolta per una sentenza maschilista, se favorevole se la vendono come una loro grande vittoria contro il patriarcato. Se anche il CdS le ridicolizza a loro fa gioco, più che se avesse accolto il ricorso.

          1. Vero. La classica situazione win-win.
            Beh, almeno tuo fratello ne é uscito indenne, certo la sua “maltrattata/perseguitata” è annoverata tra le 250 “assistite”. 😉

            1. Mio fratello se l’è cavata grazie a un amico che ha dato preziosi consigli e grazie al fatto che la Procura di Roma ha avocato il procedimento, in caso contrario sarebbe ancora sotto schiaffo in attesa di definizione, in quella zona grigia brutale in cui tutte le persone in attesa di giudizio galleggiano e annaspano per non affogare e non lasciarsi andare per il senso di vergogna che provano solo persone innocenti e accusate falsamente, ma sentono addosso il marchio a fuoco. Certo che la calunniatrice sarà o è già annoverata nel conteggio, non ho dubbi. Auguro a tutte queste imbonitrici la stessa sorte che grazie al loro lavoro sporco, infame, subdolo e vigliacco di trovarsi un giorno nella stessa situazione a ruoli invertiti, che precipitino nel dramma della depressione e dell’isolamento. Da quelle parti gira un brutto virus, meglio stare lontani per gli uomini o almeno fare molta attenzione e ai primi segnali scaricare certe donnicciole senza tanti complimenti o spiegazioni, chiudere la porta alle spalle e dileguarsi.

  1. ho visto quell’articolo sul giornale, circa il CAM di Olbia. Evito qualsiasi commento perchè sarebbe inutile.
    Mi piacerebbe solo capire quante donne sono state aiutate.
    Si contano sulle dita di due mani, forse
    basta una sola mano per contarle.

    vi dico come la penso, seriamente.
    A me la violenza fa schifo in tutte le sue forme, da quella verbale a quella psicologica, da quella su una
    donna, indice di enorme debolezza dell’uomo, fino alla manipolazione dei figli nella separazione.
    La alienazione genitoriale, ad esempio, è un gravissimo abuso non solo contro la genitorialità, ma
    soprattutto contro un sano sviluppo di un minore o di un adolescente. Sono i malati di domani !
    Fonte continua di lavoro per gli psichiatri.

    Tutte queste cose vili mi fanno schifo.
    Passando al post, a me pare che tutte queste “battaglie” tanto capillari quanto disinteressate (?)
    non servono assolutamente a nulla. Nulla.
    Non aiutano le persone veramente in difficoltà, perchè ci sono donne che davvero si trovano in
    situazione drammatiche,e che per ignoranza, povertà, ambiente sociale, clima paesano, sudditanza
    psicologica ed altro, sono veramente impossibilitate ad agire.
    tutte queste persone, guarda caso, restano sole nel momento del bisogno.

    Il clima di cagnara, perchè di questo si tratta, agitata da abusologhe femministe, politiche, amministratori che
    cercano voti, convegnisti che cercano acquirenti di libro, egocentrici che si gasano nei vari convegni
    per avere una sponda politica (= voti a future elezioni)
    non fanno altro che spaventare e tenere in un clima di costante tensione i figli e le figlie.
    Sì, proprio loro: avete presente i commercianti che si barricano per paura dei rapinatori?
    perchè la tv ci ha detto che la città è pericolosa e qui un giorno era tutto più bello (un cazzo…).

