Con le palle nella morsa

[Da messaggio privato]

51sZlJ6u4LLCiao a tutti. Breve storia triste. Nel 2010 mi fidanzo con una ragazza. Dopo circa dieci mesi scopro che aveva una storia parallela alla nostra. La lascio e, sì lo ammetto, per rabbia le rompo insistentemente le scatole, essenzialmente con insulti. Mi spiace, ma stavo troppo male, e lei di fatto se lo meritava. Nessuna minaccia, nessuna violenza, solo una bella riga di insulti arrabbiati, via email e messaggio, per una settimana.
Lei mi denuncia. Mi chiama la Questura e mi dà l’ammonimento per stalking. Nel farlo mi dicono che è un procedimento amministrativo, come una multa, non ho bisogno dell’avvocato. E va bene. Da quel momento smetto di insultarla e tiro avanti.
Nel 2015 mi sposo con quella che mi pareva la donna della mia vita. Nel 2016 nasce nostro figlio. Una settimana fa mi ha detto, come se fosse la cosa più normale del mondo, che si è innamorata di un altro, che vuole separarsi e divorziare, che ha già sentito un avvocato, e che se non le concedo la tutela del bambino e una bella cifrona di “buonuscita”, mi denuncia per stalking. Essendo già stato ammonito, dice, non avrei scampo perché risulterei recidivo.
Per la prima volta, finalmente, mi decido a chiedere anch’io a un avvocato, che mi conferma. Credevo che l’ammonimento “scadesse”, come il DASPO o cose simili. Invece non scade mai, ce l’hai sempre. E se, come me, hai il lanternino per le donne sbagliate (ma ne esistono di “giuste”???), e fai la cazzata di dirle che sei ammonito per stalking, alla fine lei ti tiene per le palle. E quando è il momento te le stritola senza problemi.
Scusate il linguaggio, ma non so più dove sbattere la testa. E’ tutto assurdo…

2 commenti

  1. dico solo una cosa: non esiste più lo stato di diritto per i maschi nel momento in cui sono in relazione con una donna.. e dove non c’è lo stato di diritto c’è lo stato di guerra per cui bisogna imbracciare il fucile, ma lei su quali basi e fatti ti vorrebbbe denunciare per stalking?

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    1. Dissentiamo assolutamente sull’ipotesi di imbracciare il fucile o qualunque altra arma di offesa. Quando non è garantito lo Stato di Diritto, occorre combattere, nei limiti della democrazia e della civiltà, affinché venga garantito.
      La sua domanda non è chiara. Forse intende chiederci come intendiamo agire perché questa materia venga regolamentata in modo più ragionato ed equilibrato. Be’, questo blog, il profilo Facebook, sono due strumenti di critica e analisi, che a breve evolveranno in una proposta. Perché questo nostro sforza possa dare frutti non serve altro che condividere e diffondere, cercando di fare “massa critica”, spingendo media e decisori ad accorgersi dell’anomalia.
      E’ forse un po’ utopica come cosa, ma non vediamo altra alternativa.

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