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Padri a casa coi figli? Affare fatto, Ministro Azzolina

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Lucia Azzolina
Il Ministro Lucia Azzolina

di Alessio Deluca. È durata quanto il passaggio di una stella cadente la proposta del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina di prevedere speciali congedi per i padri nel caso un secondo lockdown costringesse alla chiusura delle scuole e dunque a tenere i figli a casa. Ne ha dato notizia “La Repubblica” il 21 agosto e da quel momento la proposta è totalmente scomparsa dai media. “Ho discusso ieri con alcuni colleghi di governo”, ha dichiarato il Ministro. “Mi piacerebbe che si studiassero modi per incentivare la funzione di cura da parte degli uomini, la turnazione”. Il tutto sarebbe passato come una misura a sostegno della famiglia, ma il Ministro, prima di dare certezze, si riservava di sentire il dicastero della Famiglia e dell’Economia. Sentiti i quali probabilmente le è stata tappata la bocca.

Eppure la Azzolina aveva seguito tutte le procedure richieste per ottenere la compiacenza e il plauso delle lobby femministe: “Le donne sono state le più penalizzate, anche nel lockdown”, ha dichiarato, dimenticando che durante il lockdown la maggior parte dei decessi è stata maschile (che penalizzazione vuoi che sia morire, rispetto alla penalizzazione di doversi occupare un po’ di più dei figli, suvvia!). “E siamo tutti d’accordo”, ha continuato, “che non possa passare dall’emergenza il ritorno a vecchi schemi, la retorica degli angeli del focolare”. Una retorica che in realtà nessuno si sogna più di usare, da nessuna parte. Fatta eccezione per le lobby femministe, che la adottano ampiamente quando si tratta di fare il vittimismo necessario a ottenere altro potere e altro denaro.


L’ottima proposta della Azzolina era troppo pericolosa per troppi soggetti.


Insomma, l’utilizzo del cliché femminista era una buona partenza. Poi però il Ministro ha peccato di eccesso di zelo: “Non è necessariamente la donna”, ha detto “a dover rimanere a casa. Questa potrebbe essere l’occasione per modernizzare il Paese anche da quel punto di vista. Va incentivato il fatto che siano anche i papà a prendersi cura dei figli”. I tanti papà italiani che hanno letto questa notizia in realtà sono modernizzati da tempo, infatti si sono alzati per una standing ovation al Ministro. Già da tempo si prendono cura dei figli. E darebbero qualunque cosa per poter mandare al diavolo l’ufficio, il cantiere, lo studio, per poter passare il tempo con la prole, farla studiare, giocare, accudirla, mentre mammà va a guadagnare la pagnotta al posto suo. Se la proposta della Azzolina venisse realizzata il M5S, ormai sotto la protezione del WWF vista la sua visibile scomparsa politica, avrebbe ottenuto un eccezionale rimbalzo in termini di consenso.

Invece la proposta è scomparsa quasi subito dal tavolo. Non perché non ci siano le coperture economiche, ma perché andrebbe contro le coperture ideologiche. Riconoscere ai padri ruoli di cura toglierebbe al femminismo l’arma del piagnisteo e del vittimismo sulle “donne segregate in casa” a badare da sole ai figli senza l’aiuto dei mariti e compagni, che anzi devono servire quando tornano dal lavoro. Non solo: scardinerebbe il concetto bislacco per cui è meglio essere schiave di un datore di lavoro che cooperare con il proprio uomo. Ma soprattutto affermerebbe una capacità di cura della prole da parte del maschile che finirebbe per riverberare anche sulla questione delle separazioni e degli affidi. Se gli uomini possono accudire i pupi per legge durante una quarantena, perché non dovrebbero più essere idonei quando c’è una separazione? Insomma, l’ottima proposta della Azzolina era troppo pericolosa per troppi soggetti. Ecco perché è scomparsa in men che non si dica.


