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“Un posto migliore”: come far soldi con un mito

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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Si possono fare dei soldi utilizzando dei miti? Pare di sì. Immaginate con me di cominciare a predicare ovunque che la religione politeista romana fosse molto più convincente di quelle monoteiste attuali. Marte, Venere, Giove e tutti gli altri: molto più fighi di Gesù, Allah, o Yaweh, vuoi mettere? Si immagini che questa versione bislacca diventi davvero di moda, ne parlino tutti sui media, nei convegni e si creino ovunque associazioni dedicate a Diana o a Vesta o ad Apollo. Ecco, in quelle condizioni è possibile innescare un gran bel business: la formazione. Ossia farsi pagare per insegnare a tutti quali sono gli dei, i riti, le raffigurazioni e quant’altro.

Assurdo, vero? Eppure accade. Non con la mitologia romana, ma con il mito della violenza sulle donne, nella particolare accezione della molestia sessuale sul luogo di lavoro. Una realtà di cui manca la misura ufficiale: le denunce per molestie generiche sono tantissime, le condanne pochissime. E non è dato sapere, tra di esse, quante provengano dall’ambiente di lavoro. Resta il fatto che le condanne sono pochissime, da un lato, e dall’altro che la donna teoricamente molestata sul lavoro gode di numerose tutele. Tra le altre, può assentarsi dal lavoro e venire pagata (con soldi pubblici gestiti dal sindacato UIL) a pieno stipendio e per un bel po’ di tempo. Una misura esplicitamente riservata alle sole donne, e tanti saluti alla Costituzione.


Alcune tra le femministe più violente e aggressive.


Nonostante questo, c’è chi sulla necessità di insegnare come ci si comporta in ufficio verso le colleghe (verso i colleghi chi se ne frega), ci ha costruito un ricco progetto per la formazione aziendale. Il presupposto è ovviamente che i casi di molestia siano milioni, tutti non denunciati per paura di ritorsioni o chissà che, come se le donne non fossero più protette dei panda dal WWF, e che dunque la formazione sia fon-da-men-ta-le nelle aziende. Nasce così “Better Place Project“, il progetto per un posto migliore, dove esperte/i ed espertone/i ti arrivano in ufficio e ti spiegano, non come cercare di non crepare sul lavoro (più di 1.000 morti all’anno), ma quali sono i ruoli di genere, le distanze da tenere, cos’è una molestia, come si porge un encomio, eccetera.

E chi sono questi esperti? Sul sito di “Better Place Project” ci sono un po’ di nomi. Tra gli altri, tenetevi forte: Luisa Rizzitelli, Flavia Perina, Luisa Betti Dakli, più altri soggetti che, dai titoli e dalle professioni dichiarate, parrebbero competenti. Di sicuro sono inclini a vendere la propria competenza per una tematica senza senso. Per il resto il corso è in mano ad alcune tra le femministe più violente e aggressive che abbiamo in Italia, con dei curricula tutti da leggere se ci si vuole fare qualche risata. E’ inevitabile, con gente del genere, che i corsi diventino una via di mezzo tra l’indottrinamento e il terrorismo di genere. Per di più a pagamento per le aziende così folli da sottoporvisi.


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L’impostazione parte dal presupposto che la semplice buona educazione e l’auto-regolazione tra adulti non bastino: c’è tutto un codice ulteriore da seguire, violando il quale si rischia grosso. Di quanto siano sensati i parametri comportamentali di Rizzitelli, Perina e Dakli & Co. sa qualcosa, ad esempio, quel professore ora a processo per aver toccato casualmente un malleolo a una collega. Tutta la follia estremista viene però coperta da belle parole, come sempre. Si dichiara ad esempio l’intenzione di “creare condizioni migliori per relazioni rispettose, accoglienti e libere da stereotipi di genere e sessismo” all’interno di aziende pubbliche o private. E a questo scopo ci sono pure alcuni incentivi.

Sì, perché esistono diversi gradi di certificazione, ovviamente ognuno con costi crescenti: si può arrivare all’excellence level, cui segue il master level, fino al livello massimo detto star level. Che probabilmente è quello dove tra colleghi uomini e donne non ci si parla, non ci si scrive e i contatti fisici avvengono solo se interamente avvolti in un profilattico gigante, come in “Una pallottola spuntata“. La montagna costruita sul nulla, ossia il mito delle molestie sul lavoro, diventa così il pretesto per una grande macchina da soldi da cui le femministe più spinte, affiancandosi qualche professionista complice, traggono rilievo personale e denaro.


A breve il loro parco clienti sicuramente si amplierà.


Certo i corsi si vendono se ci sono clienti, e viene da chiedersi se sul serio ci sono aziende desiderose di fare quel tipo di formazione. Pare di sì. Sul sito vengono citati come clienti anche colossi come la Caterpillar e la Confapi, più un’impresa edile (ma davvero hanno fatto il loro corso a dei muratori???) e una di “housekeeping”. E a breve il loro parco clienti sicuramente si amplierà, perché la rete della “sorellanza” si muove compatta per queste cose. Quanti centri di formazione, che magari erogano corsi di grande importanza, con contenuti seri, possono godere dell’appoggio aperto di politici importanti e presentazioni alla Camera dei Deputati? Nessuno direi. “Better Place Project” invece sì.

Sotto gli auspici di Mara Carfagna, infatti, gli esiti dell’attività e le proposte “formative” di “Better Place Project” sono stati presentati venerdì scorso proprio a Montecitorio. Così ha detto l’ex modella da calendario ora in cerca di un partito che le riconosca un peso politico che non ha: “serve una riflessione che ponga al centro l’importanza, per uomini e donne, di percorsi di formazione strutturati e qualificati, capaci di rendere evidenti i danni che sessismo, discriminazioni e abusi procurano dentro e fuori i luoghi di lavoro”. Quale migliore pubblicità per la “Better Place Project”? Quante aziende possono vantare un marketing di quel livello?


Palpare il culo alla segretaria è male.


Che, ne sono certo, non si limita a un’ospitata a Roma e qualche trafiletto sui giornali. Il rafforzamento di una rete di potere sta anche nell’imporre la presenza dei propri agenti. E allora chissà quanti futuri clienti questo endorsement politico procurerà a un progetto che insegna probabilmente l’ovvietà per cui palpare il culo alla segretaria è male. E chissà se Rizzitelli & Co. insegnano anche alle dirigenti donne a non umiliare o molestare i sottoposti di sesso maschile. Sono sincero: ho parecchi dubbi che lo facciano. Rimane da capire quanto ci si guadagni da attività come queste. Ho indagato ma le tariffe di “Better Place Project” rimangono ignote. Di contro è abbastanza chiaro che i miti femministi, fatui e inconsistenti come gli dei d’epoca romana, assolvono, tra le altre, alla funzione di procurare stipendi facili dietro prestazioni di servizi di avvelenamento del clima sociale. E il grave è che la cosa appare a tutti del tutto normale.


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18 thoughts on ““Un posto migliore”: come far soldi con un mito

  1. Attualmente il tema ricorrente nei media é il sessismo negli ambienti di lavoro. Nella prima decade del 21esimo secolo si parlava di mobbing sul lavoro. Adesso il tema del mobbing é quasi scomparso dai mass media. Secondo me la spiegazione é semplice: era emerso che una discreta quota di mobbing é perpetrata da donne verso altre donne (in particolare da capi donna verso subordinati donna). Questo particolare, essendo scomodo per i movimenti femministi, ha contribuito a ridurre il dibattito sul mobbing nel lavoro. Alcuni link:
    https://radiovocedellasperanza.it/mobbing-rosa-eva-contro-eva-le-donne-capo-sono-le-peggiori/
    https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-16/come-sopravvivere-capoquando-comanda-donna-103532.shtml

  2. io ho una ditta…
    e ho risolto da tempo il problema:
    è da quindici anni,che NON assumo donne.

    e non è per discriminarle,eh?
    è per proteggere loro da tutte queste terrificanti molestie…
    e me stesso e i miei dipendenti uomini,dai problemi che
    possono causarci:
    quando la situazione tornerà ad essere ragionevole,se ne riparla:
    fino a quel momento no.
    sempre che se ne riparli,che non è detto:
    una cosa che ho notato è un aumento di produttività
    più che percettibile,
    e una contemporanea diminuzione dei conflitti,passando da un pool
    misto ad uno esclusivamente maschile.

  3. Comunque io sul paganesimo romano mi ci sto formando seriamente e sto seguendo un gruppo (pietas) che tratta il misticismo e la ritualità religiosa degli antichi.
    Ti chiedo di portare rispetto all’unico culto che almeno ad oggi, in occcidente, ammette la sostanziale dipendenza della donna dall’uomo per poter risplendere (donna come luna e uomoncome sole).
    Per il resto ti appoggio in tutto (tranne quando non capisci nulla del fenomeno di noi incel hehe).
    Volevo solo far una piccola precisazione.

  4. probabilmente già si sa, ma better place project è il frutto di communis la quale è
    ‘ Communis è una agenzia specializzata fondata da Luisa Rizzitelli nel 2006 e agisce principalmente su tre aree: una relativa alla comunicazione integrata ed istituzionale, una seconda area relativa alla formazione e una terza dedicata allo sport management.’ del quale fa parte anche il project che ha indicato davide…, ma che ha messo mano anche al campionato di pallavolo maschile.
    questa è una società del 2006 in vigore:
    https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/VerificaPiva.do
    …..
    penso ci sia da investigare, sospetto ancora di più frode

  5. Io mi porto avanti… Vado dai clienti di studio per formare il personale ad utilizzare il software client/server per la trasmissione documenti… La maggior parte sono signore e signorine… Tattica di sopravvivenza: mantenere le distanze di sicurezza e sguardo che non scende mai più in basso del collo…. Spécialmente nel periodo estivo.

  6. Hahahaha ????

    Gasparrini è quello che faceva: gli uomini fanno tutti schifo, quest’uomo no!

    Che personaggio, quante risate ????

    1. Il mio imprinting con questo “essere umano” fu un paio d’anni fa, mentre in uno scambio di vedute dentro un blog d’una femminista stavo facendo la conoscenza d’un altro bel soggetto di nome Scatolini (due in un colpo solo!)

      Piombò all’improvviso esclamando…”ora faccio intervenire la realtà….” e cominciò il suo sermone.

      Giusto per capire di chi stiamo parlando.

  7. A parte che è dimostrato che gli uomini e le donne sono perfettamente consapevoli di quali comportamenti sono ammessi e quali no.

    https://www.ilfoglio.it/societa/2019/09/17/news/il-metoo-ha-peggiorato-la-situazione-delle-donne-sul-posto-di-lavoro-274619/

    Quindi sono corsi inutili, oltre che molesti a loro volta, se la ricerca è vera si fondano su stereotipi sessisti.

    Che poi nel pubblico meriterebbero un esposto alla corte dei conti.

    Comunque, lo studio rileva anche che gli uomini non si fidano più delle colleghe femmine, meno male, ottimo.

    Segnalo qui un libro intelligente di un giovane argentino sulla iattura nazifemminista nel suo paese.

    È impressionante: potrebbe essere stato scritto in Italia o in Spagna, o ovunque nel mondo, è uguale identico.

    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2016/07/gender-e-femminismo-lideologia-della-nuova-sinistra-mondiale/

    Questa è una intervista all’autore, il libro non è tradotto.

    Ho trovato anche un altro libro, in italiano, anche su Amazon.

    https://www.youcanprint.it/critica-letteraria-femminista/il-paradosso-di-antigone-critica-allestremismo-femminista-9788831608367.html

    Sono poche pagine (una cinquantina) non me ne voglia l’autore ma se cercare su Google Libri ne leggete in anteprima la metà.

    Mi è piaciuto.

  8. (Scusate se in alcuni periodi posso risultare contorto)

    Lo avevo scritto in un paio di post precedenti e scusate se lo ripeto e lo urlo : E’ UNA FORMA DI DITTATURA INATTACCABILE PERCHE’ IL NEMICO NON E’ UN NOSTRO PARI MA E’ DONNA .
    L’esempio che feci su vecchie dittature storiche calzano a pennello in quanto sconfitte perche’ il nemico era uno pari’ : ossia uomo contro uomo .
    Questa volta abbiamo un tipo di dittatura praticamente inattaccabile & infallibile per i seguenti punti :
    1) Promuove la discriminazione positiva contro l’uomo
    2) E’ fondata sul politicamente corretto e la politica neoliberale
    3) il “nemico” è donna e non uomo !
    4) Agisce con l’astuzia e la non violenza e anche se ci fossero casi di violenza si parlerebbe di “donna si vendica dell’oppressore” “colpa dei maschi se ha ucciso i figli , etc . . .
    6) La natura spiccatamente eterosessuale dell’uomo (le femmine ,a lo dice uno studio autorevole , sono predisposte all’omossesualità pertanto esistono al massimo donne bisex) impedisce un comune sentire.
    7) L’uomo non ha empatia verso chi è dello stesso sesso.
    8) L’uomo quando si tratta del gentil sesso non capisce piu’ niente
    9) L’uomo è clemente verso la donna anche se si macchia di atroci reati ed impietoso se il reato viene commesso da un suo simile
    10) Si e’ infiltrata subdolamente in tutti gli aspetti della società pertanto non piu’ sradicabile , insomma come una metastasi !
    11) Il vittimismo femminile urlante è la miglior tattica per veicolare l’opinione pubblica alle loro cause.
    12) Se gli uomini sono sempre responsabili delle loro azioni , per il gentil sesso tutto viene giustificato e minimizzato perche’ c’è sempre qualcosa di esterno che porta la donna a compiere nefandezze.
    13) Le donne hanno un fortissima empatia nei confronti del genere di appartenenza e sono molto solidali , negli uomini vedo disgregazione se si tratta di problematiche inerenti alla loro collettività.
    14) Gli uomini non prenderanno mai e poi MAI consapevolezza della loro situazione.

    Supponiamo che una donna o un gruppo di donne fanno approvare una forma di apharteid contro il genero maschile o peggio una forma di sterminio selettivo nei confronti degli uomini . ovviamente l’opinione pubblica non si indignerebbe anzi sosterrebbe ogni forma di crimine contro gli uomini visto che sono rappresentati sempre negativamente .

    Quindi fatevene una ragione e non ossessioniamoci siamo noi i perdenti le donne le vincitrici qualsiasi nefandezza commettano !

    1. Anonimo
      >>>>>>
      7) L’uomo non ha empatia verso chi è dello stesso sesso.
      >>>>>>

      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=12678742

      >>>>>>
      13) Le donne hanno un fortissima empatia nei confronti del genere di appartenenza e sono molto solidali , negli uomini vedo disgregazione se si tratta di problematiche inerenti alla loro collettività.
      14) Gli uomini non prenderanno mai e poi MAI consapevolezza della loro situazione.
      >>>>>>

      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=14682616

      >
      Diciamo pure che è una storia vecchia.

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      Supponiamo che una donna o un gruppo di donne fanno approvare una forma di apharteid contro il genero maschile o peggio una forma di sterminio selettivo nei confronti degli uomini . ovviamente l’opinione pubblica non si indignerebbe anzi sosterrebbe ogni forma di crimine contro gli uomini visto che sono rappresentati sempre negativamente .
      >>>>>>

      Ovviamente la tua è una provocazione… che però contiene una parte di verità.
      Peraltro il discorso non riguarderebbe gli uomini non occidentali e soprattutto non bianchi.
      (Un discorso del genere vallo a fare in Arabia Saudita, in Afghanistan, in Iran o in Iraq…)

      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=14946240

      >
      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=31840718
      >

      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=14995399

      —————-

      P.S. Anonimo, chi sei…?

  9. ho visto le aziende che si sono avvalse dei servizi della betterservice, sono tutte aziende che potenzialmente sono competitor di appalti pubblici… perché questa cosa mi puzza di frode?

    1. E chi vuoi che li costringa? Sono pagati per farlo. Purtroppo non sono riuscito a sapere quanto sono pagati…

  10. Una delle docenti ha il seguente curriculum: “Dal 2010 componente della Commissione regionale del Piemonte sulle Pari Opportunità e del Tavolo “Più donne nei cda e nelle posizioni apicali””.
    Ma perchè non una belle commissione di “Più donne nelle miniere e nelle posizioni pericolose”?

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