Una follia senza confini

Di recente, un gruppo di deputate ha depositato una proposta di legge, la n. 4298. Non diremo di quali partiti politici queste parlamentari facciano parte perché non è nostro interesse qui discutere di politica o partiti. Vogliamo che al centro della discussione rimanga la deriva anti-maschile della cultura generale, a cui le leggi, la giurisprudenza e i media si allineano, così a loro volta alimentandola.

separazione-e-figli-piccoli-640x320La proposta di legge in questione, facilmente reperibile online, dice una cosa semplice, nella sua follia e aberrata incostituzionalità: durante un processo conflittuale di separazione o divorzio, il giudice deve tenere in considerazione se una delle due parti non sia indagata per qualche reato che possa ragionevolmente renderlo non idoneo all’affido dei figli. Cioè all’ex coniuge accusato e indagato per abusi sessuali, violenza domestica, molestie, minacce, stalking, eccetera,  deve essere vietato dal giudice l’affido dei figli.
Abbiamo parlato molto frequentemente del fenomeno delle false accuse, con cui in fase di separazione una delle due parti gioca sporco per ottenere di più in tribunale o, tramite il ricatto (“mi lasci i figli, la casa, eccetera, altrimenti ti denuncio”), prima ancora di arrivare alle carte bollate. Abbiamo anche spesso registrato come questa tendenza diffusissima sia propria soprattutto delle donne a danno degli uomini. E come alle false accuse di un tempo (maltrattamenti, abusi sessuali, eccetera), si stia sempre più sostituendo l’accusa di stalking che, a differenza delle altre, non richiede prove particolari e vi si può accedere con grande facilità.

Una legge come quella proposta dalle gentildonne del Parlamento porrebbe un altro tassello anomalo nel quadro legislativo abusivo dei diritti non tanto del maschio ma della persona in sé.  Abbiamo ampiamente spiegato come con il reato di stalking definito dall’art. 612 bis sovverta il principio per cui si è innocenti fino a prova contraria. Le parlamentari hanno capito bene il meccanismo è cercano di replicarlo. Allo stesso modo infatti la loro legge vuole che venga considerato inidoneo all’affido dei figli non già chi è stato dichiarato colpevole, magari in via definitiva, ma anche chi è solo accusato o indagato. Il che è contro qualunque concetto giuridico di base di un paese teoricamente civile e di uno Stato teoricamente di diritto. Chiaro che se anche fosse approvata, questa aberrazione verrebbe incenerita in un secondo dalla Corte Costituzionale. Che già fa i salti mortali per giustificare la legge anti-stalking ed evitare critiche pubbliche. Ma quando è troppo, è troppo. E questa legge lo sarebbe davvero.

20170608_120828Se fosse approvata, infatti, il ricorso alla facile (e sempre più spesso falsa) accusa di stalking in fase di separazione conflittuale diventerebbe sistematico, quasi strutturale. Sarà una gara a chi fa prima dei due a depositare denuncia, fermo il fatto che quella dell’uomo verrebbe derisa e archiviata. Di fatto questa proposta di legge mostra tutta la sconfinata follia di questi tempi dove circola una isteria anti-maschile incontrollata e dove lo stupro dei principi giuridici di base è consentito. Tanto che molti si stanno facendo prendere un po’ troppo la mano. Si tratta di capire se ciò accade per la crassa ignoranza dei nostri politici, per puro calcolo elettorale, o per conformarsi a un disegno di disgregazione della società (anche) attraverso un sempre più radicale conflitto tra generi. O tutte e tre le cose assieme. Ciò che è certo è che si tratta di qualcosa dove a uscire danneggiato è sempre l’uomo. Qualcosa che, in termini generali, va assolutamente fermato.

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