C’erano una volta (e ancora ci sono) le false accuse di stalking…

aula_tribunale_01Domani pubblicheremo la nostra proposta per una nuova legge anti-stalking che soppianti quella attuale, palesemente inadeguata e oggetto di infiniti abusi, come abbiamo dimostrato negli ultimi mesi. Dopo ciò, sospenderemo l’attività del blog per il periodo estivo, il tempo giusto per far “decantare” la proposta, in attesa di ripartire con la sua promozione e le argomentazioni connesse, al rientro, a settembre.

In questi mesi abbiamo ricevuto molti messaggi contenenti storie personali, in buona parte pubblicate (altre verranno pubblicate successivamente), alcuni messaggi di supporto, e una valanga di critiche e insulti da parte di persone non in condizioni di leggere o di comprendere ciò che scriviamo. Abbiamo cercato di rispondere a tutti, a meno che non fossero messaggi palesemente provocatori o incivili, e a tutti abbiamo fatto notare una curiosità di cui non erano al corrente. Un fatto che conferisce al nostro impegno una sorta di “circolarità”, come se si trattasse di un percorso che esprime una necessità sempre più pressante.

fc65e53bdd03db0674c5757fcfddb91dEra il 2012, cinque anni fa. La legge anti-stalking, l’art. 612 bis del Codice Penale, era appena stata integrata con alcune aggravanti, aggiunte alla versione iniziale del 2009. Ovvero il monstrum che combattiamo da mesi era in vigore da appena tre anni, quando qualcuno, di cui purtroppo non abbiamo più trovato traccia, aveva promosso una petizione on-line per un’ulteriore modifica che blindasse la norma rispetto al fenomeno delle false accuse. La petizione, pubblicata nel settembre 2012, mirava a raggiungere le 100.000 adesioni. Ad oggi l’hanno sottoscritta 775 persone, alcune anche di recente.

Insomma un fallimento, per chiamarlo col suo nome. Dovuto sicuramente alla mancanza di pubblicizzazione e alla difficoltà intrinseca nel far passare concetti del genere (ne sappiamo qualcosa). Quello che conta, ai nostri fini, è che la questione degli abusi della legge anti-stalking non è una nostra invenzione, bensì un problema emerso praticamente subito, a pochi anni dall’approvazione della norma. Dunque non siamo così fuori di testa, come alludono i frequenti messaggi di critica. Il problema c’era, e ancora c’è. Questo è un fatto e occorre capirne i motivi, per trovare una soluzione sostenibile e tutelante per tutti.

come_presentare_una_proposta_editoriale_ultime_rifiniture_e_invioQuanto alle proposte di modifica, la petizione, di per sé, ne avanza quattro, a nostro avviso oggettivamente impercorribili, sotto il profilo legale ed economico, tranne forse una, che infatti sarà presente, in una forma analoga, anche nella nostra proposta. Per questo, oltre che per una sfiducia generica nelle “petizioni on-line”, non inviteremo a sottoscriverla, né ne apriremo una nostra. Riteniamo che la nostra proposta sia più equilibrata, legalmente sostenibile, economicamente perfetta, e come tale debba da sola richiamare l’attenzione di chi è chiamato a fare ed emendare le leggi, oltre che dell’opinione pubblica diffusa.

Certo, illustrarla da solo non basta. Occorrerà che si crei la giusta “massa critica” perché la questione finisca sull’agenda politica dei decisori. Sarà un percorso lento e faticoso: dopo sette anni gli ammoniti, incarcerati o condannati ingiustamente per stalking sono già molti. Anche troppi sono coloro che si tolgono la vita per cause connesse. Ma ancora non basta. Il rumore femminocentrico e lo spam mediatico collegato ancora coprono le voci di chi chiede giustizia ed equilibrio, tra cui la nostra. Si tratta di non demordere. Come in guerra, occorre avere numeri importanti da sbattere sul tavolo delle trattative, affinché siano evidenti le proporzioni del fenomeno. Già gli studiosi lo hanno teorizzato: c’è una questione maschile montante, che in un tempo non lontano esploderà. E allora, tra le tante iniziative di riequilibrio, forse la nostra proposta verrà recuperata.

554080636-bcgernpxiNon smetteremo di batterci fino a quel momento, facendo tutto quanto di meglio e di più concreto sia possibile fare. Chiaro che il supporto di donne e uomini ragionevoli e di buona volontà sarebbe e sarà indispensabile nel condividere, diffondere, confrontarsi, discutere le nostre tesi e le nostre proposte, nella consapevolezza che ci sono equilibri e interessi da rompere, anzi tutto, insieme a un muro culturale molto resistente. Occorre proseguire con il coraggio della goccia che lentamente erode anche la roccia. Ed è quello che abbiamo ferma intenzione di fare.

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