William, Lucia e la tomba dello Stato di Diritto

William ha 26 anni, fa il barista. Ha una storia tormentata con Elena, con cui rompe nel 2012. La giovane però non accetta la decisione e medita vendetta. Cerca ispirazione su internet e coinvolge un suo spasimante. Insieme tendono una trappola a William, lo spasimante lo blocca, Elena gli versa addosso una bottiglia di acido muriatico. I risultati dell’attacco vendicativo sono questi:

William-Pezzullo

I media non ne parlano. Proprio in quel periodo (settembre 2012) il Senato ha approvato una mozione sul contrasto alla violenza sulle donne. Il caso di William rompe uno schema, quindi la sua vicenda passa sotto silenzio.

Lucia è un’avvocato, una bella ragazza fidanzata con Luca. Si lasciano, lui non sopporta l’abbandono, così assolda due sicari e la fa sfregiare con l’acido, senza partecipare direttamente all’attacco, più o meno nello stesso periodo di William. Anche in questo caso gli esiti sono terribili:

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Qui però la stampa si scatena con gli “aveva tanta voglia di vivere”, “era una persona solare” di ordinanza.

Ora, lo squilibrio dei media non sorprende, sebbene le vicende siano praticamente identiche. Quello che sorprende (e indigna) è l’andamento successivo delle due vicende. Mettiamolo in tabella per meglio inquadrarlo:

WILLIAM

LUCIA

Capo d’imputazione per gli accusati Lesioni premeditate Tentato omicidio premeditato
Effetti dell’attacco Lesioni invalidanti (perdita della vista, dell’udito, della mobilità del collo, lesioni a muscoli e ossa) Lesioni non invalidanti (estetiche al volto)
Esiti successivi sulla salute Necessita dell’accompagnamento, non può più svolgere alcuna attività lavorativa. Ogni intervento ricostruttivo ha peggiorato la situazione a causa del rigetto. Non necessita di accompagnamento, ha ripreso l’attività lavorativa e le operazioni ricostruttive hanno avuto successo.
Sentenze Accusati dichiarati colpevoli e condannati entrambi a 10 anni di reclusione. Nessun risarcimento. Accusati dichiarati colpevoli e condannati a 20 anni (il mandante) e 14 anni (esecutori) di reclusione, con 800 mila euro di danni riconosciuti alla vittima.
Esiti giudiziari effettivi La condannata sconta la pena in una comunità di recupero gestita da suore. È stata scarcerata una settimana fa. I condannati sono in carcere.
Sostegno dello Stato Nessuno. Alla colpevole, una volta scarcerata, è anzi stato concesso l’affido del figlio di cui William si presume sia padre (notizia apparsa naturalmente solo su un sito locale). Insignita dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica dal Presidente Napolitano

Non ci vuole molto a misurare la distanza siderale tra i due pesi e le due misure utilizzate nei due casi. Sebbene entrambi siano attacchi premeditati, entrambi potenzialmente letali, solo per Lucia si è proceduto per tentato omicidio. Per William no. La sua famiglia dice che il PM, motivando la scelta per un’accusa molto meno grave, abbia affermato, riferendosi all’accusata: “non vorremmo mica creare un mostro…?”. Eh no, essendo l’aggressore una donna, no, non si può, anche se ha partecipato direttamente all’aggressione. E specie se nel frattempo Lucia è stata fatta Cavaliere dal Presidente della Repubblica, ovvero dal capo del Consiglio Superiore della Magistratura.

E così oggi un invalido, William, deve sostenere la propria parvenza di vita da solo, senza il sostegno di nessuno, sostanzialmente dimenticato, con in più la beffa non solo di non vedere in carcere la propria aguzzina, nemmeno per un giorno, ma addirittura di vederla tenere in braccio un bambino, di cui forse è padre. Il tutto mentre la vittima di un uguale reato oggi vive privata solo della propria bellezza, ma comunque vive, sapendo che chi l’ha rovinata sta giustamente marcendo in carcere, con una condanna lunga il doppio di quella riservata agli aggressori di William. E con questa consapevolezza ha periodicamente prime pagine, tiene conferenze nelle università e lavora tranquillamente.

Non è più solo il solito raccapricciante sbilanciamento dei media. A essere palesemente ingiusti sono lo Stato e i suoi massimi rappresentanti, il Presidente della Repubblica e la Magistratura. Non lo si chiami più, per favore, “Stato di Diritto” il nostro. Se ne dimentichi l’espressione, per decenza.

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Fonte: F. Nestola, “Il condizionamento delle coscienze”.

3 commenti

  1. Ci sono altre cose da dire…
    1- Lucia Nibali non solo è rimasta abbastanza intatta, ma come si vede, è ancora assai carina, non si nota moltissimo i danni che ha subito (mentre Pezzullo non ha più le orecchie, tra l’altro)
    2- Napolitano è una vergogna totale. Non dimentichiamo che ha fatto cavaliere del lavoro Mauro Moretti, nel 2010, l’anno dopo Viareggi per il quale lui era già indagato. Che altro dobbiamo dire?!?!?!? Che non ha MAI voluto incontrare i parenti delle vittime e le vittime superstiti. Mai! Quindi lo stato può bruciarti in casa tua con Moretti ai comandi (condannato ma a piede liberissimo, ha appena finito di semi-distruggere Finmeccanica ribattezzandola Leonardo ma perdendo 30.000 posti di lavoro), ma guai se ci prova un ‘privato’
    3- la Nibali NON era la fidanzata di Luca Varani (esatto, lo stesso nome del ragazzo ammazzato a Roma da quei due ‘cosi’, che nessuno o quasi si è azzardato a chiamare gay perché non è corretto visto che anche da loro c’é solo pace e amore), ma era l’AMANTE (esatto, Varanti tradiva la sua donna con lei). A proposito di Varani, riceve carrettate di lettere di ammiratrici in carcere. Che altro aggiungere?
    4- questo: che da quello che ha descritto Pezzullo, ha buscato non acido muriatico, ma solforico. Da che lo capisco? Dal fatto che quando ha cercato di lavarsi da quell’acido l’acqua lo ha bruciato ancora di più. Ricordatevi: in caso di contatto con acido solforico, lavare subito in maniera abbondante perché se è solo poca l’acqua, poi fa una reazione esotermica terribile. Pezzullo avrebbe dovuto avere una fontana per buttarcisi dentro. O sennò, ricordatevi BIS, BICARBONATO, che neutralizza l’acido (c’é scritto anche su wikipedia, ma io lo sospettavo di già).
    5- ah, aggiungo: la d’URSO, no dico la D’Urso, ha fatto una puntata su Pezzullo e sua madre, era affascinata da lui e lo ha chiamato un gran figo. Dico, l’ha trattato LEI e non i vari TG!

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  2. Vi deve essere sfuggita la lettera di risposta della portavoce del Quirinale circa la mancata carica di Cavaliere a William, riassumibile in “beh, mica possiam fare tutti Cavalieri”. Peccato poi, quest’anno, fare Cavaliere Gessica Notaro. Siamo al di là della vergogna.
    P.S. Non dimentichiamo Stefano Savi e Pietro Barbini, anch’essi dimenticati dallo Stato.

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