STALKER SARAI TU

Suicida in carcere: la sentenza del web è “uno di meno”

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

Aveva 53 anni il savonese in attesa di giudizio, dunque ancora del tutto innocente, che ieri notte si è tolto la vita nel carcere di Marassi, a Genova, impiccandosi nella propria cella. L’arresto era avvenuto a fine luglio a seguito della denuncia della compagna. Dopo un anno di relazione, l’uomo, alcolista e con precedenti gravi (era stato arrestato per tentato omicidio in passato), si era manifestato come violento: la spintonava contro i mobili provocandole delle ecchimosi. Accortasi forse un po’ tardivamente della natura non proprio retta del fidanzato, lei aveva deciso allora di troncare, costringendolo a vivere in una cantina. A fine luglio scorso lui l’aveva raggiunta a casa chiedendo di entrare a suon di pugni sulla porta. In quel frangente aveva minacciato di darle fuoco con la benzina. Una minaccia troppo grave: la donna ha chiamato la polizia e l’uomo è finito in carcere. Lì è stato accolto dalla popolazione carceraria con la cavalleria che ladri, spacciatori e assassini riservano per chi va dentro per maltrattamenti contro le donne, con l’epilogo suicida di ieri notte.

Una storia terribile, dentro cui sta un po’ tutto, dall’incapacità femminile talvolta di discernere tra uomini per bene e delinquenti, alle condizioni inaccettabili delle carceri italiane, passando per la devastazione della dipendenza dall’alcol e per personalità inclini alla minaccia e alla violenza (che fortunatamente restano estremamente minoritarie). E’ possibile fare qualunque ipotesi su come poteva finire lasciando l’uomo libero, ma resterebbero ipotesi. I fatti sono quelli narrati: per alcune ecchimosi e una minaccia, l’uomo era in carcere in attesa di giudizio. Che si sia suicidato o che “sia stato” suicidato dai suoi compagni di cella cambia poco: per legge era innocente. Come tale la sua morte meriterebbe per lo meno un po’ di silenzio, al massimo qualche valutazione generica sui contorni terribili dell’intera vicenda. Non la pensano così molte donne e molti uomini che infestano Facebook.

Per Sonia Pescatori è un sollievo: “uno di meno…”, dice. Una riflessione ripresa da molte altre utenti nello stillicidio di inumanità che ne segue. Ma c’è anche Roberto Cartini che si compiace di come la giustizia venga correttamente esercitata più in carcere che nei tribunali, intendendo la giustizia secondo il concetto di Roberto Cartini stesso, ovviamente. Marina May invece riserva al suicida ancora innocente un laconico “addio” pieno di sollievo. Proseguendo, il tono della mostruosità non cambia:

Franca Tamasso ritiene tardivo il gesto suicidiario dell’innocente, mentre Laura Romeo declina in modo personale, colorandolo di un insulto, il concetto già espresso precedentemente dell’uno di meno. Simona MarcoGabry fa le esequie a proprio modo, dicendo che l’uomo non “ci” mancherà, forse riferendosi alla moltitudine di persone inclusa nel suo nickname. Poi arriva il gaudio: “una buona notizia!”, così commenta il suicidio di un innocente Stefania Mariotto, a cui si accorda Roberta Dessì con un gioioso “Ottimo!”.

Scendendo nei commenti il tono resta lo stesso: uno di meno, evviva, in carcere si fa giustizia davvero. Addirittura Annamaria Tarditi ritiene che il suicida si sia “giustiziato” da solo, come a dire che l’uomo era sicuramente colpevole, anche se nessun giudice si era ancora pronunciato in merito.

La conclusione è in grande: Selene Mura fa la portavoce dell’ex compagna del suicida e Memole Chiara conclude la rassegna dell’orrore con un sarcasmo originale e taglientissimo. Va detto, qualcuno di tanto in tanto prova timidamente a richiamare questa furia collettiva e mostruosa a un pizzico di umanità, ma senza successo. E non si registra alcun intervento del servizio #odiareticosta che, com’è noto, rimane riservato solo a specifiche manifestazioni d’odio.

