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Sgarbi imbavagliato nel nome del “donnismo”

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Vittorio Sgarbi
On. Vittorio Sgarbi

di Redazione. Abbiamo visto tutti cosa è accaduto ieri alla Camera. In un suo intervento, Vittorio Sgarbi ha sparato a zero su quella parte marcia della magistratura di cui il caso Palamara ha messo a nudo una piccola parte. Ha parlato non a caso di “palamaropoli”, ha citato l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che, si sa, non amava per nulla il magistrato di recente espulso dall’ANM. Non solo: ha chiesto espressamente una commissione parlamentare d’inchiesta su quello che sta emergendo dalle indagini giudiziarie. Chi ha seguito la vicenda sa che tale commissione sarebbe sacrosanta. C’è il concreto sospetto che una parte consistente della magistratura abbia abdicato al proprio ruolo istituzionale, prestandosi a giochini e giochetti capaci di snaturare un organo dello Stato investito di una funzione cruciale per la convivenza civile. Questa è sicuramente un’emergenza nazionale (altro che “femminicidio”), e una commissione che ne verifichi profondità e confini, in un paese normale, dovrebbe essere già al lavoro. Questo in sostanza ha detto Sgarbi, riferendosi esplicitamente (il video parla chiaro) a una parte della magistratura. Si può pensare ciò che si vuole sull’iracondo critico d’arte, ma non che sia stupido, e solo uno stupido potrebbe dire che tutta la magistratura abbia assunto un carattere criminoso e mafioso.

Se c’è qualcosa che fa incazzare Vittorio Sgarbi, si sa, è quando si cerca di farlo passare per stupido. Ed è proprio quello che fa la deputata Giusi Bartolozzi di Forza Italia: interviene e, indignata, stigmatizza le parole del critico d’arte. “Sentire da un collega”, dice, “che la magistratura tutta è mafiosa a me fa inorridire”. È una mistificazione, quella di Bartolozzi, è evidente. Sgarbi non ha assolutamente detto una cosa del genere e sarebbe compito della Presidenza della Camera, in quel momento incarnata da Mara Carfagna, farlo notare e invitare la Bartolozzi a sedere e a non dire sciocchezze. Invece l’ex modella lascia correre ed è legittimo chiedersi il motivo. Forse che Bartolozzi, ex magistrato, si è semplicemente erta in una mera (e abbastanza repellente) difesa corporativa? Probabile. Più probabile ancora è che la richiesta di Sgarbi per una commissione parlamentare d’inchiesta abbia fatto tremare i polsi a più di una persona, conscia del verminaio che si nasconde sotto la persona di Luca Palamara. Roba da vera e propria sovversione dell’ordinamento dello Stato, roba da rivolta popolare. E lo sanno bene coloro che subiscono fior di ingiustizie ogni giorno nei tribunali italiani. Ebbene, come fare per cancellare per sempre una proposta pericolosissima e un rappresentante eletto dal popolo che dice cose troppo scomode? Facile: distruggere la sua immagine. In automatico perderanno di valore anche le sue parole.


Quousque tandem…


On. Mara Carfagna

Ed è così che va in scena la pantomima. Sgarbi, per la verità, reagisce da par suo alla schifosa scorrettezza delle colleghe Bartolozzi e Carfagna, e comincia a inveire dal suo scranno, agitandosi e urlando. Non ci sono registrazioni reperibili di cosa dica, solo ricostruzioni giornalistiche (dunque inaffidabili), ma è certo che non ci vada leggero. Un comportamento molto sbagliato in un’aula parlamentare, questo è indubbio, ma occorre non dimenticarsi di cosa l’abbia causato: una mistificazione lasciata passare dalla Presidenza della Camera. Luogo dove, più che altrove, la correttezza dialettica dovrebbe essere tutelata al massimo. In ogni caso non si trovano in giro registrazioni dell’aggressione verbale di Sgarbi, che a un certo punto Mara Carfagna fa prendere di peso e buttar fuori dall’aula. Una scena da dittatura sudamericana, uno spettacolo inqualificabile, una violenza istituzionale (per altro ovviamente impensabile a parti invertite, sebbene non manchino le parlamentari che sbarellano). Nella normalità delle cose, la Carfagna avrebbe dovuto sospendere la seduta, in attesa che si calmassero gli animi. Invece invoca l’aiuto degli assistenti parlamentari che, a quanto ci era noto, non sono autorizzati a toccare fisicamente i deputati. Per questo, quando scoppiano delle risse, tengono le mani alzate e si limitano a interporsi. In questo caso invece sollevano di peso il deputato Sgarbi e lo trascinano fuori. Una scena terrificante, un atto gravissimo.

