William Pezzulo umiliato due volte. Ma ora basta.

Qualche giorno fa ho pubblicato quello che, al momento, è l’articolo più letto di questo blog: “William, Lucia e la tomba dello Stato di Diritto“. In esso paragonavo due casi assolutamente simili, quello di William Pezzulo e di Lucia Annibali, entrambi attaccati con l’acido da ex incapaci di accettare la fine della relazione. La comparazione dei due casi mostrava la mostruosa e ingiustificata disparità di trattamento da parte della Magistratura e delle istituzioni tutte per l’uno e per l’altra: pur in presenza di danni ben maggiori per il ragazzo, solo la donna ha ottenuto soddisfazione giudiziaria, risarcimenti e addirittura onoreficienze quirinalizie da parte dell’ex Presidente Napolitano. William è dimenticato, lasciato solo. Ogni suo passo avanti è conquistato da lui in prima persona, senza alcun supporto se non quello dei suoi cari.

La situazione, ben rappresentata dalla tabella comparativa interna all’articolo, già così gridava vendetta, e per questo ho parlato di tomba dello Stato di Diritto. Sembra però che per le ingiustizie non ci sia mai fine, e che esse raggiungano, grazie al clima di demonizzazione del maschio che domina nel nostro paese, anche livelli di parossismo. La presa in giro può aggiungersi all’ingiustizia, l’umiliazione può raddoppiare, configurando un passaggio ancora più in basso e raggiungendo così quello che potremmo chiamare l’inferno dello Stato di Diritto. A cosa mi riferisco? Esattamente al fatto che sabato scorso il Presidente Mattarella ha conferito il cavalierato a Gessica Notaro, un’altra donna sfregiata con l’acido dall’ex, con conseguenze sempre, di nuovo, infinitamente inferiori a quelle di William.

Due volte umiliato, due volte dimenticato, due volte privato della giustizia. Onestamente quando ho visto la notizia non ci credevo. Presa coscienza, mi sono detto: ORA BASTA. Ho recuperato così la documentazione che avevo raccolto sul caso di William. Ho trovato due lettere che, ai tempi del cavalierato alla Annibali, l’avvocato di Pezzulo aveva inviato al Quirinale, ricevendone una replica insoddisfacente, qualunquista e con ampi tratti di sessismo. Qui di seguito trovate una fusione di quelle due lettere, stesse parole, stessi concetti, ma adattati alla nuova realtà della doppia umiliazione per William.

Quello che propongo ai lettori di questo blog e a tutte le persone che ancora credono nello Stato di Diritto è di assumersi la responsabilità della propria cittadinanza, al di là delle convinzioni politiche o dell’appartenenza di genere, e dunque di copiarla, incollarla su una email da inviare in massa al Quirinale, tramite l’apposito form che trovate QUI.

Ecco il testo della email da copiare e incollare, senza aggiungere né modificare nulla:

A Sua Eccellenza
Il Presidente della Repubblica
Dr. Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale
Piazza del Quirinale
00187 – Roma

