La faccia conviene più del cazzo

2015050594440-regione_liguria2Il Consiglio Regionale della Liguria ha approvato con ampio consenso una mozione per riconoscere le prestazioni sanitarie di chirurgia estetica alle vittime di lesioni personali volontarie. Il tutto, si dice, giustificato dai “numerosi” casi di donne sfregiate con l’acido, con la necessità conseguente di subire operazioni di chirurgia plastica. In realtà eventi del genere si contano sulle dita di una mano in tutta Italia. Gravi comunque, il numero non fa la gravità, ma si tratta davvero di casi limite. Per altro mai accaduti in Liguria. Dunque perché questa proposta?

Parliamo della Regione Liguria. Quella a cui è venuta l’idea di mettere un tappeto rosso sulla Via dell’Amore, nella riviera di Levante. Un’idea accolta positivamente dalla gente, ovvero dall’elettorato. Si dice anzi che il “red carpet” della Regione di destra abbia contirbuito alla vittoria del sindaco di Genova, anch’egli di destra. Trovata l’idea, ora la regione la spreme all’inverosimile, tanto che ora ci sono tappeti rossi ovunque, da Sarzana a Ventimiglia (no, lì, no, ci sono i profughi, non portano voti…).

Red carpet a Porto Venere, polemicheInsomma un’amministrazione che invece di pensare alla sanità, all’istruzione, agli edifici pubblici, realizza la sua tipica politica da “panem et circenses”, e la gente ci casca. E cosa c’è di meglio, riempita la regione di tappeti rossi, che cavalcare l’onda dell’imperante demonizzazione del maschio e santificazione della donna? Che trovata garantire le prestazioni gratuite a chi viene sfregiato con l’acido! (“Sfregiato” al maschile, ma è chiaro che si tratta di una norma indirizzata alle sole donne). Tanto le interessate sono in un numero così risibile che nessuna approfitterà dell’opportunità. Ma intanto si ottengono le prime pagine dei siti, dei quotidiani e dei TG. Cose che restano poi nella memoria degli elettori, anzi delle elettrici.

A nessuno viene in mente, a parità di numeri, un’iniziativa simile per chi viene evirato dalla compagna. L’idea di lei che gli sforbicia via il cazzo e lo lancia dalla finestra per vedere se vola, essendo anche chiamato “uccello”, fa sorridere, fa ridere, suscita sarcasmi a non finire. Soprattutto garantire prestazioni mediche gratuite per chi subisce un atto del genere non garantirebbe di certo il ritorno d’immagine riservato alle vittime donne.

urna-voto-jpgChe c’entra tutto questo con lo stalking, si chiederà… C’entra eccome. E’ in un contesto culturale e politico di questo genere che l’infausta legge contro gli atti persecutori è stata concepita, e che polizia e magistrati la applicano, fingendo che non esistano i tanti abusi a cui essa si presta. Ai tempi, i politici (guarda caso della stessa “famiglia” del Consiglio Regionale della Liguria…) che promossero la legge fecero man bassa di consensi. Oggi, applicandola in modo miope, forze dell’ordine e magistrati si preservano dal finire nel tritacarne mediatico sempre in agguato. Soprattutto con un’informazione faziosa come quella che abbiamo nel nostro paese.

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