Una peggiore legge anti-stalking è possibile? In Italia sì.

cachi[ATTENZIONE: questo articolo contiene inesattezze e imprecisioni. La versione revisionata e corretta può essere letta qui – N.d.A.]

Quanto sia aberrante l’attuale legge anti-stalking (art. 612 bis del Codice Penale) l’abbiamo detto e lo stiamo spiegando da mesi, e continueremo a farlo. Onestamente non pensavamo potesse esserci legge peggiore di questa, ma forse eravamo troppo ottimisti, o ci siamo dimenticati di vivere nella terra dei cachi. Ed ecco che ti salta fuori una proposta di legge per un art. 612 ter che riesce nel miracolo di peggiorare il pessimo.

Si tratta per ora di una proposta di legge, per quanto siamo riusciti a verificare. Dunque qualcosa di ancora non vigente, ma al vaglio degli organi legislativi preposti. Considerando che con buona probabilità in autunno si scioglieranno le Camere, non ci sono ampi margini perché la cosa entri in vigore, ma tant’è anche solo la proposta dà il senso di quanta lucidità (o del calcolo, chissà) ci sia nell’affrontare la questione: nessuna.

In sostanza la proposta riguarda l’estinzione del reato per condotte riparatorie. Nei casi di reati procedibili a querela soggetta a remissione e con pene previste di 4 anni (lo stalking è uno di questi), l’accusato-imputato può offrirsi di riparare con il versamento di una congrua somma di denaro o con atti tali da ripristinare la situazione prima che il danno fosse commesso. Il giudice valuta l’offerta dell’imputato e sente la vittima, per vedere se accetta la riparazione. Se questa accetta, il processo finisce lì: l’accusato paga e tanti saluti. Se la vittima rifiuta il giudice avrebbe comunque la facoltà di giudicare congrua l’offerta dell’accusato e chiudere il processo d’autorità.

Ipotizzando che l’accusato sia realmente colpevole, questa norma risulta aberrante perché in pratica permette all’imputato di passarla liscia semplicemente pagando. Lo stalker povero andrà in galera, quello ricco la farà franca, ma soprattutto la vittima non vedrà sanzionato il suo persecutore. Che magari, per decisione d’autorità del giudice, la coprirà di soldi, ma riprenderà tranquillamente a tormentarla. Un’ideona, insomma, sulla cui costituzionalità crediamo si dovrebbe aprire già da ora un bel dibattito.

donnericche-696x4641-300x200Ma pensiamo ai casi di abusi operati grazie alla norma anti-stalking, che è poi ciò che più ci interessa qui. Prendiamo un soggetto che usa la denuncia per stalking per mettere al tappeto l’ex compagno o compagna in fase di separazione o divorzio. Prendiamo un soggetto lasciato dal compagno e dalla compagna, che usa la denuncia per vendicarsi. O ancora prendiamo un soggetto che si è comportato in modo indegno e usa la denuncia per tappare la bocca al suo o alla sua ex. Costoro, già ora, grazie all’inadeguatezza della legge in vigore, possono distruggere la reputazione e la fedina penale altrui, svuotandogli il conto in banca, con il minimo sforzo. Con questa proposta di modifica la pratica diventerà strutturale.

In sostanza si sta cercando di legalizzare ufficialmente il ricatto tramite accusa di stalking, cosa che ora avviene sotto traccia. E di rendere tale ricatto perenne. Esaurito il risarcimento, infatti, basterà creare le condizioni per un nuovo contatto tra vittima e accusato, la vittima potrà dichiararsi in ansia, e riparte la giostra giudiziaria da concludersi con una transazione.

femm1762Gruppi di femministe militanti (o militonte) già gridano allo scandalo, dicendo che così non si fermerà la “mattanza” (sì, la chiamano così…) dei femminicidi. Stando alle statistiche, però, sono proprio le donne che fanno ampio utilizzo della legge anti-stalking in termini ricattatori o vendicativi, quindi forse dovrebbero rivedere la loro posizione e magari festeggiare, invece di gridare allo scandalo. Ma vabbè, il livello di consapevolezza dei gruppi femministi è noto, non è che si può pretendere più di tanto. Dal canto nostro, attendiamo solo la fine anticipata di questa legislatura, in modo che la proposta di legge decada, per non più ritornare. E se così non fosse, ci sarà un motivo in più per tenere vivo e attivo questo blog.

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