Dunque non siamo del tutto fuori strada…

faro_190_60Nello scusarci per la lunga assenza, dovuta ad alcuni importanti lavori di ricerca, riprendiamo oggi la pubblicazione dei nostri contributi sul tema dello stalking. E diamo oggi la priorità a un articolo sorprendente e sulle prime misterioso che abbiamo reperito in rete, questo.

Lo definiamo sorprendente perché l’autore, una donna, snocciola con grande dimestichezza e apertura tutte le anomalie che noi andiamo denunciando da quasi un anno, elaborando un testo decisamente contro corrente rispetto alla narrazione diffusa. Certo il tutto avviene, come sempre, non su un quotidiano mainstream o su un TG in prime time, ci mancherebbe. Seguendo il copione solito, quel contributo appare su un sito di notizie regionali (abruzzesi), e siamo certi che mai troverà una ribalta più ampia. Tuttavia la sorpresa è positiva e incoraggiante.

logoSalvo un primo sospetto sorto arrivati al termine dell’articolo, dove si invita chi si trova invischiato in una vicenda di stalking a rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Stalking. Sulle prime, noi che tendenzialmente siamo in malafede, abbiamo preso la cosa come una réclame impropria a uno dei tanti centri antiviolenza o associazioni in difesa di qualunque cosa porti business. Una visita al sito dell’Osservatorio fortunatamente ci ha non solo smentiti, ma ci ha dato anzi un motivo in più per credere in ciò che stiamo facendo.

L’Osservatorio infatti fa capo all’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC). Dunque una rappresentanza di settore per professionisti dediti ad alcune materie spinose, tra cui appunto lo stalking, cui il loro sito dedica una pagina interessante. Va detto che anch’essi hanno il loro centro d’ascolto, il cui nome però già dice molto sul loro approccio alla questione: “Centro Presunte Vittime di violenza e stalking”. Quel presunte è il segnale palese di una consapevolezza piena di cosa sia il fenomeno stalking, e di un distacco netto dalla superficiale rappresentazione mediatica.

psicologoTutto questo è molto confortante. Anzitutto perché ciò che abbiamo elaborato finora nelle nostre pagine principali, quelle dedicate all’identikit del persecutore, della vittima e della falsa vittima, ma soprattutto quella dedicata alla proposta per una nuova legge anti-stalking, presuppongono tutte un ruolo attivo proprio di psicologi (e psichiatri) e criminologi nella valutazione preventiva dei casi, prima che questi diventino a tutti gli effetti materia di ordine pubblico, sotto la gestione di questure e procure.

Pensavamo di essere audaci, anche troppo, ad assumere una posizione del genere. L’esistenza di questo Osservatorio e la sua impostazione, per quanto ci è dato di vedere, trasforma la nostra sensazione di audacia nella sensazione di aver imboccato la strada giusta. Per questo invieremo all’Osservatorio un invito a visitare il nostro blog, e se ci fossero contributi da parte loro, non esiteremo a pubblicarli.

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