Il mistero dei tentati omicidi-maschicidi

323457Due mesi fa a Caltanissetta una giovane 24enne ha attirato l’ex compagno presso un casolare, dove hanno litigato. Lei ha estratto un coltello e gliel’ha piantato alle spalle. Identificata, di recente è stata arrestata per tentato omicidio. Ne dà notizia non il Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica o il TG1, naturalmente, ma il sito “LiveSicilia“. Questo, oltre a confermare la sistematica segregazione in cronache iper-locali dei fatti che vedono colpevoli donne e vittime uomini, intercetta un tipo di ricerca che sto portando avanti da un po’ di tempo, ahimé senza successo.

Tutto parte dal fatto che, sebbene non sia al centro del mio interesse, il fenomeno dei molto cosiddetti “femminicidi”, ha attirato la mia attenzione e mi ha indotto a diverse ricerche correlate, sia sotto l’aspetto dei dati statistici, che sotto quello della cronaca e della comunicazione. In questo percorso mi sono imbattuto, in Italia come all’estero, in un gran numero di articoli che raccontavano di tentati omicidi di donne con vittime gli uomini, il più delle volte ex mariti, ex compagni et similia.

14sLimitando il campo all’Italia, si riesce, tramite le fonti ufficiali (ISTAT, Minsitero di Grazia e Giustizia, eccetera), ad avere soltanto il dato dei tentati omicidi in generale, divisi per diverse caratteristiche: per sesso dell’autore, provenienza geografica, istruzione e altro. Non esiste nessun dato sulla scampata vittima del tentato omicidio. E’ un peccato perché, a giudicare dalla mole di fatti di cronaca, sembra il tentato omicidio sia qualcosa appannaggio prevalente delle donne. Ripeto: è solo un’impressione, non corroborata da nessun dato ufficiale, se non dalla sensazione, supportata dalla logica, che vi sia una coerenza tra il fallito omicidio e la minore forza fisiologica femminile. Per questo gli omicidi, o meglio i “maschicidi” tendono a rimanere solo “tentati”, forse. Anche se c’è chi, malignamente, suggerisce che in questo campo raramente le donne si servono della violenza fisica, preferendo metodi più subdoli, che non lasciano tracce, ad esempio il veleno.

Ripeto però: in mancanza di dati concreti sono tutte ipotesi. Resta da spiegare, ma soprattutto da misurare ufficialmente, la presenza massiccia di tentati omicidi da parte di donne a danno di uomini tra le pieghe nascoste delle piccole cronache locali. A margine sarebbe da spiegare perché queste notizie lì vengano relegate, mentre su Asia Argento & Co. si distute ancora, in prima pagina, e con una profondità tale da sembrare una dissertazione filosofica sulla critica della ragion pura di Kant.

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