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Radici e conseguenze della teoria “gender”, prove alla mano

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persone_frezzaSta circolando con crescente diffusione sul web una lunga video-intervista realizzata da Claudio Messora sul suo noto canale “ByoBlu” relativa alla “teoria gender”. La persona intervistata è Elisabetta Frezza, avvocato, giurista e studiosa, autrice di diversi articoli e libri sul tema. In un’ora e venti di esposizione, Frezza scioglie nodo dopo nodo l’intricata matassa di quella che appunto viene chiamata “teoria gender”, individuandone le radici, lo sviluppo, i meccanismi di diffusione, e infine ipotizzandone gli effetti a medio-lungo termine, registrando anche quanto alcuni di essi siano presenti già oggi. Si tratta di un tema controverso e complesso, non perché la teoria gender abbia in sé una qualche forma di complessità (anzi), ma perché si tratta di un nucleo ideologico contraddittorio che per nascondere le proprie contraddizioni sparge attorno a sé una cortina fumogena di argomenti lontani, astrusi e interconnessi. Trovare la via per arrivare al cuore dell’ideologia non è semplice. Frezza ci riesce e pure molto bene.

Dalla sua ha un eloquio meraviglioso, pacato, competente, con un utilizzo dell’italiano perfetto: ogni parola è appropriata a rendere il concetto. Sembra banale ma è davvero difficile trovare persone che usino così la comunicazione parlata: il dilagare dell’incompetenza rende frequente l’uso di termini generici o impropri, ma questo è un rischio che con Frezza non si corre. In aggiunta, ogni concetto viene proposto con un bel sorriso, il che assolutamente non guasta. Al di là del metodo, che pure è importante, è il merito del suo discorso che vale la pena ascoltare e prendere in considerazione.


Trovare la via per arrivare al cuore dell’ideologia non è semplice. Frezza ci riesce e pure molto bene.


persone_moneySenza voler spoilerare troppo, e anzi invitando tutti a ritagliarsi un’ora e venti di tempo per ascoltarla con attenzione, la tesi centrale è che la teoria gender, nata nel secondo dopoguerra su impulso di una sorta di scienziato pazzo (ma idolatrato come genio), l’endocrinologo americano John Money (nomen omen), a un certo punto si è saldata con il femminismo estremista di marca marxista e, invadendo i centri decisionali sovranazionali (ONU prima, Unione Europea poi, fino a penetrare nei singoli stati), si è imposta sul piano legislativo, talvolta in modo aperto talvolta no. Obiettivo: livellare i principi normativi e di riconoscimento delle società, ovvero i vari tipi di identità (in questo caso quella sessuale) e per effetto conseguente istituti come la famiglia, la scuola e gli altri contrafforti identitari più ampi che se ne generano. Un livellamento che garantisce la creazione di moltitudini ad un tempo facilmente inducibili al consumo e agevolmente governabili.

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Il paragrafo qua sopra inevitabilmente ha l’effetto di banalizzare l’articolato discorso di Frezza che, esposto in modo così sintetico, rischia di odorare fastidiosamente di “teoria complottista”. Complice il fatto che a ospitarla è Claudio Messora, troppo spesso indulgente verso bislacche teorie complottiste, l’effetto che si può avere ascoltando l’intervista solo parzialmente è che effettivamente si sia di fronte a una variante dello sciachimismo o similari, ma così non è. Ciò che caratterizza i complottisti è la tendenza a colmare la mancanza di prove o con fonti poco verificate (o non verificate del tutto), o con l’appello a poteri misteriosi e superiori (la congiura pluto-giudaico-massonica internazionale e cose simili). Frezza no: da un certo momento in poi cita documenti e risoluzioni dell’ONU, dell’OMS, del Consiglio Europeo dei Ministri degli Esteri, dell’Unione Europea, o leggi del Parlamento italiano. Carta canta, sono documenti pubblici e reperibili. Carte istituzionali, cogenti, impegnative, vere. Il tutto condito con menzioni dirette e indirette da studiosi unanimemente riconosciuti come coloro che hanno costruito il pensiero e l’analisi del mondo contemporaneo, mostri sacri come Bertrand Russsell, Noam Chomsky, Joseph Overton, Zygmunt Bauman. Mica noccioline.

