Lo stalker picciotto, ovvero: per gli uomini è la fine

9c832be7a65e4c0290db63db3ffb1f36_400x400Forse a qualcuno è sfuggito, ma ieri è diventato legge il nuovo codice antimafia. Si dirà: checcefrega? Che c’entra con lo stalking? Già, non c’entra nulla, in linea di principio, e se si ha un’idea chiara di chi siano i persecutori e cosa siano gli atti persecutori. Cosa che, fin dal principio, pare sia estremamente oscura ai nostri legislatori, se si vuole dare una lettura benevola alla situazione.

La facciamo breve: nel nuovo codice antimafia si rendono più facili e rapide le misure di prevenzione, prima fra tutte la confisca dei beni. E fin qui tutto ok: si sa che oggi la mafia spara meno e fa molto più business, quindi ci sta. La novità è che queste facilitazioni alla confisca preventiva dei beni vengono estese anche ad altri reati come il terrorismo e la corruzione. E anche qui ci sta: la storia della mafia si intreccia strettamente a quella del terrorismo, e proprio la sua nuova natura imperniata sul business rende gli atti corruttivi un elemento quasi strutturale alle sue attività. Con buon senso, anche se con la solita semplificazione, infatti, oggi molti media usano titoli tipo “corrotti e terroristi come i mafiosi”.

Ma c’è anche un’altra innovazione: le azioni di confisca preventiva vengono applicate anche per i casi di stalking. Detto meglio: chi è anche solo indiziato per atti persecutori, può vedersi confiscati i propri beni dagli apparati dello Stato che stanno indagando su di lui. E di fatto anche lo stalker è equiparato a un mafioso, sebbene sia noto che il “picciotto” raramente tormenta le proprie vittime pedinandole, telefonando loro o esercitando un controllo ossessivo e patologico sulla loro vita. Solitamente i mafiosi usano metodi più spicci e concreti con le loro vittime.

ingiustizia_vMa tant’è quest’altra mostruosità giuridica diventa legge. Un reato penale che può essere denunciato con estrema facilità e senza particolari prove o evidenze, basandosi solo sul sentire soggettivo della presunta vittima, diventa ora un meccasnismo penale abnorme, dove l’accusato può vedersi privato di tutto con uno schiocco di dita e, a buon peso, additato anche come mafioso. L’impatto che questa cosa avrà sull’opinione pubblica, che d’ora in poi verrà debitamente sobillata dai media e dai vari centri antiviolenza e simili, farà il resto.

Non ha senso perdersi in elucubrazioni giuridiche sulla mostruosità di questa iniziativa legislativa. C’è solo da sperare che i giudici non la applichino e che qualcuno la ponga all’attenzione della Corte Costituzionale. Ha senso però chiedersi perché si è arrivati a tanto. Davvero è solo dabbenaggine dei politici? Crediamo di no. Ma non riusciamo oggettivamente a inquadrare l’iniziativa se non sotto il profilo elettorale. Tra poco si andrà alle urne, e coloro che più traggono vantaggio dalla legge anti-stalking, ovvero la lobby femminile e tutto l’indotto affaristico e di voti che le gira intorno, rumoreggiavano di uno scontento molto forte.

donnericche-696x4641-300x200La recente riforma del Codice Penale ha infatti stabilito che un processo per atti persecutori può chiudersi con un atto riparatorio (soldi) proposto dall’accusato e ritenuto congruo dal giudice. Una norma che riporta tutte le controversie dentro il tribunale, tagliando fuori dalle transazioni tutti i soggetti che prima si riempivano la pancia nella greppia. Serviva un risarcimento “politico”, ed ecco che la politica partorisce il picciotto stalker, nuova figura mitologica che popolerà le prime pagine dei media d’ora in poi. Senza che nessuno, naturalmente, metta in luce la non piccola contraddizione di un criminale equiparato al mafioso che può chiudere un processo semplicemente pagando… E chissà che dietro a tutto non ci sia un piano per cui i beni confiscati agli stalker verranno poi destinati proprio alle varie e voraci associazioni antiviolenza e affini…

Statistiche alla mano, e con questa riforma antimafia in vigore, non c’è molto altro da dire se non che dove non arriverà l’ex moglie o l’ex compagna con le sue false accuse e i suoi ricatti, arriverà lo Stato. Dunque, cari amici uomini, non vi rimane che farvi un giro nella vostra città, per iniziare a valutare in quale angolo sotto i portici vi trovereste meglio a bivaccare e dormire.

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