Stalking: approfittare di una legge, quando c’è…

ingiustizia_vGiusto ieri abbiamo ricevuto in un commento il solito insulto, rivolto agli autori di questo blog e della sua pagina Facebook, nonché ai suoi contenuti. Nel pubblicare questo articolo, che sarà uno dei pochi che faremo uscire nelle prossime due settimane, a causa di impegni personali, vorremmo dimostrare che quanto sosteniamo non è frutto della nostra fantasia. Non è soltanto una nostra opinione suffragata da fatti e dati. E’ qualcosa che anche altri, ben più addentro alle questioni, sostengono, avendo il coraggio di esprimersi pubblicamente in una posizione sicuramente non conforme e impopolare.

Ciò accade ancora oggi, ma accadeva già subito dopo l’approvazione della legge contro lo stalking, nel 2009. Si iniziava appena a parlare di stalking, ma già si inserivano gli abusi che la nuova legge permetteva tra i tanti da sempre utilizzati nelle fasi delicate delle separazioni conflittuali. Dove di solito ci si appigliava a false accuse di abusi sessuali o maltrattamenti, reati da provare in modo circostanziato, e le cui accuse infatti venivano quasi tutte archiviate, e gli accusanti poi denunciati per calunnia. Con il reato di stalking diventerà poi tutto più facile: niente prove necessarie, basta solo snocciolare il repertorio previsto dalla legge (ansia, cambio di abitudini, eccetera), autocertificarlo, e il gioco è fatto. Già subito dopo l’approvazione della legge tutto ciò era chiaro, come emerge dalle dichiarazioni qui di seguito.

L’accusa di violenza sessuale è il modo più facile per estromettere a lungo tempo il padre dalla vita dei figli. La donna non solo si libera del partner come coniuge ma anche come padre, facendolo uscire definitivamente dalla sua vita

Maria Carolina Palma, CTU c/o Trib. Palermo – L’Opinione, 13 aprile 2009

 

…le false accuse di maltrattamenti, percosse, abusi sessuali e violenze di vario genere – le querele costruite al solo scopo di eliminare l’ex marito dalla vita dei figli – oscillano nelle procure italiane da un minimo del 70 ad un massimo del 95%…

Sara Pezzuolo, Psicologa – Ass. Naz. Familiaristi Italiani, Firenze, 29 aprile 2010

 

Se ci sono i minori in ballo, si mettono in atto dinamiche crudeli: le donne avanzano false denunce di maltrattamenti o molestie sui figli a scapito del coniuge, per togliere a quest’ultimo la patria potestà

Cristina Nicolini, avvocato – RSM, 4 febbraio 2010

 

…credo che la tendenza stia crescendo […] ad adottare questi sotterfugi sono tutte donne: se la separazione è in corso, non ci sono strumenti prima dell’udienza per allontanare uno dei due genitori da casa. L’ordine di allontanamento giunge solo in caso di violenza fisica, ed ecco perché arrivano le denunce verso i mariti, per la maggior parte dei casi inventate

Clara Cirillo, presidente AGI (Associazione Giuriste Italiane), 4 febbraio 2010

 

Tanto per cambiare, il “vizietto” nostrano di approfittare della legge, quando c’è, proprio non vuole morire. E, tra un reato di stalking e l’altro, spesso se ne configura un terzo, legato al mero interesse economico della presunta vittima di molestie. Non è un caso che spesso si ricorra alla querela del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento

Valentina Noseda, giornalista e consulente RAI – 2 marzo 2010

 

…una ricerca che sto pubblicando con il Prof. Giovanni Camerini della Cattedra di NPI a Modena, relativa ad una casistica di 60 denunce di abuso sessuale all’interno di separazioni conflittuali, porta ai seguenti risultati: 3 casi di condanna, i rimanenti 57 esitati in archiviazione, proscioglimento in istruttoria o assoluzione perché il fatto non sussiste. Sarebbe utile indagare sulle conseguenze, non solo per gli adulti ma per gli stessi bambini, di questi coinvolgimenti in denunce infondate. Occorre più ricerca sull’uso strumentale delle denunce di abusi, oltre ad un’inchiesta sul modus operandi dei centri che le favoriscono…

Benedetta Priscitelli, neuropsichiatria infantile, Modena

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