Una scia di ingiustizie e manipolazioni

Oggi, a pochi giorni dall’uscita ufficiale del libro “Stalker sarai tu“, torniamo un po’ alle origini di questo blog, raccogliendo e collegando qualche elemento caratterizzante di ciò che andiamo dicendo da tempo: la legge anti-stalking crea più abusi di quanti reati in realtà non permetta di perseguire. E questo si inserisce in uno stream di comunicazione costruito per demonizzare l’uomo, creare un allarme sociale, da cui possa crearsi una bolla economica. Ovvero una domanda fittizia di servizi in difesa della donna, verso cui vengono dirottate grandi risorse di soldi pubblici. La conseguenza è la creazione di un serbatoio di voti e un contributo ad aumentare le statistiche sull’occupazione, a tutto vantaggio dei politici, e delle varie holding che circolano attorno a questa falsa emergenza.

E non è storia di oggi. Nel 2012 un giornale locale (ça va sans dire) dava questa notizia:

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Ai tempi la quantità di denunce per stalking era ancora misurata, le forze dell’ordine, come i meritori Carabinieri citati in questo articolo, avevano ancora la possibilità di andare a fondo e smascherare le miserabili porcherie ordite da donne e avvocati senza scrupoli. Già allora però emergeva lo sbilanciamento di trattamento. A fronte di una possibile rovina dell’uomo falsamente denunciato, la fanciulla se l’è cavata con dieci mesi di condanna per calunnia, commutati in una multa di 200 euro. Una capatina da un buon parrucchiere le sarebbe costata di più.

Ai tempi si era solo agli albori del delirio femminocentrico che oggi dilaga in parossismi tragicomici che vorrebbero i principi azzurri delle favole molestatori di donne non consenzienti. Quelli erano i primi fenomeni di un trend travolgente che qualche giorno fa in Parlamento ha trovato il suo apice, con 1400 donne alla ricerca di un’identità sulla base di statistiche non fondate (o meglio su semplici “stime”), strette attorno a una leader, il Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini, tra le più pericolose e divisive che la politica italiana abbia mai annoverato.

Gli eccessi raggiunti in quella kermesse hanno scatenato feroci ironie e grandi frustrazioni tra le legioni di uomini per bene devastati da politiche e tribunali discriminanti. Qualcuno, incurante delle minacce di denuncia, si è rivolto, con grande spontaneità e genuinità, direttamente all’On. Boldrini, cantandogliele chiare e nette, sebbene in modo un po’ eterogeneo. Uno sfogo simbolico e rappresentativo di un’intero genere sul piano nazionale. Invito ad ascoltarlo con attenzione, qui.

Ma questo signore, come tutti gli uomini, ha davvero qualche ragione per essere così incazzato? Io credo di sì. Credo che la situazione stia sfuggendo oggettivamente di mano. E un segnale chiaro arriva da uno spot che si sta diffondendo tra i social e in TV, destinato a pubblicizzare una onlus (ovviamente) schierata a difendere le donne dalla violenza:

Il salto è evidente. Si passa dalla demonizzazione della figura dell’uomo in quanto tale, alla demonizzazione del padre (come se fossero stati uomini ad agire, ad esempio, all’asilo di Vercelli…). Ed è decisamente un altro paio di maniche. Possiamo infatti guardare con pazienza e tenerezza, seppur schiacciati da false accuse e angherie processuali in fase di separazione, alle grida femminili per una maggiore attenzione (e maggiori fondi pubblici, eccetera). Ma la figura del padre no, quella dovrebbe essere intoccabile. L’equazione padre = violento grida vendetta mille volte di più dell’equazione uomo = violento, perché aggancia il lato debole dei rapporti di coppia: i bambini. Strumentalizzati regolarmente nelle fasi di separazione, ora vengono usati come clava emozionale anche dal lato della comunicazione.

Il segno lo si è già passato da tempo. Con messaggi di questo tipo il livello della provocazione, dell’ingiustizia, della manipolazione e dello scontro arriva a un punto davvero non più accettabile. L’augurio è che l’uscita di “Stalker sarai tu”, coniugata alla diffusione di altri testi dedicati a tematiche analoghe (Barbara Benedettelli, “50 sfumature di violenza”, in primis), aggreghi il lato maschile su un fronte che finalmente arrivi ad arginare questa deriva. Per una questione di giustizia. Ma, a questo punto, anche per tutela dei bambini, che il fronte femminocentrico nostrano sembra non farsi scrupolo a usare vergognosamente come scudo umano.

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