Boldrini: gli haters tutti dentro. Insieme agli stalker.

8700030-k6SG-U43350977026469pcE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Manco a farlo apposta, ieri abbiamo inviato una lettera a Beppe Severgnini, trasmettendogli il nostro disappunto per un indegno reportage apparso (manco a dirlo) sul Corriere della Sera. Probabilmente non l’ha ancora letta perché proprio oggi sul sito del quotidiano appare un suo articolo dove sposa in pieno un’iniziativa raccapricciante del Presidente della Camera dei Deputati, Sig.ra Laura Boldrini.

Per affrontare i ferocissimi e violenti insulti che da anni riceve sui suoi profili social, la Sig.ra Boldrini annuncia querele a non finire, procedimenti penali per gli autori, sguinzagliando la Polizia Postale e attivando tutte le Procure del paese per verificare ipotesi di reato a carico dei suoi haters. Non solo: si annuncia che se le leggi attuali non bastano per reprimere questo fenomeno, si farà promotrice di altre ulteriori normative in questo senso.

Bullismo-virtualeFermo restando che, a nostro avviso, difficilmente si può apprezzare l’operato politico e l’impianto ideologico della terza carica dello Stato, a partire dal proposto stupro della lingua italiana (“Presidenta”, “Sindaca”, eccetera), su cui sia il Presidente Emerito Giorgio Napolitano che Vittorio Sgarbi si sono già espressi in modo tombale, va detto che la Sig.ra Boldrini è da anni oggetto di una violenza telematica davvero selvaggia e inaccettabile. Verso di lei viene espresso un odio violento, bestiale, senza freni, che, letto in modo semplicistico, appare quasi incredibile. Qualcosa di apparentemente incomprensibile spinge alcune persone a trasformare il dissenso politico in una veemenza senza freni, roba indegna di un popolo che vorrebbe dirsi civile. Ma perché ciò accade?

E’ nella risposta a questa domanda che sta lo spartiacque tra un approccio raccapricciante e uno di buon senso. Spiace registrare come la Boldrini non si smentisca e scelga la prima opzione, rubricando il fenomeno degli haters a una mera questione di ordine pubblico, qualcosa che attiene esclusivamente alla Polizia e alla presenza di norme repressive. Così si tende, un po’ dappertutto ma in special modo in Italia, ad affrontare i fenomeni, senza andare alla loro radice. Che in questo caso, a nostro avviso, sta semplicemente nell’ignoranza telematica, nell’analfabetismo non solo funzionale, ma proprio operativo di chi agisce su internet.

1357123843402_Auto_Contro_Cavalli_APERTURALe nuove tecnologie di rete sono una invenzione straordinaria e rivoluzionaria, paragonabile all’invenzione dell’automobile. Ai tempi, chi aveva sempre guidato carrozze con cavalli, dovette imparare e portare un’auto, anche perché chi non imparava bene faceva disastri e danni a se stesso e agli altri. Per questo è stata inventata la patente. Internet non è diverso: usato bene, è una risorsa straordinaria. Usata da persone senza patente, ovvero senza formazione, senza aver imparato come ci si conduce utilizzando quel nuovo straordinario mezzo, diventa un’arma a volte devastante.

Di base, dunque, gli haters sono persone che non sanno come interpretare la loro frustrazione e il loro dissenso, nel momento in cui si pongono dietro un monitor. Sono ignoranti nel vero senso della parola, ovvero ignorano le regole di condotta. Ed è così perché nessuno gliele ha mai insegnate. Visto così, il problema prende tutt’altro aspetto, vero? Non è più qualcosa che si risolve facendo tintinnare le manette. Certo, anche quello serve, esattamente come per chi guida l’auto senza patente, ma non può essere l’unica soluzione.

Tutti_dentro_Eppure questo “manettaro” e poliziesco è l’unico approccio del Presidente della Camera, ben supportata da Severgnini e dalla stampa. Invece di proporre, di concerto col Ministero dell’Istruzione, l’inserimento nei programmi scolastici elementari e medi della materia “Netiquette”, si appella all’italianissimo “tutti dentro“. Magari facendo norme nuove in questo senso. Che se saranno ispirate dalla Boldrini, sicuramente avranno qualche altra corsia preferenziale e ingiustificata per il genere femminile, come se non bastassero quelle che già ci sono.

Che c’entra tutto questo con lo stalking, però? Stiamo andano fuori tema? Niente affatto. Quello che sta proponendo il Presidente della Camera (tassativamente coniugato al maschile!) è lo stesso approccio che ha ispirato i legislatori quando hanno affrontato il problema degli atti persecutori, partorendo il monstrum che è l’art. 612 bis del Codice Penale. Un fenomeno che tutta la ricerca classifica come essenzialmente psichiatrico e sociale affrontato solo ed esclusivamente dal lato dell’ordine pubblico, producendo un articolo di legge che forza al matrimonio due reati già esistenti e incompatibili (minacce e molestie), rendendo la loro evidenza non più oggettiva ma soggettiva, senza alcun tipo di verifica della sussistenza dei veri requisiti del reato e di chi lo compie o subisce.

5-il_triumpho_della_divina_giustizia_-_statut_de_la_justice_divine_c_drQuando i decisori si fermano alla superficie e si appellano a manette, divise e manganelli per risolvere problemi che hanno radici molto profonde, l’esito sono gli abusi. Da parte del “potere”, anzitutto, ma anche da parte di chi sa infilarsi tra le pieghe delle leggi. Pieghe che sono sempre innumerevoli quando ci si limita a un approccio repressivo. E’ proprio per segnare la distanza da questo modo di concepire la regolamentazione del vivere comune che abbiamo pensato la nostra proposta per una nuova legge anti-stalking. Lo faremmo notare di nuovo al Corriere, a Severgnini e magari anche alla Presidenza della Camera dei Deputati. Ben sapendo che, come sempre, la ragionevolezza cadrà nel vuoto, ma senza che ciò diventi per noi un motivo per cedere o rassegnarci.

Un commento

  1. Eppure, SE VUOLE, la Boldrini sa come fare. A parte che questa ha fatto fare una task force di 7 carabinieri per controllare la sua onorabilità su Internet già nel 2013… va detto che a me ha bloccato da anni, e non l’ho mai insultata direttamente, ma ho fatto critiche e portato prove delle sue bugie. Questo sì che la urta! Invece lascia che chi la insulta sia libero di postare, così può fare la figura della vittima, tanto chi insulta e basta ha sempre torto e non porta prove delle sue ragioni. Ecco in breve, la politica del chagn’efotte.
    Poi chi sia lei, basti ricordare l’IMU-Bankitalia e la ‘ghigliottina’, per ricordarsi per sempre della sua inadeguatezza imbarazzante, condita però con l’arroganza di una che sa di agire in concerto con qualcuno di più grande e importante di lei.

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