Stalking e false accuse: ognuno fa per sé.

violenza_1In questo vecchio articolo di cronaca si racconta uno dei tantissimi (troppi) casi in cui un innocente passa grossi guai giudiziari, in questo caso addirittura un arresto, a seguito di false accuse di stalking. Addirittura la presunta vittima, poi risultata “non-vittima”, pur di incastrare l’ex fidanzato era giunta a compiere atti di autolesionismo, e a coinvolgere il suo nuovo fidanzato nella congiura.

Non c’è nulla di nuovo in questi fatti, ne abbiamo dato conto spesso: l’art. 612 bis del Codice Penale è fatto talmente male da permettere a chiunque di danneggiare giudiziariamente il prossimo, facendo mere dichiarazioni o portando prove fasulle. A peggiorare la situazione c’è che l’accusato non ha modo di difendersi, diventando subito colpevole, non appena riceve l’accusa. E nel caso in questione un ventenne innocente è stato arrestato.

Tuttavia la vicenda ha un lieto fine. Dopo aver incarcerato nell’immediato il ragazzo, i giudici hanno pensato bene di interpellarlo e ascoltarlo un minimo. Ne è risultato che avesse un alibi di ferro rispetto alle accuse farlocche elaborate dalla ex fidanzata. Dunque è stato immediatamente scagionato e la ragazza si è beccata un’incriminazione per calunnia e simulazione di reato.

Tutto bene quindi? Per niente. Che il giovane chieda i danni è cosa ovvia, ma non lo ripaga dell’umiliazione dell’arresto. Che la ragazza venga incriminata per le false accuse è sacrosanto, ma è di fatto una toppa messa a un errore commesso a monte, e permesso da una legge che permette questo tipo di abusi. Una legge equilibrata dovrebbe difendere le vittime di persecuzione, ma contemporaneamente impedire gli abusi, verificando subito nel dettaglio se le accuse sono fondate (dunque chiedendo prove e non semplice autocertificazioni), e permettendo subito all’accusato di difendersi.

Ad oggi le soluzioni positive di casi come questo sono rimesse solo alla buona volontà del giudice che acquisisce la pratica. Se ha coscienza, va a fondo. Se non ne ha e gli preme solo sbrigare la faccenda, opera in modo cieco. Ed è così che su tutto il territorio nazionale le denunce per stalking vengono gestite in modo diverso, a seconda del PM o della Procura che la riceve. Ed essendo quasi tutte intasate di pratiche, in genere prendono la strada più facile: verifiche approfondite zero, ammonimenti e rinvii a giudizio a pioggia, e spessissimo condanne di innocenti o di non-stalker. Magari finendo per ignorare situazioni di stalking vero e proprio. Un’anomalia applicativa che si aggiunge all’anomalia propria insita nella legge. Non ci si venga a dire, quindi, che non è una porcata, e che non dovrebbe essere abolita e rifatta.

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