8 thoughts on “Padri a casa coi figli? Affare fatto, Ministro Azzolina

  1. E’ tutta una messinscena. I 5S vanno piddizzandosi, d’altronde si sapeva che quell’abbraccio sarebbe stato potenzialmente mortale, e quindi eccoli proporre, in modo particolare la loro componente femminile, le fesserie tipiche del PD. Le femministe hanno rotto le scatole durante questi mesi con il solito piagnisteo vittimista. In modo particolare hanno blaterato sul fatto che le donne con il lockdown siano state più penalizzate, perchè costrette a rimanere a casa, a badare ai figli e chi più ne ha più ne metta. Già mesi fa ancora in fase di lockdown( suppongo che tutti ricordino per esempio la sibillina Capua dal femminista Floris) affermavano che sarebbe stato auspicabile un loro rientro a lavoro con gli uomini a casa, anche perchè risultavano meno vulnerabili all’attacco del virus. Ebbene, appena si è dovuto attuare quanto proposto ridacchiando negli studi televisivi sono scomparse.
    Ora, in un Paese serio, quindi sicuramente defemministizzato, i congedi vanno a chi ne ha bisogno, a prescindere che siano uomini o donne, o all’interno dei nuclei familiari a coloro che ne fanno richiesta, dopo che i coniugi si sono confrontati tra loro. Ma oramai viviamo in questa continua contrapposizione di genere che forse può essere accettabile tra infanti, ma tra adulti fa semplicemente una gran pena.

    1. Oggi tradirò lo spirito del blog facendo una proposta femminista: se ci sarà un nuovo lockdown, per legge, tutte le donne libere, emancipate, moderne e femministe, dovranno starsene fuori di casa a far funzionare il mondo (quale migliore occasione per mostrare a tutti che non hanno niente da invidiare a nessun uomo), e tutti gli uomini, sempre per legge, dovranno starsene chiusi e reclusi tra quelle orribili e calde mura domestiche, attendendo l’arrivo della sera e con essa la coraggiosa donna, con pagnotta guadagnata e spesa fatta, così da bilanciare l’odiosa penalizzazione subita in primavera.

      Ah, per fare la spesa ci vogliono scaffali pieni, per fare gli scaffali pieni ci vogliono camion che si muovano, per fare camion che si muovono ci vogliono patenti C e CQC…..a buon intenditrice………..
      Vado ora, devo andare a comprare l’aspirapolvere nuovo, dato che potrebbe essere la mia unica compagnia nei prossimi mesi. E già che ci sono lo compro a energia solare, sia mai che manchi energia elettrica e non si riesca più a farla tornare….. Ciaooo!

      1. Scherzi a parte hai ragione, alla fine la discriminante tra chi può stare a casa e chi no è lo svolgere un lavoro di prima necessità o meno. In alcune famiglie sarà la moglie, in altre sarà il marito; in alcuni entrambi; in altre nessuno dei due, e qui sorgono i problemi perché se i bambini sono a casa chi li guarda? In quest’ultimo caso non sarebbe male che uno o entrambi potessero godere di permessi, anche se si era già ovviato vol bonus baby sitter (anche quella è una soluzione e consente di far mantenere il lavoro alle baby sitter).

  2. Velocemente, Quello che la azzolina dice per intimidirci ( o minacciarci) noi papà lo facciamo già (smartworking e casalingo con cura dei figli), senza che la cgil spenda una parola per noi… Ora torno velocemente alle mie faccende (finisco di sistemare la spesa e di cucinare, che poi devo prendere mio figlio dal centro ricreativo)

    1. I padri si occupano dei figli quanto e più delle madri, solo che non si lamentano ogni cinque minuti.

      1. Non sono le madri a lamentarsi, ma le femministe. Oppure quelle madri coi mariti che davvero non si occupano dei figli nonostante l’accordo tra loro fosse che era compito di entrambi.

        1. Sono d’accordo con te chiara, le femministe si lamentano, soprattutto per battere cassa… Che poi non hanno neanche figli..

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