varie_famigliaInsomma di aria fritta, contrariamente alle più note teorie complottiste, non ce n’è. C’è uno studio approfondito di documenti ufficiali, c’è un filo teso a collegare il contenuto di quei documenti e i fatti osservabili e riscontrabili. Non è poco, anzi è tantissimo, è fondamentale. Perché un metodo del genere porta a conclusioni inevitabilmente non radicali. Il discorso di Frezza non induce a una negazione dei diritti fondamentali delle persone sulla base delle inclinazioni sessuali o altro, non è e non può essere discriminatorio. Denuncia piuttosto come il dilagare di un’ideologia radicale nei gangli decisionali internazionali abbia creato uno sbilancio dove a venire discriminati sono coloro accusati di discriminare, con un effetto distopico dannosissimo per il presente e per il futuro. Quel futuro costruito essenzialmente da famiglia e scuola, non a caso i due bersagli preferiti dell’attività demolitrice della teoria gender. Un percorso di pensiero che facilmente iscriverà Frezza, presso i commentatori più superficiali, nell’elenco dei reazionari, di chi vuole tornare al Medioevo, eccetera. Sebbene la studiosa richiami più volte e con forza due grandi necessità tutt’altro che retrograde: l’orgoglioso ritorno di uomini e donne alla propria natura e alla propria complementarietà, l’intoccabilità dei percorsi di crescita dell’essere umano, dalla nascita in su. Insomma Frezza, altro che reazionaria, afferma che la neve è bianca. Ossia, oggi, compie un atto rivoluzionario.


Di aria fritta, contrariamente alle più note teorie complottiste, non ce n’è.


Nella tessitura del suo ragionamento, complessivamente di grande interesse, ci sono solo due punti che andrebbero meglio integrati. Il primo è quando Frezza attribuisce una sorta di primato mobilitante della teoria gender rispetto a quella del femminismo suprematista: è la prima, dice, ad aver inglobato la seconda in un’alleanza terrificante e distruttiva. Io credo invece che sia avvenuto il contrario: il femminismo suprematista nasce molto prima del gender, che di fatto né è una branca. Una volta teorizzato, ne diventa uno dei bracci armati, non viceversa. Il secondo aspetto è là dove Frezza circoscrive il coinvolgimento in questa alleanza mostruosa solo di una parte del femminismo, ovvero quella di matrice marxista. In questo la studiosa forse cade in uno dei tanti inganni del femminismo, che usa il marxismo come mera facciata, più uno strumento di marketing che altro. La realtà è che tutto il femminismo e tutta la sua ideologia nasce con scopi conflittuali, distruttivi, vendicativi, a prescindere dalle etichette che si appiccica addosso. Dalla sua testa (bacata), come accadeva con gli psicotici dèi greci, è nato il gender, diventando col tempo una delle mazze ferrate con cui il femminismo cerca la vendetta verso ciò che odia di più: la razionalità, la normatività oggettiva che ne consegue, in tutte le sue forme. L’affermazione di una non-realtà, com’è quella prospettata dalla teoria gender, è l’effetto dei colpi inferti alle società con quella mazza ferrata. Anche per questo non posso che far mia la bella conclusione, anche un pelo provocatoria, di Frezza: un auspicio al ritorno di dame e cavalieri. Aggiungo io, sicuro che Frezza sarebbe d’accordo: nel riconoscimento e nel rispetto di uguali diritti per tutte le persone, a prescindere da ogni caratteristica individualmente caratterizzante.

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22 thoughts on “Radici e conseguenze della teoria “gender”, prove alla mano