Carfagna ne è consapevole. Sa che, giocando a rimpiattino con la collega Bartolozzi, ha appena censurato un parlamentare e commesso un sopruso senza precedenti. E che anzi farà da pericolosissimo precedente. Serve allora una motivazione forte, convincente, che convinca soprattutto l’opinione pubblica. Carfagna sa che la seduta è in diretta e allora cava l’asso nella manica. Testualmente: “in quest’aula il rispetto reciproco penso che sia dovuto, non dico soprattutto quando si tratta di una donna“, specifica, lasciando nell’immediato una speranza di minima correttezza istituzionale. Che poi viene prontamente delusa: “però ascoltare in quest’aula degli insulti e delle offese ripetute nei confronti di una donna credo che sia inaccettabile”. Per assicurarsi che la sua sparata entri ben bene nelle zucche vuote di chi guarda come cosa sensata, chiede allora la complicità di tutti i presenti: “e credo che tutta l’aula dovrebbe unirsi alla solidarietà nei confronti dell’On. Bartolozzi”. Cresce il tono della voce, aumenta il pathos e proporzionalmente il peso della colpa messa sulle spalle di Vittorio Sgarbi, mentre tutti i fantocci della Camera subito applaudono. Ne consegue che se il critico d’arte avesse preso a male parole (sempre che l’abbia davvero fatto) un collega uomo, allora non ci sarebbe stato problema? Ne consegue che contestare una donna in Parlamento significa venire buttati fuori? Carfagna pensa di riuscire a sfangarsela con la pallottola d’argento degli “insulti a una donna” e in buona parte ci riesce. L’opinione pubblica, nella maggior parte dei casi, le dà ragione. Ma sui social soprattutto non manca una consistente quota di persone che la richiamano alla sua duplice scorrettezza e le rinfacciano la violenza e la censura sessista di cui si è resa protagonista. Un tassello in più nel già imponente edificio delle violenze femministe e della censura “donnista”. Un precedente da far gelare il sangue. Rincuora però che la reazione non sia più di unanime adesione o di impaurito silenzio. Sono sempre meno quelli che se ne stanno delle puttanate vittimistiche (ci si perdoni l’accesso di sgarbismo) femministe. Alla Carfagna e a quelle come lei, dunque, va più che mai l’antico monito: quousque tandem…


22 thoughts on “Sgarbi imbavagliato nel nome del “donnismo”

  1. Sgarbi Poteva limitarsi a dire prostituta e non troia….
    In quel caso l’analogo maschile sarebbe stato prostituto, solamente che per la maggioranza delle persone, un uomo che va con tante donne é considerato un grande, mentre a sessi opposti una poco di buono….
    Ritengo sia un concetto stupido che io non approvo minimamente.
    Il termine “sfigato”é schifoso e Sessista perché sta’ letteralmente a significare senza fixa
    Quindi allora tutti gli uomini sarebbero sfigati ?
    Fa parte di una delle tante terminologie stupide e sessiste denigratorie verso l’intero genere maschile che vede l’utilizzo dei corrispettivi volgari dei genitali maschili come se non avessero alcun valore o addirittura come insulti, mentre per quelli femminili é esattamente il contrario.
    Il rispetto reciproco deve partire da un linguaggio che non offenda l’intero genere maschile attraverso i suoi genitali !!!
    Ma stiamo scherzando ?
    Non se ne può più !!!
    Scusate lo sfogo, ma é il mio chiodo fisso.

    1. Poldo bianchi
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      Sgarbi Poteva limitarsi a dire prostituta e non troia….
      In quel caso l’analogo maschile sarebbe stato prostituto, solamente che per la maggioranza delle persone, un uomo che va con tante donne é considerato un grande, mentre a sessi opposti una poco di buono….
      Ritengo sia un concetto stupido che io non approvo minimamente.
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      Non so se Sgarbi abbia usato quel termine, ma per il resto sono d’accordo con te.
      Lustri fa ne parlammo su uomini3000
      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=864526&st=45#entry9187655
      Va pure detto che oggigiorno questo modo di pensare e di ragionare è molto più “sfumato” rispetto al passato.

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      Il termine “sfigato”é schifoso e Sessista perché sta’ letteralmente a significare senza fixa
      Quindi allora tutti gli uomini sarebbero sfigati ?
      Fa parte di una delle tante terminologie stupide e sessiste denigratorie verso l’intero genere maschile che vede l’utilizzo dei corrispettivi volgari dei genitali maschili come se non avessero alcun valore o addirittura come insulti, mentre per quelli femminili é esattamente il contrario.
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      Vero, ma questa mentalità è diffusa in entrambi i sessi.
      Credo saprai bene che non solo le appartenenti al sesso femminile ma anche a quello maschile sono soliti deridere quegli uomini che non hanno “successo” con le donne.
      Uomini che molto spesso sono i peggiori nemici degli uomini.

  2. Già, ormai le pseudo femministe strumentalizzano le donne stesse per i loro obiettivi, Sgarbi avrà offeso la Carfagna e la Bartolozzi, (bisognerebbe anche ascoltare le registrazioni per capirne il vero contenuto), ma le ha offese in quanto ministri non in quanto donne, quindi l’azione di forza usata in Parlamento giustificandola come una difesa per le donne è indubbiamente fuori luogo. Si è semplicemente fatta violenza per i propri obiettivi. Comunque, cominciano a girare in rete anche le registrazioni di quanto avvenuto e Sgarbi ha dichiarato ufficialmente che porterà in tribunale il vice presidente della Camera Mara Carfagna e la collega di Forza Italia Giusi Bartolozzi (basta vedere il suo profilo facebook). Vi chiedo solo una cosa, se un’azione del genere fosse stata fatta su un rappresentante parlamentare donna, cosa avreste pensato?

    1. Alfredo
      >>>
      ormai le pseudo femministe
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      Non sono pseudo femministe, bensì femministe.
      Trattasi di una sola e unica razza.

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      strumentalizzano le donne stesse per i loro obiettivi,
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      Donne che si lasciano tranquillamente strumentalizzare, senza avere mai nulla di obiettare.
      Il che significa che lor signore e signorine sono complici e conseguentemente colpevoli.

  3. come ho già detto, forza italia arriverà a sponsorizzare i propri cav e a cercare i voti delle donne in modalità femminismo

  4. Mah, che abbia ragione o meno, personalmente Sgarbi non lo tollerò più. Anche nel caso in cui i suoi interventi siano sensati (a mio avviso spesso non lo sono), il suo modo di inveire come un cane rabbioso ogni volta che apre bocca lo rende fastidioso.
    Ormai quando lo vedo in TV cambio canale, tanto so già come va a finire.

  5. Comuniste travestite complici del sistema. Sono riuscite nel loro intento. Per una volta che Sgarbi era riuscito a dire cose sensate sui giudici corrotti, l’unica cosa che verrà ricordata è una scena da circo da Barnum.