Ma sono davvero mostri costoro? No, credo di no. E’ mostruoso lo strumento con cui esprimono la propria pochezza. Roba da osteria, idee da plebaglia, da zucche vuote senza possibilità di redenzione, persone che non hanno la più pallida idea di cosa siano i complessi meccanismi delle leggi e della giustizia che cercano di regolamentare i diritti e i doveri di tutti. Persone con un’utilità e un valore sociale prossimo allo zero, quando non inferiore ad esso. Gente così ce n’è sempre stata, ben intesi, e il mondo è andato avanti comunque. Il problema oggi è il megafono che hanno a disposizione, talmente potente da consentire loro di far conoscere a una moltitudine un’opinione che fino a poco tempo fa avrebbero espresso davanti a un bicchierozzo di rosso scadente, ricevendo pernacchie in risposta. Sono queste le legioni di imbecilli denunciate a suo tempo da Umberto Eco, nel condannare gli effetti devastanti del pulpito mediatico fornito dai social network.

Detto ciò, che dire del savonese suicida? Che era una vittima di questa società. Che con buona probabilità era un violento criminale. Ma io, da cittadino libero e responsabile, avrei voluto che a dichiararlo tale fossero stati dei giudici, e che avesse pagato le proprie eventuali colpe a norma di legge, senza che intervenisse una morte prematura e violenta, auto-inflitta o inflitta da altri. Solo con un approccio del genere, a mio parere, si evita la barbarie che arriva galoppando a mangiarsi il futuro, calcando le parole di una moltitudine di imbecilli liberi di esprimersi impunemente sui social network.


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli

lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:

Loading

 

9 thoughts on “Suicida in carcere: la sentenza del web è “uno di meno”

  1. Poi parli di legge come se io abbia proibito a te di scrivere certe cose xke la legge non lo consente… parli che una DONNA dovrebbe approvare quello che dici ovvero di scoparle senza pietà… io sono un maschio e non approvo certe volgarità che sicuramente rispecchiano il tuo pensiero… parli di dover alimentare una guerra: non qua credo si faccia informazione e cmq anche in guerra ci vuole un po di intelligenza… e ci vorrebbe anche il mantenere intatto del decoro e la dignita di uomo senno è solo violenza verbale e gratuita… come ho gia cercato di farti capire: mi sembri un hater bambino di 10 anni che vuole sempre avere ragione e scrive pistolotti che stufano… e infatti qua la chiudo… fatti reinsegnare l educazione

  2. Femminista in incognito… la puzza che senti sta sotto al tuo naso mi sa… il punto è: scrivere qua sotto questo articolo scolatevele e non badate al loro orgasmo è volgare e senza senso… cosi è più chiaro?… x il resto ok consiglio anche io di stare bene attenti a non finire in relazione con certe donne, anche io avevo capito subito di essere entrato in una relazione con una bugiarda disonesta ma purtroppo è ‘capitato’ di averci un figlio e ora devo gestire la situazione… come ti ho gia detto: non sei un genio, mi sembri solo maleducato e incazzato, posso capirti ma sfoga la tua incazzatura piu intelligentemente e con meno volgarità… tu hai dato consiglio a tutti di non fidarsi di certe donne, ci sta, io consiglio a te meno volgarità e meno agganci alla sessualità xke non gira tutto solo intorno a quello… questo è quello che noto spesso nei tuoi commenti: sesso… e non ho bisogno che tu mi dica io voglia sentirmi UOMO qua dentro… chiedo solo intelligenza visto che leggono tutti

    1. Credo di dover dare ragione all’utente, Eric. Capisco l’approccio sfrontato da MGTOW e il concetto di “guerra permanente” e sporca, da condurre alla bassezza della controparte, ma ritengo (lo sai) ci debba essere un limite. Se non strategico, quanto meno di opportunità. E te lo dice uno che non può essere certo tacciato di moderatismo. Cerchiamo di moderare e mirare i commenti, non foss’altro perché i tuoi toni talvolta non colpiscono l’avversario ma rischiano di infastidire altri commentatori e lettori. Grazie.

