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Rula Jebreal: la grande messinscena

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Rula Jebrealdi Giorgio Russo – Rula sì, Rula no, Rula sì, Rula no. Il tormentone di inizio anno è servito. La soluzione, al momento, sembra essere quella di portare sul palco la fisioterapista amica dei “liberal” americani e dei progressisti italiani per parlare di “violenza contro le donne”. Che, come il nero con gli abiti o il parmigiano sul cibo, è argomento che va un po’ su tutto, non guasta mai e rende tutto ciò che tocca conforme al dettato universale su ciò che si può/deve dire e pensare e ciò che no.

È evidente a chiunque conosca il personaggio Jebreal e abbia seguito un po’ la vicenda che non c’è nulla di autentico nella querelle che ha occupato i media quasi più della crisi in Medio Oriente. Si tratta di un grande circo fantasiosissimo, una commedia con tempi scenici scanditi alla perfezione. E non è un caso che l’esito finale cada sul tema “violenza contro le donne”. C’è forse qualcosa di più teatrale e fantasioso? In realtà, e mi scuso se sfondo una porta aperta, è tutto marketing.


La pantomima su Rula Jebreal segue gli stessi meccanismi.


Checco ZaloneLa prova l’ha data quel geniaccio malefico di Checco Zalone. Come portare al cinema persone che non avrebbero mai pagato per vedere un film con i contenuti filo-immigrazionisti come “Tolo Tolo”? Semplice: sollevare un polverone mettendosi al centro del mirino dei fautori del pensiero corretto. A questo sono serviti il trailer con la canzone “Immigrato” e la reazione (finta) sconfortata di Zalone sul fatto che non si può più scherzare su niente. E non è per nulla detto che non fosse tutto già concordato con i media e gli opinionisti: il marketing ormai non ha più limiti.

La pantomima su Rula Jebreal è identica, segue gli stessi meccanismi: provocare gli oppositori del regime radicale progressista, che sono in netta maggioranza, toccandoli là dove brucia di più. La Jebreal non ha mai fatto mancare il suo disprezzo né per gli italiani né per le fake news (sarà per questo che l’hanno incoronata “giornalista”, pur essendo una fisioterapista), e si è sempre mostrata grottesca nel suo scattare come una molla appena qualcuno smentisce le sciocchezze che dice, appellandosi alla sua origine, al suo essere donna e tutto il ben noto armamentario. Insomma il personaggio ideale per sollevare un polverone.


Chissà cosa dirà la Jebreal a Sanremo…


La proposta di portare la Jebreal a Sanremo corrisponde al trailer musicale di “Tolo Tolo”: diffondere qualcosa di indigeribile per ottenere baccano e ribalta, per poi trovare una soluzione corretta, ossia capace di attirare gente sul fenomeno (il film in un caso, la kermesse canora nell’altro), e buona per inoculare nel dibattito pubblico un’ulteriore dose di concetti-chiave, il buonismo pro-immigrazione in un caso, l’emergenza della violenza sulle donne nell’altro. Due tematiche sorelle, con interessi spesso interconnessi, come si è detto spesso in questo blog.

Chissà come sarà il film di Zalone… Ce lo siamo chiesti tutti quando è uscito il suo trailer. Conoscendo l’audacia del personaggio, la curiosità di vedere se aveva rotto il muro di gomma è stata tanta. In moltissimi hanno ceduto e il suo “Tolo Tolo” è stato subito campione d’incassi. Ugualmente oggi molti si chiedono: “chissà cosa dirà la Jebreal a Sanremo sulla violenza contro le donne”. Sfortunatamente questa curiosità indurrà molti a sintonizzarsi sulla gara canora. Non nelle proporzioni di Zalone, ovviamente: la Jebreal è un personaggio “debole”, sebbene i media stiano pompando la questione a tutto andare, ma un buon ritorno potrebbe averlo e tutto fa brodo per uno spettacolo che ormai attira sempre meno pubblico.


Soluzione? La più banale. Non guardare Sanremo.


Jebreal WeinsteinSoluzione? La più banale. Non guardare Sanremo. E se qualcuno tra amici e familiari non resiste, toglierlo a forza da davanti al televisore e obbligarlo a studiare a fondo le molte foto disponibili in rete che ritraggono la Jebreal sorridente e abbracciata all’orco, il suo amicone Harvey Weinstein, anch’egli “radical” finché il serpente non gli si è rivoltato contro. Perché non è solo che la violenza contro le donne non esiste nella misura con cui ne parlerà la Jebreal a Sanremo. È proprio che lei è una delle ultime al mondo che ne può legittimamente parlare. E questo, oltre alla preparazione a monte, è l’apoteosi della presa in giro a cui stanno sottoponendo tutti noi. Una volta studiate e comprese a fondo quelle foto, amici e familiari vanno poi costretti alla lettura di articoli a caso tratti da questo blog. Perché il vaccino contro le falsità non porta mai in overdose, anzi servono continui richiami.