  1. La “teoria del complotto” vede da una parte gruppi che occupano centri di potere ed informazione e dall’altra una massa di persone propense a bersi tutto e il suo contrario. Ma questo cozza con l’esperienza attuale e storica. Infatti, è notorio che la martellante buona educazione cade generalmente nel vuoto, che prodotti commerciali lanciati con costose campagne pubblicitarie si rivelino flop, che movimenti politici ostacolati dai media abbiano successo (e noi siamo qui puntando proprio su questa possibilità). Mi sembra più convincente la visione di una realtà che vede i fenomeni sociali come prodotto di fattori economici, culturali,storici senza per questo escludere l’apporto di gruppi potenti ed individualità carismatiche. “La gente” può vedere la neve nera solo se è già predisposta a vederla così.
    L’impostazione della Frezza è tutta nella logica del complotto. Gruppi ristretti avrebbero influenzato organismi ONU che a loro volta avrebbero dettato legge agli stati membri. Il massimo si sarebbe toccato alla “conferenza internazionale sulla donna” a Pechino dove in maniera surrettizia si sarebbe introdotto il termine gender facendo leva sul fatto che i delegati non sapevano cosa volesse dire esattamente. Forse è il caso di inviare a queste conferenze gente un po’ più sveglia ma la cosa più assurda che queste tematiche, entrate per il rotto della cuffia, siano poi diventate egemoni.
    Secondo me le teorie gender si sono diffuse primariamente tra la popolazione e solo successivamente diventate parte del “politicamente corretto” ovvero la teoria/prassi delle classe dominanti.
    Analizzare il come e il perché è un’impresa enorme che esula da questo mio intervento già troppo lungo.
    Vorrei concludere con una domanda: il movimento dei diritti maschili come si deve rapportare a queste teorie? La chiosa semiseria del ritorno al tempo delle dame e cavalieri mi sembra indicativa di quello che NON bisogna fare e cioè rimpiangere un mitico passato dove i ruoli erano definiti. Questo per due motivi fondamentali 1) la società “patriarcale” non era un luogo comodo per noi uomini e, proprio perché le donne rimanevano in uno stato minorità, agli uomini toccava morire in guerra e di lavoro, proprio come oggi. 2) la mutazione antropologica è già in atto e riguarda tutti noi. Tanti uomini sono single e non aspirano a “mettere su famiglia” altri sono gay, bisessuali, ecc. ma tutti abbiamo in comune l’essere maschi e, per questa ragione, siamo marginalizzati e criminalizzati da questa società ginocentrica.
    Insomma credo che le teorie gender non vadano né rifiutate né accettate in blocco ma sottoposte a vaglio critico mettendone in luce la contraddizione fondamentale: quella di proclamare rispetto e libertà ma negarla a chi è maschio.

    1. Gli anticomplottisti ad oltranza sono ottusi tanto quanto i complottisti ad oltranza. Gran parte delle cose trattate da Elisabetta Frezza sono provate e dimostrabili documenti alla mano. Sorry Renato.

  2. Essendo tra coloro che hanno segnalato a Davide quel video (del quale era comunque già a conoscenza), dopo averlo guardato/ascoltato attentamente, non capisco il motivo di tanta irritazione sa parte di Messora. Personalmente ho apprezzato moltissimo e condivido appieno la “teoria” della Frezza e vivaddio che ci sono persone che hanno il coraggio di dire pane al pane e vino al vino.

  3. Resta una domanda inquietante: perché vengono intervistate (come su Buyoblu) e pubblicizzate e citate (altrove) donne critiche del femminismo e del gender e mai, mai una sola volta un uomo del movimento maschile che pure non può saperne meno di qualsiasi donna per quanto informata e critica?
    .
    La soluzione è parte integrante del problema.
    Questo cortocircuito è il problema.

    1. Per esempio chi? Deve trattarsi di un profilo intellettuale di livello, come la Frezza (che le piaccia o no) è.

      1. La questione, cortese Messora, non attiene al rango intellettuale della Frezza o di altri, è invece relativa al fatto che essa appartiene al sesso che sta combattendo contro gli uomini e contro i padri sotto le bandiere del femminismo e che da questo trae una panoplia di vantaggi (con qualche piccolo danno collaterale). Il fatto che sia avversa al femminismo radicale è la patente che la titola a combattere – in buona fede – per le ragioni maschili.
        .
        Ma non è con le armi degli altri, siano mercenarie o ausiliarie, che si diventa liberi:
        .
        Machiavelli: ” L’armi ausiliarie, che sono l’altre armi inutili, sono quando si chiama uno potente che con le arme sue ti venga ad aiutare e defendere, come fece …papa Iulio; il quale, avendo visto …la trista pruova delle sue armi mercenarie, si volse alle ausiliarie… . Queste arme possono essere utile e buone per loro medesime, ma sono, per chi le chiama, quasi sempre dannose: perché, perdendo rimani disfatto, vincendo, resti loro prigione”.
        .
        Si resta subordinati a colui che ci salva.
        .
        Nel conflitto dei sessi in corso, la questione delle transfughe – a causa dell’ambivalenza inevitabile della posizione femminile – è un nodo irrisolto (per gli uomini).
        Ma non mancherà occasione di tornarci sopra.
        Serenamente.

