Gli “stupri” di Weinstein e gli “african gigolò”

22688356_1501819073230647_2253579638594504761_nNon volevo tornare sulla questione di Asia Argento e di Weinstein, lo giuro, me l’ero posto come principio, soprattutto dopo il commento tombale di Vittorio Sgarbi. Eppure qualcosa mi riporta lì. Il solito doppio binario usato dall’informazione a seconda che si tratti di questioni di donne o di uomini, da un lato. Ma a stimolarmi è anche una diversa chiave di lettura della vicenda della starlette italiana che è possibile attuare sulla base di alcuni noti fatti della cronaca recente.

Prendiamo quindi la vicenda della Argento e sintetizziamola ripulendola di tutti gli infiocchettamenti e polemiche che le sono girati attorno. Abbiamo dunque: un uomo che può favorirla in qualcosa che a lei serve o che lei desidera molto, ma per concederglielo le fa capire o le chiede esplicitamente (non si sa) favori sessuali. Lei fa la scelta di cedere e vent’anni dopo dichiara di averlo fatto talmente controvoglia da aver vissuto la cosa come uno stupro. Come tale viene acquisita dai media, dove ora la Argento parla con combattività “a nome di tutte le donne”. Ridotta all’osso, e ripulita da tutti gli altri ricami possibili, la storia mi pare sia questa.

Cambio scenario. Siamo all’oggi, in Versilia. In alcune belle cittadine della zona (Camaiore, Forte dei Marmi) hanno sede alcuni centri di accoglienza per migranti. Prima si bisbiglia, poi si mormora, poi apertamente si dice e alla fine si verifica nei fatti che numerose donne della zona, sposate e non, andavano a trovare questi giovani africani, da cui prendevano piacere in cambio di sostanziose ricariche telefoniche e di chissà che altro. Al di là degli aspetti pecorecci e boccacceschi, e di ogni altra considerazione morale sulle femmine coinvolte (che sospendiamo per carità), ha senso ridurre all’osso anche questa vicenda. Del tipo: alcune donne in posizione di potere, in quanto ricche se paragonate alla miseria dei migranti, approfittano della propria posizione di potere per ottenere dai giovani un po’ del sempre gradito big black bamboo in cambio di qualcosa di cui questi hanno bisogno o desiderano, appunto ricariche telefoniche o altro.

big_black_cock_necklace_circle_charmNon ricorda qualcosa? Sicuramente sì: è l’inversione, sebbene in un contesto immiserito, della vicenda di Asia Argento. Cui si aggiunge un pregiudizio odioso: l’attrice, inquantodonna, sicuramente non aveva voglia di far sesso con Weinstein. Perché le donne non hanno mai voglia di far sesso, e il loro corpo è sacro. I migranti, inquantouomini, sono dei porci maiali per i quali far sesso è la cosa più ganza che esista, e il loro corpo è sporco e vile, e per questo si sono sollazzati con le signore toscane senza problemi, traendone pure vantaggio con una ricarica telefonica. Per Asia Argento, a parità di condizioni di scambio, si parla di “stupro”; per i ragazzi dei centri di accoglienza, si parla di “African gigolò”, cioè di prostituzione. A parità di condizioni, ribaltando la visione, se i migranti si sono prostituiti, allora anche Asia Argento… O no? E se no, perché?

Sbaglierò, ma ritengo sia stupro ugualmente, anche per i ragazzi africani, oppure appunto prostituzione da parte di Asia Argento (mettiamoci d’accordo e decidiamo…). La vera differenza è che i giovani avranno un percorso di vita che, con buona probabilità, gli renderà impossibile denunciare il sopruso oggi così come tra vent’anni. Dunque, se si vuole, ciò che è accaduto a loro è ancora più indegno, dato che fa leva sulla miseria e sul bisogno, 1200px-Louis_CK_2012_Shankbonementre Asia Argento, già solo per il cognome che porta, non aveva certo bisogno di favoritismi per ottenere non la soddisfazione di un bisogno primario (avere le risorse per comunicare con la famiglia), ma la realizzazione di un sogno per pochi eletti.

Tutto questo, oltre a provare che l’informazione è deviata e in malafede, potrebbe anche provare che le donne non si fanno scrupolo alcuno a usare in modo indegno anche il più piccolo potere per scopi sporchi, che l’uomo invece può perseguire solo collocandosi in posizioni di grande potere. Potrebbe essere insomma una riprova del noto adagio di C.K. Louis: “l’uomo magari ti pesta a sangue, ma ti lascia intatto come essere umano. La donna invece ti caga nel cuore”.

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