Signor Presidente,
ho appreso dai media come Ella abbia conferito l’Onoreficienza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Gessica Notaro, giovane riminese sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato. Tale Onoreficienza si aggiunge a quella già conferita dal suo predecessore, Presidente Giorgio Napolitano, a un’altra donna nelle stesse condizioni, l’Avvocato Luicia Annibali.
Risulta lecito chiedersi per quale motivo, la Presidenza della Repubblica, così come tutti i media e le altre Istituzioni, continui a non dedicare uguale attenzione a episodi analoghi ove la vittima sia di genere maschile. A simboleggiarli tutti vi è il caso di William Pezzulo: lo stesso movente (rifiuto della fine della relazione) e lo stesso modus operandi (utilizzo di acido) da parte della sua ex fidanzata l’ha privato non solo dei tratti estetici del volto, ma anche delle orecchie, della vista, di parte della muscolatura del collo e dell’apparato osseo collegato. Di fatto William, a differenza delle due donne erte a simbolo di coraggio e determinazione attraverso l’Onoreficienza, è un invalido, impossibilitato a svolgere alcun tipo di attività. Oltre ad aver subito un trattamento giudiziario inspiegabilmente impari a quanto riservato alle due donne.
Sicuramente questa seconda Onoreficienza conferita a una donna vorrebbe, di nuovo come la prima, simbolicamente gratificare un comportamento più che una singola persona. Principio condivisibile, ma è lecito chiedersi quali criteri connotino come “meno coraggioso” e/o “meno civile” il comportamento tenuto da William Pezzullo.
A differenza delle due Signore insignite del Cavalierato, il Sig. Pezzulo non è praticamente mai comparso sulle emittenti TV pubbliche e private e ha rilasciato pochissime interviste alla stampa locale e nazionale. Pur essendo stato anch’egli vittima di un’aggressione pianificata ed eseguita dalla sua ex, ha vissuto e continua a vivere con discrezione il proprio dramma, ha sopportato e continua a sopportare con estrema dignità le conseguenze del gesto criminale che, tra l’altro, ha causato una condizione psicofisica di gran lunga più grave di quella, pur gravissima, sofferta dalle Sig.re Annibali e Notaro.
Non comprendo e non condivido questa disparità.
Né vale, a mio avviso, giustificare questa disparità sostenendo che le vittime maschili siano numericamente inferiori alle vittime femminili. Sarebbe l’affermazione di un principio difficilmente conciliabile con l’attenzione che la più alta carica dello Stato usualmente dedica alle minoranze. Seguendo questa argomentazione:
– non servirebbe riconoscere le violenze subite dagli omosessuali, perché gli eterosessuali vittime di violenza sono di più?
– non servirebbe riconoscere le violenze subite dai disabili, perché i normodotati vittime di violenze sono di più?
– non servirebbe riconoscere le violenze subite dagli immigrati, perché gli italiani vittime di violenza sono di più?
Allo stesso modo non servirebbe riconoscere le vittime maschili per il solo fatto che le vittime femminili sarebbero di più? Se fosse valido il teorema numerico, non si spiegherebbe il fatto che mai il Cavalierato sia stato conferito a un operaio sopravvissuto a una frana o a una caduta dall’impalcatura, visto che ogni anno le vittime di incidenti sul lavoro (quasi esclusivamente uomini) sono infinitamente superiori ai casi di omicidio o di aggressione a una donna.
Il timore, da parte mia, quale cittadino di questa Repubblica, è che l’attenzione ai casi Annibali e Notaro non nasca da un’esigenza reale e concreta, ma da un condizionamento ideologico che sconfina nel pregiudizio. L’atteggiamento dei media, in questo senso, ma anche di talune istituzioni, dà concreto fondamento a questo mio timore.
Personalmente prendo le distanze da qualsiasi rivendicazione sessista. Prendo anzi posizione contro ogni tipo di violenza, a prescindere dal genere di autori e vittime. Da cittadino di questa Repubblica mi piacerebbe riscontrare la stessa imparzialità anche nelle figure del Presidente della Repubblica e, a cascata, in tutte gli altri apparati dello Stato.
Con viva cordialità.
Davide Stasi

Io ho inviato al Presidente Mattarella questa comunicazione (nello screenshot di seguito ho tolto i recapiti personali, che però sono obbligatori):

Immagine

CHIEDO A TUTTI DI FARE LA STESSA COSA. E fate attenzione: per acquisire la comunicazione, il sistema vi chiederà di confermare dalla vostra email. Fatelo.

A supporto di questa iniziativa, poi, ho aperto una petizione online, che potete trovare QUI, e che chiedo a tutti di divulgare e firmare.

Perché William lo merita. Perché è una questione di rispetto e preservazione dello Stato di Diritto.

Ma soprattutto perché si è passato il segno. Perché ORA BASTA.

#williamcavaliere

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