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L’Emilia Romagna è uno squarcio inquietante sul futuro

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varie_bavagliolgbtAlle 3.30 di sabato mattina scorso, il Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna ha fatto passare la legge contro la “omotransnegatività”, sebbene per astuzia ne avesse cambiato il nome in “Legge regionale contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. Una supercazzola al posto della schietta verità. Votano a favore PD, Sinistra Italiana, il Movimento 5 Stelle e il Gruppo Misto. Si oppongono Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Dopo una lunghissima battaglia e moltissime polemiche, quella che gli oppositori chiamano “legge bavaglio” alla fine passa, sulla scia del solito digestivo politico, la “non discriminazione”, parola magica con cui si riesce a far passare di tutto. C’era probabilmente un debito politico da pagare alla comunità LGBT, ma non solo: imporre quelle norme è un tentativo di corteggiare quella stessa comunità in vista delle prossime regionali, dove la sinistra sa già di essere messa molto male.

Il dispositivo della norma è perfettamente allineato alle strategie internazionali e nazionali per creare ipertutele a vantaggio di singole categorie connotate da specifici orientamenti sessuali. Di fatto in Emilia Romagna ci saranno corsie preferenziali nel mondo del lavoro per chi appartiene alla minoranza LGBT, ma non solo. Si sa che l’obiettivo di quell’ideologia è la scuola e la norma favorirà guarda caso l’insegnamento della teoria gender nelle scuole (indottrinamento ai docenti incluso). Una marcia trionfale di conquista del futuro che non deve essere disturbata, ecco perché viene anche stabilito il controllo dei contenuti (indesiderati) diffusi sui mezzi di comunicazione attraverso il monitoraggio del Corecom, così istituendo il famoso bavaglio. Ciliegina sulla torta, la legge iscrive la Regione Emilia Romagna a “Ready”, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni gay-friendly.

logo_readyLa norma è criticabile sotto vari aspetti. Le corsie preferenziali sul lavoro, tanto somiglianti alle case date in via prioritaria ai gay presuntivamente discriminati a Milano, creano uno sbilancio ingiustificato e anche un pelo incostituzionale. Quanto un’ideologia basata sull’orientamento sessuale debba stare lontana anni luce da tutto ciò che è formazione e istruzione, l’ha già spiegato ampiamente Elisabetta Frezza, dunque rimando al suo libro. Pericolosissimo è il bavaglio, in senso generale e nello specifico: oggi si vuole imporre la sessualità come sentire individuale, che deve prevalere sull’oggettività delle cose. Dunque un messaggio sarà censurabile non per ciò che è o per ciò che dice, ma sulla base di come viene percepito da questa o quest’altra corrente della lobby LGBT. Alla fine il bavaglio verrà messo sulla bocca di tutti coloro che argomenteranno in modo da disturbare troppo il manovratore. Sull’adesione a “Ready” non c’è molto da dire: è già assurdo che esista una rete del genere, palesemente concepita per essere la porta principale d’ingresso per le lobby omosessuali all’interno delle istituzioni.


Una marcia trionfale di conquista del futuro che non deve essere disturbata.


Si dirà: c’è una smisurata dose di sfacciataggine nel governo regionale emiliano se è riuscito ad approvare una legge simile dopo gli eventi della Val D’Enza, dove buona parte degli abusi sono stati ispirati proprio dall’inquinamento ideologico LGBT, non tanto con l’affido di bambini a coppie omosessuali, ma con il perseguimento volontario di obiettivi miranti a distruggere la figura maschile-paterna, e più genericamente l’istituzione famiglia. Sì, serve davvero una grande faccia tosta, ma non solo. Serve anche una percezione sovrastimata del potenziale elettorale della lobby LGBT, che tra le altre cose sa sicuramente come vendersi politicamente. Accanto a ciò c’è una sottostima del sentire popolare più diffuso e maggioritario, che di questo tipo di privilegi non vuole sentire parlare. In fondo, forse, c’è anche un’inclinazione suicidaria inconsapevole nella sinistra nazionale. Si tratta solo di attendere le prossime regionali per rendersene conto (e godersi lo spettacolo).

