Stalker sarai tu… 

imageForse non c’è stata finora storia che meglio si attagliasse al nome di questo blog e alla copertina del gruppo Facebook (il lupo travestito da agnello), di quella raccontata in questo articolo.

Non c’è molto da commentare, anche perché, sorprentemente, chi ha scritto l’articolo, oltre ovviamente a essere un uomo, finalmente dice le cose chiare chiare, esattamente come stanno.

“Qui, se il giudice Ornano ha colto nel segno, sembra che una donna di Elmas abbia voluto cavalcare l’onda dell’indignazione generale per vendicarsi di un uomo che l’aveva ingannata. Sfruttando come ritorsione le norme severe che puniscono mariti, fidanzati e amanti avvezzi alla violenza”.

In questo commento c’è tutto quello che noi sosteniamo da sempre. L’uso della facile denuncia per motivi di vendetta. Le false accuse o le accuse forzate, da cui parte un procedimento anche senza prove a sostegno. Il destino di un innocente messo in mano alla casualità di un giudice saggio, o di Carabinieri coscienziosi, o di una procura meno intasata di pratiche di altre. Infine il danno che il facile accesso all’accusa di stalking fa a chi lo stalking lo subisce veramente.

La colpa è sicuramente della falsa vittima, in questo caso. Ma c’è una colpa più grande, ed è nella legge che permette questi abusi. Bene dunque per la sua incriminazione per calunnia. Ma la legge va buttata nel cesso, e ne va fatta una ben più sensata.

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