  4. Per fortuna nelle nostre scuole la stra-grande maggioranza degli insegnanti è pronta a bloccare qualsiasi tentativo di educazione gender. Resistere bisogna.

  5. Avete ragione sia tu che la Frezza, ma a mio parere vi sbagliate su un dettaglio:
    E’ vero che il femminismo sfrutta il marxismo per ben altri scopi, e non ha nulla di marxista.
    E’ anche vero che la cosiddetta “teoria gender” (in realtà si chiama teoria queer) è appoggiata solo da una parte del femminismo.
    Solo che la parte del femminismo che approva la teoria queer non è “la parte marxista”: è la parte sciocca. Quelle furbe, che spesso anch’esse si richiamano al marxismo, si oppongono, perché hanno capito che la teoria potrebbe essere sfruttata dagli uomini per porre fine, avvalendosene anche loro, di alcuni privilegi riservati alle donne: ad esempio “opzione donna” in Italia, o le liste riservate alle donne in UK.
    Ci scrissi appena due righe, quando avrò tempo approfondirò la questione:
    https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/04/18/forslag-till-en-modernare-konstillhorighetslagstiftning/

  6. Caro Davide,

    finalmente si prende coscienza dell’uso distorto che le femministe fanno del pensiero marxista:”In questo la studiosa forse cade in uno dei tanti inganni del femminismo, che usa il marxismo come mera facciata, più uno strumento di marketing che altro. La realtà è che tutto il femminismo e tutta la sua ideologia nasce con scopi conflittuali, distruttivi, vendicativi, a prescindere dalle etichette che si appiccica addosso”. Non di capisce infatti come possa essere di stampo marxista un’ideoligia che prevede la dominazione del sesso femminile su quello maschile: le femministe lo dicono pure apertis verbis. Sembra poco ma in realtà mettere nella giusta prospettiva l’ideologia femminista è importante: nulla il femminismo ha a che fare col marxismo dal momento che, lo ripeto, il femminismo mira alla dominazione e non alla parità. C’entra ‘na fava col marxismo …

    P. S. Per l’ottimo Messora che seguo assiduamente : perché invece non fare un’intervista a Davide sui rapporti di genere? Così vi conoscete e chissà che non scocchi la scintilla che può portare a frutti insperati: Dio solo sa quanto ci sia bisogno di informazione vera su questi temi…

    1. “Uso distorto…del pensiero Marxista” ? Jajaja. Il Marxismo è quella roba(ccia) lì. Poche balle.

      1. Evitiamo di parlare di cose che non si sanno. A proposito, il movimento maschile in Italia è nato a sinistra. Marchi, Della Vecchia, Recher…

  7. Faccio notare che una “negazione dei diritti fondamentali delle persone sulla base delle inclinazioni sessuali” è impossibile, perché sulla nostra Costituzione c’è chiaramente scritto che siamo tutti uguali, quindi quando si parla di “discriminazione” di cosa si parla, esattamente? Sarebbe anche interessante capire quanto ci sia di scientifico nel concetto di “orientamento sessuale”.
    Per il resto, sapevo più o meno tutto quello che la Frezza illustra nell’intervista, ma sentir raccontare queste cose tutte insieme fa davvero accapponare la pelle. Chi può, tenga i figli il più lontano possibile dalla scuola pubblica.

    1. Ti faccio notare che la discriminazione sulla base di sesso e orientamento sessuale è attuata in tutti i paesi occidentali, particolarmente in UK e USA dove si promuove la “discriminazione positiva” e le “politiche di promozione della diversità”, ma anche in Italia – vedi “opzione donna”, incentivi all’assunzione di donne, tasse universitarie scontate per le femmine e ADDIRITTURA la Cassazione che ha sentenziato che gli uomini che si sposano possono essere licenziati ma le donne no.

      La cosa è talmente sviluppata e palese che a me viene da sorridere ogni volta che si cita la Costituzione: quando si parla di queste cose la Costituzione non conta niente, è assolutamente carta straccia.