    E’ la stessa cosa, avranno paura di tutto, anche del povero che fa l’elemosina.
    Allo stesso modo, tutti i figli/e vittime di separazione conflittuale, storditi e pressati da
    questo clima di “infamia” (non trovo termine migliore) non faranno altro che barricarsi
    in casa e schierarsi. Oggi potranno pure dire che il loro padre “è un pezzo di merda”.
    Sopratutto “tuo” padre (raitre, cit.).
    Schierarsi come soldati al fronte.
    Come ci si schiera nelle curve degli stadi, come oggettini messi lì a fare da pupazzi
    in un gioco molto più grande di loro. Molto più costoso e dove la “partita” è assai più vasta.
    Questa partita riguarda la crescita, lo sviluppo dei ragazzi e in parole povere, la
    libertà dei nostri cari figli
    Rimasti soli e senza padri, perchè ai padri hanno sparato alla nuca (ovviamente in senso figurato).

    scusate la lunghezza.
    Sono veramente deluso da tutto.

    1. No, questa è Prospettiva Donna, non c’entra niente col CAM, forse hanno in comune qualche militanza condivisa ma il CAM è un moscerino, molto fastidioso ma un moscerino. Anni fa mi è capitato di fare la conoscenza di entrambe le associazioni durante un tour in cui seguivo la mia ex dirigente che teneva delle conferenze in Sardegna, assicuro che non ho mai trovato donne così accanite e incattivite capaci di alterare la realtà e gridare all’emergenza e lo fanno anche bene devo ammettere, riescono a far presa su un vasto pubblico. uomini compresi. Quando però chiedi di esibire dati diventano evasive, sanno manipolare bene i discorsi e si trincerano dietro assurdi discorsi autoreferenziali, sono delle abili e consumate venditrici e autopromotrici molto ben inserite nel contesto politico isolano e con il supporto dei due quotidiani sardi. Sono convinta che in un paese normale questi pubbliredazionali sarebbero sanzionati ex 656 del cp come meriterebbero, idem queste professioniste del femminismo militante alle quali prima o poi qualcuno dovrà chiedere conto dei finanziamenti che ricevono e della loro effettiva e concreta destinazione.

      1. ok lapsus, niente adulti maltrattanti ma un CAV.
        da quanto ne so, Olbia ha seguito un solo caso: una ragazza di Budoni che realmente è stata violentata
        dal padre (un albanese).
        anche la ragazza ovviamente è albanese e il soggetto è in carcere, le ragioni della ora maggiorenne
        sono tutelate da prospettiva donna di Olbia .
        se poi ci sono altri casi, a me non risultano.

        come ho già scritto in altri commenti, dimostrino i dati: le statistiche e i numeri aggiornati.
        il supporto del quotidiano di SS è scontato visto che la redazione è diretta da una femminista.

          1. la notizia che ho l’ho presa dal giornale
            vi era indicazione di quel CAV
            può darsi che siano intervenute altre volte
            (ricordati il mio riferimento alle 2 mani provviste di 10 dita ….)
            ma può darsi che io mi sbagli …

          2. “Oltre 250 accoglienze” significa
            “Oltre 250 accoglienze telefoniche” che significa
            “Oltre 250 telefonate in entrata”
            Compreso quello che ha sbagliato numero, l’amica che chiama per confermare l’appuntamento, eccetera.

        1. Come ho già scritto, i dati non li esibiscono e nessuno può obbligarle a farlo, sono una realtà fuori controllo, l’unico modo è confrontare il numero delle denunce-querele-esposti negli Uffici di polizia prima che queste congreghe si appropriassero della scena e riscontrarle anno per anno con quelle successive, anno per anno, poi incrociare i dati per riscontrare quante sono state archiviate, quante si sono risolte con sentenza di non colpevolezza (ma ci marciano anche su questo, se c’è assoluzione è perchè il giudice è un bieco maschilista, se è una giudice è una apostata), quante nei casi di stalking sono state derubricati a semplici molestie e quante quelle di condanna effettiva con pronunciamento della Cassazione. Solo così si può avere un quadro della situazione. Ma nessuno si muove, non è politicamente corretto d è penalizzante elettoralmente.

  2. Tempo che fu, creai, sui blog femministi del Fatto quotidiano l’hastag “#datecelisordi”, che adesso in molti utilizzano con soddisfazione. Fatelo circolare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: