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Omicidio Willy a Colleferro: le responsabilità del femminismo

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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Silvia Ladaga e Gabriele Bianchi

di Claudio Accardi. “Spesso il pregiudizio porta a sostenere che la politica si limiti a mettere al primo posto i propri interessi, ma non è così, perché la politica è anche e soprattutto senso civico, attaccamento al territorio e voglia di vederlo migliorare”. Sono parole che Silvia Ladaga, figlia di Salvatore Ladaga, coordinatore di Forza Italia a Velletri, consigliere comunale e uomo il cui curriculum è una vera e propria miniera, tra incarichi pubblici e attività private, ha pronunciato alla presentazione del proprio comitato elettorale. Era presente anche lei, secondo la testimonianza dell’allenatore degli accusati rilasciata a “Repubblica”, la sera in cui il suo fidanzato Gabriele Bianchi, da cui ha già avuto un figlio e un altro ne aspetta, ha massacrato a morte Willy Monteiro. L’uomo tra l’altro, qualche mese fa era comparso su Rai3 nella parte del ragazzo coraggioso, del venditore ambulante di frutta e verdura che sfidava la crisi e riapriva la sua attività.

Quello che sappiamo, effettuando una ricerca in rete, è che Gabriele era l’incubo dei giovani della zona, che il suo stile di vita, ostentato sui social, non era compatibile con quello del venditore ambulante (attività che probabilmente ha svolto solamente il giorno di quella comparsata in TV) e che era stato oggetto di diverse denunce. Nelle sue immagini ripescate sui social, gran parte delle quali ora cancellate o nascoste, lo si vede in pose da duro, da “combattente”, orologi di marca al polso, barche, cavalli che sniffano cocaina, tatuaggi e tutto un impressionante armamentario di spacconeria e volontà di prevaricazione. A fronte di tutto questo, oltre a forzare il discorso parlando di azione razzista, ora si parla ovunque e insistentemente anche di “maschilità tossica”. E su questo occorre soffermarsi perché la “tossicità” di tali esemplari di maschio era piuttosto nota e conclamata ed è lecito quindi attendersi che, data la loro bassezza morale e culturale, saranno stati sicuramente dei reietti, emarginati e respinti dalle donne, giusto?


La virilità “forte e dura” nasconde solitamente una povertà estrema di virilità interiore.


Gabriele Bianchi tra gli amici

Sbagliato. Facendo un giro tra le loro pagine nei social, oltre ad abiti firmati, ville, feste e quant’altro, non mancano le ragazze. Ma attenzione: si tratta di donne che non appartengono al sottoproletariato, bensì all’alta borghesia, proprio come Silvia Ladaga, che ora, per salvare la carriera politica verso cui era proiettata, da giorni fa sparire dal web foto, video e tutto ciò che fino a ieri aveva orgogliosamente messo in piazza di sé e della sua vita con Gabriele Bianchi. Queste fanciulle, così numerose attorno i machos di Colleferro, smentiscono insomma uno degli assunti principali della teoria femminista sulla “maschilità tossica”, quella secondo cui verso un uomo violento mai ci può essere una preferenza femminile. E se c’è, si tratta di “donne vittime” o di “patriarcato interiorizzato”. Eppure le testimonianze e le immagini parlano chiaro: quelle donne e ragazze sembrano tutto tranne che vittime, e se hanno interiorizzato il “patriarcato”, l’hanno fatto presto, volentieri e con un entusiasmo piuttosto evidente. Tanto da far pensare che non si trattasse per l’appunto di “patriarcato”, ma di qualcos’altro.

Di fatto, tolte alcune realtà marginali, è difficile ipotizzare l’impossibilità di scelta, soprattutto per donne che appartengono (come in questo caso) alle fasce d’oro della società. Difficile dimostrare che le donne oggi non abbiano la possibilità di accordare preferenze e tanto più scegliere chi frequentare, dopo un’attenta selezione che escluda dal carnet i “maschi tossici”. Eppure i picchiatori di Colleferro facevano stragi di cuori. Come sciogliere la contraddizione dunque? Facile: affermando un’ovvietà piuttosto evidente, ossia che la virilità non ha nulla a che fare con la “maschilità tossica”, che anzi è segno di una grave carenza di virilità. La vicenda di Gabriele Bianchi e compagni lo racconta bene, a partire dall’ostentazione della fisicità (di cui gli autori di questo omicidio e le loro compagne sono dei campioni). La loro non è una virilità autentica, ma solamente la farsesca estremizzazione di alcuni aspetti superficiali del maschile, che però distorcono nella sua sostanza più autentica. La virilità “forte e dura”, tutta muscoli ed estetica, nasconde solitamente una povertà estrema di virilità interiore, che si gioca su ben altri livelli.


Il tipo di uomo o di donna che scegliamo è il voto più importante che un essere umano possa fare.


Gabriele e Marco Bianchi

Dice lo studioso Armando Ermini: “la cultura del corpo fine a se stessa e non come modellamento naturale derivante dalla pratica di uno sport, è un cedimento a una modalità di essere essenzialmente femminea: se la cultura del corpo in quanto tale può arrivare a essere grottesca anche nelle donne, fatta da un uomo diventa un cedimento totale ad una modalità di essere che non è originaria del maschile, ma che è essenzialmente del femminile. Questi aspetti sono da mettere in evidenza per non farci confondere con costoro sotto nessun punto di vista. In realtà, costoro, non solo danno ossigeno al femminismo, ma ne sono la controparte simmetrica e speculare”. In altre parole, i damerini muscolosi, tatuati, abbronzati, fisicati e portatori di una violenza meno che animale sono un prodotto dell’edonismo sterile inoculato a forza dalla cultura femminista all’interno della maschilità, per appropriarsene e poi snaturarla e sovvertirla. A ulteriore riprova che alle femministe non importa nulla dell’incolumità e del benessere delle donne, si ha nella vicenda di Colleferro un paradigma perfetto della dissipazione dei normali ed equilibrati rapporti tra generi. Il maschio narciso femminilizzato che esacerba, sfigurandole, alcune caratteristiche virili, accompagnandosi ad altrettante narcise, che tra occhiali firmati, selfie sul panfilo e seno siliconato, cercano di mascolinizzarsi dandosi tono con qualche saltuario tailleur e parlando di sociale e tutela del territorio.

La ben nota verità è che i tamarri e i violenti sono pochi, veramente pochi. Ma se alcune donne, inquinate dall’edonismo femminista e consumista imperante, accordano verso di loro la propria benevolenza, qual è il volto che la società rischia di assumere? Quanti giovani ragazzi saranno spinti ad aderire a questa idea distorta di virilità (femminea, appunto, in quanto basata sulla degenerazione narcisistica e fisica di alcuni lati della virilità) e scivolare verso la prevaricazione? Molte tesi antropologiche e sociologiche distinguono l’idealtipo del “maschio killer”, funzionale in passato alla sopravvivenza e per questo modello di elezione, dal maschio “nutricatore comunicatore”, più evoluto e maggiormente funzionale ad una società moderna e soprattutto “possibile”. La scelta verso un certo tipo di uomo o di donna come compagno di vita è un voto per l’ideale tipo di uomo e di donna che vogliamo; il tipo di uomo o di donna che scegliamo è il voto più importante che un essere umano possa fare. È un voto che inizia con il tipo di uomini e di donne che ammiriamo e vagheggiamo, continua con il tipo che sposiamo, si conclude con il tipo con cui facciamo dei figli.


Gabriele Bianchi e la sua cricca sono dunque il prodotto della femminilità tossica.


Willy Monteiro

È assai arduo che gli uomini sviluppino dentro di sé il modello del nutricatore-comunicatore, fin tanto che coloro che dirigono la claque non applaudiranno quello stesso modello e fintanto che gli uomini non protesteranno contro il fatto di venire scelti per la loro capacità di vincere-uccidere e non per la loro capacità di nutricare-comunicare. Molte donne, in questo sostenute dal femminismo, continueranno a scegliere la versione riveduta e corretta del killer, l’uomo che “fa strage” nella sua professione, finché gli uomini non si ribelleranno. E gli uomini non protesteranno finché non vedranno il collegamento tra quel dovere e la morte prematura per infarto, cancro, suicidio e tutte le altre principali cause di morte. In breve, gli uomini non protesteranno finché non vedranno che continuare con il ruolo di “protettore” significa diventare il sesso di cui si può disporre a “piacere”.

Qui, nei fatti come quelli di Colleferro, abbiamo una dimostrazione plastica di tutto questo. Non si tratta della “bestia” selezionata perché nei suoi tratti esteriori ricorda una scelta che è stata funzionale alla sopravvivenza per migliaia di anni. Siamo davanti al trionfo completo del femminismo e alla degenerazione del femmineo che si è declinato come unico modo di stare al mondo: il narcisismo, il presenzialismo attraverso le immagini, la soggettività pura eletta a legge universale, la retorica vuota dell’impegno nel reale e a beneficio di tutti. Gabriele Bianchi e la sua cricca sono dunque il prodotto non della maschilità tossica, ma della femminilità tossica. Sono il risultato delle scelte fatte dal tipo di donna plasmata dal femminismo, la manifestazione del suo voto, espresso da dietro la barricata costruita dal femminismo per mettere siffatte scelte al riparo da ogni giudizio morale.


100 thoughts on “Omicidio Willy a Colleferro: le responsabilità del femminismo

  1. Il femminismo non sta più portando avanti istanze di uguaglianza nei diritti, ma è impegnato a cambiare, e in modo radicale, il comportamento dei soli uomini, e questo secondo i desiderata delle donne. Le donne invece possono dare libero sfogo ai propri istinti. Secondo le femministe nessuno, e sicuramente non gli uomini, può dire nulla sulle donne senza essere accusato di misoginia. In pratica il femminismo è un sindacato che non vuole discutere con la controparte. Immaginate un sindacato che possa decidere senza la controparte degli imprenditori. Probabilmente riuscirebbe ad ottenere alti stipendi senza il fastidio di andare a lavorare. Un sindacato è utile, ma non in queste condizioni. In questo modo distruggerebbe l’economia e la società.
    Il femminismo si trova proprio in questa situazione. Porta avanti istanze che devono essere accettate acriticamente, tanto che finiscono per essere dannose per le stesse donne e per la società intera.
    Da qualche tempo ho iniziato a vedere video su youtube e leggere articoli sull’argomento, soprattutto provenienti dai paesi anglosassoni. Sono in inglese ma con sottotitoli o traduttori si riesce a comprenderli.
    Lì sono avanti di almeno 10 anni e i disastri provocati dal femminismo sono ben visibili, anche se il suo potere non è stato scalfitto in nessun modo e il femminismo procede come un caterpillar anche lì.
    Vedo spesso video di una persona che legge articoli e poi li commenta:

    https://www.youtube.com/c/StrongSuccessfulMale/videos

    Mi si è così aperto un preoccupante mondo davanti. Questi articoli mettono in evidenza i pericoli per la società che il femminismo sta creando. Le donne non si rendono conto, per il lavaggio del cervello che hanno ricevuto, e gli uomini sono totalmente zittiti. Possono sfogarsi solo sul web.
    L’ultimo articolo che ho letto evidenzia che lo scambio di ruoli nella famiglia è fonte di forte disagio. In un altro si evidenziava che molti uomini casalinghi finiscono per deprimersi per la loro condizione e le donne pure nel non avere un “vero” uomo al loro fianco. Il contrario invece risulta una condizione soddisfacente sia per gli uomini che per le donne.
    Insomma, alle donne piace il macho e preferiscono stare a casa con l’uomo che porta a casa il conquibus e non viceversa.
    Le femministe non vogliono prendere in considerazione gli istinti che guidano il comportamento delle donne e questo crea enormi problemi. Famiglie spezzate e single a perdita d’occhio non fanno bene alla società. Uno Stato dovrebbe favorire ciò che è meglio per la collettività, puntare al benessere per tutti, e non essere al servizio del femminismo.
    Nell’articolo menzionato sopra si legge:

    “…È ironico, dato che per centinaia di anni le donne sono state percepite esclusivamente come casalinghe e madri, eppure il loro ruolo è stato considerato essenziale per la società e per questo sono state rispettate e apprezzate”, dice, ma una volta che ho abbandonato la mia carriera, ho perso prestigio sia nella società che agli occhi di mia moglie. Era come se non avessi valore…”

    https://www.dailymail.co.uk/femail/article-467390/Househusband-backlash-high-flying-wives-ditch-men-em-em-wanted-stay-home.html

    1. @Fattononfui

      Ecco, se si parla di come il femminismo porti a un tacere e dunque mai indagare i comportamenti disfunzionali femminili, sono d’accordo.
      Ogni critica a una donna (professionale, politica,…) viene velocemente tacciata di essere frutto di maschilismo, anziché essere tenuta in conto per quel che è; in ciò sconfessando proprio l’idea che doveva essere femminista, ossia che una donna può e deve agire ed essere trattata come “persona” esattamente come un uomo, non come una “specie a sé”.
      Concordo quindi con tutta la prima parte del tuo discorso.
      Solo che poi a parer mio si ingenera il solito “miscuglio” che mette insieme allarmi importanti, come quello di cui sopra, con concetti che non trovo inerenti. Ad esempio l’idea che ci sia stata un’inversione di ruoli nella famiglia: non è vero, non ci sono quasi mai famiglie con moglie che mantiene il marito casalingo, se non per brevi periodi. La maggior parte delle coppie moderne vede entrambi lavorare e ciò non genera di per sé nessuna frustrazione o disagio. Poi non so, può essere che nel mondo anglosassone sia diverso.
      Oltretutto gli uomini della mia generazione a scendere, diciamo dai 40 in giù, non sarebbero affatto contenti di avere una moglie casalinga (perlomeno nel Nord Italia; il Sud lo conosco meno ma tramite amici di amici so che l’atteggiamento lì è un po’ diverso).

      1. @Chiara
        Nel mio scritto ho premesso che sono stato influenzato da problematiche presenti nel mondo anglosassone che, a mio parere, su queste tematiche sono avanti almeno 10 anni.
        Ho letto diversi articoli, tradotti dall’inglese con il traduttore google (spero di avere compreso correttamente), che mettevano in evidenza le problematiche sorte nell’inversione dei ruoli. Si vede che lì il fenomeno è più diffuso, anche perché pare che molti lavori tradizionalmente maschili sono in crisi mentre quelli che interessano generalmente con più frequenza le donne reggono di più.
        Si è osservato che questa inversione dei ruoli fa male alla coppia e alle famiglie, mentre i ruoli tradizionali sono più soddisfacenti per entrambi i sessi.
        Negli articoli non si descrivevano brevi periodi, ma 5-10 anni di convivenza. Per brevi periodi non credo proprio che l’inversione dei ruoli possa creare problemi.
        A riprova di questo è nato anche il problema che le donne con successo sul lavoro non riescono a trovare compagni alla loro altezza, perché statisticamente ce ne sono di meno, e così finiscono per rimanere single nonostante il desiderio di una famiglia. Non si mettono con uomini che guadagnano meno! Probabilmente questo fenomeno è dovuto al fatto che gli uomini del loro livello preferiscono donne di livello inferiore e anche perché gli uomini sono sempre meno motivati nell’impegnarsi negli studi e nel crearsi una carriera, mancando le motivazioni per farlo. Avere una famiglia solida e una moglie leale è sempre più difficile, se non impossibile (almeno nel mondo anglosassone), così mancano le motivazioni per impegnarsi. Gli uomini sono percepiti inutili, se non dannosi, quindi perché impegnarsi? I candidati validi per queste donne sono rari.
        In conclusione, il femminismo porta avanti l’idea che l’unica differenza tra uomini e donne è che i primi hanno il pene e le seconde la vagina. Negano l’esistenza di qualsiasi attitudine innata e di qualsiasi comportamento differente nei due sessi forgiati nei millenni dell’evoluzione della nostra specie.
        A mio parere questo è una totale menzogna che vogliono propagandare anche nelle scuole. Qualcuno li deve fermare.
        Questo non centra nulla con il rispetto dovuto verso le donne, omosessuali ecc. Non centra nulla con i diritti che devono essere garantiti a tutti.
        Si vogliono modificare comportamenti naturali che ognuno ha dalla nascita (es. imporre le bambole ai bambini, il rossetto, vestiti e colori femminilizzanti; il contrario per le bambine). Questo è lavaggio del cervello, rendiamocene conto.

        1. @Fattononfui

          Penso che probabilmente nel mondo anglosassone, specie americano, è molto forte il senso dell’uomo di dover essere “riuscito”, c’è molto questa dicotomia tra “perdente” e “vincente” e l’idea che tutta la famiglia deve essere sostenuta dalle spalle dell’uomo. La vergogna del non riuscirci c’è anche qua, non lo nego, ma secondo me da loro è caricata di un tassello in più. Ammetto che sono tutte idee che mi sono fatta soprattutto attraverso film e serie tv americane, ma se certi temi sono ricorrenti un fondo di verità ci deve essere.
          Es. in numerosi film c’è la scena dell’uomo che viene licenziato ma nasconde il fatto alla famiglia e finge ogni giorno di recarsi al lavoro; oppure si sentono spesso dialoghi su quanto l’uomo vuole “provvedere alla famiglia” e si sente in colpa che la moglie debba mettersi a lavorare per sopperire alle sue mancanze (da ciò si capisce che di default lei non lavorava). Spesso se viene mostrata una coppia dove anche lei da sempre lavora, la sua professione è più leggera, quasi un hobby: artista, scrittrice, insegnante d’arte part-time… Però vivono tutti in case enormi arredate benissimo, hanno minimo due figli, ed è tutto sostanzialmente sulle spalle dell’uomo!
          Io credo che da noi ci sia meno retorica e più accettazione di situazioni diverse dallo stereotipo.

          Sulla seconda parte del tuo intervento continuo a non concordare. Secondo me il femminismo non vuole imporre nulla di tutto ciò, su questo colpe non gliene trovo. Ha sempre* solo detto che ci deve essere più libertà per ciascuno di esprimere se stesso/a senza farsi frenare dall’essere diverso dallo stereotipo del proprio genere. Es: non è che vuole imporre le bambole ai maschietti, dice solo che se un maschietto all’asilo tra tutti i giocattoli si mette a giocare con una bambola, non bisogna scandalizzarsi, impaurirsi e colpevolizzarlo. I colori poi davvero non hanno sesso, se ce l’hanno è solo per convenzione – che cambia attraverso i secoli e i decenni. Tra l’altro hai notato che mentre per i maschietti sembra strano se indossano tinte come il rosa, il lilla,.. , le femminucce possono indossare tranquillamente qualunque colore? Ti sembra giusto? (ed è solo una delle tante situazioni in cui le femmine hanno più libertà dei maschi).

          *parlo del femminismo “de noaltri”, non di certi esperimenti forzati fatti altrove, che condanno pure io.

        2. Fattononfui
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          In conclusione, il femminismo porta avanti l’idea che l’unica differenza tra uomini e donne è che i primi hanno il pene e le seconde la vagina. Negano l’esistenza di qualsiasi attitudine innata e di qualsiasi comportamento differente nei due sessi forgiati nei millenni dell’evoluzione della nostra specie.
          A mio parere questo è una totale menzogna che vogliono propagandare anche nelle scuole. Qualcuno li deve fermare.
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          Non è un tuo parere ma un dato di fatto.
          Per esempio: nel 2001 una riunione dei rettori di nove università americane d’élite chiese “cambiamenti significativi”, come destinare sovvenzioni e borse al personale docente femminile, riservare ad esso i parcheggi migliori nel campus e garantire che la percentuale di donne nel corpo docente corrisponda a quella delle studentesse.
          Ma in queste storie di messaggi negativi, barriere invisibili e pregiudizi sessuali c’è qualcosa di strano. Il metodo scientifico consiste nell’avanzare ogni ipotesi che possa rendere conto di un fenomeno ed escluderle una dopo l’altra conservando soltanto quella giusta. Gli scienziati apprezzano chi è capace di elaborare spiegazioni alternative e da chi sostiene un’ ipotesi ci si aspetta che confuti le altre, anche le più improbabili. Eppure, nei dibattiti in ambito scientifico è raro persino che si menzioni un’alternativa alla teoria delle barriere e dei pregiudizi. Una delle eccezioni è una scheda che accompagnava nel 2000 un servizio di “Science”, in cui veniva citata una relazione presentata alla National Academy of Engineering da Patti Hausman, studiosa di scienze sociali:
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          La domanda sul perché le carriere nel campo dell’ingegneria non vengano scelte da un maggior numero di donne ha una risposta piuttosto ovvia: perché a loro non piacciono. Ovunque si guardi, si troveranno molte meno donne che uomini affascinate da ohm, carburatori e quark. Rifare i programmi di studi non mi renderà più interessata a imparare come funziona la mia lavapiatti.
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          Una eminente ingegnere, seduta fra il pubblico, denunciò immediatamente quest’analisi come “pseudoscientifica”. Ma Linda Gottfredson, esperta di letteratura sulle preferenze vocazionali, fece notare che Hausman aveva i dati dalla sua parte:”In media, le donne sono più interessate a trattare con le persone e gli uomini con le cose”.
          I test vocazionali indicano anche che i ragazzi sono più interessati a occupazioni “realistiche”, “teoriche” e “investigative”; le ragazze a occupazioni “artistiche” e “sociali”.
          Quelle di Hausman e Gottfredson, però, sono voci isolate. Il gap fra i sessi è quasi sempre analizzato nel modo seguente: ogni squilibrio fra uomini e donne in materia di occupazioni e retribuzioni è prova diretta di pregiudizi sessuali, se non nella forma di aperte discriminazioni, in quella di messaggi scoraggianti e barriere invisibili. La possibilità che fra uomini e donne vi possano essere differenze che influiscono sui lavori che svolgono e su quanto guadagnano non può essere menzionata in pubblico, perché danneggerebbe la causa della parità sul lavoro e gli interessi delle donne.
          E’ questa convinzione che ha fatto sostenere a Friedan e Clinton, per esempio, che non avremo raggiunto la parità fra i sessi finché donne e uomini non saranno ugualmente rappresentati e pagati in “tutte le attività professionali” (quindi anche in miniera…).
          Nel 1998 Gloria Steinem e Bella Abzug, membro del Congresso, in un’ intervista televisiva definirono l’idea stessa di differenze fra i sessi una “scemenza”, una “sciocchezza antiamericana” e quando ad Abzug fu chiesto se parità fra i sessi significasse numeri uguali in ogni campo (quindi anche in fonderia e nei cantieri…), la sua risposta fu:
          “Cinquanta e cinquanta, assolutamente”.

          Quest’analisi del gap fra i sessi è diventata anche la posizione ufficiale delle università. Che i rettori degli atenei d’élite degli Stati Uniti siano pronti ad accusare i colleghi di odiosi pregiudizi senza nemmeno prendere in considerazione spiegazioni alternative (per accettarle o rifiutarle, non importa), dimostra quanto il tabù sia profondamente radicato.
          Il problema di quest’analisi è che l’ineguaglianza negli esiti non può essere portata come prova di un’ineguaglianza di opportunità, a meno che i gruppi comparati non siano identici in ogni tratto psicologico, cosa che potrebbe avvenire solo se fossimo tabulae rasae (non lo siamo…).
          Ma accennare alla possibilità che il gap fra i sessi sia dovuto, almeno in parte, a differenze fra i sessi rischia di far scoppiare la guerra, specie se a dirlo è un uomo bianco occidentale.
          Chi osa farlo deve aspettarsi di venir accusato di “volere tenere le donne al loro posto” o di “giustificare lo status quo”.
          Il che non è meno insensato che accusare uno scienziato che studi i motivi per cui le donne vivono mediamente più a lungo in quasi tutti i Paesi del tormentato pianeta Terra, di “volere che i vecchi di sesso maschile muoiano”.
          Lungi dall’essere una manovra architettata dagli uomini per difendere i loro interessi, le analisi che mettono in luce le pecche della teoria della barriera invisibile vengono in larga misura da femmine, come Hausman, Gottfredson, Judith Kleinfeld, Karen Lehrman, Cathy Young e Camille Benbow, le economiste Jennifer Roback, Felice Schwartz, Diana Furchtgott-Roth e Christine Stolba, la studiosa di diritto Jennifer Braceras e, con maggiori riserve, l’economista Claudia Goldin e la studiosa di diritto Susan Estrich.

    1. sì, me lo ricordo questo eccidio tremendo avvenuto molti anni fa…

      Non c’entra con l’argomento, ma un altro fatto di cronaca che mi è rimasto in mente è stato il tremendo omicidio compiuto da Erika e Omar, a Novi Ligure… si sono accaniti anche contro il fratellino di lei, oltre che contro la madre. massacrati con novanta e anche più coltellate.
      Il padre si è salvato per miracolo solo perché quella sera non tornò a casa.

  2. …in linea di massima
    mai votare figli di politicanti, non faranno mai il bene comune, seguono semplicemente le orme del genitore perchè sanno quanto è conveniente per se stessi.

  3. Per tutti coloro che hanno commentato affermando che non capivano il senso dell’articolo, i riferimenti al femminismo, alle nozioni di “mascolinità tossica” e quant’altro, bene, ecco puntuale il carrozzone di Non Una di Meno:https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1251671225192843&id=384283865264921
    Nell’articolo siamo riusciti a giocare di anticipo, semplicemente in quanto ormai conosciamo i nostri polli.
    In un commento all’articolo ho spiegato meglio alcuni concetti ivi espressi: a quanto pare, le previsioni sono state azzeccate.

    1. Io l’ho capito benissimo… ed infatti concordavo e condordo.
      In merito alla questione del “razzismo” mi viene quasi da ridere, perché chiunque abbia mai avuto a che fare con tipi del genere (*) sa bene che puoi essere massacrato dai suddetti anche se sei il suo vicino di casa, connazionale bianco ed etero, che più bianco ed etero non si può.
      Sempre più ridicole queste ritardate mentali.

      ——————–

      (*) Io ci ho avuto a che fare, molti anni fa.

    2. Ma che le femministe avrebbero commentato il fatto parlando di “mascolinità tossica”, inquadrando il comportamento di quei delinquenti come frutto della mentalità patriarcale e accostandolo per l’ennesima volta alla violenza sulle donne, era sicuro.
      Ciò che dell’articolo ha destato dubbi, credo, è più che altro l’idea che il femminismo stesso incentivi il loro stile di vita e quel tipo di modello maschile tra le donne. Se uscisse un articolo femminista in cui si parla della fidanzata di Bianchi come di “povera vittima indifesa, succube anche lei del mostro” allora sì che si potrebbe vedere una colpa: non certo nel promuovere quel modello di uomo, ma nel togliere ogni responsabilità alle donne. Va bene non chiamarla in causa per infierire su di lei, forse anche per rispetto del fatto che è incinta, ma chiamarla in causa per elevarla a martire proprio no.

      1. Sì che il femminismo incentiva quel tipo di uomo, se non direttamente, per lo meno indirettamente, come ho cercato di spiegare in un mio intervento precedente. Dichiarando ogni manifestazione della maschilità moralmente illecita, non ha fatto altro che lasciare campo libero a chi già non si faceva problemi a praticare manifestazioni devianti: se abbassi il limite di velocità in autostrada a 20 km/h, alla fine rimarranno solo quelli che già prima se ne fregavano e andavano a 180.

        1. @ DanieleV

          Non capisce perché anche lei chiara è parte del problema. Il femminismo ha piantato a fondo i germi della dissonanza cognitiva. La violenza come facevi giustamente osservare ha rilevanza per le femministe solo se rivolta verso le donne. Se rivolta verso gli uomini è marginale oppure conta se la vittima può essere dipinta come appartenente a una minoranza (in modo da potere sbandierare la mascolinità tossica): chi ha sentito parlare di questo caso

          https://mobile.twitter.com/CesareSacchetti/status/1304318568016773120

          Non è tutto. Non si tratta solo di violenza fisica ma anche di ciò che viene comunemente chiamata “competizione” in un quadro, ormai tristemente imperante, di darwinismo sociale. E allora chi ha successo è ammirato mentre chi quel successo non ce l’ha vivacchia. Anche questo però alle femministe non sta bene e quindi ecco le quote rosa o le leggi privilegio destinate a imporre per legge la pseudo parità soprattutto laddove c’è potere e denaro con tutta quella manfrina del tetto di cristallo: non menano il torrone certamente per avere la parità in piattaforma petrolifera. Se vogliamo quindi anche questa forma di “libera” competizione per le femministe è Violenza e quindi deve essere regolamentata giuridicamente a loro vantaggio e non certo perché alcuni uomini, potendo imporre il loro volere (perché hanno i mezzi, il potere, il denaro: vedere prego “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” di Kuhn dove si spiega bene il significato e il perché certi paradigmi prevalgono invece di altri) manifestano anche in questo modo “mascolinità tossica“: c’è chi è riuscito a rovinare la vita di oneste persone in questo modo (altro che cambiare le sorti dell’umanità o andare a figa: quando hai i mezzi e le capacità per importi non c’è teoria fondata che tenga… noi lo sappiamo bene no? John Money non ci dice niente?). Ne consegue che una donna, soprattutto oggi, non ti dirà mai che le piacciono gli uomini violenti e invece è così perché l’ampiezza di spettro della violenza è grande e include anche l’assertività, la denigrazione, la derisione, etc. che spesso non sono riconosciute come tali ma sono carte che se giocate nella maniera giusta rendono attraente chi le gioca tanto da farti fare quello che vuole lui (o lei perché poi si rientra nel campo della manipolazione in cui anche le donne eccellono): in quante si lamentano di essersi messe con quello che le ha rese madri single ma non riescono a trovare il bravo ragazzo? Perché non sono EDUCATE a vederlo il bravo ragazzo anzi gli fa schifo, come scrivevi tu DanieleV implicitamente in merito al discorso del non avere limiti (grazie alle femministe).
          Il problema quindi è tutto qui: finché le donne, soprattutto quelle come chiara, non riconosceranno questa innata attrazione verso questo tipo d’uomo (ipergamia, questa sconosciuta) non se ne verrà fuori. Poiché le femministe hanno fatto di tutto tranne che una onesta analisi di come il cervello delle donne funziona e quindi come le donne si comportano proiettando tutto sulle responsabilità del patriarcato, ecco che la violenza e ogni sua declinazione è sempre e solo un problema maschile, quando ci scappa il morto lo è in maniera plateale e incontrovertibile (quei tangheri che hanno ucciso Willy, se non ci fosse scappato il morto avrebbero continuato a godersi il loro status grazie alle donne, femministe e non… che femministe non sono più solo le trombone inguardabili: forse che una Chiara Ferragni non sia femminista? Anche solo per tornaconto?) mentre quando si tratta di fare della “lotta” per la vita lo è fintanto che non lede gli interessi di quella cricca di potere femminista. Ecco perché tante piuttosto che mettersi con un “ perdente fedele” finiscono col preferire di stare da sole: il perdente fedele andrà bene forse quando giunge l’età in cui si è persa la speranza di acchiappare l’uomo di successo… poi si può sempre diventare l’amante del capufficio.
          Quindi (e mi scuso per il long post) non aspettarti che chiara capisca: quelle come lei sono parte del problema e sono pericolose perché sembrano aperte alle nostre istanze ma in realtà hanno introiettato le posizioni femministe nel senso che una confessione delle loro preferenze naturali, sotto le vigenti condizioni culturali, non la faranno mai. Mi meraviglio che le rispondiate. Ha capito tutto l’autore dell’articolo che l’ha mandata a cagare…

          1. @Uchuunokishi

            Una confessione delle… nostre? mie?… preferenze naturali?
            Cosa volete sentirvi dire, quello che già avete in testa e vi aspettate di sentir dire? Io sono sicura al 200% che le mie preferenze naturali non vanno nella direzione che dite voi, e lo sono perché non essendo più una ragazzina posso guardarmi dentro senza ipocrisie e con cognizione di causa. Posso tranquillamente dire che mai ho provato il minimo desiderio per un ragazzo che manifestasse comportamenti arroganti, che stesse bullizzando qualcuno, che facesse il “pallone gonfiato”; anzi questo tipo di atteggiamento mi ha sempre nauseato. A volte in giovanissima età sono stata io stessa la vittima di questo genere di bulletti, come credete sia possibile che abbia sviluppato attrazione per loro, non essendo affetta da masochismo?
            Per quanto riguarda gli aspetti esteriori di tale presunta “forza bruta”, idem: gli sguardi da duro mi raggelano il sangue, i muscoli gonfi mi fanno pensare a bambolotti di plastica e a tutto meno che pensieri sessuali. Lasciamo perdere tutto il resto dell’armamentario da tamarro, che a chi tamarra non è suona davvero solo e soltanto ridicolo.
            Non ho motivo di mentire visto che sostanzialmente qui sono anonima.
            E siccome conosco miriadi di altre donne che son sempre andate dietro a uomini di stampo diverso da questi (o se per sbaglio si son messe con uno che non conoscevano bene e poi ha rivelato qualche piccolo atteggiamento di arroganza, l’hanno subito lasciato, e non gli è capitato una seconda volta): non vedo perché dovrei dedurre di essere una mosca bianca, un'”eccezione che conferma la regola”.

            Ps: di tutte le caratteristiche che hai usato per descrivere la violenza, toglierei solo l’assertività, che di per sé è un concetto neutro se non proprio positivo, se chi la possiede ne fa uso per nobili fini e senza intenti raggiratori. Es. un politico idealista e “pulito”, ma anche un medico capace di trattare con i pazienti meno… pazienti per convincerli a seguire le cure di cui hanno bisogno.

          2. vabbè Uchuunokishi ma se ce la dobbiamo raccontare solo tra di noi (che siamo già in quattro gatti) non ha molto senso anche perché queste cose già le sappiamo… si presume che un blog venga scritto per coinvolgere al dialogo più persone possibili e non per essere letto da quattro gatti. eviterei di escludere Chiara “in quanto donna” additandole chissà quali colpe (di altre), visto che si interessa a queste tematiche, già questo le fa onore.
            (tu quante altre donne conosci che commentano sui nostri siti? Non tante, vero?) Penso sia positivo se più persone si avvicinano a noi, non credo che “il separatismo” o la segretezza da loggia del “tenerci tutto tra di noi”, simile a gruppi massonici serva a molto… l’obiettivo sarebbe essere conosciuti da tante persone, non credi?

            Per quanto riguarda la domanda\affermazione che stanno facendo in tanti, ovvero perché le donne sono attratte dai violenti… io credo si possa anche parlare di masochismo (che comunque esiste anche al maschile. vedi Sacher-Masoch), ma si deve prima stabilire se tale masochismo femminile sia naturale (cioè, la femmina ci nasce, ce l’ha proprio nel DNA quello di essere sottomessa o di eccitarsi con il violento) o se viene causato da traumi (in età infantile) o dall’idea che per piacere all’uomo vincente, bisogna essere “bambole al suo servizio”.
            Io penso che in primis si debba partire da questa prospettiva, e cioè: il masochismo femminile, della donna attratta dal violento, è di tutte le donne? ha motivazione naturali o culturali?

            Sono d’accordo sul fatto che alcune donne si mettono con i violenti per aizzarli a picchiare tizio e caio: non potendo farlo loro in prima persona per ovvi motivi, lo fanno fare all’energumeno di turno… che lo fa… e quindi diventa una zerbino al servizio della donna in questione (anche se lui non sa di esserlo e non sa di essere manipolato)

  4. Questi personaggi che vivono di mera esteriorità, che al massimo possono recitare qualche luogo comune e che sono sostanzialmente inoffensivi per lo status quo, vanno bene al sistema ( la finta dialettica destra-sinistra al servizio dei potentati economici) che li ha allevati, altrimenti li avrebbe stigmatizzati. Talvolta può capitare che questi uomini siano anche violenti, schegge impazzite, di cui fa le spese chi si ritrova sulla loro strada, perchè il vuoto di valori realmente formativi in qualche modo lo devi riempire, ed è più facile che là s’insinui la violenza. E se vanno bene al sistema vanno bene anche al femminismo, perchè il femminismo è sistema. Ma non perchè la femminista classica aspiri a mettersi insieme a questi ( le Gruber, le Zanardo, le donne del PD, cioè le teste pensanti del femminismo, non stanno con questi personaggi o al massimo possono divertirsi una serata con loro, intrecciano relazioni stabili con zerbini del loro status intellettuale e sociale) ma perchè rappresentano davvero l’idea di uomo che per loro deve popolare la società: sostanzialmente un limitato che si può circuire, un credulone di cui ci si può servire e che si può usare. Non è poi importante che sia violento, alla femministe questo non interessa, l’importante è che sia stupido il tanto giusto per farsi prendere per i fondelli.
    Il femminismo è quindi responsabile? Bene, se il femminismo ha avuto voce in capitolo nella gestione di tutto ciò che ha consentito a questi individui vuoti di proliferare, e negli ultimi quindici anni di potere a tutti i livelli ne ha guadagnato parecchio, allora ha la sua fetta di responsabilità, ma non perchè ha armato queste persone, ma perchè non ha fatto niente, in combutta con il capitalismo consumistico, per mettere questi personaggi di fronte alla loro mediocrità, anzi li ha finanche celebrati, in tutti gli “uomini e donne”, i “grandi fratelli”, le isole varie, i talent show e porcherie elencando, perchè confacenti alla sua idea di maschilità, gettando quindi le basi perchè alcuni di questi riempissero il loro nulla,che già è una sconfitta enorme per la società intera, con la violenza e con la sopraffazione dei più deboli.

  5. Appena qualche settimana fa a Superquark parlavano proprio di argomenti simili. Le donne in fase d’ovulazione preferiscono i maschi con struttura ‘triangolare’ (vedi le spalle di questo tizio), mentre quelle non in fase scelgono persone ‘rotondeggianti’. E’ un fatto di ormoni. In qualche modo vengono percepiti e le donne si regolano di conseguenza.

    Poi che i bulli abbiano sempre avuto tanta gnocca è tutt’altro che una novità, Guardate i mafiosi, vi sembrano tipi single? Al limite i serial killer, ma i delinquenti mai.

    Quanto al discorso della tendenza: i bulli sono diventati tendenza da quando è arrivata in zona gente come Corona: tatuaggiati, ignoranti, arroganti, arrivisti, prepotenti, borderline, pieni di gnocca, sempre in TV o sui social per chi la TV non può permettersela. E sempre più pieni di tatuaggi che secondo me sono l’nverso della capacità di ragionare (è troppo forte, mi fa quest’effetto genralmente parlando). Guardate uno come Paolo Maldini, per esempio, o altra gente degli anni ’80-’90. E comparateli a gente attuale come Fedez o Materazzi (dovreste vederlo come è tatuaggiato, manco un tappeto persiano).

    Poi c’é la palestra. Chi faceva arti marziali una volta era tutt’altro che così. Erano picchiatori, ma gli si insegnava anche un pò di etica, morale, e sopratutto non si colpiva il nemico a terra.

    Adesso, con le MMA di merda, non fanno altro che unire le tecniche per menare di più, picchiano anche a terra (è ammesso dal regolamento) e se ne vantano.

    Non c’é più l’idea del cammino, la nobile arte e così via. E’ solo vanagloria e violenza, e NESSUNA educazione. Sarebbe stato meglio che questo Bianchi fosse diventato un topo di biblioteca che un palestrato, avrebbe dato senz’altro un miglior contributo al mondo.

    Invece abbiamo questi fenomeni che nel loro insieme sono frutto di TUTTA l’involuzione mentale e mediatica della società del XXI secolo.

    1. @Stef Menc
      Pure per me “arti marziali” è sinonimo di personaggi come Bruce Lee, Karate Kid, il ragazzo dal kimono d’oro”… immagina lo spiazzamento nel vedere questo termine e queste pratiche associati a feccia come ‘sti schifosi assassini.

    2. adesso però non facciamo di tutta un’erba un fascio, definire “merda” pugilato, arti marziali, ecc. e far passare tutti quelli che le praticano come potenziali assassini ce ne passa. Diciamo che le mele marce stanno ovunque. Diversi sportivi e campioni pugili ecc. hanno preso le distanze da questa visione “coatta” dello sport e hanno chiamato vigliacchi i responsabili.

      Continuo però ad essere perplesso, visto che è un fatto che le femministe criticano il body shaming fatto contro corpi NON palestrati e NON siliconati. e che mediamente espongono anche il concetto di oggettificazione della donna (quindi la bambola sfoggiata a mo’ di trofeo), il sex appeal usato per sedurre ecc. ecc.

      Non capisco quindi come sia possibile sostenere che questi due energumeni che rappresentano tutto il contrario dell’idea di virilità delle femministe, siano considerati appetibili dalle femministe o considerati essi stessi prodotti del femminismo, da qualcuno che sta commentando.
      Neanche le donne siliconate e col botox sono il prodotto del femminismo, tanto più che sui loro siti si vedono eccome analisi contro veline ecc. fatte passare come schiave del patriarcato.
      Ve lo ricordate il parapiglia successo a Sanremo per “le donne belle”, che travolse il presentatore che lo aveva “fatto notare”? o la “farfallina di Belen Rodriguez”? sono fatti che dimostrano che le femministe sono ipercritiche su questa cosa dell’aspetto estetico\sex appeal femminile. Ad accezione delle femministe sex positive, quelle che vedono la sessualità maschile come predatoria, stupratrice, sono tutte contrarie a donne “bamboleggianti”, le criticano di continuo come se fossero povere vittime incapaci di uscire dal patriarcato e dallo sguardo\volere dell’uomo-padrone.

      Poi come ho detto, l’uomo ideale per le femministe non lesbiche è quello privo di muscoli, remissivo, “maschio pentito”, non certamente la montagna di muscoli e coatto.

      I serial killer non avevano una vita sessuale esaltante e spesso neanche erano considerati dalle donne: John Gacy era sposato, Charles Manson aveva diverse amanti, qualcuno poteva sembrare ben inserito, di facciata, nella società, e dissimulare, ma erano tutti individui con una sessualità perversa (è noto che prima di uccidere persone hanno “fatto la prova” su gatti e cani, e spesso li hanno torturati anche quando erano ragazzini), sadica e necrofila se non anche cannibale o necrofaga. Vedi Ed Gein, Dahmer, Henry Lee Lucas… la maggior parte erano anche abbastanza brutti, Lucas era privo di un occhio, Richard Ramirez era butterato (e stuprò diverse donne anziane, più che non cercare “la gnocca” giovane e bella), Albert Fish (che seviziò, uccise e mangiò diversi bambini) idem, non stiamo parlando di uomini di bell’aspetto.
      Neanche Aileen Wuornos, una delle prime serial killer donne che uccise con modalità “maschile” (senza usare il veleno, ma con le armi) era una bella donna, al contrario, si portava dietro un’infanzia difficile tra botte e violenze (come altri assassini seriali) e fisicamente era deturpata alla pelle del volto. Quanto alle avvelenatrici alla Belle Gunness, idem: sfido a trovarle donne sexy e arrapanti.

      Quindi i serial killer come “modelli di chad vincenti” non ce li vedo proprio per niente, e non è vero che erano circondati dalla gnocca (ad eccezione forse di Ted Bundy, per fare un nome celebre)

      Questi energumeni sono il prodotto della tv-spazzatura, talent show, ecc., oltre che l’ostentazione della “vita da VIP” sui social network. Ma fatico davvero a vedere questo tipo di palestrato coatto in compagnia di femministe o femministe che “si attizzano” a vederlo.

      Sarà un mio limite, ma proprio non riesco ad immaginarmi una scena del genere. anche perché ho visionato bene certe analisi anti-oggettificazione e vi assicuro che donne con corpo siliconato\botoxizzato non sono per niente fatte passare come modelli di emancipazione, al contrario, vengono accusate di essere donne che hanno interiorizzato il patriarcato, schiave del maschio ecc.

      Se poi parliamo di ragazze molto molto belle che desiderano l’uomo “tamarro e burino”, magari per la movida\vita da Ibiza, allora concordo, perché questo risulta anche a me. Ma non ce le vedo le femministe ad arraparsi di fronte al tamarro da discoteca e spiaggia.

      1. A proposito di donne sadiche (ma non in senso di “gioco sessuale”, proprio sadiche a livello di psicopatia): mi viene in mente che alcune donne che si accompagnano a picchiatori siano sadiche che sentendosi impossibilitate per limiti fisici a far male quanto vorrebbero, lo fanno per interposta persona. Sono quelle che si esaltano e incitano i loro compagni a bullizzare e riempire di botte qualche malcapitato. E per quanto loro possibile, si sfogano loro stesse su chi è più debole.

        1. infatti, già altrove, commentando le perversioni sessuali, dicevo che le donne non sono solo masochiste, ma anche sadiche.
          Per cui, credo non sia fattibile sostenere che le donne sono “tutte masochiste che sbavano dietro al bullo”. Se fosse vero come postulato non si spiegherebbero figure come Elizabeth Bathory (che di certo non sbavava dietro agli energumeni) o figure come le Mistress BDSM, sempre per restare in tema (Femdom). Se tutte le donne fossero remissive, sottomesse, pronte ad andare dietro all’energumeno tamarro, non si spiegherebbe come mai sono esistite ed esistono queste donne…

          Ma poi comunque va contro la nostra causa credere che le donne siano tutte masochiste e pronte a bagnarsi di fronte al serial killer violento: così serve a confermare il preconcetto femminista che dice – appunto – che tutte le donne sono vittime di maschi violenti…

  6. Se volessi attaccare il femminismo utilizzando questa drammatica vicenda, cercherei di fare meno voli pindarici e badare di andare al sodo, perchè gli assassini sono anche il prodotto di un consumismo che ha sostituito i valori etici con i tatuaggi e gli orologi da polso. Dove è attaccabile allora il femminismo? In questo: chi era Willy? La vittima era un ragazzo di colore, figlio di immigrati, un gran lavoratore che voleva diventare cuoco e che ha difeso un amico in pericolo, contro quattro persone. Per quel poco che sappiamo, Willy ha dimostrato di essere coraggioso, di vivere seguendo sani principi, ma soprattutto virile, perchè il vero uomo usa la forza e il coraggio al servizio dei deboli, in questo caso il suo amico. Lo scandalo sta che in questa società di cioccolata persone come lui sono INCEL, totalmente ignorati dalle attuali donne educate dal femminismo che preferiscono pitecantropi regrediti agli inizi del pleistocene, come quei quattro che lo hanno ucciso, i quali infatti copulavano allegramente nei pressi di un cimitero qualche minuto prima. Anzi, io accuserei apertamente il femminismo di avere educato le donne al razzismo con la teoria LMS, perchè ha colto questa vicenda per attaccare la destra ( solo perchè una delle loro ragazze faceva carriera politica in Forza Italia ) o il machismo delle palestre o la mascolinità in generale. Invece loro che fanno entrare tanti migranti dal terzo mondo con la scusa della denatalità e delle guerre che non ci sono, ci vengano a spiegare perchè le loro donne non li sposano. Oggi la più grande comunità INCEL sono gli immigrati e i figli degli immigrati.

    1. permettimi un appunto, ma come fai a sapere se Willy aveva la fidanzata o meno, se aveva flirt con qualcuna o spasimanti? se era un incel ecc. ecc.?

      cerchiamo di rispettare la privacy, anche sentimentale, evitando cicaleggio gossiparo.

      Dalle testimonianze che ho letto, da chi lo conosceva (c’è una video-intervista ad una sua insegnante di scuola) tutti lo ricordano come un ragazzo pieno di vita, passione, voglia di vivere e fare, allegro, sorridente, con tanti amici e amiche.

      trovo un po’ sgarbato e del tutto fuori luogo appioppargli addosso l’etichetta di “incel”, anche perché non puoi sapere se aveva la fidanzata o qualche spasimante e qualsiasi altro dettaglio della sua vita sentimentale.

      Detto ciò, sembra ormai confermato che ha dato la sua vita per difendere un amico.
      un bel gesto di coraggio e nobiltà d’animo, di altruismo e amicizia che arriva al sacrificio di sé pur di prendere le difese dell’amico.
      Di fronte ad energumeni che erano il triplo di lui.

      riflettano i personaggi che dicono che “non ci sono neg*i italiani” o frasi simili.

      Aggiungo che ci sono video di testimonianze agli amici e amiche di Willy intervenuti per sedare la rissa e prestare soccorso a Willy cercando di portarlo via dalle grinfie di quei balordi; sono stati strattonati, buttati per terra, aggrediti anche loro (incluse le ragazzine). Segno che quegli energumeni se la sono presi contro tutti, ed è un miracolo che non siano morti altri ragazzi o ragazze durante quel pestaggio.

      Che vicenda terribile, ha scosso le coscienze di tutti facendoci riflettere su questo degrado giovanile di giovani frivoli e vanesi, e vuoti dentro, “con vestiti firmati, orologi e vacanze di lusso” che viene aizzato\fomentato anche dall’ostentazione crassa e pacchiana sui social network.

      1. Non credo che il commentatore volesse speculare sulla vita di Willy. Nel suo commento c’è un’osservazione giustissima: la popolazione immigrata è composta quasi esclusivamente da giovani/giovanissimi, quasi tutti celibi involontari. Un aspetto con cui nessuno vuole fare i conti.

      2. Concordo con Tommaso, mi sembra scorretto fare illazioni sulla vita privata di Willy.
        In quanto a quegli altri, quelle bestie, si tratta di due mondi completamente diversi; non credo proprio che Willy e i suoi amici avessero nulla da invidiare a ragazzi e ragazze squilibrati, sempre sotto effetto di alcool o droghe, incapaci di interagire in maniera normale con le persone, bravi solo ad atteggiarsi in pose ridicole sui social, gonfiarsi di muscoli o silicone e attaccar briga con tutti incutendo il terrore.

        1. Quali illazioni Chiara? Ci sono articoli di giornale che ci dicono che Willy era single. D’altra parte Giorgio Russo ha capito benissimo dove voglio arrivare. Il femminismo è attacabilissimo su questo fronte: sono sempre a picchiare duro contro tutti gli uomini tirando in ballo la scusa della mascolinità tossica, quando poi le stesse femministe sbavano dietro a questi tipi di persone e denigrano i bravi ragazzi come Willy. Se fossi un INCEL ci farei un articolo al fulmicotone.

          1. “le stesse femministe sbavano dietro a questi tipi di persone e denigrano i bravi ragazzi come Willy”
            Ma come fai a dirlo? Hai conosciuto magari qualche donna sedicente femminista che andava dietro a tipi come quelli? A me non sembra proprio che le fidanzate o “groupies” di quei tizi siano il prototipo della femminista.
            Poi, io non ho visto nessun articolo riferire dello stato sentimentale di Willy: se ne hai trovati girami pure il link. Avanzerei le stesse obiezioni pure a quei giornalisti, nel caso.

            1. Chiara, smettiamola di menare il can per l’aia per favore. Quello che l’utente, magari in modo non del tutto lucido, sta dicendo è che moltissime donne sono attratte dall’uomo che appare forte, di successo, magari pure “duro”, oltre che ricco. Ed è un’attrazione del tutto normale e naturale, con origini ben precise. Le stesse che inducono a scartare persone dalla fisicità più gracile, dai lineamenti meno decisi, dai modi più urbani e magari timidi, e dal portafogli magro magro. La donna ama l’uomo che fa o che mostra potenzialità di sapere e poter fare. Se metti a confronto le foto e le testimonianze su Willy e su uno degli energumeni, non si può non ammettere che appartenessero a tipologie maschili estremamente diverse. E pare indubbio che il successo sentimental-sessuale di un Willy qualunque sia incomparabile con il successo sentimental-sessuale di un energumeno qualunque. E’ uno dei tanti fraintendimenti nelle relazioni tra generi, perché poi, nell’epoca edonistica attuale, quella della merda ben infiocchettata e imbellettata, alla prova dei fatti i veri uomini sono i Willy, i pupi di pezza sono quelli apparentemente gonfi di testosterone, steroidi e narcisismo femmineo. Ma appunto la cultura edonistica rende sempre più difficile alle donne provare attrazione per qualcuno diverso da un big-jim. La forbice che distanzia i due generi è sempre più larga e le postazioni mediane d’incontro sempre più risicate.

              1. @Giorgio Russo
                Secondo me non è affatto normale essere attratte da degli energumeni truci e violenti. È indice di devianza, di personalità borderline.
                La donna è attratta da ciò che l’uomo fa? Sì, e Willy faceva moltissimo: dalle descrizioni emerge il ritratto di un ragazzo per nulla timido, pieno di amici, di passioni, gran lavoratore con obiettivi di vita.
                Comunque va bene così, non voglio polemizzare, abbiamo percezioni diverse di com’è strutturata la società.

                1. Vedi, la chiave è proprio lì. Un conto è l’uomo forte, sicuro di sé, intellettualmente avvolgente, assertivo, magari pure belloccio. Uno così è da definirsi “virile”.
                  Ora prendi quel modello, iniettagli nella personalità la mania per l’aspetto, i selfie, le boccucce, la moda, il fitness, l’essere più del fare, quello che avrai come risultato è un mostro. Un Frankenstein che porterà al parossismo entrambe le nature, diventando un energumeno violento che vive come fosse un modello di Vogue. La confusione tra due nature così contrastanti è il frutto dell’edonismo imperante che confonde la percezione sentimentale di tutti, uomini e donne. E così abbiamo damerini fisicati che ammazzano gente a botte e bravi ragazzi che faticano a trovare occasioni di intimità sentimental-sessuale con chichessia; dall’altra abbiamo donne che mantengono saldi cervello e cuore e guardano dentro l’anima di un uomo per decidere se accettarlo nella loro vita o no, ma anche una gran massa, in genere le più figose, sciantose, narcise, consapevoli del proprio potere seduttivo, che scambiano i Frankenstein per veri uomini e ad essi si danno come non ci fosse un domani.
                  Salvo poi scoprire che sono degli scervellati senza cuore con istinti al di sotto di quello animale.
                  La cultura edonistica che ci avvolge è una nebbia, Chiara, che impedisce a tantissimi di vedere le cose chiaramente. Si vedono ombre, parvenze, non c’è più modo di riconoscersi vicendevolmente in modo chiaro e sicuro. Qualcuno, per fortuna, ha sviluppato in sé potenti fendinebbia, ma restano tantissimi e tantissime a vagolare nel nulla, incapaci di incontrarsi davvero.

                  1. Ne dico un’altra per evidenziare quanto sono false e ipocrite le femministe. Hanno straparlato della mascolinità tossica di Gabriele Bianchi, ma sulla sua compagna che ha già avuto un figlio da lui e ne aspetta un altro non hanno detto niente. Questo è un caso di femminilità tossica o si deve dedurre da loro silenzio che non c’è nulla di anormale perchè tutte le donne sono fatte così?

                2. @chiara
                  e allora perché se

                  <> e <>

                  era single e forse pure Incel?? dovrebbe avere la fila di spasimanti!

                  e ancora perché se

                  <>

                  quel tipo di tizi sono sempre circondati da belle gnocche?? dovrebbero essere sempre single!

                  Le conclusioni, secondo il tuo ragionamento, sono:
                  – o che non è vero come dici;
                  – o che quindi siamo circondati da “donne attratte da energumeni truci e violenti, deviate e dalla personalità borderline”, e che se ne strafottono altamente degli uomini che “fanno moltissimo, timidi, pieni di amici, passioni, gran lavoratori e obiettivi di vita”

                  Ma per quanto mi riguarda la conclusione esatta suona più o meno così:
                  siamo circondati da donne che, liberate sessualmente dal femminismo, sono attratte da caratteristiche meramente esteriori, da un richiamo sessuale più istintivo e immediato, e che se ne strafottono altamente degli uomini che “fanno moltissimo, timidi, pieni di amici, passioni, gran lavoratori e obiettivi di vita”

                  E ciò spiega anche la continua crescita numerica degli Incel, come già ne abbiamo parlato sul blog di Ericlauder. Si parla della tendenza della società nella sua interezza, il caso di mia cugggina che s’è sposata l’ingegnere termonucleare basso calvo con la panza non fa statistica!

                  E quindi, per concludere, la “mascolinità tossica”, CHI la ossigena??

                  1. @Lupo Mannaro

                    Mancano i virgolettati, comunque ho capito il senso; la mia risposta è la seconda.
                    Ma non è che “siamo circondati” da quel tipo di donna, non più di quanto siamo circondati da quel tipo di uomo. Secondo me i numeri m/f si equivalgono. Solo che quegli uomini sembrano e sono “pieni di donne” perché in quei giri i rapporti sono spesso superficiali e disfunzionali, per cui si cambia partner di continuo.

                    Riguardo il ruolo del femminismo: tu dici che ha reso le donne più superficiali nella scelta del partner avendo tolto il bisogno di appoggio economico, be’ sinceramente preferisco il libero arbitrio – e la esponsabilità della propria scelta, questo sì, nel bene e nel male – piuttosto che rapporti basati sull’interesse. Chi è superficiale adesso lo sarebbe stata anche prima, seppur in modalità diverse.
                    Sono d’accordo invece sul fatto che il femminismo punti sempre il dito sulle colpe dei maschi e non provi mai a interrogarsi sui comportamenti femminili, ma in un caso come questo citato lo vedo più come un peccato di omissione che una vera e propria colpa. Intendiamoci, come comportamenti femminili da disapprovare io intendo quelli delle compagne di questi energumeni; non lo vedrei come messaggio a tutte le donne, proprio perché come dicevo secondo me si tratta di una fetta precisa di popolazione. Oltretutto non si può nemmeno dire che ste ragazze fossero rimaste abbagliate dai muscoli pensando si trattasse di “giganti buoni” e solo dopo avessero scoperto chi erano davvero i loro fidanzati: questi erano notissimi per le loro idee politiche e per seminare il terrore nel quartiere. A riprova che il femminismo non c’entra nulla secondo me, anche all’epoca dei picchiatori fascisti c’erano donne affascinate dall’uomo duro e violento (il Duce in primis), in una società che di femminista non aveva nulla.

                  2. Scusate tra le virgolette avevo copiato delle frasi di Chiara ma non si vedono.
                    Cmq sono:
                    “Le donne sono attratte dall’uomo che fa” e “dalle descrizioni emerge il ritratto di un ragazzo per nulla timido, pieno di amici, di passioni, gran lavoratori e obiettivi di vita”

                    E

                    “Non è normale essere attratte da energumeni truci e violenti, è indice di devianza e personalità borderline”.

              2. a me risulta che gonfiarsi a dismisura di muscoli e stereodi sia una patologia psichiatrica chiamata “vigoressia”.
                In quel contesto, il soggetto non ha neanche più una capacità oggettiva nel valutare il suo corpo. è analoga (anche se diversa, per gli effetti) ai disturbi alimentari femminili.

  7. Personalmente, anche se effettivamente le apparenze sembrano schiaccianti, ritengo sia giusto aspettare un processo in tribunale prima di trarre conclusioni basate, inevitabilmente, su quanto pubblicato dai giornali. A maggior ragione per un blog che si è distinto, in altri contesti, per una giusta battaglia a favore della presunzione di innocenza e contro la gogna mediatica per l’accusato.

    1. Indubbiamente hai ragione. Va detto che, in questo caso, prove e testimoni sono così schiaccianti che è lecito e comprensibile sbilanciarsi un po’…

      1. però è da segnalare che i familiari dei due arrestati stanno ricevendo minacce di morte
        https://www.notizie.it/cronaca/2020/09/09/fidanzata-gabriele-bianchi-minacce/

        la colpa è sempre individuale, mettersi a minacciare, diffamare, o peggio, persone che non c’entrano nulla con la vicenda\non erano presenti\non hanno compiuto il fatto, solo perché “sono parenti\madri\padri\fidanzate” aggiunge violenza alla violenza.

        Che i responsabili paghino, ma persone che “sono parenti\amici dei colpevoli” se risultano estranei al fatto non devono essere linciati virtualmente.

        1. Io non sono così dispiaciuto. Tanto quelle minacce non avranno mai luogo (statisticamente sono pari a zero virgola i casi reali), mentre Willy è morto. Almeno c’é il segno tangibile della riprovazione sociale per questa feccia, che terrorizzava tutti in zona.

  8. poi leggo tutto con attenzione.
    Ieri ho preso da parte una mia collaboratrice e le ho chiesto se lei, avendo ben due figli maschi adolescenti,
    si era accorta dell’esibizionismo femminile della scorsa estate (in realtà le spiagge sono ancora frequentate).
    Un dilagare di culi bene ostentati, ovviamente anche di tette, soprattutto su instagram da parte di un vero e proprio popolo della “pesca”.

    un esercito di sederi frutto di un esibizionismo narcisistico bene alimentato dai social.
    Non so trovare altre definiizioni.
    La risposta è stata: “la colpa è degli uomini e dei ragazzi che guardano i culi delle donne”.
    conseguentemente le ragazze sarebbero incentivate a postare foto di sederi e fisici scolpiti.

    Se questa è la risposta di una donna madre di due maschi
    allora davvero tutto è perduto .

    1. >>>>>
      La risposta è stata: “la colpa è degli uomini e dei ragazzi che guardano i culi delle donne”.
      conseguentemente le ragazze sarebbero incentivate a postare foto di sederi e fisici scolpiti.
      >>>>>

      Fine della fiera, io ho 55 anni e a parte qualche vecchia zia deceduta o quasi novantenne, non ho memoria di femmine moderne che attribuissero o attribuiscano la benché minima responsabilità di qualcosa a un’altra femmina.
      Secondo le suddette la colpa di tutto è sempre e comunque di lui: l’uomo, il maschio della specie umana.
      Trattasi di un “ritornello” che seguiterò sicuramente ad ascoltare anche negli anni a venire e che mi porterò nella tomba, quando tutto sarà finito.
      Amen.

      1. Sandro, io purtroppo ne ho 59 (tanti) e concordo con te.

        sto ancora aspettando qualche donna , femminista o meno, di destra o di sinistra
        che ci dica due paroline su quel soggetto femmina che si accoppiava con uno dei 4 bruti di Colleferro.

        Io non ho sentito ancora mezza parola.

        Le uniche “donne” con le quali le “donne” se la prendono sono le suocere.
        Ovviamente le madri degli ex mariti, esattamente come capitò a me
        quando mi separai, quintali di calunnie contro una povera vecchia.

  9. La degenerazione del femminismo sta nell’essere passato da un’dea di società e forse anche antropologica a lobby femminilista. Ora il must è esaltare tutte le donne, sminuire o nascondere vizi e delitti femminili, esaltare il femminile e incolpare gli uomini dei fallimenti e delle inettitudini femminili. Per cui anche quel femminile tossico che esalta il machismo e uccide con l’acido deve essere difeso

  10. comunque non capisco neppure io questo passaggio: “Gabriele Bianchi e la sua cricca sono dunque il prodotto non della maschilità tossica, ma della femminilità tossica. Sono il risultato delle scelte fatte dal tipo di donna plasmata dal femminismo”

    sono perplesso, perché a me non sembra che le femministe sui loro siti “approvino l’uomo musculoso” né tantomeno le donne che lo scelgono… mi sembra tutto il contrario cioè che abbiano spesso visto i muscoli come simbolo del patriarcato, del guerriero, non dell’uomo femminista… che dovrebbe essere, anche fisicamente, smilzo e innocuo, per non rimarcare continuamente (davanti agli occhi delle femministe) che l’uomo è più forte delle donne, quindi è superiore a loro per la forza muscolare… non so, mi pare sia un passaggio un po’ fumoso… anche perché non è davvero possibile riportare siti femministi che abbiano esaltato il fisico del palestrato e\o abbiano proposto come modello di donna da seguire la “velina” che sceglie il palestrato… a me pare che, al contrario, le femministe siano critiche contro questi modelli edonisti (e frivoli, di consumismo fine a se stesso, da ostentazione sui social network) e parlino appunto di oggettificazione e body shaming fatta contro quei corpi che muscolosi e siliconati non sono…

    comunque, colgo occasione per lasciare il mio pensiero in onore di Willy, una vicenda che ci lascia sconvolti e ci rimette in discussione

  11. Bhè insomma… io questi due non ce li vedo ad andare dietro\ostentare in giro la femminista da modello standard (capelli corti, se non rasati, trasandata, zero trucco, zero femminilità, abbigliamento casual in marrone perché altrimenti se mette abiti sexy è oggettificata, magari sovrappeso, pelosa…) Non ce li vedo molto a prediligere donne femministe o donne nella media (quindi con pancetta, con cellulite…).
    Che si attorniassero di donne col fisico perfetto da VIP mi pare scontato e persino da stereotipo, ahimè.

    è una vicenda le cui colpe oltre alla violenza dei singoli, vanno da ricercarsi nel consumismo, nell’edonismo da mostrare sui social network… Non ce li vedo quei due a mostrare in giro una donna sovrappeso o con le rughe… dovevano mostrare la donna perfetta, per mostrare a tutti che loro potevano permettersi la donna bellissima…
    sono quelli che gli incel definirebbero “chad”, in gergo.

  12. Se ho ben capito l’omicidio di Willy essenzialmente è rimasto anche sulla coscienza delle femministe.
    Queste, con la loro folle ideologia intrisa di fanatismo sono riuscite a coltivare degli animali con un tale eccesso di testosterone che ha finito per rimpiazzare la loro stessa materia grigia.
    Ho notato che stanno circolando sempre più soggetti tipo questo Bianchi, con fisici iper-scolpiti e pieni di tatuaggi bullizzanti e soldi. Chissà dove li prendono ? Forse le femministe ne sanno qualcosa ?
    Sinceramente danno proprio l’impressione di volersi esibire con la loro farlocca mascolinità convinti che il loro ammasso di muscoli determini la loro virilità.
    Si nota in questi soggetti un’ostentata voglia di mettere in pratica la loro macchina distruttiva e offensiva per mettere in pratica e confermare la loro presunta superiorità nei confronti di altri individui ritenuti inferiori.

  13. Aggiungo, per quelli che fanno gli indignati per il contenuto di questo articolo, che il livello della narrazione accreditata negli ambienti editoriali (non parliamo dei social…) come “seria ed equilibrata” , “non femminista”, è il seguente:

    “Il silenzio degli uomini
    di Iaia Caputo

    Descrizione del libro
    Gli uomini non parlano. Mai come in questo momento, gli uomini sembrano non avere le parole per “dire”: la loro paura e il loro smarrimento, la loro fragilità e i loro desideri. Coloro che per millenni sono stati i dominatori del mondo da tempo non lo sono più e oscillano continuamente tra inedite libertà offerte loro dalle donne e la nostalgia degli antichi privilegi. No, gli uomini non sanno ancora parlare di sé, ed è in questo silenzio che Iaia Caputo coglie una “condizione tragica del maschile”, che nella dismisura di una sessualità incapace di evolvere e nella scorciatoia della violenza ha le sue derive più preoccupanti. Così, l’autrice indaga sui padri che uccidono i figli ma anche sulla nuova paternità che ha scoperto la gioia della cura e della prossimità dei corpi; decodifica i gesti che hanno caratterizzato la politica e la sfera pubblica negli ultimi vent’anni, mettendone a fuoco l’arroganza, la volgarità e l’urgenza di costruire e denunciare un nemico; riflette sulle forme del desiderio maschile attraverso l’esemplarità del caso Marrazzo o dell’affaire Strauss-Kahn – passando, evidentemente, per il “ciarpame senza pudore” dell’era berlusconiana. Cita dalla cronaca, intervista, ascolta, analizza nella prospettiva primitiva in cui tornano, inaspettatamente attuali, i gesti di Medea, e quelli di una senescente classe politica, i Crono del postpatriarcato tanto disinteressati al destino dei propri figli quanto intrinsecamente misogini”.

    1. Ho smesso di leggere a “la nostalgia degli antichi privilegi”. Ah sì, quanto me la spassavo ai bei tempi di Ramesse II, ora purtroppo devo starmene al mio posto… ma davvero ci credono a queste minch1ate che scrivono?

    2. >>>>>>>
      Coloro che per millenni sono stati i dominatori del mondo da tempo non lo sono più e oscillano continuamente tra inedite libertà offerte loro dalle donne e la nostalgia degli antichi privilegi. No, gli uomini non sanno ancora parlare di sé, ed è in questo silenzio che Iaia Caputo coglie una “condizione tragica del maschile”, che nella dismisura di una sessualità incapace di evolvere e nella scorciatoia della violenza ha le sue derive più preoccupanti.
      >>>>>>>

      Vi posso assicurare che vaginate del genere le leggevo già negli anni Ottanta-Novanta.
      Qualcosa di simile era solito scriverlo anche la defunta Ida Magli (poi “convertitasi”…), tanto è vero che su uomini3000 postai un suo vecchio articolo risalente al 1984.
      Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
      La parte più comica di questi deliri in salsa femminista, è quella relativa agli uomini “dominatori del mondo per millenni”, come se io, nato nel 1965, avessi mai detenuto chissà quali poteri nei confronti del sesso femminile, oppure potessi ricordarmene tramite delle… “reminiscenze genetiche”.
      Ridicolo, veramente ridicolo.
      E il bello è che seguitano a scrivere le stesse sciocchezze anche a distanza di decenni.
      Sono clonate come Alien.

  14. Articolo interessante, soprattutto perché questa tragedia sarà utilizzata per andare come al solito addosso al maschilismo tossico, che è sostanzialmente attribuito a tutti gli uomini. Evidenziare che il cosiddetto maschilismo tossico potrebbe essere favorito proprio da chi a parole vorrebbe eliminarlo è un’ipotesi stimolante per fare qualche riflessione.
    Pare che le donne non siano in grado di distinguere il maschilismo negativo e pericoloso (che le attrae tantissimo) da quello positivo e diffuso nella maggior parte dei maschi (che ha permesso l’evolversi della nostra civiltà).
    Sono attratte dal maschilismo di questi uomini violenti e disprezzano l’essere maschio degli uomini normali.
    Il coraggio di Willi, che ha perso la vita per aiutare il suo amico, è tipicamente maschile, ma le femministe, incapaci di discernere il bene dal male, lo vogliono eliminare facendolo rientrare nel maschilismo tossico.
    Molte donne, facendosi guidare solo dagli istinti, favoriscono quello tossico perché ne sono attratte e spengono quello positivo perché non lo apprezzano, essendo tipico degli uomini normali molti dei quali destinati alla solitudine.

    1. La tua riflessione sulla reazione tipicamente maschile di Willy (e sulla sua morte tipicamente maschile) è molto bella e importante. Troppo concentrati a guardare i colpevoli non abbiamo riflettuto sulla vittima. L’unico vero uomo, esempio virile massimo, di tutta la triste vicenda. Grazie.

      1. Concordo con Davide, solo una precisazione a Fattononfui: quello di cui parli non è maschilismo, è mascolinità positiva. Maschilismo è una parola negativa, non può esistere un “maschilismo positivo”.

        1. Maschilismo è una parola negativa, vero. Femminismo invece è considerata una parola positiva.
          Buffo vero? 😉

        2. Hai ragione, ma avendo in mente la parola femminismo per assonanza sono stato portato a scrivere maschilismo. E’ una parola negativa, ma ormai si sono messi d’impegno per cercare di fare diventare negativa pure la parola mascolinità. Per ora ci mettono “tossica” per renderla negativa, ma hanno inziato a togliere tossica così è la mascolinità a essere negativa.
          In questo articolo si cerca di separare l’essere uomo dalla mascolinità. Alla mascolinità si dà un significato solamente negativo. E’ scritto in inglese, ma utilizzando un traduttore è facilmente comprensibile.
          https://www.psychologytoday.com/ca/blog/men-crossroads/202008/learning-be-man-without-masculinity-0

      2. Sì, è così. Gli appartenenti a quel gruppo di balordi si credevano grandi uomini (e lo credevano le donne al seguito) ma hanno massacrato di botte un ragazzo che era fisicamente la metà di loro, mentre Willy ha affrontato, da solo, un gruppo di uomini che erano il doppio di lui. Già solo questo spiega la differenza tra questi uomini. Mi dispiace per questo ragazzo, era sicuramente una bella persona.

  15. Il femminismo deve venir accusato di mentire sulla natura umana e perciò anche su quei caratteri maschili che attirano le DD. Oltre a quelli ben noti (status, denaro, fama, potere, immagine pubblica) vi sono l’ostentazione della forza e la sbruffoneria spinte fino alla maramalderia. Il mascalzone (e peggio) non è mai stato senza DD. Ne mai lo sarà.
    Certo le DD cercano in realtà due partner, vedi “Donna Flor e i suoi due mariti”
    Ma è il mascalzone quello che scalda il cuore.
    E’ colpa di Darwin e non vi è nulla da fare. Possiamo solo smascherare la fandonia manipolatrice femminista.
    E’ ovvio poi che il delitto de quo venga usato contro tutti gli UU.

  16. L’articolo è molto interessante, grazie anche per avermi fatto conoscere una parola nuova, “nutricatore”. Ma non colgo il nesso tra femminismo ed edonismo/consumismo; altrettanto mi sfugge in che modo sarebbe il femminismo a spingere le donne a prediligere il modello dell”uomo killer”.

  17. Sono un seguace del blog , di questo blog, della prima ora. Talvolta ho contribuito con testi.
    E con rammarico devo confessare, che questa è una delle rare volte in cui ciò che ho letto mi lascia una sensazione interlocutoria, poiché ho trovato il ragionamento un po’ forzato e forse anche fuori luogo, pur condividendone diversi concetti articolati, attenzione.
    Riassumendo: è vero che nell’ultimo secolo (scarso) le donne occidentali, venendo a mancare il bisogno di sopravvivenza (leggi: fame, pane da mettere sotto i denti) che è più o meno garantito a tutti, hanno giocoforza elevato in maniera esponenziale i loro target amorosi, leggi standard maschili per l’accoppiamento. Ma, associare questi concetti all’episodio – Monteiro, non lo comprendo pienamente. Si, gli assassini erano (pseudo) maschi alfa come ce ne sono a migliaia in Italia, che però… non necessariamente uccidono malcapitati in strada a suon di botte .
    Con tutto il rispetto per l’autore, mi permetto quindi di criticare l’approccio logico che mi pare sia stato del tutto o quasi assente; il femminismo nella società attuale fa più danni della grandine, su questo siamo d’accordissimo, ed è deteriore per la popolazione su più livelli, non ultimo quello culturale, ma addossargli persino questo episodio mi sembra oggettivamente troppo.
    Per questioni di tifo e di pancia incolperei il femminismo anche quando il mio gatto prende il raffreddore, ma se usufruisco appieno delle mie funzioni cognitive non riesco a spingermi addirittura a questo.
    Se poi però mi si dice, guarda, questa terribile faccenda avvenuta nel centro Italia mi è servita da semplice spunto per affrontare altre tematiche, ok, passi, ci sto, fermi restando che discettare di “cultura & società” (involontariamente, certo, in buona fede, ci mancherebbe) sulla pelle di un ventunenne mi sembra ardito o comunque una leggerezza su cui riflettere.

    1. Hai perfettamente ragione, peraltro questo signore – che io conosco tramite forum – è riconosciuto che sia di parte e spesso contraddittorio. Non mi fa alcun effetto vedere un suo scritto senza alcun nesso logico.
      Spiace perché le idee per i diritti maschili avrebbero bisogno del link fra la malainformazione e selezione sessuale femminile, ma finché non c’è gente intelligente a scrivere, questi saranno i risultati.

  18. Ok, lo so che il femminismo è brutto e cattivo, ma proprio non lo vedo il collegamento che si fa nella seconda metà dell’articolo…
    A mio avviso la problematica è molto più onestamente inquadrabile in questi termini: La “mascolinità tossica” piace. Piace alle donne, in generale, femministe e non. Così come in generale un seno prosperoso in una donna piace agli uomini. Possiamo farci qualcosa? Difficilmente. L’insieme di cose verso cui siamo attratti non è modificabile razionalmente. Il femminismo lo ammette? ma nemmeno sotto tortura… questo è il problema. Recentemente ho letto con interesse il “redpillatore” e devo dire che la teoria LMS fa un riassunto piuttosto aderente alla realtà dei meccenismi di attrazione femmine verso maschi. Quel forum però manca di onestà quando spesso tralascia il fatto che molti di quei meccanismi, con alcuni distinguo e differenze, valgono specularmente per come noi maschi siamo attratti dalle femmine. E a mio avviso colpevolizare gli uni o le altre per quello da cui sono (o dovrebbero) essere attratti, è insensato, oltre che inefficace.
    Riassumo: non è colpa del femminismo se alle donne piaciono i “maschi tossici”, così come non è colpa del patriarcato se ai maschi piacciono le donne “femminili”. Innumerevoli sono le colpe del femminismo, ma questa proprio non riesco ad affibiargliela…

    1. Concordo, come ho scritto sopra. Se qualcuno sa spiegare meglio questa presunta correlazione sono tutt’orecchi.

    2. Sono l’autore dell’articolo.
      Nel tuo commento lasci intendere che assumi una definizione di “mascolinità tossica” che in qualche modo corrisponde ad una sorta di bellezza o virilità oggettiva.
      La nozione di mascolinità tossica a cui nell’articolo ci si richiama, non è la “forma esteriore del macho”, ma quella propria del femminismo e richiamata dal femminismo stesso ogni qualvolta c’è un fatto di violenza contro le donne.
      Per l’esattezza: <>.
      Secondo le tesi femministe quindi -alle quali i fatti di violenza interessano solamente quando colpiscono delle donne- i comportamenti violenti messi in atto da certi uomini (quanti, statisticamente?) sarebbero il prodotto di un privilegio che gli uomini detengono nella società rispetto alle donne e che li porta ad essere violenti innanzitutto contro le donne e solo raramente contro altri uomini.
      Dietro un uomo violento quindi, secondo questa tesi, mai ci può essere una preferenza femminile, mai.
      E se c’è, si tratta di “donne vittime” o di “patriarcato interiorizzato”.
      Del resto non è difficile immaginare come si sarebbe scatenata la propaganda femminista se, anziché ad essere ucciso fosse stato un uomo, la vittima di violenza fosse stata una donna, magari la stessa fidanzata.
      Ci sarebbe stata la solita prosopopea della ragazza bella e intelligente, impegnata nel sociale, la cui vita è stata spezzata da un uomo violento che, imbevuto di mascolinità tossica e cultura patriarcale, l’avrebbe distrutta.
      Questo tipo di considerazioni, ci conduce verso una domanda: le donne, sono costrette a frequentare certi uomini o operano una libera scelta?
      Tolte le realtà del sottoproletariato, diventa difficile ipotizzare l’impossibilità di scelta, soprattutto per una ragazza che appartiene (come in questo caso) alle fasce d’oro della società.
      Silvia quindi, ha scelto Gabriel Bianchi.
      Fatti di Silvia, si dirà.
      Certo, se non fosse che tutto il dibattitto sui temi di genere è improntato ad una narrazione che vede la categoria “a”, gli uomini, come privilegiati, violenti e oppressori. La categoria “b”, le donne, come vittime: sempre e comunque.
      Con questo alibi, ogni singolo fatto di violenza che accade nel mondo viene ricondotto agli uomini tutti come categoria, alla fantomatica cultura patriarcale.
      Alla luce della propugnazione di questa tesi (che ormai fa parte dell’ideologia dominante ed è “la tesi”), è necessario fare un po’ di luce su alcuni fatti, in particolare sul fatto che:
      • Accettando in pieno la definizione di mascolinista tossico, che statistica ricaviamo? Quanti sono gli uomini violenti e possono essere questi rappresentativi di un intero genere?
      • Le donne oggi sono costrette nella manifestazione delle proprie preferenze oppure possono scegliere in autonomia chi frequentare?
      • Che natura hanno queste preferenze? Gli uomini violenti vengono isolati dalle donne?
      • L’ostentazione della fisicità, storicamente e culturalmente, appartiene più al maschile o al femminile?

      La risposta alla prima domanda la si trova effettuando una breve ricerca sugli “studi di genere” che riguardano questo argomento: si troverà una serie di aneddoti giustapposti al fine di confermare un’idea già formata ben prima della realizzazione del fantomatico studio.
      La risposta alla seconda domanda, penso sia abbastanza evidente. Difficile dimostrare che le donne oggi non abbiano la possibilità di accordare preferenze e tanto più scegliere chi frequentare.
      La risposta alla terza domanda è contenuta intanto in fatti di cronaca come questo, nell’esperienza di quasi tutti gli uomini: i “maschi” in genere odiano la “mascolinità tossica” farebbero di tutto per mitigarla o indirizzarla o evitarla proprio. Chi premia i comportamenti antisociali non-egalitari sono sovente le donne e lo fanno a partire dalle scuole elementari (si potrebbe affermare che la femminilità tossica è il vero problema…).
      Sul quarto punto, si gioca il fraintendimento e la sovrapposizione tra “femminilità” e “maschilità tossica”, del tuo commento.
      E questo, pur nella brevità dell’articolo, è accennato.
      Poi anche qui ci sono più piani, quello del femmineo e del femminile, il femminile nell’esteriorità e il femminile come archetipo junghiano (che non ha nulla a che vedere con la fisicità, ma riguarda certe funzioni della personalità, etc).
      Tutto questo vale parimenti nell’inquadrare il maschile (e il virile).
      Per farla estremamente breve, il senso della tua “obiezione” è: “alle donne piacciono gli uomini che hanno certe caratteristiche fisiche (prestanza, stazza), queste caratteristiche sono la mascolinità tossica e non potete attribuire al femminismo la “colpa” del fatto che gli uomini che abbiano quelle caratteristiche fisiche siano attraenti”.
      Tutto giusto, peccato che nell’articolo, come ho spiegato, non c’è nulla di tutto questo.
      Anche perché sarebbe assurdo etichettare la “mascolinità tossica” come la prestanza fisica (per questo ho riportato le citazioni da una pagina femminista a riguardo).

      1. “Chi premia i comportamenti antisociali non-egalitari sono sovente le donne e lo fanno a partire dalle scuole elementari.”
        A partire dalle elementari, addirittura? Ai bambini delle elementari interessa già compiacere le femminucce, e le femminucce ammirano i bambini violenti? Mah, che io ricordi non era esattamente così.
        Forse più a partire dalle medie. Ma anche lì “il pubblico si divide”: ci sono le ragazzine che si esaltano a fare “la pupa del bullo” e quelle che se assistono a certe scene si spaventano e intimidiscono/prendono le difese del bullizzato.
        Nel primo caso concordo che si tratti di “femminilità tossica” in erba, ed è un argomento di cui nessuno o quasi parla mentre meriterebbe maggior attenzione.

      2. Grazie per la tua articolata risposta. Io in realtà per “mascolinità tossica” intendevo un insieme di caratteristiche più comportamentali che fisiche. Quelle del bullo, o del “bad boy”, tanto per capirci.
        Colpa mia che ho usato l’esempio speculare del seno prosperoso che effettivamente porta alla conclusione sbagliata. Non posso che dirmi d’accordo sulle specificazioni che hai fatto. Un saluto!

      3. Claudio Accardi
        >>>>>>
        La risposta alla seconda domanda, penso sia abbastanza evidente. Difficile dimostrare che le donne oggi non abbiano la possibilità di accordare preferenze e tanto più scegliere chi frequentare.
        La risposta alla terza domanda è contenuta intanto in fatti di cronaca come questo, nell’esperienza di quasi tutti gli uomini: i “maschi” in genere odiano la “mascolinità tossica” farebbero di tutto per mitigarla o indirizzarla o evitarla proprio. Chi premia i comportamenti antisociali non-egalitari sono sovente le donne e lo fanno a partire dalle scuole elementari (si potrebbe affermare che la femminilità tossica è il vero problema…).
        >>>>>>

        E’ così, tutto il resto è un arrampicarsi sugli specchi.

    3. “La “mascolinità tossica” piace. Piace alle donne, in generale, femministe e non”: ecco il nesso. Il femminismo ha convinto le donne da una parte di essere le più empatiche, la parte buona dell’umanità, di non dovere per questo rendere conto di nulla e di non essere mai responsabili di quello che fanno (non c’è pedofila o infanticida o assassina che non riceva solidarietà o comunque giustificazione – “chissà cosa ha dovuto passare per arrivare a questo punto, poverina”), dall’altra che non devono avere limiti, che meritano sempre”il meglio” e questo meglio è dato da ciò che sentono. Quindi se tu sei attratta dal truzzo segui l’istinto, non perdi certo tempo a vedere se il ragazzetto per bene ma a prima vista un po’ scialbo non nasconda qualche tesoro. Questa prevalenza del sentimento sulla razionalità poi è il tratto principale della femminilizzazione della società e quindi anche della parte maschile. Rispetto all’articolo però, credo che anche se c’è del vero in quello che dice, cioè che l’esaltazione dell’apparire ha esacerbato il carattere narcisista di molto uomini, la colpa principale del femminismo, e per la quale anche io lo considero corresponsabile di fatti come quello di cui si sta parlando, è stata proprio la misandria ossessiva, l’insulto continuo contro il maschio, il considerare violenza qualsiasi espressione della maschilità, il raffigurare il desiderio maschile come intrinsecamente e irrimediabilmente prevaricatore. Il risultato è che la stragrande maggioranza degli uomini si è ritirata, e sempre più rimangono in pista quelli che, semplicemente, se ne fottono. Per fare un esempio: se vuoi ridurre gli incidenti stradali, pupi ridurre il limite di velocità una volta, poi basta, devi cercare di prendere chi lo infrange. Se continui ad abbassarlo, alla fine ti ritroverai pieno di pirati della strada. Perché se metti il limite a 20 all’ora, i delinquenti continueranno ad andare a 180, tanto loro i limiti, gli onesti smetteranno di usarla. Anzi, probabilmente, qualcuno di loro, esasperato, finirà per ignorare il limite a 20, ma una volta che sei fuori legge tanto vale andare pure tu a 180. Fuor di metafora, se sono un maschilista, uno da rieducare, una merda qualunque cosa faccia, allora tanto vale farlo sul serio, se non altro mi caccio la soddisfazione di meritarmeli, gli insulti.

      1. “…tanto vale farlo sul serio, se non altro mi caccio la soddisfazione di meritarmeli, gli insulti.”
        Applausi! Anche io la penso così! A furia di sentirmi dare del maschilista tanto vale dar loro ragione, tanto, si sa, le donne hanno SEMPRE ragione, no?

  19. Detto più facile: tutta la f1g4 che questi individui hanno visto o vedranno in vita loro ed il premio della riproduzione e la sopravvivenza dei loro fantastici geni, un brillante ingegnere della google o un ricercatore dei marker tumorali contro il cancro non la vedranno nemmeno in 9 vite, a meno che non rinascano come questa gentaglia.

    1. È più soddisfacente aver avuto una vita piena di donnette o essere stati professionisti brillanti che hanno fatto svoltare l’umanità?

      1. Trovo questa conversazione un po’ retorica, in ambedue le posizioni….

        Si, anche l’ingegnere di Google tromba, probabilmente ha uno stipendio importante, fra tutti gli esempi di “White trash” possibili immaginabili, siamo nella cerchia dei più infelici

        No, non è preferibile la figa alla gloria (?) soprattutto perché una certa condanna attende gli assassini, siamo nel range di 10/17 anni dietro le sbarre che non basteranno a sedare la sete dei giustizialisti da tastiera, non basteranno a rimettere in vita Willy, ma hanno un loro perché e una loro consistenza.
        Inoltre con ogni probabilità li attende Rebibbia, che nella classifica delle carceri italiane non gode della fama di quella più confortevole.

      2. la seconda, peccato che questa osservazione non c’entri nulla con l’oggetto dell’articolo.
        Ho risposto ad altre obiezioni simili in un commento precedente.
        So che adesso pioveranno commenti da ogni parte, che cercheranno di trarre le implicazioni più fantasiose dall’articolo, al fine di creare un oggetto fantoccio da demolire (“non è colpa del femminismo se alle donne piacciono i belli!”, “il ragazzo è stato ucciso da uomini, non da femministe”, “le femministe non dicono agli uomini di picchiare i ragazzini!”).
        Amen, divertitevi ad attribuire all’articolo il contenuto che volete.
        Tanto, chi vuole capire capisce…

        1. Guardi che io stavo rispondendo agli altri utenti. Con la prima risposta rispondevo a Albert, con la seconda a Chiara. Se vuole replicare ad un commento sull’articolo quindi su di te, ne trovi uno poco sopra.
          Penso che tu abbia fatto un buon lavoro, mi dispiace che in alto parli di indignazione nei commenti, io non vedo indignazione, alcuni hanno espresso pacatamente delle perplessità soprattutto sui messo causali, mica è stato gettato fango, per questo mi dispiace avvertire un pizzico di suscettibilità da parte sua .
          Lo so che i media mainstream sono infinitamente peggio di questo tuo articolo, non ti devi giustificare, Stasi è una penna di un certo livello (soprattutto sul piano dello studio e della documentazione ) e non si può sempre sperare di poter competere con lui, ti auguro buona serata

          1. PS mi dispiace se ho fatto confusione fra dare del tu e del lei nel mio commento, spero non sia un problema…

            1. Lol ci stiamo un po’imbarbagliando, Sorry

              Redazione forse è il caso, vista la mole di commenti, di inserire i tag

      3. Il problema non è questo, ma che c’entra… Il problema è che il bravo ragazzo che studia (e non deve necessariamente “svoltare l’umanità” questo è un merito/privilegio, inevitabilmente, di una ristrettissima minoranza) e ha raggiunto qualcosa non risalta rispetto al truzzo agli occhi di molte donne. Una volta tra il ricercatore universitario (uno normale, non Einstein) e il palestrato, a parte per qualche svampita veniva preferito il primo, oggi è più probabile il viceversa.

        1. @DanieleV
          Mah, non lo so, a me pare che il tipo di donna che apprezza il bullo palestrato arrogante e aggressivo rimane sempre un tipo di donna simile: guarda la foto, la compagna di quel deliquente almeno in apparenza sembra della stessa pasta… sono personalità borderline…
          E non è che se uno/a è “di buona famiglia” è esente dalla possibilità di avere una personalità antisociale e amorale.
          Di ragazze serie e normali che sono attratte da ragazzi seri e normali ce ne sono ancora tante, prova ne è che la maggior parte delle coppie non è formata da delinquenti o da un lui delinquente. Solo che i casi come questo fanno più scalpore e hanno più visibilità.

          1. > Di ragazze serie e normali che sono attratte da ragazzi seri e normali ce ne sono ancora tante, prova ne è che la maggior parte delle coppie non è formata da delinquenti o da un lui delinquente. Solo che i casi come questo fanno più scalpore e hanno più visibilità.

            Questo è vero. Ma è anche vero che il livello estetico (e gli uomini guardano solo quello, se pensi il contrario mi dispiace per te) delle donne che ambiscono a questi delinquenti è eccessivo. Le ragazze in quelle foto sono delle modelle. Tutto questo stride terribilmente con la maggior parte delle coppie in giro dove la donna di solito o ha avuto un passato repressivo (e.g. famiglia conservatrice cristiana) e si accontenta, oppure ha/pensa di avere ottenuto il meglio delle sue possibilità. E di fianco ad un ingegnere o medico o addirittura manager raramente ho visto ragazze di questo splendore. Ecco cosa stride.

            1. @Albert
              Splendore? Per carità, sono bellissime ragazze, ma tirate e rifatte dalla testa ai piedi, con look moooolto vistosi. Non voglio usare parolacce perché poi le femministe mi dicono che faccio “slut shaming” e tutti gli altri che sono invidiosa. Se mi stai dicendo che questo è il modello ideale di donna cui ambisce qualunque uomo, me ne farò una ragione. Ma mi permane il dubbio che la bellezza possa essere anche preferita accoppiata a intelligenza e raffinatezza. Anche Bianca Balti è una modella – e che modella, ma di ben altro impatto e non si è mai vista accompagnarsi con elementi de(l)genere.
              Solo che di superbelle, raffinate o meno, al mondo ce ne sono poche; per cui mi sembra pia illusione aspettarsi che a ogni ingegnere – o ad ogni uomo – ne spetti una.
              Però la ragazza più bella che conosco, di origine slava, è sposata proprio con un mio amico ingegnere (ed è ingengera pure lei) 🙂

          2. Sarà pure, ma la quantità (in costante) crescita di single lascia poco spazio ad altre considerazioni. Perché siccome sono le donne a scegliere, è evidente che questi bravi ragazzi trovano meno brave ragazze disposte a mettersi in coppia con loro. Non che siano diventate tutte cattive ragazze, ma probabilmente il tipo tranquillo e studioso non le accontenta più come potenziale partner, e preferiscono esse stesse rimanere sole in attesa di chissà cosa. Certo, numericamente ancora ci sono tante coppie “normali”, ma la proporzione di soli è sempre più alta. Forse già maggioritaria.

            P.S.: “la maggior parte delle coppie non è formata da delinquenti o da un lui delinquente”… Dici? A sentire i media gli uomini sono tutti dei maschilisti sessisti patriarcali, delinquenti o potenziali tali.
            P.P.S.: giusto per fare il pignolo (ogni tanto mi piace fare il boldrino, per vedere l’effetto che fa), le possibilità sono solo entrambi delinquenti o solo lui delinquente? Solo lei delinquente no?

            1. @DanieleV
              Certo che è possibile anche quell’accoppiata; non l’ho citata perché l’articolo verte sugli uomini delinquenti e il fatto che piacciano alle donne, non sulle donne delinquenti che piacciono agli uomini.

          3. @Chiara
            Scrive il giudice: «Marco Bianchi riferiva che allontanatosi dal pub in compagnia del fratello, di un amico e di tre ragazze delle quali non sapeva riferire il nome, mentre stavano consumando un rapporto sessuale vicino al cimitero , ricevevano una telefonata da parte del loro amico Michele Cercuozzi che gli chiedeva di intervenire in loro soccorso a Colleferro»
            Link alla notizia https://www.corriere.it/cronache/20_settembre_09/willy-monteiro-duarte-testimoni-gabriele-bianchi-ha-sferrato-calcio-ecco-l-ordinanza-840aeb5e-f2a7-11ea-86fc-7fbaee355822.shtml

            1. Quindi?
              Non capisco il senso della tua risposta.
              In un mondo ideale nessuna ragazza andrebbe con dei balordi ma nemmeno esisterebbero i balordi. Purtroppo il nostro non è un mondo ideale.

              1. @chiara sei hai un complesso di comprendonio, non è colpa mia.
                Quindi, o sposti in continuazione il focus della conversazione o sei in malafede.
                In ogni caso, non ho tempo da perdere.

              2. @Chiara
                ti consiglio il libro ‘Romanzo Criminale’.
                Lì troverai parecchie donne invaghite di fieri avanzi di galera.
                si sta parlando della banda della Magliana e non ho solo fantasia dell’autore.
                Che l’uomo aggressivo, prepotente e machista abbia sempre avuto strade spianate
                con certe donne è un dato di fatto.

                E ti faccio un altro esempio: negli anni ’70 uno mio compagno di classe si divertiva a
                toccare il sedere e dire frasi sconce circa le tette delle nostre compagne 17enni.
                Fatti gravi che non mi sono mai piaciuti; è clamoroso vedere come oggi, quell’ex compagno
                di scuola è rimasto amicissimo 40 anni dopo delle ragazze molestate oggi tutte
                sposate e con figli
                (anzi stanno tutti in una chat, si frequentano e fanno le classiche rimpatriate
                alle quali non ho mai partecipato, perchè non me ne frega nulla).

                è scorcio di vita vera, traiamone tutti insieme qualche considerazione
                sulle stranezze femminili …

                1. @downtown196
                  Riguardo l’episodio scolastico che ricordi, dall’esterno non si capisce se si trattò di vere e proprie molestie che incutevano soggezione nelle ragazze o se fossero delle boutade grossolane, delle goliardate cui le ragazze rispondevano a tono, in una sorta di goffa schermaglia adolescenziale alla pari. A sentire com’è proseguita l’amicizia tra queste persone mi verrebbe da dire più la seconda, ma tu che eri presente avrai chiara la situazione.

                2. come esiste il sadismo, Downtown, esiste anche il masochismo, e le donne non ne sono prive.
                  altrove parlando di pedofilia, avevo già evidenziato che le donne hanno eccome diverse parafilie (perversioni sessuali) che da sempre sono considerate maschili… se esistono sadici esistono anche sadiche.
                  Anche se – questo è vero – l’argomento delle perversioni femminili sessuali è stato studiato di recente, perché prima, in epoche come quella vittoriana, era impensabile anche solo ipotizzare che una donna appartenenti allo status borghese avesse desiderio sessuale attivo, figurati il chiedersi se avesse anche perversioni sessuali analoghe a quelle maschili… che avrebbero potuto portare ad equiparare la libido femminile a quella maschile, e visto che la donna rappresentava la parte passiva della sessualità era inammissibile. Comunque oggi cominciano a prendere piedi i primi studi su questo argomento.

                  perciò, se esistono masochisti, esistono anche masochiste. Per esempio alcuni uomini si eccitano a cercare donne padrone (Mistress) e ricercano (anche pagando molto) il Femdom (Dominazione sessuale femminile); ma questo non ci porta a dedurre che allora tutti gli uomini siano masochisti.
                  Viceversa, se alcune donne sono masochiste e ricercano il bullo da osteria, cioè non ci deve portare a credere che tutte le donne lo ricerchino.

                  Più che altro credo che il masochismo femminile dipenda o da abusi subiti nell’infanzia oppure da un bisogno femminile di sentirsi protette dal “maschio alpha” che usa la sua forza fisica per farla sentire protetta. Bisognerebbe chiederlo a queste signorine cosa sentono di preciso e perché scelgono certi individui

                  1. @Tommaso
                    Guarda, io tramite conoscenze comuni ho sentito narrare le gesta – per così dire – di una coppia di soggetti bordeline tipo questi (non così violenti però dediti a droghe, alcool, sballo, soldi facili… ecc): da come ho capito la base è l’esaltarsi per uno stile di vita su di giri, alla Bonnie&Clyde, un’idea distorta di “andare contro la società”. Nel caso in oggetto, credo c’entri anche l’idea di essere “la pupa del boss” perché in pratica il Bianchi voleva fare il bello e il cattivo tempo in città, ostendando una sorta di dominanza sia economica che fisica (e in questo concordo con chi ha parlato della cattiva influenza di serie come Gomorra o Romanzo Criminale. Che però non sono certo prodotti femministi, quindi non si può ravvisare un rapporto di causalità neanche in questo).

                    1. *”coppia di soggetti come questi” intendo uomo e donna. Penso si sia comunque capito dal riferimento a Bonnie&Clyde 🙂

  20. Oh ma guarda un po’…..e io che pensavo che con tutti quei muscoli, tatuaggi, e visi da duri, fossero solo dei poveri incel ignorati dalle donne……
    A parte gli scherzi, la vicenda è drammatica, sono solo dei poveri pezzenti, codardi e infami, e spero marciscano in galera per il resto della loro miserabile vita….ma anche fatti come questi, alla fine della fiera, fanno emergere tutte le contraddizioni del femminismo, fatto da femmine che si sporcano la bocca con la “mascolinità tossica”, ma poi guarda un po’ rappresenta tutto l’insieme di quelle caratteristiche che gli “scaldano” il sott’ombelico…..sarebbe molto “ironico”, sempre in chiave antifemminista, scoprire che Willy, che il coraggio di affrontare quei tizi l’ha portato alla morte, era un incel senza ragazza……..

    1. Anonimo
      >>>>>>
      sono anche il risultato del degenero che c è in Italia e arriva dall America
      >>>>>>

      Non è questione di Italia e nemmeno di Stati Uniti d’America.
      All’origine di tutto ciò c’è Madre Natura.

      1. forse hai ragione solo che i primi a mirtizzare la mafia, a far vedere sangue droga libera ecc per me è l america… dell america sono i social dove devi ostentare… e vabbe insomma c è poco da dire e agganciare il femminismo a sti tipi secondo il mio ragionamento cmq poco ci azzecca… piuttosto si potrebbe fare un analisi delle preferenze femminili che contemplano bei corpi, prestanza fisica e nel complesso la forza di ‘essere protette’… peccato in questo caso fosse completamente assente il cervello probabilmente…

        1. E aggiungiamoci pure serie come GOMORRA, dove i bulli vengono esaltati (alla faccia delle intenzioni inizali di Saviano). Una serie da degenerati totali.

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