      1. Lo so, grazie tante, ma queste sono distorsioni, aberrazioni. Se se si seguissero le Costituzioni, queste cose non avverrebbero. E in ogni caso ormai siamo alla situazione opposta, per cui a essere discriminati sono sono i “diversi” ma tutti gli altri.

  8. Sincere congratulazioni per essere riuscito a complimentarsi con un’intervista, che notoriamente non cade dal cielo ma richiede un’intenzione e una realizzazione con perizia tecnica e giornalistica, contemporaneamente tentando di screditare il realizzatore della stessa. Come complimentarsi per la fragranza di una pagnotta denigrando il fornaio.

    1. Messora, perché se la prende così? Converrà che l’interesse di un’intervista sta in ciò che dice l’intervistato, soprattutto. Il merito va anche a chi ha realizzato il colloquio, è ovvio, e il merito le viene riconosciuto col fatto che ne ho parlato nell’articolo e ho messo fisso il video nell’homepage del blog. Mi pare un riconoscimento più che ampio del suo lavoro, anche in termini di visibilità e click che ne possono derivare. Forse è rimasto seccato dalla parte dove dico che il suo canale indulge talvolta un po’ troppo nei complottismi. E’ una mia opinione, una come tante, che non dovrebbe irritarla. Molti le riconoscono meriti per quell’indulgenza, ognuno la pensa un po’ come vuole. Chiamare quella mia critica “denigrazione” mi pare eccessivo. Lei fa un lavoro tendenzialmente contro il mainstream, e già solo per questo non la denigrerei mai. Mi prendo però il diritto e mi assumo la responsabilità di esprimere anche delle critiche. Il suo merito per l’intervista con Frezza è grande e mi auguro che averne parlato anche qui la porti a un incremento di visite. Ignorarla, in questo mondo di comunicazione soverchiante e rapidissima, sarebbe stato peggio, non crede? Saluti.

      1. È una sua opinione, certo. E questa è la mia: su Byoblu scorrono 12 anni di sudore, lacrime e sangue, che hanno prodotto moltissimi personaggi importanti nella scena poltico-istituzionale attuale. Una mini televisione realizzata da solo. Citare Byoblu solo come cornice di bislacche teorie complottiste, fatta eccezione per questa, è assolutamente ingeneroso.
        Detto questo, come lei dice, ha diritto ad avere la sua opinione, come io ad infastidirmi.

        Per il resto, passi a trovarmi se le va, a Milano.

        1. Suvvia Messora, TUTTI in Italia conoscono ByoBlu, la sua storia e la sua importanza, non è certo una blanda critica da parte mia a metterlo in discussione. Posto che molti miei lettori sono anche fruitori di ByoBlu e sanno bene che il lato della barricata è sostanzialmente la stessa anche se metodi e criteri differiscono. Ciò che ho scritto, le assicuro, non ha proporzioni così sprezzanti come lei le legge. Certo lei ha il diritto di infastidirsi e io di dispiacermi per il suo fastidio, che non era mia intenzione innescare. Tutt’altro.
          Non capito frequentemente a Milano, ma se mi capita le stringo la mano volentieri.

        2. Ma infatti non ho capito quali sarebbero queste “teorie complottiste senza fondamento” di cui si parlerebbe su Byoblu. I rettiliani? La terra piatta? Gli alieni?

  9. Non seguo e non sono certo un lettore accanito di Messora, ma quando ho visto quel video, non esagero, mi si è aperta una porta (di speranza),, magari perche Frezza è una donna, giurista, e oltretutto il modo di esprimersi.. e probabilmente è uno dei migliori video che abbia mai visto su quel canale. Utilissime informazioni, su personaggi che non conoscevo e il loro ruolo, come quel Money, (agghiacciane la storia di quel bambino) o la femminista Firestone che ipotizzò la distruzione della famiglia naturale, proiettando la donna nel mondo del lavoro, sottraendola alla sua funzione naturale. Adesso, ho un tassello in più nel sapere da dove arriva l’isteria dell’occupazione femminile a tutti i costi, o meglio il vero motivo.
    Ora, Davide, aspetto di vedere una tua intervista su quel canale.

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