Denunce per stalking: “la magistratura vuole giustizia o solo pararsi il culo?”

[Da messaggio privato]

giudice-di-pace1Diversamente dalle altre testimonianze, non voglio entrare in troppi dettagli della mia storia personale. Vorrei concentrarmi sul “sistema”, perché è soprattutto lì che si nascondono distorsioni allucinanti. Le persone disoneste e in malafede, donne o uomini, ci sono sempre state e sempre ci saranno. Il sistema dovrebbe essere lì per correggere e sanzionare. Ma non lo fa. Anzi fa peggio.

In sintesi: il mio caso non è quello tipico di una separazione dove la donna denuncia per stalking per avere la tutela dei figli e un buon rientro economico. Non eravamo nemmeno sposati, ma conviventi. Lei si trova l’amante, mi prende in giro per mesi finché non la scopro, e inevitabilmente ci lasciamo. Per gestire la transizione, con tutte le cose comuni, la casa, eccetera, ci scambiamo dei messaggi, dove ovviamente non posso non farle notare che miserabile persona si fosse rivelata. A quei messaggi e ad altre quisquilie si è attaccata per denunciarmi, ottenendo prima un ammonimento dal Questore (che, come dice questo blog, si dà a tutti) e ora una denuncia penale. Sono in attesa di capire se verrà archiviata o se verrò rinviato a giudizio.

Ma prima di questo qualche nota sulla denuncia. Vi si dice che in un messaggio io abbia detto la cosa X (non posso entrare nei dettagli, ovviamente), e come prova si allega il documento A. Vado a vedere il documento A, anche se so benissimo cosa ho scritto, e ovviamente non c’è alcuna traccia della cosa X… Altrove sostiene che io abbia fatto la cosa Y, salvo dire poco dopo che ho fatto anche la cosa B, esattamente contraria alla prima. Nel senso che se davvero avessi fatto Y non avrei di certo fatto anche B. Più avanti sostiene, al limite del comico, di aver dovuto ricorrere, a causa della mia persecuzione, alle cure di uno psicologo. Da cui però dice di essere stata in cura già a partire da due mesi prima che avvenisse la mia presunta persecuzione. Un caso di preveggenza?

Questi sono solo esempi, e mi scuso di non poter entrare nel dettaglio, della quantità incredibile di incongruenze e accuse non provate, o peggio provate con prove che non provano assolutamente nulla, anzi smentiscono le dichiarazioni rese. La sua denuncia è piena di chicche di questo genere. Ma ci sta: quando cerchi di vendicarti di qualcuno per via giudiziaria, metti dentro tutto, falsifichi e manipoli fin dove la tua decenza di persona ti consente. Essendo lei una miserabile, non si è risparmiata. Ma il problema, come dicevo, non è la questione personale in sé, ma il sistema.

aula_tribunale_01E la domanda che mi ossessiona allora è questa: come ha potuto un Pubblico Ministero, un sistema giudiziario, accettare e portare avanti una denuncia di questo tipo? E’ palesemente inconsistente, contraddittoria, pretestuosa, in alcuni casi falsa. Loro dovrebbero essere lì non per mandare avanti le pratiche, come ciechi burocrati, ma per assicurare che ci sia giustizia. Magari evitando allo Stato spese inutili per processi senza capo né coda. Soprattutto per proteggere e confermare quello che è alla base della nostra convivenza: il Diritto.

Ebbene, c’è una spiegazione a tutto questo. E anche al fatto che, secondo il mio avvocato, il PM mi rinvierà a giudizio quasi sicuramente, qualunque prova inoppugnabile io possa portare a mia difesa, qualunque cosa io possa dire e dimostrare. Paura di finire sui giornali. Questo è. Il sistema ha accettato quella denuncia senza senso perché “hai visto mai” che quest’uomo sia davvero uno stalker e poi ammazzi la donna. In prima pagina finiamo noi. Il PM dice uguale: “se archivio e poi il tizio va e l’ammazza? Nei pasticci finisco io… Quindi rinviamolo a giudizio, e sarà un altro giudice caso mai ad assumersi la responsabilità pubblica, assolvendolo”.

ingiustizia_vEbbene, la logica che questo blog ha denunciato spesso, per cui le Questure ammoniscono tutti per “pararsi il culo”, non finisce lì. Prosegue anche quando la cosa arriva in Procura, dove si spererebbe di trovare magistrati seri, responsabili, coscienziosi, motivati al loro compito istituzionale. E dove invece non vige il principio del diritto, della giustizia e della sanzione, della prova oltre ogni ragionevole dubbio, e tutte quelle belle cose che si dicono. Vige il “non si sa mai”, il desiderio di pararsi il culo e di scaricare su altri la responsabilità.

Tanti tanti auguri a chi finisce nel tritacarne di questo sistema malato, che tutto persegue, tranne che la giustizia. Tanti auguri a me.

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