 

 

8 thoughts on “Rula Jebreal: la grande messinscena

  1. La Jebreal ha capito perfettamente come tira il vento. Basta recitare il solito copione: fare la vittima, ergersi a rappresentante di tutte le donne(sic!), sparare a zero sull’altro sesso invitandolo a fare in toto pubblica ammenda, parlare un po’ di violenza sulle donne, di fantomatico gender gap, d’ immagine della donna sui media, e altre “emergenze”, e scrosciano gli applausi. Nella RAI qualcuno si oppone e fa male, sia perchè, come intelligentemente viene fatto notare nell’articolo, si finisce per pubblicizzare ciò che non merita tanta attenzione, sia perchè la censura preventiva è sbagliata, e il problema semmai nasce dal fatto che è l’altra parte a non poter parlare senza rischiare grosso come sappiamo perfettamente.
    Se una critica va mossa alla giornalista, non per quello che dirà ma per quello che abitualmente dice, non è sulla considerazione che ha degli italiani, neppure sulle sue posizioni politiche filo-immigrazioniste, perchè ciascuno può avere le idee che vuole, ma perchè sul caso specifico, ossia sulla condizione delle donne qui e ora, afferma abitualmente qualcosa di non corrispondente al vero, trattandosi in sostanza di luoghi comuni infondati.

    1. Sasha
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      Se una critica va mossa alla giornalista, non per quello che dirà ma per quello che abitualmente dice, non è sulla considerazione che ha degli italiani, neppure sulle sue posizioni politiche filo-immigrazioniste, perchè ciascuno può avere le idee che vuole,
      >>>>>>>

      Certo, ciascuno di noi può avere le idee che vuole, ma se alla palestinese in questione fanno tanto schifo gli italiani perché seguita a restare in questo Paese?
      Chi le punta una pistola in faccia?
      La porta è aperta, perciò può sempre fare le valigie e trasferirsi altrove.
      A casa mia questa si chiama coerenza.

      1. Certamente, è incoerente, su questo non ci piove. Rimane però il fatto che a esprimere quel punto di vista sono in tantissimi e hanno il diritto di farlo, come altri hanno il diritto di contestarla/i senza mezzi termini. Nessuno in quel caso tira fuori dati “oggettivi” per testimoniare quanto dice, nè da una parte nè dall’altra. Trattasi di “sensazioni personali”.
        Diverso però è divulgare statistiche taroccate, straparlando di un gender gap che non esiste, di fantomatiche donne vilipese in tv, ecc., ecc.. In questo caso io sto inquinando la società con una fasulla obiettività e questo produce danni enormi.
        Le femministe sono mediamente abili nella dialettica, sono pronte a utilizzare qualsiasi appiglio pur di mettere il loro avversario in difficoltà, e occorre essere scaltri non offrendogli mai alcun assist. Di conseguenza l’antirazzismo, così come il libertarismo in materia di costumi, deve entrare a far parte del bagaglio di ogni buon antifemminista. Questo il mio modesto punto di vista.

      2. Sembra infatti che non viva in Italia da molti anni. Viene qui solo a dir male di qs paese e a rieducare i maschi italiani guadagnandoci notorietà e qualche soldino. Brava.

  2. DanieleV io non ti conosco e non conosco la tua età… non so come tu sia capitato qui cmq io ho poche persone e pochi interessi ma credo buoni… e nonostante tutto non potrei vivere senza una conpagna a fianco xke mi sentirei incompleto ma poi ho finalmente imparato a scegliere donne oneste, responsabili e intelligenti e due anni fa ne ho incontrata una… prima andavo a tentativi e mi ero trovato donne irresponsabili come lo ero io e quindi in relazioni distruttive… ora almeno so cosa voglio per il futuro e come vale per le donne vale per tutte le persone famigliari a parte: scelgo persone oneste e intelligenti e che stimo e ad oggi fanculo questo mondo di ladri che mangiano con la marea di soldi che ricevono da tutti noi e alle quali consentiamo pure di prenderci per i fondelli

  3. io ho deciso di non guardare la televisione, di non interessarmi di politica e di non votare più perché non credo più a nessuno e mi fanno tutti ribrezzo, di non leggere giornali… tanto questo blog continuo a sbirciarlo e qualche informazione mi arriva per forza ma non credo più a niente, credo solo alla mia coscienza, mi comporto bene e onestamente non credo di poter fare altro… e non guardare ai media mi fa trovare molto più tempo libero per concentrarmi su me stesso, sui miei interessi, sulle mie responsabilità e per essere una persona migliore e più ‘colta’… perché i telegiornali o la politica non formano una cultura ma una visione distorta… nel mio piccolo cercherò di informare le altre persone su quanto il mondo della politica e dei media sia falso e inutile e spero di riuscire ad educare mia figlia a credere in se stessa e a quello che vede coi suoi occhi non a quello che vede ogni giorno attraverso i media… io ci rinuncio a farmi il sangue amaro per questa società

    1. Questo commento avrei potuto scriverlo io. Con la differenza che, non avendo figli, posso fregarmene totalmente della società. Faccio il mio al meglio che posso, onestamente, ma proprio il minimo necessario. Per fortuna mi accontento di poco e vivo sobriamente, non ho chissà quali necessità, con pochi soldi ce la faccio. Il resto delle persone, parenti stretti esclusi, non le capisco e neanche mi interessano più di tanto. Non ne vado orgoglioso ma ormai la penso così.

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