Sessismo e informazione faziosa: il Corriere della Sera in grande spolvero.

Siamo forse un po’ ripetitivi, d’accordo, ma gli esempi di ciò che andiamo sostenendo da tempo sono talvolta così lampanti che è difficile resistere. Talvolta è così spudorata la volontà dei media di affermare una narrazione strabica della realtà, dove l’uomo, il maschio, è un violento orco cattivo e la donna una vittima predestinata, sacra e pura, che davvero non è possibile trattenersi dal far notare quanto questa anomalia sia diffusa e dannosa. In prima linea, al top della classifica dei manipolatori abbiamo individuato da tempo il Corriere della Sera. Che ieri era in grande spolvero in questo senso, come già qualche giorno fa.

Ecco la composizione della sua homepage attorno alle 13.00 di ieri. Pochi scroll in basso ed ecco un uno-due-tre da paura:

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Si parte con il raccapriccio dei dettagli di un omicida impazzito, palesemente fuori di testa, affiancato alla notizia di una giovane ragazza che si difende dal bruto ma… non lo uccide, no. Si difende e basta, ferendolo. Brava brava, così si fa, altrimenti si finisce come nell’articolo vicino… Dopo una pausa con Camilleri, riecco l’ossessione pro-femminile del Corriere con una notizia (a chiamarla così ci vuole coraggio), dove una showgirl lamenta molestie da Rocco Siffredi (e che ti aspettavi????). Poi leggendo la notizia si viene a sapere che la donna non è molto equilibrata, ma tant’è la prima impressione è che ‘sti cavolo di uomini sono un po’ tutti così, violenti, fissati col sesso, possibilmente ottenuto a forza.

Qualche piccolo scroll verso il basso, e la fiera non è ancora terminata, anzi:

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Altra accoppiata fenomenale. Un richiamo al fattaccio di Teramo, con il carico da undici della persecuzione da quattro anni (ieri si parlava di due, ma ora l’uomo e la donna sono morti, e come si può smentire?), e a fianco, udite udite, la scienza ora ci dice che le donne sentono più dolore, il tutto sotto il tag “medicina”. Non abbiamo letto l’articolo, non ce l’abbiamo fatta, onestamente…

Andiamo giù ancora un po’, perché non è finita… et voilà:

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Grande riquadro centrale, fotonotizia. Roba che il povero William Pezzullo se la sogna…

E poi… sorpresa! Derubricato a cronaca locale emiliana, c’è un articoletto mescolato ad altri dove, toh, una donna ha ucciso il compagno a coltellate. Oh, non è un maschicidio, per carità, quella parola non esiste. Esiste che l’attenzione sulla notizia è inevitabilmente minima, con un articolo presentato così:

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Vedi un po’ anche qui: “donna uccide compagno, poi chiama la polizia“. Specificato già nel titolo: signori, la donna, anche quando fa una cazzata, poi però si comporta rettamente, e chiama la polizia. Pur essendo già noto in quel momento, il Corriere si guarda bene di mettere che la donna ha infierito in modo atroce sull’uomo, evirandolo. Al lettore rimane in mente il fatto che lei, brava brava, ha chiamato la polizia dopo il suo atto omicida (o maschicida). Lo fanno anche quasi tutti gli uomini che commettono “femminicidio”, quando non si suicidano, ma questo non conta, non va nel titolo. Sono uomini e meritano la gogna a prescindere.

Il giorno dopo (oggi per chi legge), la musica non cambia, anzi a buon peso si aggiunge un articolo lunare dove si dice che gli uomini, cattivi cattivi, interrompono le donne quando parlano, ma le donne non possono farlo perché sennò gli uomini smettono di ascoltare… E mentre vengono dette sciocchezze del genere, sulla pagina permane una assenza non da poco. Un altro “maschicidio”, avvenuto a Genova. Un altro uomo ucciso a pugnalate a Genova. Forse riportare quella notizia avrebbe sbilanciato troppo il quotidiano su posizioni equilibrate, o forse Genova è troppo provinciale e insignificante, chissà. Fatto sta che nel buon vecchio Corriere la notizia non viene data, e rimane confinata su quotidiani locali.

Realmente qualcuno ha il coraggio di sostenere che questa informazione non sia strumentale, isterica, strabica e faziosa?

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