Violenza femminile, questa sconosciuta

miseryAll’inizio del mese è uscita, ma naturalmente solo sui circuiti locali campani, questa notizia. Una donna, nel Salernitano, ha vessato e pesantemente maltrattato il marito per nove lunghi anni. Roba di insulti, bastonate, abbandono del tetto coniugale per lunghi periodi, umiliazioni. Il tutto davanti alla figlia piccola. L’uomo ha resistito, com’è un po’ tipico della cocciuta e talvolta un po’ fessa natura maschile, sperando che il comportamento cessasse, forse nella speranza di dare alla bambina un contesto familiare normale. Dopo nove anni ha ceduto le armi e ha chiesto aiuto alla magistratura. Che, miracolosamente (essendo accusata una donna), si è mossa e ora la donna è sotto accusa.

Inutile dire che di questa “violenza in rosa” nessuno, nei grandi media, ha parlato, ci mancherebbe. Sarebbe stata una buona occasione, come fa per altro l’unico articolo che qui citiamo, per sottolineare come questo sia un caso limite. Le donne sono violente tanto quanto gli uomini, ma di rado utilizzano mezzi “pratici” per mettere in atto i loro maltrattamenti. La violenza femminile contro gli uomini è più subdola, mentale, morale. Non per questo meno feroce e dannosa.

stalking-su-uomoL’articolo porta i numeri raccolti dagli unici due (due!!!) centri antiviolenza in Italia che accettano denunce anche dagli uomini. Ma soprattutto riflette su questa natura subdola della violenza femminile, che il più delle volte si dispiega in tutta la sua ferocia in fase di separazione, quando fioccano denunce fasulle, atte a discreditare l’uomo e a metterlo quindi in una posizione di debolezza sia rispetto all’affido dei figli che, soprattutto, nella ripartizione delle competenze economiche.

L’articolo cita i frequenti casi di denunce verso gli ex compagni per “abusi” nei confronti dei figli. In realtà da tempo quell’accusa, che richiede prove schiaccianti, è sempre meno utilizzata. Viene preferita quella di stalking, a cui si accede con molta più facilità, non richiede prove di alcun tipo, e comporta in genere sanzioni che le autorità irrogano con grande disinvoltura. Alcuni dei motivi per cui si ritiene l’art. 612 bis un’aberrazione, di cui questo blog caldeggia l’abolizione e la sostituzione con una norma ben più appropriata, non strumentalizzabile e che non dia appigli per abusi e “violenze in rosa”.

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