La Cassazione su una donna stalker

17904420_1299270750127190_5358647568136727478_nSentenza della Corte di Cassazione n. 44133/11.
Tratta di uno di quei rarissimi casi (6% sul totale delle denunce per stalking, vedi qui) in cui è una donna che, a seguito della separazione, tormenta l’ex con telefonate, sms e email, indirizzando i messaggi anche alla sua famiglia d’origine. Non paga, pubblica su internet annunci “intestati” all’ex, con tanto di foto, numero di telefono e indirizzo.
Il giudice di primo grado stabilisce per la donna l’inibizione all’uso del telefono e del computer, nonché gli arresti domiciliari preventivi per la donna, in attesa del processo penale. Ma questa continua.
Un bel peperino di stalker, insomma… il cui avvocato fa ricorso contro la carcerazione preventiva (domiciliare). Ed ecco che arriva la Cassazione, la quale stabilisce che i domiciliari non bastano, serve il carcere, quello vero. Gattabuia, galera, prigione, fedina penale sporca… La donna dunque va in carcere, in attesa del processo.

Ora, non conosciamo ovviamente il dettaglio della storia. Se una donna reagisce così a una separazione, o è pazza o è profondamente innamorata. Di quegli innamoramenti su cui investi tutta la vita, un po’ come fanno gli uomini nella maggioranza dei casi. Il dolore deve averla fatta uscire di senno per portarla a comportamenti così… persecutori? Torturanti? Ansiogeni? Come li definireste? Noi li definiremmo al massimo “fastidiosi”.
La sentenza è di sei anni fa, ma sono già dieci anni che ogni apparecchio telefonico ha la funzione “blacklist”, e da sempre le email hanno la funzione “spam”. All’uomo “perseguitato” bastavano un paio di click per escludere questa Tosca dei tempi moderni dalla sua vita, per lo meno dal lato della comunicazione.
Nonostante questo, egli non solo ha ottenuto di poter denunciare la donna per stalking, ma addirittura che finisse prima ai domiciliari, e poi in carcere.
Certo, c’era la questione degli annunci con i dati personali. Che anche lì… che danno possono mai arrecare??? A meno che non fossero “hard” con foto intime, chissà… In ogni caso per una cosa del genere esiste il reato di diffamazione e molti altri ben più appropriati e gravi dello stalking. Ma tant’è la Polizia ha accettato la denuncia dell’uomo e i giudici ci sono andati giù pesante. Molto pesante: galera.
Tutto questo per dire quanto poco ci voglia a incastrare una persona utilizzando l’art. 612 bis. Ci vuole una bella faccia tosta per dire di sentirsi in ansia, in pericolo e perseguitati a causa di messaggini o email (che possono essere bloccati) e qualche annuncio su internet. Ci vuole una grande ottusità da parte delle autorità per accettare una denuncia del genere. Eppure è accaduto e accade giornalmente. E persone magari solo molto turbate dal crollo di un progetto di vita, finiscono in carcere. Macchiate per sempre. Corruttori, rapinatori, spacciatori in piena libertà, ma gli stalker, specie questi stalker, tutti in galera, con una facilità impressionante.
Noi troviamo semplicemente spaventoso che una legge consenta tutto questo. Perciò ne caldeggiamo l’abolizione.
E ora ci sediamo sulla poltrona, popcorn e birra in mano, a goderci lo spettacolo del cortocircuito dei lettori nello scoprire che denunciamo l’anomalia di questa legge utilizzando un caso dove si condanna una donna…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.