varie_invasionelgbtMa perché si deve essere contrari a questo tipo di leggi? Perché sabato mattina si è commesso un errore? Varrebbe la pena spiegarlo elencando per l’ennesima volta le contraddizioni, i pericoli, le origini di un’ideologia tossica che, se riuscirà davvero a impossessarsi del futuro attraverso la scuola, creerà un mondo distopico difficile da immaginare, ma somigliante agli scenari visionari di H.G. Wells  o Aldous Huxley. Ma stavolta non voglio diffondermi sui principi. Stavolta lascio la parola agli esempi, a fatti accaduti di recente, che da soli danno esattamente la misura di quale sia l’avvenire che si sta apprestando per chi verrà dopo di noi. Sono le escrescenze che denotano una malattia in incubazione e verso la quale troppi, tra coloro che dovrebbero agire per debellarla, si mostrano accondiscendenti.


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In Canada di recente un trans si è recato in un centro di bellezza e ha chiesto una depilazione delle parti intime. Le operatrici, tutte molto giovani e alcune di religione musulmana, si sono rifiutate di toccare i genitali indubbiamente maschili del trans e non si sono fatte convincere dal fatto che Jonathan Yaniv, questo il nome del trans, predicasse di “sentirsi donna”. Risultato: le ha denunciate tutte, portandole anche al ludibrio della rete internet. Tutte e sedici ora sono alla sbarra e hanno perso il lavoro. A nulla è servita la successiva scoperta che Yaniv è un abituale adescatore di minorenni sul web, come hanno provato le molte testimonianze e gli infiniti screenshot mostrati a supporto. Il fatto è accaduto a Vancouver e qualcosa di uguale d’ora in poi potrebbe accadere a Forlì, a Cesena o a Parma, e sarà tutto regolare.

varie_genderlessonsIn Estonia una femminista e attivista gender di nome Mare Tallia ha messo su una mostra di sue “opere”. E’ disponibile un video dove la signora ritiene artistico mostrare il proprio sfasciume fisico a tutti i visitatori. Libertà di espressione artistica, si dirà. Certamente, siamo d’accordo. Se non fosse che, in presenza di una scolaresca inspiegabilmente portata in visita a quel genere di mostra, lei ha pensato bene di mostrarsi volontariamente come mamma l’ha fatta davanti agli sguardi stupiti e pure un po’ disgustati dei ragazzini (“it has been gross”, è stato disgustoso, ha commentato uno di loro su Instagram). La foto raccapricciante (non tanto perché lei fa ribrezzo a guardarsi, ma per il suo show davanti a dei ragazzini) ha fatto subito il giro del web, suscitando molte polemiche. E da oggi se qualcosa del genere, anzi del gender, capitasse a Ferrara, Borgo Val di Taro o Rimini, nessuno potrebbe dir nulla perché sarebbero programmi artistici previsti nei programmi scolastici e guai a fiatare.

In Gran Bretagna è stato diffuso uno studio particolarmente interessante. Si è rilevato che una gran quantità di bambini cui è stato somministrato il bloccante della pubertà, il cosiddetto “trattamento transgender”, mostrano dopo anni evidenti tendenze suicidiarie o autolesionistiche. I medici però lo somministrano, i genitori lo chiedono non appena vedono il figlio maschio giocare con una bambola o la bimba giocare con le macchinine, tutti insieme chiamano la cosa “disforia di genere”, ne parlano come di un’epidemia e guai a contestarli. Vallo a dire poi a quei genitori di Modena, Carpi e Fidenza, che si saranno fidati di quel medico tanto bravo, secondo cui quel farmaco avrebbe fatto stare meglio quel ragazzino o quella ragazzina che poi però si sono tolti la vita, a imitazione di David Reimer, la prima vittima storicamente accertata di questa follia dilagante. Vaglielo a dire che non potranno protestare né chiedere giustizia perché altrimenti saranno etichettati come omofobi.


La signora ritiene artistico mostrare il proprio sfasciume fisico a tutti i visitatori.


varie_genderpregnantAncora in Gran Bretagna il servizio sanitario nazionale ha di recente diffuso un libretto di 14 pagine chiamato “A Guide To Effective Communication: Inclusive Language In The Workplace” (Guida per una comunicazione efficace: linguaggio inclusivo al lavoro). Destinatari i sanitari britannici. Che secondo l’opuscolo non potranno più riferirsi alle donne incinte con l’espressione usata da sempre “expectant mothers”, madri in attesa. Perché? Perché la parola madre, una parola che per noi medievali contiene addirittura aspetti di sacralità, potrebbe offendere le persone “transgender”. I 160.000 operatori sanitari d’Inghilterra dunque d’ora in poi dovranno utilizzare l’espressione “pregnant people”, letteralmente: gente incinta. Il turbamento di una minoranza dunque limita la libertà di parola di tutti, falsifica la realtà dei fatti (solo una donna biologica può essere madre, con buona pace dei “transgender”), ma soprattutto denota come il nemico numero uno dell’ideologia LGBT siano le donne-madri e la maternità in sé. Ebbene qualcosa del genere potrebbe da adesso essere imposto agli ospedali di Bologna, Reggio Emilia, Ravenna e del resto dell’Emilia Romagna.

Vogliamo spingerci verso gli estremi? Bene, allora restiamo sull’odio LGBT per la maternità. Un odio ormai ben presente in tutti i documenti internazionali e nelle azioni che ne derivano. Inclusa la più ampia promozione dell’aborto indiscriminato, un caposaldo anti-maternità per l’ideologia arcobaleno. Ebbene si è scoperto che in alcuni villaggi indiani non nascono più bambine a causa degli aborti selettivi. In un’altra area apparentemente più civilizzata, negli USA, si è invece scoperto che Planned Parenthood, il soggetto che non solo favorisce gli aborti, ma ci fa anche un sacco di grana sopra, estraeva i feti abortiti dal ventre materno per poi ucciderli espiantando da essi il fegato, che poi veniva introdotto nel ricco mercato dei trapianti. Si capisce così perché lo stato di New York abbia permesso l’aborto fino al nono mese di gravidanza. Scenari eccessivi? Chissà, non ne sarei così certo. Di fatto si tratta delle massime aspirazioni del movimento che ha dettato alla sinistra l’approvazione della legge in Emilia Romagna. Questi sono brandelli di futuro possibile che fanno capolino già nel presente. Resta da capire se gli emiliani e i romagnoli, gli italiani e il resto del mondo davvero vogliano tutto questo. Io, in tutta franchezza, no.


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23 thoughts on “L’Emilia Romagna è uno squarcio inquietante sul futuro

  1. @Alessandra, con la scusante del “ma c’è altro da fare” il PP di Rajoy ha fallito nell’abolire le Leggi Zapatero e oggi i risultati si vedono: il PP è al minimo storico, CS (che propone di modificare quelle leggi) e VOX (che propongono di abolire quelle leggi) hanno divorato mezzo PP, quindi mi sa che il problema sta a monte, ovvero il PP che aveva la maggioranza da solo nel 2011-15 avrebbe dovuto abolire quelle leggi anche a costo di andare allo scontro totale con il PSOE, ma non si è fatto mai un tubo visto che c’erano altre emergenze… ed ecco i risultati: tanto, perdere per perdere, secondo me era meglio usare la legislatura 2011-15 per abolire quelle leggi invece di sperare che “se non le tolgo, allora il PSOE starà zitto e quindi io (Rajoy) vengo riconfermato”. Tanto, se sai già che alle elezioni successivi perdi… tanto vale andare allo scontro totale mentre sei al governo: invece non lo si è fatto visto che Rajoy puntava alla rielezione invece di fare le cose giuste. E infatti il PP alla fine cosa ha combinato? Un disastro totale: i suoi elettori si sono incazzati e sono andati a CS e a VOX con i risultati che vediamo (la divisione in 3 liste di destra con quel sistema elettorale lì hanno favorito il PSOE che ha fatto il pieno dei voti grazie al “voto utile” che ha abbassato UP-Podemos)

  2. Quella scorreggina di Breaking Italy ha fatto un video su Bibbiano cercando di “smontare” le cose “più estreme” dette a riguardo (che considera balle). Ti consiglio di prenderne visione.

    Io ormai posso minimamente salvarlo solo perchè all’epoca non attaccò il Gamergate

    1. Cosa sarebbe il Gamergate di cui parli? Io non so nulla di questa vicenda, quindi potresti spiegare per noi profani? Ringrazio in anticipo la tua cortese spiegazione: detto questo, in Italia quando uno scandalo colpisce il PD allora tutti minimizzano visto che altrimenti senza il PD (o avendolo contro) moltissima gente perderebbe il lavoro… invece se uno scandalo marginale colpisce il centrodestra oppure il M5S, allora il PD fa un casino infernale e tutti devono seguire il PD altrimenti finiscono a casa senza lavoro… e sappiamo bene come è vendicativo il PD verso i dissidenti.

      1. Roba a base principalmente americana. Una rivolta dei consumatori del mercato videoludico contro media e riviste online corrotti che votavano un videogioco come più o meno di qualità sulla base prima di favoritismi concessi dalle sviluppatrici femministe e poi sulla base dell’ammontare di “diversità” che tale videogioco conteneva

        1. Ma il boicottaggio (cioè la rivolta dei consumatori americani) è funzionato oppure ha fatto la fine ridicola che di solito fanno simili iniziative intraprese qui in Italia? Notare la differenza…

  3. “ma soprattutto denota come il nemico numero uno dell’ideologia LGBT siano le donne-madri e la maternità in sé”

    Dell’ideologia “T” semmai, ovvero le trans.
    Le trans in genere odiano le donne.

    C’è stato anche il caso dell’associazione medica che ha sostituito la parola “vagina” con “buco frontale”, proprio per vezzeggiare le trans umiliando le donne.

    E secondo me è positivo che ci sia una forza che tenta di sminuire le donne: abbiamo visto quanti benefici hanno tratto le donne in generale dalla demonizzazione della mascolinità e della figura paterna – senza, probabilmente, non esisterebbero le quote rosa né incentivi sessisti come quelli sulle tasse universitarie e sulle assunzioni. Sicuramente non esisterebbe alcuna presunzione di colpevolezza per gli uomini accusati da donne, né il Codice Rosso.
    Il problema, semmai, è che non fanno abbastanza: dovrebbero demonizzare le donne, non sminuirle semplicemente.
    Voglio vedere la propaganda trans annientare la figura femminile, proprio come la propaganda lesbomisandrica ha colpito quella maschile.
    E col cavolo che spenderò una parola a favore delle signore, anzi: ho comprato i popcorn.

  4. E, come previsto, i cosiddetti cattolici di sinistra (corrente a cui appartiene Pierferdinando Casini) hanno accettato le “discriminazioni positive” in ambito lavorativo, in cambio dell’articolo 12, ove si dice che i finanziamenti regionali alle organizzazioni LGBT non saranno erogati a organizzazioni che promuovono la GPA.
    E’ lo stesso schema del DDL Cirinnà, con la differenza che qui i cattolici hanno vinto, nel caso della Cirinnà si era lasciato passare il colpo gobbo misandrico (alimenti alle ex conviventi) nella speranza di fermare le unioni civili.

    In ogni caso, che i cattolici vincano o perdano, quel che passa sempre è la parte che drena risorse o addirittura diminuisce le possibilità di supportarsi, agli uomini etero.

    Il prossimo passo sarà: meno tasse sugli stipendi femminili, con la scusa di combattere il gender pay gap, i cattolici voteranno a favore perché sarà presentato insieme a qualche roba sessual-riproduttiva e/o gay di cui sopra (inseminazione artificiale, stepchild adoption rafforzata, cose del genere): “salveranno il mondo” ancora una volta, dando luce verde alla prima cosa per evitare la seconda – lo schema è sempre quello.

    Se continua così gli uomini etero nel giro di una generazione diverranno la fascia più povera della popolazione: ci saranno concessioni economiche da fare per evitare la diffusione (tramite legge che la promuove) dell’inseminazione artificiale, poi altre concessioni economiche da fare per evitare i matrimoni gay. E così via.

    1. Casini evidentemente ha dimenticato la lezione di Andreotti: Papa Montini (Paolo VI) chiese alla DC di dare concessioni economiche al PCI per evitare l’approvazione della legge sull’aborto, ma (per fortuna) il Divo Giulio disse “Vostra Santità… se facciamo così allora il PCI prima si prenderà tutte le concessioni economiche e poi si prenderà anche la legge sull’aborto”. Risultato? Andreotti ha impedito al Papato di distruggere l’economia italiana preferendo cedere sul fronte abortista… la legge italiana sull’aborto è piuttosto blanda, il PCI si è accontentato di poco: pensate se invece DC e alleati avessero dato retta a Paolo VI, pensate a tutto il disastro economico che ci sarebbe stato!

      1. Io vivo in Emilia e insegno in una scuola. Non ho alcuna intenzione di propagandare il gender ai ragazzini. Spero che la costituzione continuerà a tutelare la libertà di insegnamento e di parola.
        Comunque sono sconvolta e non vedo l’ora delle prossime elezioni regionali.
        Dove vivo io la Lega ha preso il 46% alle elezioni europee.
        Io son qui e aspetto lungo il fiume che il cadavere del nemico passi. Passerà, statene certi.

        1. Intendi la stessa Lega che ha portato al governo Giulia Bongiorno (ex tesserata dei partiti di Fini e di Monti), cioè colei che ha introdotto il linguaggio “gender neutral” dentro la Pubblica Amministrazione e (come ben spiegato su questo sito) il Codice Rosso? Ecco, mi sa che la Lega (come il PDL che nel 2009 ha fatto la legge sullo stalking che ha creato i disastri che si possono leggere su questo blog) come al solito parla senza far nulla visto che altrimenti poi arriva la rivolta dei mass media: senza la femminista (per interesse) D’Urso, infatti, Salvini e la nuova Lega nazionale non sarebbe mai esistita… comunque, alle Regionali in Emilia non so se il centrodestra sarà in grado di vincere: se ci riesce bene (e qui li vedremo alla prova dei fatti: probabilità 90% che non faranno nulla contro questa legge e se ci proveranno poi sicuramente falliranno come sul DDL Pillon), se non ci riesce allora il PD si vendicherà per l’affronto, perciò c’è da andare a votare… magari per le civiche collegate al centrodestra così da evitare che la Lega salga troppo dentro la coalizione. Tanto è la somma, cioè Lega con le liste civiche di area e gli altri partiti, cioè Fratelli d’Italia e FI, che fa il totale della coalizione ????

          1. Non sono una sostenitrice della Lega. Ma non tollero più il PD. Ho una reazione allergica a solo sentirli parlare.
            Non mi capacito di come il vecchio PCI possa essere diventato questo ciarpame. E come me tanti.
            Ad ogni modo non troverete l’alleato perfetto. Bisogna combattere una battaglia alla volta, con gli alleati possibili in quel momento.

            1. Certamente non avremo mai l’alleato perfetto, quindi bisogna votare per le liste collegate in coalizione (non posso votare direttamente la Lega a causa di Giulia Bongiorno) perchè comunque il risultato va a sommarsi (il candidato Presidente dell’intera coalizione secondo la legge elettorale vigente è eletto proprio così) e personalmente ritengo che è meglio essere dentro la coalizione ma facendo una distinzione per evitare che il Capitano (come il Cavaliere prima di lui) comandi in posizione totalmente solitaria… ma c’è anche da considerare che alcuni alleati di coalizione sono dei rompiballe, quindi NON vanno votati (mi riferisco ai centristi e democristiani vari, cioè Casini ai tempi dei governi Berlusconi: oggi invece è FI, si veda la Carfagna, a fare da rompicoglioni su certi temi). L’ex PCI semplicemente è stato scalato dall’interno quando Berlinguer nel 1975 ha accettato di sostenere una certa iniziativa di Eugenio Scalfari, ovvero la fondazione di Repubblica: già nel 1981 Berlinguer abbandonò le lotte economiche per seguire la Questione Morale che poi 3 decenni dopo ha portato l’ex PCI ad applaudire Mario Monti ed ecco lo sfacelo odierno

              1. E se ci fosse un giorno un partito che si fa portatore solo delle tipiche istanze di questo blog? Bigenitorialità perfetta, mantenimento diretto secco, parità di condizioni tra uomini e donne (no quote rosa), lotta strenua al gender, eccetera… Lo votereste?

                1. Sicuramente sì, resta il fatto che con le leggi elettorali vigenti per le Regionali e per le Politiche o sei in coalizione oppure rischi le accuse (vedi cosa dicevano i renziani del PD contro i boldriniani di LeU, Liberi e Uguali, e contro gli estremisti di PaP, Potere al Popolo) di “correre da soli al fine di creare una fittizia divisione dell’elettorato di area al fine di favorire il nostro peggior avversario” e, quindi, tu che hai ragione finisci al di sotto dello sbarramento (vedi PaP) oppure finisci al di sopra della soglia per pochi voti (vedi LeU) visto che l’elettorato di area resta nella coalizione principale. Infatti la Meloni ha sempre corso insieme a FI+Lega apposta per evitare di finire triturata: il suo piano è sempre stato quello di stare in attesa che Berlusca molli la scena politica al fine di prendere un pezzo degli elettori di FI. Ecco, prima di fare un partito bisogna considerare le leggi vigenti in materia elettorale (raccogliere le firme per presentare le liste: auguri… infatti tutta la legge elettorale è fatta apposta per bloccare le iniziative come la tua) e soprattutto la mentalità di coalizione… gli italiani sono abituati a questa cosa da 25 anni e fino a quando c’è un sistema maggioritario con i collegi come si fa nel voto politico nazionale o un premio di maggioranza come nel voto regionale non è possibile correre da soli fuori dalle coalizioni. Questo è il problema: Giannino, infatti, avrebbe fatto flop a prescindere dallo scandalo della laurea fasulla (che ha creato l’illusione del “senza lo scandalo entravamo in Parlamento”) perchè, alla fine, la mentalità di coalizione è quella che ben sappiamo… e non citate il M5S come esempio per negare questa teoria visto che il M5S è una fortunata eccezione e tu, caro Davide Stasi, dubito che avrai tutta la visibilità mediatica che aveva Grillo nel 2013 (anche se non andava in televisione tutti i giornalisti televisivi parlavano di lui: evento più unico che raro, altrimenti il M5S avrebbe fatto la fine di Oscar Giannino che, a prescindere dallo scandalo, aveva poca visibilità… anzi, praticamente nessuna). Il problema è che per fare un partito è necessario avere appoggi molto forti e se persino Bannon ha fallito, nonostante tutti i soldi dei finanziatori USA, nel fondare i partiti sovranisti in giro per l’UE, mi sa che allora puoi solo sognare… casomai sarebbe più facile provare a tirare la giacca ad un partito minore già esistente visto che i più grossi non ti ascoltano…

                2. Guarda io vi capisco e pur essendo donna sarei disponibile a votare un partito simile. Le donne davvero in gamba non hanno affatto bisogno di quote rosa, ad esempio, io le trovo poco dignitose. E trovo ignobile togliere i figli ad un padre o vedere donne che tradiscono e poi vivono beatamente nella casa che era di entrambi. Però per me le urgenze sono altre, per esempio dobbiamo davvero accettare che il nostro paese venga invaso senza nemmeno reagire?

                  1. Ma il Parlamento lavora solo due giorni a settimana, quindi in teoria basterebbe farlo lavorare di più e in questo modo puoi far passare i grandiosi piani di Salvini sull’immigrazione (che purtroppo finiranno, ovviamente, nel nulla a causa della solita magistratura) che le leggi necessarie proposte da Davide Stasi in questo blog: ovviamente per motivazioni ben note il Parlamento lavora solo quando serve a Giulia Bongiorno e i risultati li abbiamo visti (i 2 Decreti Sicurezza di Salvini, purtroppo, sono falliti a causa dei magistrati e ovviamente l’avv. Giulia Bongiorno ha stravinto la sua battaglia).

                3. Chiaro che si.
                  Ma per avere speranze di successo un simile partito politico dovrebbe evitare la trappola del conservatorismo di destra, che è quello che succede a Justice For Boys and Men in UK e quello che probabilmente succederà a Vox in Spagna: porta avanti le medesime istanze che descrivi nel tuo messaggio, ma è anche economicamente molto liberista e socialmente molto conservatore, e non è quello che vogliono la maggioranza degli italiani.
                  Prendi ad esempio il tema della legalizzazione dei prodotti della cannabis, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, oppure il reddito di cittadinanza: J4BM in UK e Vox in Spagna sono nemici mortali di tutte e tre le cose, eppure sono istanze di una società più aperta, giusta e libera e non sono assolutamente anti-maschili. Il reddito di cittadinanza va considerato nella prospettiva dell’automazione: tra 30 anni i posti di lavoro disponibili saranno la metà di quelli di oggi, e diventerà una questione di vita o di morte. Certo poi se uno è furbo lo riserva ai cittadini e gli stranieri non vedono il becco di un quattrino, neanche se residenti da 20 anni: è reddito di cittadinanza, non di residenza – in questo modo fai ciò che devi senza fare il sinistrorso.

                  1. Ma infatti Farage in UK ha fondato il “Brexit Party” presentandolo come un partito centrista che può pescare sia da destra che da sinistra (come il M5S delle origini prima che venisse scalato dai vari Roberto “Boldrini” Fico che hanno rovinato il progetto originale di Casaleggio senior) perchè lo UKIP ormai era diventato un partito di ultra-destra allineato al lepenismo, quindi Farage ha capito che con i partiti di destra non si va da nessuna parte per colpa della mentalità ottusa dei sinistroidi che piuttosto che dar ragione alla destra si tagliano i testicoli… invece con un partito di centro allora i sinistroidi tendono ad ascoltare e non sabotare: le femministe per decenni hanno detto ai gay “guardate che se accettate il prematrimoniale che danneggia noi altre allora voi state favorendo le destre, cioè quelli che si opponevano alle unioni civili” e quindi i gay hanno detto NO al prematrimoniale che servirebbe pure a loro… infatti i gay che divorziano stanno scoprendo che inferno sono tutte le leggi sul divorzio: ergo, deve essere un partito di centro a fare certe cose ma ovviamente deve essere un partito di CENTRO LAICO (lo dico visto che in Italia si pensa che centro = DC quando invece altrove non è così ed ecco spiegata la rovina dell’Italia, ovvero l’inquinamento religioso che blocca tutta la destra). VOX in Spagna punta a prendere il posto del PP come il PP circa 30 anni fa ha fatto contro UCD (una specie di DC che aveva governato tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80. Dal crollo di UCD è emerso il PP) e, quindi, è comprensibile che VOX si è messo a destra: quello che invece non è comprensibile è Ciuciadanos (CS) che è passato dall’essere centrista (che è in grado di pescare i voti dei moderati PSOE) all’essere di destra visto che così facendo i voti moderati sono passati al PSOE con i risultati che abbiamo visto tutti. CS aveva ottenuto molti voti da sinistra facendo proposte, di vario tipo, per riformare le Leggi Zapatero (VOX invece è per l’abolizione diretta: io sono d’accordo con VOX, ma questa posizione dura ha spaventato le donne elettrici che quindi temevano che un governo tra il PP e CS più VOX avrebbe fatto l’abolizione totale), ma adesso siamo nei guai visto che le donne hanno creduto alle balle del PSOE contro CS per colpa di VOX, quindi c’è un motivo preciso se CS si è spostato a destra, ovvero dovete considerare alcuni retroscena. Aznar e gli industriali (cioè i ricchi signori che comandano) de facto sono i veri comandanti di CS e la manovra da loro ideata è questa: spostare CS a destra, mandare il PSOE al governo con Podemos per poi abbatterli una volta per tutte quando arriverà la crisi economica, quindi tenere a bada VOX in modo da tenerlo basso per far sopravvivere il PP che altrimenti crollerebbe – vedi cosa era accaduto a UCD – se VOX iniziasse a salire molto – come il PP di Fraga negli anni 80 ai danni di UCD – e notare che Aznar conosce bene questa cosa visto che lui era l’erede politico di Fraga… e infatti oggi il PP è de facto “il nuovo UCD” e comunque l’obiettivo di lungo termine (già realtà in molti governi locali) è un accordo di governo tra PP+CS+VOX, ma ovviamente bisogna vedere quale peso avranno le singole componenti e c’è da sperare che i tre partiti almeno riescano a capire che c’è da abolire le Leggi Zapatero, sennò si ripete quel che è successo nel 2011-15 dove il PP (maggioranza assoluta da solo) non ha fatto nulla con la scusa del “ma c’è ben altro da fare” e i risultati pessimi oggi li vediamo tutti… con quel tipo di scuse alla fine vince sempre la sinistra

                    1. Ti faccio l’esempio di Vox: sono ostili all’indipendenza catalana. E’ importante per i diritti dei ragazzi e degli uomini? Chiaro che no. E siccome prevedono anche mezzi forti per prevenirla, si beccano dei “franchisti”. E’ di cadere in trappole simili che bisogna evitare. Da noi, esempio più lampante, c’è l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, o l’acqua pubblica.

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