  6. Le parole della Carfagna non lasciano dubbi sul fatto che consideri l’insulto ad una donna più grave dell’insulto ad un uomo. Sgarbi ne è consapevole e ha ribattuto sul suo profilo Facebook, rivolgendosi però soprattutto al Presidente della Camera Fico, che ha preso le difese della Carfagna:

    “Di “indecente e indegno” c’è solo il comportamento di Fico che mi attribuisce cose mai dette ignorando che le persone e i deputati non si dividono per sessi, e io non ho detto nulla di diverso da quello che avrei detto a un deputato maschio”

    Tuttavia bisognerebbe capire al di là di ogni dubbio quali parole abbia effettivamente pronunciato Sgarbi. Alcuni giornali, p.es. il Fatto Quotidiano e il Riformista, riportano che, secondo ANSA, Sgarbi avrebbe detto, cito letteralmente: “vaffanculo, stronza, troia”. Se è così, la Carfagna si può appellare al fatto che l’insulto troia è inerentemente sessista in quanto non esiste il corrispettivo maschile (in realtà esiste ma pochi lo capiscono: è “sfigato”, perché una donna è considerata di scarso valore se va con tutti gli uomini, un uomo lo è se non va con nessuna donna). Purtroppo non sono riuscito a trovare il comunicato stampa originario di ANSA, non mi stupirei se fosse stato emesso con delle falsità e poi ritirato perché ho già avuto modo di dubitare della loro serietà.
    L’altro punto da capire è se è legittimo l’uso della forza nell’espulsione di un parlamentare. Su http://www.agi.it c’é un articolo di 2 anni fa, quindi non riferito agli eventi delle ultime ore, in cui discutendo il ruolo dei questori del Parlamento, si dice “Dal momento che la forza pubblica non può entrare nelle sedi del Parlamento senza autorizzazione del presidente, spetta ai questori assicurare il mantenimento dell’ordine e della sicurezza nelle aule. Se un parlamentare dà in escandescenze, per esempio, sono loro a ordinare ai commessi di mettere in atto l’espulsione eventualmente disposta dal presidente dell’Assemblea.”
    La questione va seguita attentamente perché potrebbe essere un altro passo verso la creazione di una casta femminile. Speriamo che Sgarbi non se ne serva solo come un mezzo per porsi al centro dell’attenzione.

    1. Secondo Sgarbi, queste fantomatiche parole come “troia” non le ha dette, e che anzi, si tratta di una strumentalizzazione politica, e mi piace aggiungere a me, donnista voluta. Ed è per questo che porterà in tribunale le due donne. Sempre Sgarbi, sostiene che le parole usate siano: “ridicola” alla Bartolozzi e “fascista” alla Carfagna.

      https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2020/06/27/onore-a-vittorio-sgarbi/

      1. Sono dettagli importanti. L’intransigenza di Sgarbi sullo scandalo della magistratura è sacrosanta, ma in questo contesto ci interessa piuttosto cosa ha urlato alle due parlamentari e le loro reazioni. Si trova in rete l’audio completo dell’intervento di Sgarbi, anche sul suo profilo Facebook, ma io francamente non riesco a discernere cosa dice nella parte finale, quella incriminata. Se Sgarbi ha ragione e quindi circola una menzogna sulle parole usate, bisogna capire chi l’ha messa in giro.
        Devo dire però che, continuando nelle ricerche, ho trovato il resoconto stenografico della seduta a qui risulterebbe che almeno 2 delle 3 parole le ha dette veramente:
        https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/assemblea/html/sed0362/stenografico.pdf
        Resta naturalmente il fatto che, se si decide di considerare queste parole motivo sufficiente per l’allontanamento dall’aula, ciò deve valere a chiunque vengano rivolte, e non solo se vengono rivolte a una donna.

  7. Leggo che Sgarbi ha deciso di denunciare sia Carfagna sia l’altra di cui neanche voglio affaticarmi a ricordare il nome. Se è così ne sono contento.

  8. Goccia…..dopo goccia…..dopo goccia…..e il vaso trabocca…….
    Tra casse integrazioni pagate col deretano, soldi distribuiti alla cazzum, e decreti che un asino pirla sapeva fare meglio……..mettiamoci pure questa. E mentre ci sono persone che non hanno più soldi per mangiare, i signori pensano a biciclette e monopattini e leggi per l’omofobia. Ma le balle degli italiani si stanno gonfiando, e se scoppiano qua si incendia tutto. Siamo un pagliaio, se si accende un fiammifero parte l’incendio.
    Le care signora hanno pure iniziato ad alzare le mani, per conto terzi ovviamente. Sicure sicure sicure di voler utilizzare questi metodi….??

    1. Ti dirò: io spero che continuino ad usare questi metodi (anche se giustamente li condanniamo), è l’unico modo per far aprire gli occhi alla maggioranza degli uomini.

    2. >>>
      Ma le balle degli italiani si stanno gonfiando, e se scoppiano qua si incendia tutto. Siamo un pagliaio, se si accende un fiammifero parte l’incendio.
      >>>

      Lupo Mannaro, premesso che questa non è una “problematica italiana”, bensì occidentale (e non solo), vorrei farti notare che non si sta gonfiando proprio nulla, perché l’avversario che l’uomo ha di fronte è la donna, la femmina della specie umana, e non “altri uomini”, magari “diversamente colorati”.
      Questa è una guerra invisibile e immateriale, in cui l’uomo medio è totalmente incapace di competere con la donna (media e non).

      Al di là di alcune contestazioni sul web non c’è alcuna reale presa di coscienza maschile.
      Basta osservare e ascoltare attentamente ciò che accade nella vita di tutti i giorni, per rendersi conto che gli uomini non hanno la minima consapevolezza di tutto ciò.
      Inoltre, eccezioni a parte, gli uomini sono totalmente disinteressati a certe tematiche.

      Gli appartenenti al sesso maschile parlano di politica, di finanza, di massimi sistemi, di religione, di complotti, di calcio, di donne, ma non di femminismo, misandria e quant’altro.
      E non ne parlano nemmeno quando sbattono il muso contro ex mogli, tribunali, giudici, mantenimenti, etc.

      1. Si ok d’accordo. Intendevo che in questa situazione politica ed economica forse in molti sono meno disposti a tollerare questo tipo di baggianate femministe. Sono io che mi auguro che prima o poi arrivi la famosa goccia che faccia travasare il vaso, e in un contesto economico difficile può essere più facile che accada. Poi sicuramente, e sono d’accordo con te, nel ritenere che la maggioranza degli uomini se ne frega finché non ci sbatte il muso direttamente.

        Una domanda, a chi segue queste tematiche da più tempo di me (io ho iniziato a interessarmi solo da qualche anno) e anche da chi è più anziano di me (io nato negli anni 80): ma avete notato una crescita del livello di consapevolezza e di interessamento nel corso degli anni? Oppure no?

        1. Lupo Mannaro
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          ma avete notato una crescita del livello di consapevolezza e di interessamento nel corso degli anni? Oppure no?
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          Sì, se paragonato a quando mi iscrissi alla mailing list di uomini3000, circa quattro lustri fa.
          Non parliamo poi di quello che era la situazione quando iniziai ad occuparmene io. (*)
          All’epoca c’era veramente il deserto.
          Resta il fatto che ancora oggi sono troppo pochi quelli che si interessano di tali tematiche, in Italia come in altri Paesi.

          —————

          (*) Questo pezzo me lo dedicò Rino.

          https://altrosenso.wordpress.com/2011/10/12/il-pioniere/

  9. Io non volevo credere a quello che ho visto , mai, nella storia della Repubblica si è assistito a qualcosa del genere, che io sappia mai.
    Siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Ricordiamoci inoltre, che sempre una donna, la Boldrini, è stata l’unica ad aver usato il metodo della cosiddetta Tagliola, per zittire un parlamentare, credo all’epoca dei fatti un 5s, anche qui, che io sappia, metodo mai usato prima.
    Se fosse stata una donna , invece che un uomo, dubito che avrebbe subito lo stesso trattamento, inoltre, noi sappiamo bene che l’azione della Carfagna è anche un mònito, non solo ai dissidenti ma agli uomini, il messaggio che ci vedo è questo: Io donna, sono al Potere, forte della mia ideologia, t’imbavaglio, ti zittisco, e ti faccio portare via dai maschi cicisbei zerbini,a me asserviti.

    1. Questo si chiama fascismo. Chi è stato a dire che con le donne al potere sarebbe stato un mondo migliore….?

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