      1. I commenti rappresentano opinioni personali, non certo il blog.
        Il punto del messaggio era di evitare le donne che hanno questo genere di reazioni: SONO PERICOLOSE, sono persone da evitare.
        E stavo parlando di gentaglia che fa processi sommari e auspica la pena di morte senza processo: una risposta che usi anche un termine volgare è probabilmente la più adeguata, perché in un millisecondo la controparte si tramuta da assetata di sangue in casta santarellina: un attimo prima “si è impiccato? Ottimo, uno di meno” e un millisecondo dopo “ommioddio, ma hai detto scopare? Ma che brutta parola!”.

        1. In linea di principio hai ragione. Il problema è che qui non ti rivolgi a nessuna controparte. Qui non vengono. Al massimo vengono, leggono ma non si azzardano a commentare.

  3. Eric… questo è uno dei tanti conmenti dai quali io e spero molti altri ci dissociamo… e’ dello stesso livello dei commenti sotto la notizia… se la cosa più importante da scrivere qua sotto è parlare dell orgasmo… spero non ci sia bisogno di dirti che per stare con una persona serve condivisione e che si stia bene entrambi poi se ti vuoi solo sfogarti fai pure, spero almeno tu non prenda in giro un eventuale compagna……. semplicemente è ormai guerra tra sessi e scrivendo cosi come scrivi tu la si alimenta e come generalizzano i media lo stai facendo anche tu… vogliamo essere un po più intelligenti anche nello scrivere i commenti o vogliamo proprio farci prendere x il sedere apparendo come dei maschilisti?… forse tu lo sei, io no…

    1. Questo messaggio mi puzza di femminista.

      Qualsiasi donna normale approverebbe l’idea che un uomo non debba né fidarsi di né interessarsi al piacere sessuale di una egocentrica violenta e irrazionale.
      Tu invece pensi che con una egocentrica, violenta e irrazionale debba esserci “condivisione e che si stia bene entrambi”

      Se ti muovono guerra e ti attaccano, guarda caso, l’unica reazione giusta è contrattaccare, ovvero “alimentare la guerra”.

    2. E non è che dico le cose a caso, io ho scritto questo delle arpie assetate di sangue che si vedono nei messaggi:

      “tenete a mente per quanto possibile i nomi, le facce e le frasi di quelle che eventualmente conoscete, NON FIDATEVI MAI, neanche per piccole cose, di simili arpie assetate di sangue. E se per caso scopate una di loro: non preoccupatevi se hanno o meno l’orgasmo, fatti loro, pensate al vostro piacere.”

      Qualsiasi DONNA per bene approva più o meno il suddetto messaggio.

      Ma qui abbiamo un “anonimo” che dice di essere uomo, perdipiù non femminista, che risponde:

      ” spero non ci sia bisogno di dirti che per stare con una persona serve condivisione e che si stia bene entrambi poi se ti vuoi solo sfogarti fai pure, spero almeno tu non prenda in giro un eventuale compagna”

      Cioè si preoccupa che le arpie assetate di sangue, eventualmente, non abbiano l’orgasmo, possano essere “prese in giro” (da quando è proibito dalla legge?) e sembra pensare che non possa esservi sesso al di fuori di una relazione significativa.
      Oltre ad evitare totalmente il punto, che è il “NON FIDATEVI”, mentre l’latro viene dopo e c’è un “se per caso”…

      Si, sento proprio puzza di femminista in incognito.

  4. A parte lo zerbino scemo che fa capolino qua e là, e che prima o poi avrà certamente quel che merita, il mio consiglio per gli uomini e i ragazzi che leggono queste cose: state zitti, date loro torto o date loro ragione – non è importantissimo. Ciò che è importantissimo è: tenete a mente per quanto possibile i nomi, le facce e le frasi di quelle che eventualmente conoscete, NON FIDATEVI MAI, neanche per piccole cose, di simili arpie assetate di sangue. E se per caso scopate una di loro: non preoccupatevi se hanno o meno l’orgasmo, fatti loro, pensate al vostro piacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: