Violenza sulle donne: bisogna esprimere preoccupazione, poi il motivo si trova

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LA FIONDA

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di Fabio Nestola. Un tizio ha ucciso l’ex moglie a Novara. Massima condanna per il criminale, massima empatia per la vittima ed i suoi familiari. Però purtroppo il criminale c’è sempre. Per quanto si possa combattere l’evasione fiscale, i nullatenenti con Rolex e Porsche ci saranno sempre. Per quanto si possa combattere la corruzione, quelli che intascano mazzette ci saranno sempre. Allo stesso modo, per quanto si possa contrastare l’uccisione delle donne, i criminali ci saranno sempre. A decine per fortuna, non a centinaia di migliaia come ladri, evasori, corrotti e corruttori, trafficanti di droga, armi ed esseri umani.

L’uccisione di una persona è sempre un reato schifosamente ignobile, ma è tutt’altro che dilagante. Almeno nel nostro Paese è un reato limitato, circoscritto. Ancora più circoscritto se si considerano le vittime femminili. Ulteriormente circoscritto se si considerano le vittime femminili morte a causa dell’oppressione patriarcale. Eppure una propaganda martellante continua a dipingere il femminicidio come se fosse l’unica vera Emergenza, quella con la E maiuscola. Oltretutto una propaganda dissonante, che costruisce allarme divulgando dati contrastanti. Per tre mesi, da marzo a maggio, la narrazione dominante ha fatto veramente le capriole: sul tema dei maltrattamenti, denunce e violenza domestica i dati salivano e scendevano a seconda di chi li divulgasse.


L’allarme si lancia anche in chiave futura.


Sorvoliamo per ora sulle violenze in generale e concentriamoci sul tema “femminicidio”. L’ONU  ha lanciato l’allarme perché sicuramente la convivenza forzata avrebbe fatto moltiplicare le uccisioni di donne; più o meno tutti si sono velocemente accodati col risultato che l’uomo in casa venisse dipinto come più pericoloso del coronavirus.

Queste le previsioni; l’allarme si lancia anche in chiave futura. Poi alcuni formidabili analisti hanno verificato la concreta fondatezza delle previsioni: durante la quarantena le aggressioni e soprattutto i femminicidi sono aumentati. Notare il “soprattutto”..


Basta esprimere preoccupazione, poi il motivo si trova.


Ovviamente c’è preoccupazione, filo conduttore delle bufale un tanto al chilo: allarme, preoccupazione, emergenza, ommadonna! Resta da chiedersi cosa significhi “aumentati in maniera decisamente preoccupante”, evidentemente dati confrontabili con altri periodi in cui l’aumento può avvenire in maniera moderatamente preoccupante, moderatamente rassicurante, decisamente rassicurante. Le acrobazie dialettiche possono anche essere contenute nello stesso articolo che sostiene come i femminicidi salgano non durante il lockdown ma con la fine del lockdown. Anche la Senatrice Valente, che presiede la commissione sul femminicidio, dichiara che in quarantena sono aumentati i maltrattamenti, ma non i decessi. Ops, e adesso all’ONU chi lo dice? Chi spiega a Guterres che ha pontificato per mesi, prendendo una cantonata colossale?

valentePoi la Senatrice continua con le esternazioni, avventurandosi in un terreno non suo: ammette che la terribile escalation di femminicidi non c’è stata, allora sposta l’allarme sulla violenza domestica  «La convivenza coatta in relazioni violente ha avuto effetti degenerativi. Ma non si è assistito a un’escalation perché l’uomo in quella condizione ha visto appagato il suo desiderio di controllo e possesso». L’uomo (non certi uomini, non alcuni uomini… sotto accusa è il genere maschile nella sua totalità) è contento perché può controllare la “sua” donna, bloccata in casa dalla convivenza forzata. Solo per questo non c’è stata l’escalation di violenza. Ma come, tre righe prima ha detto che sono aumentati i maltrattamenti. Teoria balzana che confligge con l’allarme accorato secondo il quale il lockdown avrebbe scatenato una furia incontrollabile dalla quale le donne non avrebbero potuto fuggire

Ricordate? Si sono susseguite anche le garanzie istituzionali: “non rimanete in balia degli aguzzini, fuggite, per scappare dalle violenze non ci sono limitazioni, non c’è bisogno di compilare il modulo per giustificare gli spostamenti”. Poi si scopre che non è vero niente, l’uomo  non ha bisogno di pestare la propria moglie, gli basta esercitare il controllo sapendola impossibilitata a muoversi. L’allarme che era terribile in lockdown si è poi rivelato non tanto terribile, allora come si fa ad alimentare nuovamente l’emergenza? Voilà, teoria allarmistica nuova di zecca: «Chiusa in casa la donna non aveva via di fuga, ma ora torna a essere più esposta ai reati di stalking, alle persecuzioni degli ex». Notare il salto mortale: aumentava pericolo in quarantena, ma a fine quarantena il pericolo sale ancora. L’allarme sale sempre, qualunque cosa accada. La Senatrice Valente non può parlare della stessa donna, o perlomeno della stessa tipologia di donne. Le mogli convivono coi mariti (orchi di default, inquantouomini) quindi l’allarme c’è proprio perché ci convivono. Ex mogli ed ex fidanzate non convivono con gli aguzzini, che quindi ridiventano aguzzini proprio alla fine del lockdown quando, finalmente, possono riprendere i pedinamenti e gli atti persecutori ai quali hanno dovuto rinunciare per troppo tempo. Basta esprimere preoccupazione, poi il motivo si trova.


 

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